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Visualizza Versione Completa : Il maschilismo del cinema italiano



skyRUNNER
15 febbraio 2008, 12:20
Ho trovato molto interessante l'articolo postato, che meriterebbe un'analisi più profonda..
C'è molto maschilismo nel cinema italiano di oggi, soprattutto quello commerciale.

La grande commedia all'italiana di Comencini, Risi, Monicelli & Scola, sintesi perfetta tra cinema commerciale e d'autore, aveva contribuito invece a sottolineare la crisi del maschio nella società moderna.

Trovo addirittura più maschilista il cinema di Pieraccioni, Parenti e De Sica, fotocopia della televisione e della cultura di veline e soubrette, rispetto all'era di Banfi, Vitali & la Fenech, che perlomeno tentava di ridicolizzarlo in modo caricaturale (pensiamo in particolare ai film di Nando Cicero).

Il Borg
15 febbraio 2008, 12:36
Quoto ogni singola parola di Colinmckenzie, ha colto perfettamente nel segno.
Faccio solo un appunto, che non è necessariamente una difesa al personaggio in questione: si dice che Laura Torrisi provenga dal Grande Fratello e non da un'impegnativa accademia drammatica, mettendo quindi l'accento su dubbi riferimenti culturali...
Il problema è che alcuni attori che provengono da un'impegnativa accademia drammatica sembrano uscire invece dal Grande Fratello...
Alla fine più che considerare i riferimenti culturali merita concentrarsi sulle reali capacità dell'attore, da qualsiasi posto provenga...

Colinmckenzie
15 febbraio 2008, 13:56
Trovo addirittura più maschilista il cinema di Pieraccioni, Parenti e De Sica, fotocopia della televisione e della cultura di veline e soubrette, rispetto all'era di Banfi, Vitali & la Fenech, che perlomeno tentava di ridicolizzarlo in modo caricaturale (pensiamo in particolare ai film di Nando Cicero).


Sono d'accordo, anche perché quei personaggi erano normali e di solito andavano in bianco. Questi invece sono di solit ricchi e sempre pieni di belle donne. Inquietante...

Colinmckenzie
15 febbraio 2008, 13:58
Quoto ogni singola parola di Colinmckenzie, ha colto perfettamente nel segno.
Faccio solo un appunto, che non è necessariamente una difesa al personaggio in questione: si dice che Laura Torrisi provenga dal Grande Fratello e non da un'impegnativa accademia drammatica, mettendo quindi l'accento su dubbi riferimenti culturali...
Il problema è che alcuni attori che provengono da un'impegnativa accademia drammatica sembrano uscire invece dal Grande Fratello...
Alla fine più che considerare i riferimenti culturali merita concentrarsi sulle reali capacità dell'attore, da qualsiasi posto provenga...


Vero, però più che una critica a lei (per carità, mica spacciava droga, è semplicemente un programma televisivo), era una critica a Pieraccioni e all'idea che, se deve cercare una protagonista per un suo film, delle qualità recitative di solito se ne frega. D'altronde, ha fatto recitare la Marcuzzi come protagonista di un suo film

UomoCheRide
15 febbraio 2008, 14:09
davvero? e che film era?


cmq è verissimo. Mia sorella è attrice e, quando mi chiede un film recente da cui estrarre monologli comici per donne, non riesco a consigliarle qualcosa di diverso da un almodovar.

sarà che la maggior parte degli "autori" siano maschi?

Elwing-la-bianca
15 febbraio 2008, 14:22
davvero? e che film era?

cmq è verissimo. Mia sorella è attrice e, quando mi chiede un film recente da cui estrarre monologli comici per donne, non riesco a consigliarle qualcosa di diverso da un almodovar.

sarà che la maggior parte degli "autori" siano maschi?


Forse sono maschi per lo stesso motivo, perchè alle donne è impedito di far carriera. Temo che non sia solo un problema del cinema, ma della società italiana.

Siamo i penultimi in europa, per la percentuale di donne attive nel mondo del lavoro... questo sicuramente taglia le gambe a molte potenziali autrici.

Poi temo che gli autori vogliano inseguire la cassetta, e che abbiano un'idea piuttosto bassa di noi pubblico.

Colinmckenzie
15 febbraio 2008, 14:38
davvero? e che film era?



Opps, errore mio. Il film era Il mio west, lui recitava con la Marcuzzi, però a dirigere tutto c'era Veronesi. Ero convinto che fosse Pieraccioni...

