Visualizza Versione Completa : La promessa dell'assassino
Jedifil
22 dicembre 2007, 16:52
Il nuovo David Cronenberg, con Viggo "Aragorn" Mortensen.
Il fumettaro Disney Alessandro Gottardo (che Andrea conosce!) mi ha detto che è il più bel film del 2007, un capolavoro, con un Viggo da Oscar. Vado a vederlo il prima possibile!
Lenny
22 dicembre 2007, 16:56
Mortensen sempre più mio attore contemporaneo preferito, dopo Alatriste e A History of Violence (anch'esso di Cronenberg).
Driscoll
24 dicembre 2007, 16:40
Correte a vederlo tutti perchè questo film è veramente stupendo, era ormai un sacco che un film non mi conviceva tanto come questo, ma è sempre più una rarità! Strepitoso Mortensen ma anche l'interprete del padre di Cassel, veramente tutto è degno di nota, dalla regia alla fotografia, tutto è pressoché perfetto!
IlDiurno
24 dicembre 2007, 20:48
Fantastico, fantastico, fantastico.
L'ho visto oggi pomeriggio, alla faccia di tutte quelle schifezze dei cinepanettoni.
Cronenberg continua a stupire con un film clamorosamente bello sul tema dell'abbandono.
Straripante Mortensen, che si cala perfettamente nella parte.
Bravo Cassel, bravissima la Watts, favolosi i lavori di macchina di Cronenberg che tiene lo spettatore in tensione per tutto il film.
Sicuramente qualche scena non è per tutti i gusti, ma conoscete Cronenberg e se non ci fossero certe scene non sarebbe un suo film.
Inchino solenne ad uno degli ultimi veri Maestri del cinema contemporaneo.
Luca.Kiaps
28 dicembre 2007, 13:49
Sono d'accordo, l'ho visto domenica sera e ne sono rimasto positivamente colpito ;) speriamo che questa buona serie continui
dell'accoppiata Cronenberg-Mortensen avevo molto gradito anche "A history of violence"
@IlDiurno: ti riferisci alla sequenza del bagno turco, immagino. Quella è un capolavoro..
Jedifil
1 gennaio 2008, 23:30
Wow. Il PADRINO del 2000.
Io l'ho trovato devastante.
SPOILER
Molto morale e romantico, nonostante la disperazione dell'insieme - la mafia dei poveracci russi, ragazzine ucraine ignoranti e montanari ceceni coi coltellacci... un capolavoro, su roba cinematografica già classica (la solita lotta di potere tra polizia e criminalità organizzata) ma qua raccontata con un occhio inedito, con un'attenzione maniacale, con colpi allo stomaco puramente splatter, con attori in stato di grazia e con trovate mai viste prima.
Un sacco di sequenze indimenticabili: la minaccia nell'ospedale, il sesso freddissimo nel casino, il rito mafioso...
La trama tra l'altro mi ha sorpreso in più punti... parrebbe tutto scontato, a posteriori, tutti cliché ecc, ma il buon Cronenberg mi ha fregato proprio col racconto, con l'uso magistrale dei Generi, con l'uso pazzesco degli ambienti. Ritmo, scene, battute e figure "alla F.F. Coppola", con un finale da paradiso filmico in un bellissimo e solare lieto fine... ma tra citazioni marlonbrandiane e alpaciniane.
Viggo Mortensen da Oscar immediato: rigido, nero, irriconoscibile, veramente RUSSO, un fisico strordinario, una faccia intagliata nel legno che sa esprimere all'improvviso i più strazianti sentimenti e le più terribili ferite... un corpo malleabile, spaccato, dipinto sotto i colpi del maestro della corporeità filmica Cronenberg!
Cita pure LOTR! Più o meno: "Il Re deve ascendere quando il predecessore è caduto."
ORA VOGLIO IL SEQUEL!
Non entrerò mai più in un sauna in vita mia.
***** su 5 stelle.
(Per me, il cine-trittico del 2007 è questo Cronenberg, il terzo "Bourne Ultimatum" e il tedesco "Le vite degli altri".)
PS
"Come posso diventare re se il re è ancora al suo posto?" (Viggo Aragorn, 2007)
Rivisto tre giorni fa per la seconda volta in due giorni.
