Martin Landau è morto sabato a Los Angeles, aveva 89 anni.

Veterano dell’Actors Studio (di cui era attualmente co-direttore artistico nella West Coast), è stato nominato a tre premi Oscar e ne ha vinto uno per Ed Wood. Non è solo al cinema che ha ricevuto riconoscimenti: cinque le nomination agli Emmy per progetti sul piccolo schermo, dove si è fatto notare nel ruolo di Rollin Hand in Mission: Impossible (scelse questo ruolo rifiutando quello di Spock in Star Trek, parte andata a Leonard Nimoy) ma anche in serie come Spazio 1999 e The Man from U.N.C.L.E.

Landau iniziò la sua carriera come fumettista per quattro anni al New York Daily News a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta, per poi dedicarsi alla recitazione. La prima parte di rilievo la ottenne in Passaggio a Nordovest di Alfred Hitchcock, seguito da Cleopatra (ma la sua parte fu quasi completamente tagliata). Da lì, Landau alternò progetti cinematografici a progetti televisivi, spesso ottenendo ruoli marginali o da caratterista. Questo non lo scoraggiò, e alla fine degli anni ottanta ottenne la prima nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista per Tucker – un Uomo e il suo Sogno di Francis Ford Coppola, seguita l’anno successivo dalla nomination per Crimini e Misfatti di Woody Allen. Ma il ruolo che lo ha fatto passare alla storia arrivò nel 1994: quello di Bela Lugosi in Ed Wood di Tim Burton, per il quale vinse la statuetta. Negli ultimi decenni tornò ad alternare cinema, tv e insegnamento, lavorando al film di X-Files nel 1998, a Sleepy Hollow e Frankenweenie di Tim Burton, a Hollywood Homicide e City of Ember, o in serie tv come Senza Traccia e Entourage.

 

 

Fonte: Variety