Ricki il kubrickiano
10 dicembre 2007, 19:36
Mi piacerebbe parlarne un pò..
http://i16.tinypic.com/8a5ve47.jpg
In assoluto, il miglior film degli ultimi anni. E per ultimi anni non si intende solo degli ultimi 5. Ma di tanti tanti altri. Uno dei migliori film della storia. Un passo avanti nei generi. Un nuovo esperimento di cinema. Una nuova lezione di cinema, un nuovo mondo di cinema, una nuova esperienza di cinema.
Una porta aperta verso un qualcosa di nuovo, e allo stesso tempo, di raro, di mai visto sino ad ora.
Un genere neonato, ma già maturo, su cui Lynch in un certo qual modo si "diverte". Perchè ormai li appartiene. E' il suo punto di riferimento. Ciò che lo identifica. "Marchio di fabbrica". Che a mano a mano, con le sue diverse pellicole l'ha appropiato al suo cinema. Al suo modo di vedere e percepire il cinema. A tratti, inizialmente, con Lost Highways. Seguendo passo passo con Mullolhand Drive, fino a raggiungere l'apice del concetto criptico: Inland Empire. E per l'appunto egli si "diverte", prova "divertimento" nel confondere il pubblico. Ma non il suo pubblico. Perchè Inland Empire è uno di quei film che divide il pubblico, già da subito.
Per chi nelle sue tre ore di durata parte con la scelta di cimentarsi nel significato della "trama", chi praticamente guarda il film con un occhio che cerca risposte sin dalle prime sequenze, allora rimane da subito deluso quando il film è appena ai suoi primi minuti. Ed è qui che nascono e partono di scatto i numerosi commenti negativi al riguardo, ritenendo il film noioso, privo di senso, di significato, di logica, di concetti, di tutto insomma. E questo tipo di occhio, partendo con questa convinzione, sgretola l'immensa genialità che Lynch dona a questa opera. Perchè il compito di questo film è quello di farsi catturare dall'occhio di chi lo guarda, di lasciarsi sprigionare in quell'universo di mondi creati dalla mente, dalle menti dei protagonisti, dagli spunti lynchiani.
L'uso del digitale rende gli spettatori, protagonisti. Ogni singolo movimento registico viene avvertito, instintivamente attutito. Tanto che ci si sente immersi in quelle immagini.. guidati da tutte quelle "visioni".
Lynch sarà anche uno dei migliori cineasti viventi, un genio visionario, ma la cosa fondamentale e che lo rende straordinariamente unico, è che lui rappresenti una sorta di scultore d'arte dietro la macchina da presa.
Uno che riesce a portare gli incubi sul grande schermo, a renderli immagine, ma rispettando sempre la propria caratteristica. Il Freud della settima arte che lascia libera interpretazione ai propri sogni.
Inland Empire và visto con un occhio attrato. Non da domande che cercano risposte immediate, ma dalle immagini. Dalle atmosfere. Perchè il film è uno scomposizione di "quadri animati".
Dare risposte a elementi enigmatici è uno di quei punti che deve essere da subito posto in secondo piano. Solo in questo modo il film riesce persino a trasmettere sensazioni, emozioni. Riesce da subito a farsi amare ed essere amato.
E' più il film che deve sentirsi coinvolto, a differenza dello spettatore che si rende protagonista se si lascia da subito incantare.
Un film indirizzato quindi non ai critici, ma al pubblico.
Tante sono state le sequenze che hanno lasciato il loro nome nella storia del cinema. Ma quella della liberazione finale credo sia la più forte. Uno dei pochi casi in cui bisognerebbe tirare in ballo il 2001 di Kubrick.. ricorda molto gli ultimi attimi di quella piccola.
Non è un paragone, ma più che altro una sorta di associazione. Con quella sequenza Lynch ha toccato un nuovo vertice di cinema.
Và ricordato.. e tanto.. un film da conservare per sempre.
http://i16.tinypic.com/8a5ve47.jpg
In assoluto, il miglior film degli ultimi anni. E per ultimi anni non si intende solo degli ultimi 5. Ma di tanti tanti altri. Uno dei migliori film della storia. Un passo avanti nei generi. Un nuovo esperimento di cinema. Una nuova lezione di cinema, un nuovo mondo di cinema, una nuova esperienza di cinema.
Una porta aperta verso un qualcosa di nuovo, e allo stesso tempo, di raro, di mai visto sino ad ora.
Un genere neonato, ma già maturo, su cui Lynch in un certo qual modo si "diverte". Perchè ormai li appartiene. E' il suo punto di riferimento. Ciò che lo identifica. "Marchio di fabbrica". Che a mano a mano, con le sue diverse pellicole l'ha appropiato al suo cinema. Al suo modo di vedere e percepire il cinema. A tratti, inizialmente, con Lost Highways. Seguendo passo passo con Mullolhand Drive, fino a raggiungere l'apice del concetto criptico: Inland Empire. E per l'appunto egli si "diverte", prova "divertimento" nel confondere il pubblico. Ma non il suo pubblico. Perchè Inland Empire è uno di quei film che divide il pubblico, già da subito.
Per chi nelle sue tre ore di durata parte con la scelta di cimentarsi nel significato della "trama", chi praticamente guarda il film con un occhio che cerca risposte sin dalle prime sequenze, allora rimane da subito deluso quando il film è appena ai suoi primi minuti. Ed è qui che nascono e partono di scatto i numerosi commenti negativi al riguardo, ritenendo il film noioso, privo di senso, di significato, di logica, di concetti, di tutto insomma. E questo tipo di occhio, partendo con questa convinzione, sgretola l'immensa genialità che Lynch dona a questa opera. Perchè il compito di questo film è quello di farsi catturare dall'occhio di chi lo guarda, di lasciarsi sprigionare in quell'universo di mondi creati dalla mente, dalle menti dei protagonisti, dagli spunti lynchiani.
L'uso del digitale rende gli spettatori, protagonisti. Ogni singolo movimento registico viene avvertito, instintivamente attutito. Tanto che ci si sente immersi in quelle immagini.. guidati da tutte quelle "visioni".
Lynch sarà anche uno dei migliori cineasti viventi, un genio visionario, ma la cosa fondamentale e che lo rende straordinariamente unico, è che lui rappresenti una sorta di scultore d'arte dietro la macchina da presa.
Uno che riesce a portare gli incubi sul grande schermo, a renderli immagine, ma rispettando sempre la propria caratteristica. Il Freud della settima arte che lascia libera interpretazione ai propri sogni.
Inland Empire và visto con un occhio attrato. Non da domande che cercano risposte immediate, ma dalle immagini. Dalle atmosfere. Perchè il film è uno scomposizione di "quadri animati".
Dare risposte a elementi enigmatici è uno di quei punti che deve essere da subito posto in secondo piano. Solo in questo modo il film riesce persino a trasmettere sensazioni, emozioni. Riesce da subito a farsi amare ed essere amato.
E' più il film che deve sentirsi coinvolto, a differenza dello spettatore che si rende protagonista se si lascia da subito incantare.
Un film indirizzato quindi non ai critici, ma al pubblico.
Tante sono state le sequenze che hanno lasciato il loro nome nella storia del cinema. Ma quella della liberazione finale credo sia la più forte. Uno dei pochi casi in cui bisognerebbe tirare in ballo il 2001 di Kubrick.. ricorda molto gli ultimi attimi di quella piccola.
Non è un paragone, ma più che altro una sorta di associazione. Con quella sequenza Lynch ha toccato un nuovo vertice di cinema.
Và ricordato.. e tanto.. un film da conservare per sempre.