Capolavoro assoluto.
Il Borg
2 gennaio 2008, 13:54
Miseria ladra, devo proprio vederlo!
Nel frattempo, in queste vacanze, mi sono rivisto un pò di Cronenberg d'annata, per la precisione "Videodrome", "Il demone sotto la pelle" e, finalmente, "Rabid-sete di sangue" (che non è certo tra i film migliori del regista, anche se la parte finale si riscatta assai ed è bella disperata e apocalittica)...
Non so voi, ma vorrei che Cronenberg si ridesse all'horror (o a film con elementi fantastici), perchè era davvero insuperabile... :D
domenico
2 gennaio 2008, 21:03
Mortensen e Cronenberg nobilitano una sceneggiatura... poco convincente.
Per compatezza, ritmo, lucidità nella trattazione delle tematiche purtroppo siamo ben lontani da History of Violence e nel complesso credo di essermi annoiato. Poi figurati, il bagno turco e altre sequenze di gran classe valgono ampiamente il prezzo del biglietto.
Se me la passate, un buon "minore" del canadese.
IlDiurno
4 gennaio 2008, 01:57
D'accordissimo con Jedifil, anche io tornerò presto a vederlo.
Domenico, rispetto il punto di vista sulla sceneggiatura (non condivido) ma dire che è un "buon minore" di Cronenberg.......non ce la faccio, devo dissentire e affermo che è sicuramente tra i suoi massimi lavori.
"A History of violence" è sicuramente un buon film.....ma non dimentichiamoci la tragicomica sequenza dell'assassinio del fratello interpretato da William Hurt: purtroppo quella goffaggine fa cadere buona parte della pellicola.
E te lo dice un Cronenberghiano convinto.
Evviva il Maestro.
IlDiurno
12 febbraio 2008, 12:56
Rivisto.
Mamma mia che capolavoro.
Decisamente, secondo me, la migliore pellicola da un anno a questa parte.
Cronenberg non sbaglia un film, l'oscar a Viggo lo attendo con trepidazione.
Neo
16 febbraio 2008, 13:25
Non ci crederete ma il film a Taranto è uscito solamente ieri..mah...!!Sempre più schifato da questa città almeno in questo settore...
Attendevo questo nuovo film di Cronemberg da parecchio tempo..dopo i suoi bellissimi lavori horror e soprattutto dopo aver collaborato col grande Viggo Mortensen nello stupendo "A History of Violence" non mi aspettavo diversamente..davvero un capolavoro di genere..
Anche in questo caso una trama semplice ma che colpisce ed emoziona all'istante con scene di una certa intensità e una struttura davvero di classe..
La scena della sauna per me è già da storia del cinema..non ho mai visto un uomo lottare così duramente e speranzosamente..con la sola "voglia di non morire"..la nudità di Mortensen è dunque simbolo di estremizzazione di questa considerazione..come a voler dimostrare che non solo è senza armi..ma anche senza vestiti..solo che non ha nessuna intenzione di morire..
Davvero geniali altre sequenze..e altre interpretazioni tra cui "papa" boss "capofamiglia" e lo stesso Kigrill/Vincent Cassel che ormai non può fare altro che ruoli da pazzo bastardo sclerato..Davvero in gamba anche la bella coprotagonista Naomi Watts..
Per Mortensen che altro aggiungere..sembrava talmente bastardo e cattivo che in alcuni momenti mi ricordava l'ottimo personaggio di Ed Harris in "A History of Violence"...impressionante nella scena del "rituale" russo in cui si decideva se era degno o meno delle stelle sul petto..ora non ricordo benissimo le battute ma sono sicuramente degne di nota...
fumaluca
16 febbraio 2008, 13:39
Non posso che essere d'accordo con Neo, non mi ricordo se ho già postato il mio commento sul film ma anche io lo ritengo un film molto valido con un Viggo Mortensen strepitoso e una bellissima e bravissima Naomi Watts!
La storia è scritta davvero bene, molto semplice e lineare ma che colpisce all'istante, concordo con Neo per quanto riguarda la sequenza della sauna!!!
