Roma, 30 gennaio.

È il secondo giorno della merla, ma, per le strade della Capitale, si respira aria di primavera con largo anticipo.

Chissà cosa direbbero Al Gore e Leonardo DiCaprio che peraltro, una manciata di giorni fa, era da queste parti…

La giornata che mi attende si prospetta lunga, fitta di incontri e interviste.

Come a ogni junket che si rispetti, anche durante questo sontuoso evento romano organizzato dalla Paramount e dalla Universal per Zoolander 2, ad assillarmi c’è la solita ansia da prestazione inversa rispetto a quella classica da “notte prima degli esami”: non c’è la paura di non avere la risposta corretta, ma quella di non avere la domanda abbastanza stimolante.

Arrivato, subito dopo pranzo, al De Russie, la prima persona che incontro inaspettatamente nella hall – con la coppola ben calcata in testa – è Luke Wilson.

Lo guardo.

Inizialmente, vedendolo con la coda dell’occhio, mi sembrava l’amico e collega Francesco Castelnuovo tanto che stavo per esordire con un “Ciao Fra’!”.

Mi fermo per due secondi a fissarlo con aria spiazzata, attimi fondamentali in cui realizzo di camminare sull’orlo del precipizio della gaffe, ma grazie al tempestivo intervento del neurone buono mi ricordo che sono qua per intervistare suo fratello e che quindi lui non è il volto di Sky Cinema News, bensì quello di Richie Tenenbaum e del “padrino” di Old School.

Capisce che ho capito ed è in quel momento che distolgo elegantemente lo sguardo proseguendo per la mia strada in direzione dell’area di accoglienza per la stampa.

Il primo appuntamento è una lunga chiacchierata con l’attore e sceneggiatore di Zoolander 2 Justin Theroux. che avviene in un’elegante e tranquilla suite al termine del photocall di tutti i talent

 

Prima d’iniziare a parlare di Zoolander 2, che è semplicemente grandioso, vorrei parlare un po’ del tuo passato nel mondo del cinema. La prima volta che ti ho visto in un film credo sia stato intorno al 1999, in quella favolosa commedia nota come Romy & Michelle.

Oh sì!

È un film che adoro. Che ricordi hai di questa esperienza, specialmente del lavoro con un genio della comicità come David Mirkin, autore fra le altre cose di alcuni fra i più memorabili episodi dei Simpson?

Sì, assolutamente, ha firmato episodi epici. Guarda, è davvero una delle persone più divertenti che abbia mai incontrato e sul set faceva ridere tutti di continuo. La mia era una parte piccolina, ma è stata la prima esperienza del sottoscritto in un film prodotto da uno studio. Quindi ti dico tranquillamente che ero alquanto nervoso, emozionato. cowboy_therouxPoi con Jeanine Garofalo scherzavo davvero un sacco… Ricordo ancora oggi che la cosa che mi colpì di più era chiaramente la portata dell’intero film dal punto di vista dei mezzi… Sai, tutti i camion, le attrezzature… E David nel bel mezzo di tutto questo trovava sempre il modo di farci ridere.

E come ti sei trovato coinvolto all’interno di questa folle famiglia di grandi comedian composta da Ben Stiller e gli altri? Magari proprio grazie a Jeanine che aveva già fatto Giovani, Carini e Disoccupati con lui?

No, in realtà stavo facendo una piece teatrale a New York insieme a un amico di Ben. Lui aveva da poco finito il Ben Stiller Show, che fra le altre cose era stato anche cancellato nonostante fosse stato uno dei primi comedy show di quel genere. Si trattava davvero di roba molto avanti per i tempi. Ci siamo conosciuti grazie a questo nostro comune amico e ci siamo trovati subito in sintonia, abbiamo capito immediatamente che avevamo un senso dell’umorismo molto simile. Prima di diventare colleghi, siamo diventati amici. Poi un giorno lui mi chiese se avessi mai provato a scrivere qualcosa e io “Sì, qualcosa sì”. È stato lui a incoraggiarmi in questa avventura creativa di sceneggiatore perché trovava che alcuni dei dialoghi che avevo partorito fossero davvero divertenti. Diciamo che, grazie al suo incoraggiamento e supporto, ho iniziato a scrivere con regolarità.