Il Borg
15 febbraio 2008, 14:44
Ovvio, ovvio, Pieraccioni della qualità recitative delle sue attrici se n'è sempre sbattuto.
E si vede... :mrgreen:

ellen ripley
15 febbraio 2008, 15:08
Non c'è da stupirsi... da almeno 2 anni dico che i cinepattoni sono maschilisti ma nessuno ci crede! :huh:
E non è solo questione di maschilismo, queste sceneggiature sono così banali da utilizzare qualsiasi tipo di stereotipo comune alla massa... triste

Lenny
15 febbraio 2008, 15:13
E non è solo questione di maschilismo, queste sceneggiature sono così banali da utilizzare qualsiasi tipo di stereotipo comune alla massa... triste


Amen.

Elwing-la-bianca
15 febbraio 2008, 15:19
E non è solo questione di maschilismo, queste sceneggiature sono così banali da utilizzare qualsiasi tipo di stereotipo comune alla massa... triste


Amen.


Il cinema così basso d'accordo, ma a volte i personaggi femminili sono uccisi anche da altre parti. Prendiamo Montalbano, anche se è un film per la tv: la Livia dei romanzi mica è così odiosa e umanamente bidimensionale.

ellen ripley
15 febbraio 2008, 15:39
Si, è vero... i personaggi femminili non sono stereotipati solo nel cinema, ma anche in circa il 90% dei programmi televisivi (bagaglino?!ecc.)...

Francesca
15 febbraio 2008, 15:44
Artciolo di Colin più che condivisibile... e che la dice lunga sulla condizione della società italiana... d'altronde se quelli sono i film di maggior successo da noi... Bleah... che tristezza! http://www.vocinelweb.it/faccine/lingua/44.gif

Lenny
15 febbraio 2008, 15:48
Il cinema così basso d'accordo, ma a volte i personaggi femminili sono uccisi anche da altre parti. Prendiamo Montalbano, anche se è un film per la tv: la Livia dei romanzi mica è così odiosa e umanamente bidimensionale.



Mai visto manco mezzo episodio di Montalbano e vi spiego perchè non lo farò mai.

Tempo fa su Rai3 mandarono in onda un doumentario dal titolo "Cocaina" (lo si trova anche sul mulo) in cui tra le tante storie veniva seguita una pattuglia della Digos di Milano.
Fotografia "sporca", camera a mano e montaggio frenetico.
Risultato?
Sembrava di vedere "The Shield"!
E questa è la realtà, che casualmente non c'entra nulla con quella propostaci nelle varie fiction dove i deliquenti si dividono in poveracci senza alternative, caduti in un giro senza rendersene conto e in mano a "capibanda" al limite del satanico per la malvagità che esprimono.
Peccato che la realtà sia ben differente, vi basta girare un po' e frequentare certi ambienti per rendervene conto(personalmente, e non me ne vanto, comincio a contare in doppia cifra gli amici morti, in galera o in comunità)...
Ma la fiction e il cinema devono mandare un'immagine diversa, fatta di tutori della legge bonaccioni e sempre dalla parte del debole (sia esso anche un deliquente, che cmq, visto che verrà redento nel secondo tempo, non "esagera" mai).
Insomma, uno stereotipo che dalla fiction è entreto nella testa della gente che oggi, davanti a casi reali di repressione del crimine, confrontano i veri agenti con quelli "politicamente corretti" visti in tv e si indigna...
Ma questo è un altro discorso... o forse no?


P.S.
Sostituirei "maschilismo" con "qualunquismo". ;)

Il Borg
15 febbraio 2008, 15:52
Totalmente d'accordo con Lenny!
Il nostro cinema e soprattutto la nostra fiction (ma oggi sono diventati l'uno lo specchio dell'altra) è incapace di vedere il controverso della realtà!
O di ispirarsi ad esso...
Siamo in condizioni disastrose, vogliamo solo visioni facile, semplicistiche e quindi stereotipate..

Elwing-la-bianca
15 febbraio 2008, 15:54
Insomma, uno stereotipo che dalla fiction è entreto nella testa della gente che oggi, davanti a casi reali di repressione del crimine, confrontano i veri agenti con quelli "politicamente corretti" visti in tv e si indigna...
Ma questo è un altro discorso... o forse no?

P.S.
Sostituirei "maschilismo" con "qualunquismo". ;)


Ma Montalbano è tratto da una serie di libri di tutt'altra impronta, un commissario di grande cultura e di sinistra (no, non sono libri di fantascienza :seseh: ) che indaga su crimini spesso commessi da persone "normali" travolte dalle circostanze.