Il Borg
3 aprile 2008, 15:15
Visti i commenti entusiastici mi aspettavo un altro grande Cronenberg, qualcosa che addirittura superasse “Inseparabili”, “Crash”, “Spider” e “History of violence” (“Madama Butterfly” non l’ho ancora visto), ovvero i suoi film privi di elementi fantastici ma sempre coerenti con la volontà del regista di esplorare determinate “trasformazioni”, percorsi che si addentrano in mondi e identità sfuggenti da ricostruire o riconsiderare, senza però quel particolare ed inconfondibile occhio di riguardo alla mutazione dei corpi (specchio di quella mentale), che per noi fans dell’horror è sempre stato motivo di giubilo .
Pazienza in fondo, quando un film di Cronenberg è buono, interessante, incisivo, perverso ed inquietante, pur non facendo sfoggio dell’effettistica horror, vale sempre la pena guardarlo e goderne.
Il problema è che “La promessa dell’assassino” non risponde pienamente ai suddetti pregi.
Per carità, non è da buttar via, ma allo stesso tempo mi sento di annoverarlo tra i film più fiacchi del regista, e con pochi dubbi anche.
Le motivazioni sono abbastanza semplici: la storia è piuttosto trita, così come le relazioni tra i personaggi: quante volte abbiamo visto la figura fragile, tormentata e inadeguata del figlio del boss? Vincent Cassel è troppo uno stereotipo: cerca l’approvazione del padre, che per sua natura non avrà mai, ed allora sfoga la sua frustrazione alzando il gomito e approfittandosi della “guardia del corpo e autista” Viggo Mortensen…
Certo, in questo film quasi nessuno è quello che sembra e fa quello che ci si aspettiamo faccia, anche Cassel alla fine sfuggirà ad una sorte e ad un “percorso obbligato” solitamente prefissato per un personaggio del genere.
Insomma, Cronenberg si diverte a sovvertire le regole del genere, ma allo stesso tempo inciampa nel già visto, anche se l’intenzione è quella di destrutturarlo giocando con le apparenze e le sorti…
Per la serie “gioco con i clichè del genere (quasi con gli archetipi, se stiamo a scomodare i paroloni) perché voglio rinnovarli e riorganizzarli con sorprendenti ed inaspettati colpi di coda, ma resta il fatto che il “già visto” occupa la maggior parte del film e alla fine, nonostante le mie intenzioni, sembra ci sia solo quello”…
Capito insomma il problema? La forma errata del film non riesce a supportare i suoi intenti teorici …
E poi questi colpi di coda non sono neanche rappresentati con vigore, li vedi arrivare e manco te ne stupisci più di tanto. Cioè, anche Viggo Mortensen si comporta così stranamente con Naomi Watts che intuisci subito che dovrà esserci qualcosa sotto, altrimenti non potresti spiegare le incongruenze derivanti da un atteggiamento del genere (cavolo, dal momento in cui fornisce alla Watts l’indirizzo della madre morta della bambina comprendi che un uomo al soldo della mafia russa e con l'abnegazione dimostrata non tradirebbe mai l’associazione criminale, a meno che non sia quello che dice di essere!!)…
Naomi Watts è un personaggio di sapore non certo esaltante, ma soprattutto quando è all’ospedale si trova sempre nel punto giusto al momento giusto, sia quando si tratta di incrociare casualmente Mortensen pestato a sangue, sia quando si tratta di intravedere Cassel verso il finale…
Lei e la sua famiglia rappresentano i personaggi che in un certo qual modo sfuggono al gioco di Cronenberg, quindi ulteriormente di poco conto…
E’ presente anche una riflessione, giustamente pessimistica, sui destini segnati (quelli sì) delle ragazze russe finite loro malgrado nel circuito della prostituzione. Da una condizione di schiavitù, quella del loro ambiente familiare, della loro città, del loro villaggio, ad una ancora peggiore.
Ad ogni modo è tratteggiato efficacemente l’ambiente in cui si svolge la vicenda e la recitazione di ogni membro del cast è buona. Spiccano Armin Mueller-Stahl (il boss padre di Cassel) e Mortensen, in particolare quest’ultimo nell’interessante scontro nella sauna (comunque mi aspettavo un momento ancora più allucinante e brutale). La regia è elegante. Fa piacere notare come Cronenberg stia affinando le proprie capacità, sì, perché è bene ricordare che il regista non è certo un maestro di stile, almeno non come un Lynch o un Carpenter. Se vedete tutti i suoi film degli anni ’80 (ma soprattutto quelli di fine '70) noterete anche una certa raffazzoneria e rozzezza nella messinscena. Per carità, amo il regista e lo apprezzavo anche in questo, contribuiva a rendere l’atmosfera ancora più strana e destabilizzante (non sempre una regia accurata serve a descrivere bene determinati materiali).
