“Romanzo criminale è stato il primo grande film italiano su cui ho lavorato. La foto è un regalo di Philippe Antonello, tra quelle esposte in occasione del lancio del film. Infatti decidemmo di non fare l’anteprima con red carpet (che spesso per i film italiani non ha un impatto significativo) e di organizzare invece una mostra fotografica alla casa del cinema. Funzionò ed ebbe un’ottima risonanza.” Nicola Maccanico, direttore generale della divisione italiana della Warner Bros., ci accoglie dentro il suo ufficio nella sede dell’azienda a Roma e inizia a parlarcli dei quadri e degli oggetti che si trovano sulle pareti e sui mobili.

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“Qui invece c’è una frase della poesia Invictus, di William Ernest Henley, che esprime un concetto forte e simbolico. Quella invece è una delle immagini usate per la mostra celebrativa della trilogia di Nolan in occasione del lancio del Cavaliere Oscuro – il Ritorno. È una foto catturata dal set di Batman Begins, dove Christian Bale vestito da Batman guarda in macchina per capire l’inquadratura. La trovo ironica ed originale,” continua. È così che ha inizio la nostra chiaccherata, nella quale parliamo del listino Warner (ricchissimo di titoli nel 2016), di Batman v Superman, di Animali Fantastici e Dove Trovali, ma anche di cinema, di industria e di Lucca Comic & Games.

Ci sono anche tantissimi badge!
I badge servono per ricordarmi quanto tempo è passato e quanta responsabilità deriva dall’esperienza… ed effettivamente stanno diventando davvero tanti. Nel conservarli mi sono imposto una regola: tengo solo quelli riferiti ad eventi un po’ più “strutturati” e tutti quelli degli incontri internazionali…

Sai cosa manca? Il badge del Comic-Con di San Diego, dove la Warner ha sempre panel immensi…
Il mio lavoro è meraviglioso e ti porta a gestire moltissime cose, ma al tempo stesso ti perdi molti eventi per finire il lavoro in ufficio!


Batman V Superman fu annunciato proprio al Comic-Con di San Diego…
Sì, quello è stato l’inizio di un lungo percorso che ha portato il film in sala in questi giorni. È stato fatto un lavoro straordinario che rappresenta l’inizio di un percorso. Da anni si parla del lavoro di sviluppo della DC nel mondo Warner per costruire nuovi fenomeni… e con questo film cominciamo a vedere i primi frutti concreti. Zack Snyder ha costruito un film memorabile con il suo talento visivo assoluto.
E ha descritto mirabilmente il confronto epico tra due personalità molto forti ma complesse al tempo stesso.A rafforzare una base già molto solida la scelta di Ben Affleck come Batman che conferisce al personaggio un lato profondo, adulto, credibile. E se aggiungiamo a questo un Superman meno perfetto di quello a cui siamo abituati, un Henry Cavill che scende su un terreno più sofferto e quindi più umano, risulterà evidente perché questo film resterà nella storia cinematografica.

Passiamo a una domanda di attualità: Kung Fu Panda 3 ha fatto molto parlare di sè, nell’industria, per la vicenda della anteprime annunciate un po’ all’ultimo momento. Qual è la posizione di Warner a riguardo?
Partiamo da un presupposto: ogni azienda deve scegliere liberamente la propria strategia, il mercato libero è il combinato disposto delle libere scelte delle singole aziende. Questo non può e non deve essere messo in discussione.
Detto questo però va anche sottolineato come comunicare in anticipo le proprie strategie è un atteggiamento responsabile che va incentivato per aiutare il mercato a massimizzare il proprio valore. Le decisioni “last minute” sono più scomode per tutti ed andrebbero evitate, salvo in casi eccezionali, soprattutto quando riguardano grandi film capaci di condizionare il mercato.