In tutto ciò, l'esempio di Livia mi pareva calzante perchè la trasposizione televisiva la fa diventare una delle tante fidanzate belle e cretine, diversissima dal personaggio letterario, mentre gli altri personaggi sono comunque interessanti.

Francesca
15 febbraio 2008, 16:00
ehm... chiuderei qui il discorso montalbano e fiction poliziesca, siamo ot. comunque lenny leggiti i libri... la fiction c'entra poco...

Lenny
15 febbraio 2008, 16:08
ehm... chiuderei qui il discorso montalbano e fiction poliziesca, siamo ot. comunque lenny leggiti i libri... la fiction c'entra poco...


Libri scritti quasi tutti trent'anni fa, in un Italia ben diversa e per degli italiani ben diversi.
Volevo scriverlo ma poi ho pensato che avrei fatto troppo il saputello.

Raizen
16 febbraio 2008, 12:38
Ma non credo sia il caso di andare sull'atteggiamento che hanno un certo tipo di pellicole nei confronti delle donne.

E' ovvio che i cinepanettoni di Natale ripropongano sempre gli stessi stereotipi (donna bella, stupida e facile con uomo fico che rimorchia sempre e comunque a qualunque età..), quando De Sica girava con Boldi c'era sempre Christian con la moglie diventata grassa e brutta dopo esser stata una strafica da giovane e Boldi con la strafica che si innamorava di De Sica.

Quelli sono clichè fissi tipici delle commedie da taverna! Se Pieraccioni fa recitare in un suo film una del grande fratello non lo fa di sicuro per dare alla pellicola maggiore spessore intepretativo ma per farsi pubblicità gratuita e far parlare la gente. E' ovvio che colpisce di più dire "Melita ad es. del GF nel prossimo film di Pieraccioni" piuttosto che "Tizia laureata a pieni voti al Dams con frequentazioni successiva all'accademia drammatica di Milano nel film con Pieraccioni..".

E' tutta pubblicità gratuita.. Sfruttare personaggi del mondo dello spettacolo indipendentemente dalle loro capacità rientra perfettamente nello schema fai più soldi possibili spendendo meno che puoi. E non c'è da stupirsi che siano film maschilisti. L'uomo vuole vedere la gnoccona di turno e porta con se relativa fidanzata e amiche. Lui si diverte perchè vede le gnocche, lei si sente gratificata perchè si sente migliore del personaggio stereotipo oca del film e tutti passano due ore felici e contenti.

Ci sarebbe da lamentarsi di maschilismo in film più impegnati (che so i cento chiodi che personalmente non ho visto..) ma in filmetti stile Angiolieri mi sembra ovvio che i personaggi proposti siano sempre quelli. E aggiungo che in una società popolata da Winx, Veline e una mamma per amica non credo ci sia molto da stupirsi.. Casomai da intristirsi quello sì

UomoCheRide
16 febbraio 2008, 19:03
ripensando a notte prima degli esami, il primo almeno mi sembrava più bilanciato da questo punto di vista....cioè contrapponeva ,oltre ai gia elencati, anche personaggi maschili negativi (tra cui il fidanzato burino, ad esempio) e personaggi femminili positivi (la ragazza innamorata del migliore amico, che gli telefona per dirgli chi è claudia etc)

StranaIndividua
16 febbraio 2008, 22:19
E sì. Purtroppo il maschilismo dilaga.
Ho apprezzato l'articolo di Colin (avrei anche citato Caos Calmo, per misoginia più che altro); non ho mai visto un cinepanettone, ma non fatico ad immaginare che la profondità dei personaggi (femminili ma non solo) sia pari a zero...

Serenity
18 febbraio 2008, 17:42
Infatti, come ho avuto modo di dire, con capisco come Isabella Ferrari abbia potuto acconsentire ad essere utilizzata unicamente come pezzo di carne...
In merito ai personaggi femminili, che dire... desolante. Mogli frustrate e tradite, sventolone ammiccanti, uomini non solo "vecchi", ma anche "brutti" ma danarosi che stanno che le coetanee delle figlie.
Se una come Ayda Yespica stesse con uno come Richard Gere, d'accordo, se ne capisce il motivo. Ma che stia con un Cristian De sica proprio no.

ellen ripley
18 febbraio 2008, 19:49
Infatti, come ho avuto modo di dire, con capisco come Isabella Ferrari abbia potuto acconsentire ad essere utilizzata unicamente come pezzo di carne...
In merito ai personaggi femminili, che dire... desolante. Mogli frustrate e tradite, sventolone ammiccanti, uomini non solo "vecchi", ma anche "brutti" ma danarosi che stanno che le coetanee delle figlie.
Se una come Ayda Yespica stesse con uno come Richard Gere, d'accordo, se ne capisce il motivo. Ma che stia con un Cristian De sica proprio no.

