La 47° edizione di Giffoni Film Festival è entrata ufficialmente nel vivo con l’arrivo di Julianne Moore, premio Oscar nel 2015 nella categoria Miglior Attrice Protagonista con Still Alice e prima ospite internazionale dell’evento campano (prossimamente presenzieranno anche Amy Adams, Kit Harington, e Bryan Cranston).

Nota per aver collaborato con registi del calibro di Todd Haynes e Robert Altman oltre che per aver partecipato a numerosi film o saghe come quella di Jurassic Park e Hunger Games, ecco cosa ci ha raccontato, tra i tanti temi affrontati, su come sceglie i suoi ruoli, su George Clooney (regista del suo prossimo film) e sull’attuale situazione politica americana.


Quale è stata la linea guida della tua carriera d’attrice?

Ho sempre scelto ciò che amavo. Non mi ha mai interessato né il genere di film, né il budget. Ho deciso in base al mio gusto in ogni occasione.

Hai mai ricevuto una proposta per un film italiano?

No. Sarebbe bellissimo. Una volta incontrai Tilda Swinton nella hall di un albergo e mi complimentai con lei perché in Io Sono l’Amore di Luca Guadagnino non solo parlava italiano ma riusciva a farlo con un accento russo. L’ho invidiata perché l’ho trovata fantastica. Mi piacerebbe tanto lavorare con lui un giorno, anche se al momento non so parlare italiano.

Puoi parlarci del tuo rapporto con il regista Todd Haynes? Con lui ottenesti nel 2002 la quarta candidatura all’Oscar per Lontano Dal Paradiso

La prima volta che lessi il copione di Safe, il suo secondo film, rimasi scioccata. E’ un artista dotato di un’originalità estrema. Il nostro è sempre stato un rapporto speciale.

Come ricordi Robert Altman a dieci anni dalla sua scomparsa?

Se sei fortunata di vivere contemporaneamente ad artisti come Altman, dovresti ringraziare il cielo. Se poi riesci addirittura ad incrociare il suo percorso… meglio. Crescendo non avevo mai sentito parlare di lui. Il suo primo film che ho visto è stato Tre Donne durante il periodo passato al Collage. La sua umanità era tale da apprezzare qualsiasi cosa di una persona. Sia pregi che difetti. Era un vero amante della complessità della natura umana.

Cosa ci può raccontare dell’ultimo film di George Clooney (come regista) dove comparirai come protagonista?

Non può esistere un essere umano che non ami George Clooney. E’ un regista meticoloso bravissimo a creare un clima di qualità sul set grazie al coinvolgimento di collaboratori eccellenti. Sono anche molto felice che sia diventato padre.

Hai qualche consiglio da dargli?

Deve essere pronto a giocare… per anni e anni! Deve prepararsi perché sarà sfiancante.

Il pubblico principale del Giffoni Film Festival è molto giovane. Che consigli daresti, in base alla tua esperienza, sulla maternità?

Per me è stato naturale essere un genitore e questo probabilmente dipende da come sono stata educata dai miei genitori. Ho fortemente voluto i miei due figli. Il maschio ora ha 19 anni, la femmina ne ha 16. Li cresci, li allevi per indicare loro la strada che li porterà lontano da te. Ma quello che rende una relazione amorosa sana è proprio l’indipendenza finale della persona cui hai dato tutto l’amore possibile, nei primi anni d’età.

Come procede l’attività di autrice per bambini?

Ormai sono 12 anni che scrivo questi libri. Ho avuto l’ispirazione da mio figlio, quando a 7 anni aveva dei problemi con i denti e poi con le orecchie, che crescevano sempre più. Mi resi conto che si specchiava in continuazione e mi sono ricordata di quando io, a mia volta, avevo problemi con il mio aspetto per colpa di compagni di classe che mi chiamavano “fragola lentigginosa”. Così ho iniziato a scrivere e ho pubblicato quattro libri illustrati per bambini che non sanno leggere e quattro per bambini scolarizzati. Poi ne ho scritto un altro a proposito di mia madre e delle sue origini scozzesi, ma è per un altro pubblico.

Invece cosa ci puoi dire del progetto di serie televisiva diretto da David O. Russell?

E’ un progetto ancora in sviluppo. Sarà protagonista una famiglia di New York, luogo nel cuore sia del regista che di Robert De Niro, altro protagonista. Non vedo l’ora di farlo. Sarà un lavoro corale, ricco di personaggi.

Si parlerà di mafia nella serie?

Non penso.

Ritieni che con Trump presidente l’attivismo per il controllo delle armi da parte di alcune star hollywoodiane come te verrà in qualche modo contrastato per non dire represso?

Non penso. Ma vorrei utilizzare il termine “sicurezza” e non “controllo”. Quando usi la parola controllo automaticamente dai un’idea peggiorativa che può danneggiare la nostra campagna piuttosto che aiutarla. Noi non vogliamo proibire l’uso bensì l’abuso. Come cittadina, come madre e come persona penso che possa esprimermi serenamente circa la pericolosità di un uso diffuso delle armi senza pensare a possibili ritorsioni da parte di qualcuno. Negli Stati Uniti abbiamo ancora il secondo emendamento circa il diritto di possedere un’arma.

Cosa pensi di come Trump stia affrontando il tema dell’immigrazione?

Per la maggior parte degli americani è una questione personale. Per molti di noi è normale avere una nazione nata negli anni da tante etnie e popoli. Fa parte della filosofia degli Stati Uniti d’America. Io stessa sono un’americana di prima generazione perché mia madre veniva dalla Scozia.

E’ vero che stai facendo una vacanza nella costiera amalfitana?

E’ un posto meraviglioso e mi piace fare la turista. E’ un luogo di infinita bellezza, un tripudio di sensi. Aria, acqua, cibo. Che meraviglia!

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