In occasione dell’edizione 2017 della Starcon, svoltasi dal 25 al 28 maggio presso il Grand Hotel Excelsior di Chianciano Terme, noi di Badtaste.it abbiamo incontrato alcuni celebri volti della fantascienza cinematografica e televisiva. Dopo Anthony Daniels, interprete di C-3PO nella saga di Star Wars, e Colin Baker, sesto Dottore, oggi è la volta di un attore il cui nome è indissolubilmente legato agli anni Ottanta e ai viaggi nel tempo.

Stiamo parlando di Christopher Lloyd, l’iconico Doc Brown della trilogia di Ritorno al Futuro, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere al termine di una sessione fotografica in cui ha posato con i fan accanto a una riproduzione della leggendaria DeLorean. Ecco cosa ci ha raccontato!

Come è stato vestire nuovamente i panni di Doc Brown assieme a Michael J.Fox nella puntata del Jimmy Kimmel Live che ha celebrato il trentesimo anniversario di Ritorno al Futuro?

Wow, è stato fantastico! Non sentivo Michael da un po’ e ritrovarmi con lui su quel palco, uscire dalla DeLorean in mezzo al fumo e agli applausi, con addosso i nostri costumi di scena… È stata una magnifica reunion!

Con Michael vi sentite spesso?

Sì, dopo aver girato la trilogia ci siamo sempre tenuti in contatto. È una persona magnifica, sempre sorridente e capace di ironizzare perfino sulla sua malattia. Ha un coraggio straordinario.

Oltre a Doc Brown, tra le sue interpretazioni più iconiche c’è quella di Fester Addams, a cui sappiamo essere molto legato.

Già! Da bambino ero un accanito lettore delle vignette umoristiche pubblicate sul New Yorker, tra cui quelle sulla pittoresca Famiglia Addams. Di tutta la combriccola, il mio preferito era indubbiamente lo zio Fester. Infatti, quando all’inizio degli anni Novanta mi venne proposto di interpretare il suo personaggio nell’adattamento cinematografico dell’opera, rimasi davvero sorpreso per la strana coincidenza. Nonostante fossi veramente emozionato all’idea di prestare il volto a quello che era stato uno dei beniamini della mia infanzia, ero parecchio preoccupato per le evidenti differenze di conformazione fisica, ma alla fine i truccatori e i costumisti sono riusciti a fare un ottimo lavoro. Sono molto felice di aver preso parte a quella pellicola e al suo seguito, anche per via del cast straordinario con cui mi sono trovato a lavorare.

Parlando di personaggi oscuri, impossibile non citare il giudice Morton di Chi ha incastrato Roger Rabbit.

L’inquietante giudice Morton! Mi sono divertito molto a interpretarlo, adoro la sua aria sinistra, da tipico cattivo dei fumetti. Credo di aver messo i brividi a un’intera generazione!

In quell’occasione ha dovuto interagire con molti personaggi animati.

Sul set erano presenti vari fantocci che riproducevano dimensioni e movenze dei vari personaggi animati, in primis quelli di Roger Rabbit. A guidarci nelle interazioni con quest’ultimi c’erano tecnici dell’animazione, mimi, burattinai… Insomma, avevamo molti assistenti che ci aiutavano con i cartoni. Fra tutti gli attori, Bob Hoskins è stato quello che più di tutti ha dovuto lavorare con questi fantocci. Credo abbia avuto gli incubi per molto tempo dopo quell’esperienza!