Per concludere “La promessa dell’assassino” è un film sì da vedere, sì coerente con la poetica dell’autore, ma non certo tra i suoi lavori più riusciti e meno che mai un capo d’opera…
CALVERO84
3 aprile 2008, 21:04
al contrario di "il borg" spero vivamente che non si ridia all'horror e che continui questo straordinario percorso che lo ha portato a delle riflessioni uniche sul tema della famiglia e del sangue(vedi lo straordinario "a history of violence").
Lenny
3 aprile 2008, 23:06
Borg mi spiace ma se è vero che non è il suo film migliore (che poi per film migliore di Cronenberg bisogna accettarne le tematiche- più che i percorsi- spesso "soggettive": vedi "Inseparabili", bel film, ma visto una volta poi basta. pesante come da stile del regista e a morboso come pochi) è vero anche che è un film che nel panorama odierno spacca il culo pure ai passeri.
Non posso analizzare, o peggio ancora gustarmi, un film prescindendo per forza da tutta la filmografia dell'autore.
Non posso pensare a Fuoco cammmina con me o a Crash mentre vedo sto film.
Stesso regista, ma altro genere.
Come dire che visto che king scrive sempre romanzi di formazione ogni suo lavoro è sulla falsa riga dell'altro e se uno è un fan si incazza quando cambia due particolari del canovaccio.
La "trasformazione" di Viggo (non mi sovviene il nome del personaggio) è quasi un promemoria di Cronenberg per sè stesso (o per alcuni spettatori) per ricordare che lui fa quel tipo di film, come dici te, di "trasformazione": il fatto che sia uno sbirro lo si scopre alla fine, e lui non è che lasci intendere di essere diventato cattivissimo e sanguinario per aver preso la decisione che ha preso.
Anzi il contrario, lascia intendere che lui sarà un uomo di pace in qualche modo.
Ugualmente non è immediato per niente che si intuisca da subito che "qualcosa non va" per via della sua pacatezza.
Anzi, immagini che quella calma sia figlia di chissà quali orrende esperienze, di chissà quali nefande azioni commesse e che provi qualcosa, come è in realtà, per il personaggio della Watts, unico motivo di tante premure e di tanta pazienza (la solita storia del sicario che scopre di avere un cuore insomma).
Immagini che sia talmente "cattivo" che non si prende la briga di muoversi per cose spicciole (e la gravità della faccenda la si intuisce subito, te spettatore, ma per i personaggi si chiarisce solo un bel pezzo più avanti) e che come tutti i malavitosi del mondo si prenda i lsuo tempo per agire (lo zio in hotel: lo si scopre quasi alla fine, dando per scontato, come tutti i personaggi, che sia stato eliminato).
No no, un gran bel film, non così immediatamente riconducibile a Cronenberg ma un bel film.
E se, ripeto, per giudicare un film non si riesce a prescindere dalla filmografia del regista, è imho un gran peccato.
Il Borg
4 aprile 2008, 11:46
Borg mi spiace ma se è vero che non è il suo film migliore (che poi per film migliore di Cronenberg bisogna accettarne le tematiche- più che i percorsi- spesso "soggettive": vedi "Inseparabili", bel film, ma visto una volta poi basta. pesante come da stile del regista e a morboso come pochi) è vero anche che è un film che nel panorama odierno spacca il culo pure ai passeri.
Non posso analizzare, o peggio ancora gustarmi, un film prescindendo per forza da tutta la filmografia dell'autore.
Non posso pensare a Fuoco cammmina con me o a Crash mentre vedo sto film.
Stesso regista, ma altro genere.
Come dire che visto che king scrive sempre romanzi di formazione ogni suo lavoro è sulla falsa riga dell'altro e se uno è un fan si incazza quando cambia due particolari del canovaccio.
