Un anno a New York: Christmas Carol dark

Uno degli aspetti positivi di vivere un anno oltreoceano viene dalla possibilità di vedere in anticipo film che da noi arriveranno tra un po’. Il nostro Brando Benetton ha visto Disney’s A Christmas Carol in 3-D a New York City, e ha scoperto che il film non è decisamente per tutta la famiglia:

Ho visto con piacere la nuova versione Zemeckisiana di Canto di Natale, ovviamente in 3-D.
C’è da dire che molta della magia viene creata grazie alla(e) performance di Jim Carrey, che in ogni personaggio (i 3 Scrooge e i 3 Fantasmi) porta diverse emozioni e sensazioni.
Notare poi come il 3-D si fonda egregiamente con lo stile del film, trascinando lo spettatore all’interno degli inseguimenti mozzafiato e dei voli in prima persona.
L’elemento che però balza subito all’occhio è questo: il film NON è per tutti! I rumour iniziati qualche settimana fa grazie a un inquietante trailer giapponese del film sono effettivamente realtà. Alcune famiglie rimarranno stupite negativamente: i colpi di scena, gli spaventi e i terrificanti rumori non solo saranno presenti, ma perseguiteranno lo spettatore per gran parte del film. Sembra che sia la Paura l’emozione su cui la pellicola punta, quello di Scrooge sembra un cammino di redenzione basato sul terrore.

Sicuri che la Disney abbia fatto la mossa giusta?

VOTO: 7,5

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2 commenti

  1. Scritto il 09/11/2009 alle 10:52 am | Permalink

    Ottima considerazione. Ora andrò a vederlo un pò più preparato. :)

  2. Socio
    Scritto il 11/11/2009 alle 4:35 pm | Permalink

    E’ il Canto di Natale a non essere adatto per i bambini: ricordo ancora con terrore la scena di zio Paperone/Scrooge con Gambadilegno/spirito del Natale futuro XD

    Scherzi a parte, sono vagamente più curioso rispetto a questo film. In realtà non mi ha mai ispirato, soprattutto per l’animazione che non mi piace in maniera totale.