warner03Ci riallacciamo quindi all’argomento delle uscite estive. Quest’anno il listino Warner dimostra che credete molto nel cinema d’estate, nonostante Europei e Olimpiadi. Anche in questo caso, secondo te, ci vorrebbe più dialogo tra le major?
Non credo sia un tema di dialogo, piuttosto di presa di coscienza generale su come l’estate sia una grande opportunità.
Al di là delle convinzioni dei singoli manager cominciamo ormai ad avere solide dimostrazioni di come far uscire film per 12 mesi non sia solo possibile ma anche necessario.
L’estate poi è un momento in cui alcuni film possono ottenere risultati difficili da immaginare in momenti diversi dell’anno (come il nostro Pixels per fare un esempio). È fondamentale insistere e continuare a posizionare film d’estate: i giovani già rispondono da tempo ma adesso cominciamo ad avere segnali interessanti anche dal pubblico più adulto.
Relativamente al tema dei grandi eventi sportivi, credo vadano gestiti e non evitati. Se facciamo uscire film mentre c’è la finale di Champions, mentre si giocano le giornate decisive del campionato, mentre Valentino Rossi si gioca il mondiale, allora dobbiamo farlo anche quando ci sono i macro eventi sportivi quadriennali. Tra l’altro non va sottovalutata l’opportunità di promuovere i nostri film proprio attraverso questi eventi. Insomma ragioniamo pure su tipologia di film e target di riferimento a ridosso di mondiali, europei ed olimpiadi, ma la fuga non deve essere un’opzione.
Quest’estate presenteremo tanti film: Angry Birds, Tarzan, Ghostbusters, Suicide Squad, Conjuring 2… e lo facciamo nell’interesse dei nostri film. Ma non è un gesto di generosità, non lo facciamo per gli altri: lo facciamo nell’interesse dei nostri film. È il corridoio ideale per loro e potranno diventare dei grandi successi.
Detto questo, comunque la stagione estiva continuerà a crescere, è un percorso ineluttabile. E più saremo veloci ad accompagnare questo percorso e meglio sarà per tutti. E il definitivo superamento della nostra “debolezza estiva” potrà aiutare a correggere anche il suo effetto collaterale più dannoso: la congestione endemica nel nostro mercato di film nei mesi invernali. Il numero eccessivo di film nel corso dei mesi freddi è il combinato disposto dei blockbuster italiani, dei film per gli Oscar e di tutta una cinematografia dedicata al pubblico adulto, oltre al cinema popolare americano che si spalma nei 12 mesi. Sono mesi molto competitivi in cui molti prodotti interessanti si fanno male e dove la vita media dei film si accorcia a dismisura. Un maggiore equilibrio distributivo consentirà anche di preservare alcuni film che oggi finiscono nel frullatore invernale e ne beneficerà il nostro settore, anche chi oggi sembra distratto sul punto. Per quanto concerne il cinema italiano non c’è solo il problema della stagionalità (a esclusione dei film di Cannes, la stagione del cinema italiano finisce a marzo) ma anche quello del numero complessivo di film: sono troppi e continuano a crescere. La maggior parte sono film che non incidono minimamente sul botteghino, devono finire al cinema per i meccanismi di finanziamento degli stessi che premiano l’uscita in sala. Credo che una riflessione al riguardo sia necessaria. Ed il disegno di legge Franceschini in discussione in questo momento mi sembra si muova nella giusta direzione per cercare di sbloccare la situazione e per lavorare alla crescita del mercato utilizzando principi innovativi. D’altronde nell’epoca digitale la sala cinematografica ha decisamente ancora molto senso, ma immaginare diverse e nuove forme di distribuzione oltre la sala per alcune tipologie di prodotto è possibile, se non necessario. Così facendo potremmo valorizzare maggiormente l’esperienza in sala, dare maggiori opportunità di visibilità a tutte le tipologie di contenuti anche se in ambienti diversi ed invertire il trend che vede l’Italia come uno dei paesi del mercato mondiale dove la vita media dei film in sala è più breve.

Il criterio con cui tendenzialmente scegliamo i progetti è semplice e molto complesso al tempo stesso: scegliamo quelli che ci sembrano più forti

Parlando di cinema italiano, qual è il ruolo di Warner in questo settore? Quali sono i criteri con cui scegliere quale film produrre?
Il criterio con cui tendenzialmente scegliamo i progetti è semplice e molto complesso al tempo stesso: scegliamo quelli che ci sembrano più forti, in assoluto e rispetto all’investimento richiesto. Infatti anche sulle local productions siamo mossi dall’ambizione di costruire successi di pubblico, capaci di incidere positivamente sul nostro conto economico. anche nelle produzioni locali cerchiamo di costruire successi.
È un lavoro molto complicato nel quale collaboro con il nostro Presidente Barbara Salabè, che ha un ruolo centrale sulle produzioni locali.
Crediamo molto nel cinema italiano e continueremo a lavorare duramente per costruire nuovi successi. Ormai abbiamo un’esperienza molto solida sia nella costruzione dei deals che nelle relazioni con produttori e filmakers locali ed intendiamo utilizzarla per continuare a migliorare le nostre scelte e le nostre performances.
Sul fronte distributivo restiamo forti della nostra convinzione “storica”: il marketing e la distribuzione di un film italiano non divergono da quelli necessari per un prodotto americano. È comunque un film che deve cercare il proprio pubblico con strumenti di marketing contemporanei ed attraenti: ecco proprio questo è il lavoro che WB fa da sempre e crediamo di saperlo fare bene.