La "trasformazione" di Viggo (non mi sovviene il nome del personaggio) è quasi un promemoria di Cronenberg per sè stesso (o per alcuni spettatori) per ricordare che lui fa quel tipo di film, come dici te, di "trasformazione": il fatto che sia uno sbirro lo si scopre alla fine, e lui non è che lasci intendere di essere diventato cattivissimo e sanguinario per aver preso la decisione che ha preso.
Anzi il contrario, lascia intendere che lui sarà un uomo di pace in qualche modo.
Ugualmente non è immediato per niente che si intuisca da subito che "qualcosa non va" per via della sua pacatezza.
Anzi, immagini che quella calma sia figlia di chissà quali orrende esperienze, di chissà quali nefande azioni commesse e che provi qualcosa, come è in realtà, per il personaggio della Watts, unico motivo di tante premure e di tanta pazienza (la solita storia del sicario che scopre di avere un cuore insomma).
Immagini che sia talmente "cattivo" che non si prende la briga di muoversi per cose spicciole (e la gravità della faccenda la si intuisce subito, te spettatore, ma per i personaggi si chiarisce solo un bel pezzo più avanti) e che come tutti i malavitosi del mondo si prenda i lsuo tempo per agire (lo zio in hotel: lo si scopre quasi alla fine, dando per scontato, come tutti i personaggi, che sia stato eliminato).
No no, un gran bel film, non così immediatamente riconducibile a Cronenberg ma un bel film.
E se, ripeto, per giudicare un film non si riesce a prescindere dalla filmografia del regista, è imho un gran peccato.
No, ma per carità. Se Cronenberg decidesse di fare una commedia brillante, solare, positiva, ottimista e gli riuscisse bene, io sarei contento lo stesso e non mi strapperei affatto le vesti perchè ha tradito la sua poetica...
E' che sono un fan dell'horror, e questo gli veniva molto bene. Ma se Cronny decidesse di fare altro, con risultati meritevoli, ne avrebbe tutto il diritto e lo seguirei sempre con molta attenzione.
Volevo soltanto sottolineare il percorso di grande coerenza intrapreso dall'autore, e per forza di cose ho considerato anche i suoi lavori precedenti...
Anche questo film è un puro Cronenberg 100%, soltanto che questa volta gli intenti teorici non sono ben sostenuti dalla forma della vicenda, per i motivi che ho già descritto...
Purtroppo io di fronte all'atteggiamento del personaggio di Mortensen non ho pensato "prova qualcosa per la Watts e le fa un favore" , piuttosto "no, no, qui c'è sotto qualcosa, un tirapiedi della mafia non metterebbe mai a rischio la propria posizione e la propria vita, dopo aver dimostrato tanta abnegazione, per un'infatuazione improvvisa. Anche perchè se contemplasse queste debolezze non avrebbe mai fatto la strada che dice di aver fatto. No, fa finta, se aiuta la Watts è perchè sa di avere le spalle coperte, come minimo è un infiltrato!"
Mmmm, no, il film c'ha i suoi problemi, e avrei detto lo stesso se invece di Cronenberg lo avesse girato Pinuzzo Focognoni... :mrgreen: ;)
IlDiurno
5 aprile 2008, 02:00
Borg mi spiace ma se è vero che non è il suo film migliore (che poi per film migliore di Cronenberg bisogna accettarne le tematiche- più che i percorsi- spesso "soggettive": vedi "Inseparabili", bel film, ma visto una volta poi basta. pesante come da stile del regista e a morboso come pochi) è vero anche che è un film che nel panorama odierno spacca il culo pure ai passeri.
Non posso analizzare, o peggio ancora gustarmi, un film prescindendo per forza da tutta la filmografia dell'autore.
Non posso pensare a Fuoco cammmina con me o a Crash mentre vedo sto film.
Stesso regista, ma altro genere.
Come dire che visto che king scrive sempre romanzi di formazione ogni suo lavoro è sulla falsa riga dell'altro e se uno è un fan si incazza quando cambia due particolari del canovaccio.
La "trasformazione" di Viggo (non mi sovviene il nome del personaggio) è quasi un promemoria di Cronenberg per sè stesso (o per alcuni spettatori) per ricordare che lui fa quel tipo di film, come dici te, di "trasformazione": il fatto che sia uno sbirro lo si scopre alla fine, e lui non è che lasci intendere di essere diventato cattivissimo e sanguinario per aver preso la decisione che ha preso.