Verissimo! Io più che altro mi chiedo come BOLDI riesca sempre a rimorchiare... ^^'

Lenny
18 febbraio 2008, 22:10
Infatti, come ho avuto modo di dire, con capisco come Isabella Ferrari abbia potuto acconsentire ad essere utilizzata unicamente come pezzo di carne...


Mi sa che non aveva grandi alternative lavorative, della serie "o mangi 'sta minestra o salti dalla finestra".

Serenity
19 febbraio 2008, 15:16
E quindi torniamo al discorso della considerazione che il cinema italiano ha dei ruoli femminili: sostanzialmente letterine sul grande schermo.
Fino ad ora l'unica attrice verso la quale nutro una certa stima artistica è Giovanna Mezzogiorno...

Raizen
19 febbraio 2008, 19:58
Non capisoc perchè continuate a giudicare il cinema italiano da 3 pellicole scadenti e di dubbia qualità pensate solo per fare soldi tanto più che Pieraccioni si è saputo oggi ci s.....a con la Torrisi o come se chiama...

Ma se prendete i film dei Vanzina che vi aspettate Omero? E' ovvio che la donna è dipinta così anche perchè in tv non è che si amessa in modo tanto diverso eh...

Serenity
20 febbraio 2008, 17:15
E' ovvio che la donna è dipinta così anche perchè in tv non è che si amessa in modo tanto diverso eh...


Questo è uno dei problemi più gravi nel nostro cinema: la commistione continua tra cinema, tv, pubblicità. Mentre i divi di Hollywood si tengono ben lontani dalla tv se non per camei in serial che segnano la storia della televisione (vedi i vari Bruce Willis e Brad Pitt in friends), e mentre le star della tv vivono in un mondo a parte rispetto ai divi del cinema, qui i nostri passano dalla fiction, allo spot televisivo, al cinema e di nuovo alla tv, senza per altro avvertire il cambiamento, finendo per far assomigliare il cinema ad una megafiction.

Il problema dei ruoli femminili non sta nel tipo di pellicola, perchè se un film è spudoratamente realizzato per far soldi non significa che necessariamente deve esserci una tizia seminuda.
Mi viene in mente Il Diavolo Veste Prada: girato in Italia avremmo avuto nel ruolo dell'assistente Laura Chiatti ripresa in ogni cm di pelle mentre subisce la trasformazione da anonima ragazza a fashion victim.
Oppure Scrivimi una canzone con Hugh Grant e Drew Barrymore: davvero un filmetto senza pretese, ma divertente. In Italia avrebbero scelto una sul genere di Manuela Arcuri.

Non è il tipo di film... è il tipo di mentalità.

peilei
20 febbraio 2008, 18:30
vi riporto una conversazione con mio fratello:
Lui- Vado al cinema stasera con i miei amici
io- a vedere cosa-
lui- parlami d'amore
io- ma che siete impazziti? cosa ci andate a fare tutti uomini?
lui- a vedere un po' di tette

::)perbacco

Il Borg
20 febbraio 2008, 19:45
Il problema non sono le tette, sarebbe giusto andare al cinema per vedere solo quelle, ma tutta la "trama" insulsa che le circonda... ^^'

Colinmckenzie
20 febbraio 2008, 19:57
Il problema non sono le tette, sarebbe giusto andare al cinema per vedere solo quelle, ma tutta la "trama" insulsa che le circonda... ^^'


No, il problema vero è che si vedono pochissimo :mrgreen:

peilei
20 febbraio 2008, 20:11
infatti è tornato a casa tutto arrabbiato ;)

ho notato un altro fattore di maschilismo nel cinema in generale: nelle recensioni ad una bella attrice o si perdona tanto o non si perdona nulla. Non so se è solo una mia impressione.

A parte che storicamente i ruoli migliori sono ritagliati quasi sempre sugli uomini, e in generale le figure femminili o sono in secondo piano o sono descritte malamente. Con tutte le eccezioni del caso, sia chiaro!

Il Borg
20 febbraio 2008, 20:14
Poche tette?
Ecco, un film veramente insensato!! :mrgreen:

Scusi buon uomo, la strada per il topic "il maschilismo nel cinema italiano"? Sa, dovrei andare lì a mondarmi l'anima perchè in fondo apprezzo film exploitation pieni di donne nude....Ah, è questo? Ah...acc, com'è tardi, devo proprio scappare....