Qual è la chiave per riuscire a saltare avanti e indietro come fai tu fra commedia e dramma? Parliamoci chiaro: sei un grande comedian, ma anche un abile attore drammatico

Sai, in realtà non credo siano poi così differenti. Fondamentalmente li tratto alla stessa maniera, poi, ovviamente, in uno si tende a ridere un po’ di più. Ma gli attori molto allenati, di base, non hanno troppe difficoltà ad afferrare entrambi i registri. Non sento di tracciare una linea di demarcazione così netta sul come mi avvicino a questi contesti… Poi, personalmente, quando scrivo non mi occupo di “drama” anche perché per mia indole sono portato a pensare in maniera ironica. Parlando per la mia parte di scrittore mi trovo più a mio agio con la commedia, ma come attore mi piace fare entrambe le cose.

È stato difficile scrivere la sceneggiatura di Zoolander 2? Specifico: qualcosa che fosse all’altezza del primo se non addirittura superiore, a mio modesto parere?

Guarda, mi è già capitato di scrivere un sequel (Iron Man 2, ndr.) e se c’è una cosa che ho imparato da quella esperienza è che non devo mettermi troppa pressione addosso. Pensare all’essere migliore, più divertente… magari si trattava di fare qualcosa di differente utilizzando gli stessi personaggi e far sì che la “loro musica” si adattasse a quello che volevo scrivere. Quelli di Zoolander sono fra i personaggi più divertenti che siano mai approdati al cinema, quindi era importante render loro onore. E, onestamente, mi sono già ritrovato col grosso del lavoro fatto da Ben, Drake Sather (il co-autore dei personaggi, scomparso nel 2004, ndr.) e John Hamburg. Sono loro che li hanno inventati e quella sì che era una roba difficile da fare. Io ho dovuto trovare un plot, una trama, una storia, una serie di situazioni spassose da raccontare e divertirmi insieme agli altri. Io e Ben abbiamo collaborato molto, ci mettevamo seduti a parlare e cominciavamo a proporre reciprocamente delle cose che ci facevano sganasciare dal ridere.

All’inizio dovevi esserci tu dietro la macchina da presa. Come mai hai effettuato questo passo indietro?

Sai, c’è voluto parecchio tempo prima che Zoolander 2 entrasse materialmente in lavorazione, fra il green light e le varie disponibilità degli interpreti coinvolti. Nel mentre io ho ricevuto la proposta di prendere parte a un serial televisivo (The Leftovers, ndr.) e, visto che mi pareva davvero interessante, non volevo perdere la chance di parteciparvi e, nonappena ho iniziato a girare la serie tv, ecco che Ben mi fa “Allora, siamo pronti per partire con Zoolander 2!”. E a quel punto lui era l’unica persona, anzi, la più indicata a dirigerlo. Non abbiamo neanche perso tempo a pensare a qualche altra alternativa.

Non ti faccio la classica domanda sul “come sei stato in Italia?” perché sarebbe di una banalità disarmante, però voglio sapere una cosa: l’Italia era lo scenario principale del film fin dai primi stadi di sviluppo della sceneggiatura?

È stata sempre una delle location. Prima ne avevamo anche altre… c’era un po’ di New York, Parigi, però sì, volevamo girare in Italia fin dal principio. Ed era una scelta dettata proprio dalla storia della città che va ad intrecciarsi con quella di Zoolander 2. C’era bisogno di un luogo che catturasse il versante storico dei fatti raccontati nel film. Non c’era davvero altra opzione ai fini narrativi.

D’altronde hai anche qualche goccia di sangue italiano che scorre nelle tue vene…

Qualcuna, sì. Solo un po’.

Hai “sfruttato” la cosa anche per venire da queste parti a fare un po’ di scouting delle varie location? O eri già pratico di robe romane?

Sono stato a Roma innumerevoli volte. È una città che amo. Non sono venuto per fare lo scouting location, abbiamo mandato delle altre persone a fare questo lavoro. Io, compatibilmente agli impegni per lo show televisivo, sono riuscito a fare avanti e indietro di continuo. Sarei voluto stare qua ininterrottamente per tutta la durata delle riprese, ma purtroppo non ho potuto.