Anzi il contrario, lascia intendere che lui sarà un uomo di pace in qualche modo.
Ugualmente non è immediato per niente che si intuisca da subito che "qualcosa non va" per via della sua pacatezza.
Anzi, immagini che quella calma sia figlia di chissà quali orrende esperienze, di chissà quali nefande azioni commesse e che provi qualcosa, come è in realtà, per il personaggio della Watts, unico motivo di tante premure e di tanta pazienza (la solita storia del sicario che scopre di avere un cuore insomma).
Immagini che sia talmente "cattivo" che non si prende la briga di muoversi per cose spicciole (e la gravità della faccenda la si intuisce subito, te spettatore, ma per i personaggi si chiarisce solo un bel pezzo più avanti) e che come tutti i malavitosi del mondo si prenda i lsuo tempo per agire (lo zio in hotel: lo si scopre quasi alla fine, dando per scontato, come tutti i personaggi, che sia stato eliminato).
No no, un gran bel film, non così immediatamente riconducibile a Cronenberg ma un bel film.
E se, ripeto, per giudicare un film non si riesce a prescindere dalla filmografia del regista, è imho un gran peccato.
Io quoto in tutto e per tutto.
Non sono d'accordo con Borg, non credo che si richiedesse a Cronenberg una certa originalità nello script.
La storia è lineare e credibile, la sceneggiatura avvincente e la violenza fredda e basta, in pieno stile cronenberghiano senza fronzoli. (attenti seguono spoiler)
E' una storia sulla schiavitù e sulla libertà. Il racconto fuori campo della povera ragazza russa che sognava di cantare è l'asse portante. E' una storia che ribadisce l'importanza dell'UOMO per il regista: la dottoressa, non a caso ginecologa, si fa carico di una grande rischio e si batte fino alla fine. Il figlio del boss sceglie di tornare indietro e intraprendere una vita normale, come il Tom Stall di "A history of violence".
Non è il Cronenberg metaforico di "Videodrome", non è il Cronenberg iperglaciale di "Crash" e "Spider". E' un Cronenberg più maturo, se possibile.
La scena della sauna non abbastanza terrificante??? Ma perchè oltre quello cosa ci sarebbe?
E poi un film sulla mafia russa non lo ricordavo. Io ho scritto un articolo sui vor v zakone (frequento una scuola di giornalismo), e un giornalista italiano che lavora in Canada che ho intervistato sull'argomento, molto bravo, mi ha assicurato che quello che si è visto nel film è la pura realtà, dai momenti conviviali fino alla riunione dei capi mafiosi.
Infatti si è detto colpito dal lavoro perfetto di Cronenberg.
Ribadisco: per me uno dei migliori film degli ultimi tempi, insieme al sottovalutato "Nella valle di Elah".
Il Borg
5 aprile 2008, 10:42
E poi un film sulla mafia russa non lo ricordavo. Io ho scritto un articolo sui vor v zakone (frequento una scuola di giornalismo), e un giornalista italiano che lavora in Canada che ho intervistato sull'argomento, molto bravo, mi ha assicurato che quello che si è visto nel film è la pura realtà, dai momenti conviviali fino alla riunione dei capi mafiosi.
Infatti si è detto colpito dal lavoro perfetto di Cronenberg.
Ribadisco: per me uno dei migliori film degli ultimi tempi, insieme al sottovalutato "Nella valle di Elah".
Ad ogni modo è tratteggiato efficacemente l’ambiente in cui si svolge la vicenda
...E questo non lo mettevo in dubbio! :mrgreen:
La scena della sauna non abbastanza terrificante??? Ma perchè oltre quello cosa ci sarebbe?
E' bene che non mi metta a descrivere le scene veramente terrificanti e perverse che ho visto in numerosi film...
Appena posso aprirò un topic sulle pellicole che hanno fatto scandalo, roba veramente tosta, talmente tanto che la censura non ha potuto fare a meno di intervenire.
Mi piacerebbe mettere anche qualche immagine, niente di osceno alla fine, per carità, ma per questa mia proposta decideranno i moderatori. ;)
Comunque vorrei precisare che non ho mai detto che il film di Cronenberg è pessimo, un passo falso etc, semplicemente non mi viene da gridare al miracolo.