Serenity
20 febbraio 2008, 23:19
Scusi buon uomo, la strada per il topic "il maschilismo nel cinema italiano"? Sa, dovrei andare lì a mondarmi l'anima perchè in fondo apprezzo film exploitation pieni di donne nude....Ah, è questo? Ah...acc, com'è tardi, devo proprio scappare....


Immagino un remake italiano di io sono Legenda: nel ruolo del Protagonista Raul Bova, nel ruolo del cane Ayda Yespika. Svolgimento: sono intrappolati in sardegna, asserragliati dentro il Bilionaire... non serve che progegua ;)

Lenny
20 febbraio 2008, 23:29
Scusi buon uomo, la strada per il topic "il maschilismo nel cinema italiano"? Sa, dovrei andare lì a mondarmi l'anima perchè in fondo apprezzo film exploitation pieni di donne nude....Ah, è questo? Ah...acc, com'è tardi, devo proprio scappare....


Immagino un remake italiano di io sono Legenda: nel ruolo del Protagonista Raul Bova, nel ruolo del cane Ayda Yespika. Svolgimento: sono intrappolati in sardegna, asserragliati dentro il Bilionaire... non serve che progegua ;)


Cinematograficamente parlando quello con smith è il remake americano di un remake americano (quello con Heston) di un film italiano. asd

Serenity
21 febbraio 2008, 10:45
Bene, allora chiudiamo il cerchio!
Tra l'altro la cagnetta Sam ha un ruolo "femminile" più verosimile e più profondo rispetto alla tizia che incontra Smith.
Riflettendoci, poi, non è vero che nel cinema italiano ci sono solo sventolone. C'è anche il personaggio della moglie nevrotica e tradita (la Buy, la Morante...) e ringraziando il cielo, almeno dal cinema è scomparso il ruolo femminile di "madre coraggio".

Il Borg
21 febbraio 2008, 10:51
Ma è rimasto nella fiction televisiva.
E si sa, qui in Italia è lei che detta le regole al nostro cinema...
Finito il boom della moglie nevrotica tradita ritorneranno senz'altro e prepotentemente le madri coraggio...
Oppure faranno un frullato tra moglie nevrotica cornuta e mammina battagliera....
Altrimenti qua in Italia cosa si racconta?

Serenity
21 febbraio 2008, 12:50
Sul fatto che il cinema "campioni" la tv e talvolta anche la pubblicità sono d'accordo e l'ho anche scritto... madri coraggio e ruoli affini, però, credo non ne vedremo in sala. Quel tipo di storia e di personaggio punta a raccogliere il consenso di un pubblico di una certa età che generalmente non va al cinema.
Ormai la ricetta sembra essere puntare sui nomi maschili+le forme femminili+passaggi televisivi De FIlippi\Fazio. La storia è un dippiù.

Anni fa paragonarono -con notevolissimo azzardo- Soldini a Burton, Licia Maglietta a Giulietta Masina... dove sono?

Lenny
21 febbraio 2008, 16:46
Bene, allora chiudiamo il cerchio!
Tra l'altro la cagnetta Sam ha un ruolo "femminile" più verosimile e più profondo rispetto alla tizia che incontra Smith.
Riflettendoci, poi, non è vero che nel cinema italiano ci sono solo sventolone. C'è anche il personaggio della moglie nevrotica e tradita (la Buy, la Morante...) e ringraziando il cielo, almeno dal cinema è scomparso il ruolo femminile di "madre coraggio".


Già, ma ragionando un attimo e facendo mente locale le donne nel cinema de noandri si dividono in:

_sventolone (con tutte le sottospeci)
_nevrotiche ( ")
_coraggiose (" e spesso son maschi con le tette e senza pistolino, a la Soldato Jane, senza ovviamente raggiungere i risultati d'oltroceano)

In tutti i casi cmq c'è sempre la dicotomia donna\uomo.
Le donne senza l'uomo non esistono, agiscono in funzione del maschio (che sia l'antagonista sessita, il bavoso provolone, il marito fedifrago ecc..).
Cosa che cmq, ad onor del vero, è tutta nel pessimo neo femminismo (ma anche non neo) che vede per principio una contrapposizione competitiva col maschio, specie da superare in ogni campo.
In fondo a ben vedere non c'è grossa differenza con la realtà, ovviamente senza entrare nell'intimo delle singole situazioni individuali, cosa che la cinematografia ISTAT nostrana evita con cura di fare.