 

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AVVERTENZA. LE PROSSIME DUE DOMANDE CONTENGONO SPOILER SUI CAMMEI PRESENTI NEL FILM

Senza spoilerare nulla circa la pletora di cammei presenti nel film… Momenti che mi hanno fatto letteralmente piangere dal ridere…

Ahahahah!

Ecco, quando scrivevi la sceneggiatura di Zoolander 2, avevi in mente quello specifico attore o attrice per questa o quella comparsata oppure…

Sì. Ce ne sono un paio – uno si vede già dal trailer ovvero Justin Bieber, un altro… non so quando pubblicherai il pezzo però mi riferisco a Sting, che doveva esserci per forza… Gli altri… Volevamo davvero che ci fosse anche Anna Wintour… Per il resto abbiamo avuto vita facile: volevano partecipare tutti! Avevamo davvero l’imbarazzo della scelta, per cui abbiamo optato per questa manica di matti. In parole povere: potevamo scegliere chi volevamo senza alcun problema!

TERMINE DELLO SPOILER ALERT

 

Parliamo del look di Benedict Cumberbatch: chi l’ha scelto?

C’era questo modello trans che conoscevo e mi sono ispirato un po’ a lui, poi è stata anche la classica roba di casting: pensavamo che Benedict fosse perfetto per quella parte, lui smaniava letteralmente all’idea di partecipare ed è stato tutto favoloso.

C’è qualcuno a cui hai dovuto dire “No, grazie, siamo già pieni!”?

Aaah, un sacco di gente! Non ti dirò nessun nome, ma davvero tanta gente. Si è trattato davvero di schedule e di costi, perché in ogni caso per portare questa gente a Roma devi spendere un po’ di soldi quindi dovevi scegliere con attenzione. Poi magari alcuni di loro erano già in zona per altri motivi e i passaggi sono stati un po’ più agevoli dal punto di vista logistico.

Questa è un po’ spinosa, ma te la devo fare perché moltissimi nostri lettori hanno parecchio a cuore la questione dei cinecomic: che ricordi hai dell’esperienza avuta con Iron Man 2? Il film è andato bene al botteghino, ma viene ricordato come problematico in un certo qual modo.

Sai, come accade molto spesso, non è semplice tenere fede alle aspettative. E dopo il primo Iron Man, quelle per il secondo erano elevatissime. Vai a vederlo con un enorme bagaglio di aspettative e… il film aveva una data di uscita anche prima che cominciassimo a lavorarci per cui abbiamo dovuto lavorare velocemente. E non voglio lamentarmi di niente e di nessuno, sia chiaro… Si è trattato di un lavoro di squadra e io amo davvero gente come Jon Favreau e Robert Downey Jr. Abbiamo cercato di accontentare i fan e di dare forma a qualcosa di spettacolare… Ma a volte le
cose finiscono per non andare per il verso giusto, anche se ci sono parti del film di cui sono davvero orgoglioso.

La lunga storia relativa alla battaglia intestina fra i Marvel Studios e la Marvel Entertainment è assurta agli onori della cronaca solo recentemente. All’epoca hai avuto avvisaglie su…

No. Vedi, quello che adoro di gente come Kevin Feige e Jeremy Latcham e tutti i ragazzi che lavorano allo studio è che amano davvero questi personaggi. Non stanno solo buttando allo sbaraglio dei film. Ricordo che a quel tempo io e Kevin stavamo parlando di The Avengers e io avevo dei dubbi “Non so, pensi davvero che possa funzionare? Iron Man e tutti quei personaggi insieme?” ma poi alla fine è riuscito a fare qualcosa di davvero speciale. Amano questi supereroi e sono estremamente protettivi nei loro riguardi. Per quanto concerne il lato business, la battaglia per il merchandise o quella fra le divisioni della Marvel, non ci ho fatto davvero caso. E per quanto riguarda il presente so che il loro desiderio è che ogni prodotto sia valido.

Dai, torniamo a Zoolander 2. Il tuo Evil Dj, rispetto al primo Zoolander, ha un look fantastico e assurdo. Hai scelto tu la sua assurda mise?

Sì! Sai, per tutto il film abbiamo provato così tanti outfit, ogni cosa è così esagerata… Poi lui era il preside e quindi mi sono domandato “ma che aspetto avrebbe un preside come lui?”. E la roba divertente è che Derek, chiaramente, non lo riconosce solo perché in testa ha questa parrucca e tutte quelle robe addosso.