Distribuite titoli Warner, titoli Sony, cinema italiano, grandi blockbuster… ci sono weekend in cui avete anche più di un film in uscita. Come valorizzate ogni titolo? Ci porti dietro le quinte di questa macchina?
La cosa che mi rende più orgoglioso del percorso in questa azienda è l’essere riuscito a costruire questa idea di macro-distributore in Italia, pur non rinunciando alle produzioni locali. È una scommessa che abbiamo vinto basandoci sulla competenza e la passione di uno straordinario gruppo di persone.
Tra le quali tengo a citare Thomas Ciampa, oggi VP Theatrical Distribution, che mi ha sempre accompagnato in questo entusiasmante e difficile percorso. E con lui tutta la Direzione Commerciale ed il gruppo del Marketing, donne e uomini di grande serietà che ogni giorno hanno costruito risultati importanti che resteranno nella storia del nostro mercato.
È un lavoro che impone visione e capacità di anticipare i problemi. Avere due studi ed alcuni film italiani è possibile solo con una conoscenza assoluta del mercato ma anche con la capacità di vedere prima possibili evoluzioni del contesto competitivo: con molti film i margini di manovra si riducono drasticamente.
E sulla valorizzazione non abbiamo mai fatto sconti: ogni film ha la sua dignità ed implica il massimo impegno. È un concetto semplice ma decisivo per un distributore. E noi lo applichiamo ogni giorno, in ogni contesto con un attenta divisione dei compiti ed una programmazione puntuale.
Sono quasi cinque anni che stiamo andando avanti così, con questo ritmo forsennato, e devo dire che siamo molto soddisfatti. Ormai ci sembra quasi normale…!

warner01Parlando di cinema vero e proprio: quest’anno esce Angry Birds, che è Sony Pictures Animation, ma l’anno prossimo uscirà il nuovo film LEGO. Il successo di The LEGO Movie sembra aver lanciato un vero e proprio franchise, è una opportunità per Warner per entrare con un peso maggiore nel settore dell’animazione?
The LEGO Movie è stato uno straordinario successo nella maggior parte dei mercati, in Italia ha funzionato bene ma ad un livello proporzionalmente inferiore.
Detto questo non ci scoraggiamo, anzi crediamo che Lego abbia un enorme potenziale cinematografico anche nel nostro paese e stiamo lavorando alla costruzione di una crescita importante per i prossimi episodi.
In questo senso abbiamo accolto con grande fiducia la scelta di puntare su Lego Batman per il prossimo film. È certamente un personaggio molto divertente e propone al pubblico un’ironia dissacrante che riteniamo molto in linea con i gusti del nostro pubblico. Lego Batman può aiutarci ad allargare il nostro target di riferimento e segnare un punto di sviluppo importante per la franchise in Italia. D’altronde Lego è uno delle 3 direttrici di crescita che WB sta sviluppando a livello globale. Poi c’è la DC Comics, di cui abbiamo già parlato nel celebrare BvS, con cui è in costruzione un percorso che ci farà incontrare tra gli altri la Suicide Squad, Wonder Woman, Cyborg, Flash, Aquaman e la Justice League. E infine Fantastic Beasts, il ritorno  di JK Rowling e del suo magico mondo. I fan di Harry Potter sono già pronti ma siamo sicuri di poter coinvolgere un pubblico ancora più ampio in questa meravigliosa trilogia che vedrà il suo inizio il prossimo Novembre. Insomma le franchises al centro dello sviluppo dei prossimi anni. Film e personaggi che popoleranno l’universo WB non solo al cinema ma anche in tutte le altre divisioni (TV, Home Entertainment, Consumer Product) e che potranno fortemente beneficiare di una promozione costante attraverso le nostre strutture di marketing integrato.