E se facciamo la cosa inutile di confrontarlo con i suoi film più riusciti, noteremo che ne esce assai sconfitto...
korben
5 aprile 2008, 11:17
La scena della sauna non abbastanza terrificante??? Ma perchè oltre quello cosa ci sarebbe?
xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD
C'è di peggio moooolto peggio e , la sa lunga Borg So dove vuole andare a parare.
E' bene che non mi metta a descrivere le scene veramente terrificanti e perverse che ho visto in numerosi film...
Appena posso aprirò un topic sulle pellicole che hanno fatto scandalo, roba veramente tosta, talmente tanto che la censura non ha potuto fare a meno di intervenire.
Quando vuoi fratello sono pronto assieme a te invitando pure Maroschi a schifezzarvi con schifezze varie.!
Il Borg
5 aprile 2008, 11:21
La scena della sauna non abbastanza terrificante??? Ma perchè oltre quello cosa ci sarebbe?
xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD xD
C'è di peggio moooolto peggio e , la sa lunga Borg So dove vuole andare a parare.
E' bene che non mi metta a descrivere le scene veramente terrificanti e perverse che ho visto in numerosi film...
Appena posso aprirò un topic sulle pellicole che hanno fatto scandalo, roba veramente tosta, talmente tanto che la censura non ha potuto fare a meno di intervenire.
Quando vuoi fratello sono pronto assieme a te invitando pure Maroschi a schifezzarvi con schifezze varie.!
:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
Eh, eh! Per me va benissimo! Ovviamente il "V.M. 18" è d'obbligo!
IlDiurno
5 aprile 2008, 13:01
Certo, il cinema è un tale mare magnum che nei film horror ce ne saranno a bizzeffe.
Ma io farei riferimento al cinema di mainstream, a quello non di genere, ecco allora in questo caso la scena della sauna fa veramente impressione.
Quando si fa un raduno di questo forum? Mi piacerebbe chiacchierare un po' con voi! ;D
CALVERO84
16 aprile 2008, 20:22
come dice qualcuno......non mi ero strappato le vesti per "a history of violence" nonostante fosse stupendo ,ma dopo la visione de "la promessa dell'assassio" l'ho fatto ,assolutamente STREPITOSO ,mi si viene a dire che non si apprezza il cambiamento di tematiche da parte di """""""""""cronny""""""""""""""" e a gli ultimi film gli si preferisce "la mosca" ,non ho parole .....vabbè de gustibus ecc.
ps:come nomignolo cronny fa quasi pietà!
Il Borg
16 aprile 2008, 21:08
mi si viene a dire che non si apprezza il cambiamento di tematiche da parte di """""""""""cronny""""""""""""""" e a gli ultimi film gli si preferisce "la mosca" ,non ho parole .....vabbè de gustibus ecc.
ps:come nomignolo cronny fa quasi pietà!
Non ha cambiato affatto le tematiche Cronny, le affronta senza mostrare (anche) la trasformazione del corpo...
Capisco se si fosse detto "non mi si venga a dire che agli ultimi film gli si preferisce Rabid-sete di sangue", ma "la Mosca" è uno dei suoi lavori migliori, in assoluto... ::)
Sarebbe come affermare "non mi venite a dire che agli ultimi film di Scorsese gli si preferisce Taxi Driver o Quei bravi ragazzi"....
Un pò strano. Poi ognuno la pensa come vuole, io mi tengo i miei titoli preferiti e gli altri si terranno i loro.... ;)
CALVERO84
17 aprile 2008, 19:58
guada su scorsese hai terribilmente ragione, invece su cronenberg credo che negli ultimi 2 film abbia raggiunto una qualità mai vista,forse più che qualità una sorta di equilibrio che ha coinciso anche con la diminuzione dello splatter,vabbè anche exisitenz era privo di scene splatter ,ma credo di essere stato chiaro.
The Sandman
21 giugno 2011, 21:24
Scusate, ma non sapevo dove postare la richiesta e visto che si tratta sempre di Cronenberg posto qui.
Non c'è nessun topic riguarda il nuovo film del regista il quale vediamo il traile in home?
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