E tornando anche alla scrittura del film, come si lavora a una pellicola ambientata nel mondo della moda… un mondo che è così… come dire…

Esagerato…

Esattamente, esagerato. Come è possibile scrivere qualcosa che sia in grado di superare questa realtà già così assurda di per sé?

Ahahahah, hai ragione! Sai, alla fin fine alle persone la moda piace e, in base alle disponibilità di ciascuno, chi non gradisce avere qualcosa di Chanel o Valentino… Ma nessuno si sognerebbe di mettersi addosso tutte quelle robe insieme e a caso come, fondamentalmente, fanno Derek e Hansel. Loro indossano di tutto, ma contemporaneamente! E tutti nel film sono “stravestiti”. Quanto all’essere assurdi, over the top… sai penso che una delle qualità del primo capitolo ruoti proprio alla nozione di questi modelli maschili così famosi… Ricordo che quando lessi la sceneggiatura prima che il film venisse fatto, ridevo già all’idea di questi due elementi famosi a livello internazionale solo per il fatto di essere modelli.

Con quale personaggio ti sei divertito di più a lavorare mentre scrivevi la sceneggiatura?

Tutti e tre, dico davvero. Ma anche i nuovi ingressi come Don Atari e Alexanya…

Oh, quanto adoro Kristen Wiig, il modo in cui parla, piangevo letteralmente dal ridere durante il press-screening!

Oh, sì davvero, lei è strepitosa. Ma quanto a Derek, Hansel e Mugatu li adoro davvero allo stesso modo. Lavorare con questi personaggi è stato fantastico, avere l’onore di metter loro delle parole in bocca.

Hai lavorato due volte con un genio come David Lynch. Che aspettative hai come persona inserita nel mondo dello showbusiness, ma soprattutto come spettatore, per il nuovo Twin Peaks?

Come addetto ai lavori, sono certo che farà qualcosa di straordinario. E come spettatore pure! David è una persona unica, così singolare. Non fa nulla che non voglia realmente fare. Sono sicuro che magari si ritroverà con un sacco di note e indicazioni da parte dello studio e non darà ascolto a nessuna di esse per quanto concerne la parte creativa. Darà vita a quello che vuole. Sono un grande fan della serie e sono incredibilmente curioso di vedere cosa accadrà. Sarà divertente tornare nel mondo di Twin Peaks e gustarmi quello che escogiterà.

E circa la tua di esperienza televisiva? Ti ha fatto piacere vedere che le persone sono praticamente andate a manifestare sotto gli uffici della HBO per avere la terza stagione di The Leftovers? Cosa possiamo aspettarci?

Mi ha fatto incredibilmente piacere. Ma su quello che accdrà non ne ho ancora, genuinamente, la benché minima idea. La seconda stagione mi è piaciuta davvero tanto… cioè, chiaramente amo entrambe le stagioni, ma la prima è più triste in un certo qual modo, le persone hanno sofferto di più, anche se sono state entrambe alquanto tristi. Penso spesso al perché le persone apprezzino così tanto questo show e credo che, alla fin fine, non è tanto una questione che dipende dal mistero alla base della storia, ma quanto dal fatto che si parla del senso della vita. E chiaramente non è che ci sogniamo di poter dare una risposta a questa domanda, ma è divertente osservare dei personaggi che cercano di farlo.

 

Bede ha appena intervistato #justintheroux sceneggiatore di Zoolander 2 e protagonista di The Leftovers

Pubblicato da BadTaste.it su Sabato 30 gennaio 2016

 

ZOOLANDER 2 PREMIERE E JUNKET A ROMA – TUTTE LE NOSTRE ESCLUSIVE

Zoolander 2, scritto da Justin Theroux e diretto da Ben Stiller, vedrà ancora una volta come protagonisti Ben Stiller e Owen Wilson nei panni di Derek Zoolander e Hansel. Confermati anche Christine Taylor (Matilda Jeffries), Cyrus Arnold (Derek Zoolander Jr.) e Will Ferrell (Mugatu). Nel cast anche Kristen Wiig e Penelope Cruz. Le riprese si sono svolte a Roma.

L’uscita del film è prevista per il 12 febbraio 2016, per l’11 febbraio in Italia.