Torniamo al listino di quest’anno. Non è facile trovare un solo grande film. Ce ne vuoi parlare?
Il nostro 2016 si presenta come un altro anno molto importante, con una grandissima varietà di titoli sia in termini di qualità che di quantità.
Provo ad andare con ordine.
A maggio avremo Money Monster (Jodie Foster che dirige Clooney e Julia Roberts in un thriller contemporaneo) ed Almodovar che torna a parlare di donne con il suo stile unico: Julieta e’ veramente un grande film. A giugno avremo Angry Birds, straordinaria animazione in grado di far divertire più generazioni; poi Me Before You (Io prima di Te) tratto da un bestseller per ragazzi che emozionerà intimamente il pubblico ed infine Paradise Beach in cui uno squalo tornerà a turbare i nostri sogni estivi. A Luglio partiremo forte con The Conjuring 2, una garanzia dell’horror che non tradira’ le attese,  poi un grande personaggio che torna in uno spettacolare film per tutti: La Leggenda di Tarzan. Alexander Skarsgard è un Tarzan davvero credibile e più contemporaneo ed è accompagnato da un cast d’eccezione (Margot Robbie e Waltz), insomma ci sarà da divertirsi. Nel corridoio di fine Luglio dove l’anno scorso abbiamo celebrato il successo di Pixels quest’anno avremo Ghostbusters, e vogliamo ripetere un grande risultato. Il film propone una comicità al femminile molto originale ed il brand è forte e conosciuto. Ad Agosto, tra gli altri, potremo offrire al pubblico Suicide Squad, uno dei film più attesi dell’anno fin dal primo trailer: sembra avere tutto per diventare uno straordinario fenomeno e stiamo lavorando duramente per accompagnarlo nella parabola del successo planetario.
Nel prossimo autunno avremo altrettanti titoli interessanti ed attesi, come I Magnifici Sette (Settembre) ed Inferno (Ottobre) che ha visto ancora riuniti Howard ed Hanks per la realizzazione cinematografica di un libro di Dan Brown e vede l’Italia ancora una volta come sfondo ideale per lo sviluppo di una storia sorprendente. Poi The Accountant con Ben Affleck ed a Novembre, finalmente, l’attesissimo Fantastic Beasts (Animali Fantastici e Dove Trovarli) che riporterà il meraviglioso mondo di JK Rowling al centro dell’attenzione mondiale. Voglio anche citare il nuovo film di Ang Lee, Billy Lynn Long Halftime Walk e chiudere con  Sully: Clint Eastwood torna a dirigere Tom Hanks, la storia è quella del comandante eroe che è riuscito a far atterrare un aereo di linea nell’Hudson River salvando tutti i passeggeri che erano a bordo. È legittimo aspettarsi un ennesimo capolavoro da uno dei piu’ grandi registi viventi, e noi lo proporremo al pubblico durante le feste natalizie.

Crediamo molto in Lucca e continueremo a investirci. È una manifestazione destinata a crescere ed ideale per un’azienda come la nostra


Parliamo di Lucca Comics & Games: è una manifestazione italiana che ha una grandissima importanza anche strategica, e il cinema ha un ruolo sempre più ampio. Quanto credete in questa manifestazione? Sperate che dia sempre più importanza al cinema o c’è un problema di infrastrutture che impedisce di fare grandi anteprime e mostrare più contenuti in anticipo?
Crediamo molto in Lucca e continueremo a investirci. È una manifestazione destinata a crescere ed ideale per un’azienda come la nostra che desidera proporre ai propri appassionati l’offerta completa di cinema, home entertainment, games e consumer product.
Lucca ha anche un valore simbolico per WB Italia, infatti 3 anni fa proprio a Lucca il nostro nuovo marketing integrato ha organizzato il primo evento in cui tutte le divisioni sono riuscite a convivere fisicamente in un unico ambiente. È stato importante ed ha segnato un cammino che ci sta regalando molte soddisfazioni.
Per quanto riguarda il cinema c’è un tema di strutture, certo, ma anche di reperimento di contenuti. Il Comic-Con di San Diego ha un ruolo centrale perché si svolge nell’ecosistema dove nascono i fenomeni cinematografici globali. È ad un passo da Hollywood ed un evento “facile” per parlare innanzitutto al pubblico americano (sempre fondamentale anche in un mercato cinematografico a più forte incidenza internazionale).
Inevitabilmente il contributo delle Major a Lucca subisce molti più condizionamenti e non sempre riusciamo ad avere accesso a materiali esclusivi utili per far crescere l’attenzione intorno all’evento toscano.
Ma pur con questi limiti vedo Lucca in crescita anche sul fronte del cinema.

In conclusione, qual è il progetto Warner a cui hai lavorato e a cui sei più affezionato?
Non posso citarne solo uno.
Tra i film italiani direi Romanzo Criminale, Io Loro e Lara e La Migliore Offerta. Il ricordo di un’intera generazione di giovani attori italiani che trovavano il progetto perfetto per elevare la propria carriera (Rossi Stuart, Favino, Santamaria, Scamarcio) e poi la collaborazione  con due straordinari talenti: Carlo Verdone, l’autore più popolare degli ultimi 30 anni e Giuseppe Tornatore, il cinema al suo livello più alto.
Tra gli “americani” direi Troy, il primo film che ho visto nello Stephen J. Ross Theatre a Los Angeles, un’emozione che non dimenticherò mai. Ero entrato in Warner da tre mesi… Mi sembrava un sogno. Poi due film di Clint Eastwood per motivi diversi. Uno perché è uno straordinario viaggio nella diversità e più semplicemente un meraviglioso film: Gran Torino. L’altro per la grandissima soddisfazione al botteghino: American Sniper.
In sintesi: Troy l’emozione dell’inizio, Gran Torino il film della mia vita, American Sniper la distribuzione perfetta.

Intervista realizzata con la collaborazione di Francesco Alò