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Discussione: Tim Burton

  1. #391
    Utente L'avatar di Melanconico
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    · Utente da luglio 2008
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    Re: Tim Burton

    P.S.: Se ce la faccio poi provo a scrivere qualcosa su Spectre e ‘Big Fish’: è un po’ il film più complicatuccio di Burton, è meglio che riguardo qualche scena prima…
    Eh si, è come se Tim Burton ragionasse in prorpio sul suo cinema, cercando di rimettere le cose in chiaro dopo la "caduta" de Il Pianeta delle Scimmie, e analizzare quella che è già un'analisi non è la cosa più semplice. Condivido anche il resto del tuo intervento, soprattutto per quanto riguarda l'amore, elemento stabile di ogni film burtoniano, spesso affiancato all'impossibilità d'avere un contatto (mani di forbice, pinne al posto delle mani, artigli felini, guantini di lattice, per arrivare poi al rasoio che rende nuovamente il braccio di Sweeney Todd intero, dopo anni). Non è permesso il contatto (-Hold me-, -I can't-), ma si può sognare di accarezzare la propria amata:



    Tutti i personaggi di Burton sono in cerca d'amore, nel senso più ampio del termine, e mi piace molto il riferimento al ghiaccio come desiderio d'amore diventato concreto, solidificato e dunque reale ma fragile e fittizio, destinato a sciogliersi.

    Probabilmente invece la forbice, le lame, indicano la castrazione, personaggi spesso asessuati, sebbene dall'esterno possano sembrare quasi dei simboli sessuali/sadomaso, la Joyce di Edward Manidiforbice va in estasi quando Edward le taglia i capelli, "E' stata l'esperienza più bella della mia vita" dice

    Intanto ho ricordato altri ritagli di foto e giornali in un film di Burton, e ho pensato che potessero rappresentare anche un'interiorità frammentata, di pezzi sconnessi che non riescono a recuperare il loro ordine, come un puzzle troppo difficile:



    E poi riguardo alla satira burtoniana, di cui si discuteva prima con Mars Attacks!, non si dovrebbe dimenticare la tv, spesso presa di mira nei film di Burton, già a partire da Pee Wee che corre fra set televisivi e cinematografici (quelli Warner ovviamente), passando poi per i servizi in tv di Beetlejuice, e una scena come questa, con quella apertura che ricorda tanto il logo di Mtv:



    e poi i giornalisti di Batman costretti beffardamente a entrare in scena senza trucco, o addirittura sfigurati in diretta, le stupide domande rivolte ad Edward durante un programma in cui è ospite, gli interventi del presidente in Mars Attacks! e i giornalisti macchiettistici che seguono l'arrivo dei marziani, insomma è una continua presa in giro, o forse solo lo sguardo malinconico rivolto alla società dei consumi, delle convenzioni, e delle ipocrisie.

    Intanto oggi Burton compie 51 anni, siam tutti commossi per questo:



    ...purchè non ci siano uccelli nei paraggi

  2. #392
    Utente L'avatar di ericrap
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    · Utente da giugno 2008
    · Messaggi: 580

    Sogno + Realtà = Immaginario (of Doctor Burton)

    L’erba così verde
    il cielo così blu
    Spectre è davvero grande
    (‘Big fish’)
    …………………………


    In fondo i film di Tim Burton hanno sempre una doppia anima. Big Fish stesso, da molti considerato il suo lato luminoso, in effetti è pregno di un forte senso di morte e colmo di pericoli. La città spettro che Edward incontra (Spectre) ad esempio, dapprima è una trappola, perchè funge da casa di marzapane, è tanto perfetta e idilliaca quanto immobile. Lì la vita è sospesa, nel tempo e nello spazio, al punto che il poeta si è giocato la sua creatività, anche la sua mente è immobile. Appena arrivati a Spectre ti vengono tolte le scarpe, e tolta dunque simbolicamente la possibilità di camminare, di vivere. E' una città dei morti, di spettri appunto. Poi Edward decide di tornarci, ma questa volta è troppo tardi, la trova decaduta e invecchiata............un pò come Alice e la sua wonderland recuperata dopo anni?
    Un parallelo potrebbe starci, magari distinguendo sull’età: Alice è cresciuta (rispetto al mondo [tutto psicotico…] della sua infanzia) ma ancora deve arrivare al suo ‘mezzogiorno’… Edward Bloom sta procedendo verso la ‘mezzanotte’ e si ritrova in una Spectre che è sì cambiata ma ormai (come lui nella realtà) prossima alla morte… L’immaginazione creativa di Edward continua anche in quel caso ad essere la sua personale carta vincente per trasformare un mondo divenuto purtroppo anche troppo reale; viceversa, chissà, forse Alice potrebbe mostrare di aver bisogno di ristabilire un minimo contatto con la realtà, così da non restare per sempre immersa in un fin troppo florido sogno senza via di scampo verso l’età adulta…

    Ritornando invece al primo passaggio del giovanissimo Bloom in quell’idilliaco ‘paese delle finte meraviglie’ (l’idilliaca Spectre ‘disconnessa’ dal mondo esterno della vita reale quanto, scopriremo, anche da ogni sogno poetico…), come hai già ben evidenziato esso è un po’ il momento alla ‘Shining’ (opera per inciso omaggiata in ‘Beetlejuice’ [vd. il maggiolino inserito nel plastico durante i titoli di testa], che è a sua volta – fra l’altro - un film in cui il rapporto vita reale e sogno è presentato problematicamente: la realtà è morta e artefatta come un plastico e avrebbe bisogno del sogno ectoplasmatico per ravvivarsi… e il sogno d’amore è rimasto spettralmente bloccato in casa senza possibilità di realizzarsi concretamente nella vita reale domestica [al loro amore manca da sempre un figlio]…) del film, quello della ‘labirintica’ prova iniziatica del protagonista (o anche direi – visto che Edward era ferrato col catechismo… - il momento delle sue ‘tentazioni’: la sirena erotica col serpente [ma Edward è un puro di cuore, un uomo di Legge… mosaica: il serpente gli si ritrasforma in bastone…], laddove cioè – dove sono gli istinti – stanno anche le pericolose sanguisughe [vale a dire la minaccia principale, per il ‘bambino’ che è in Bloom, del gioco creativo così come dell’io e del suo senso vitale di esistere]… oppure la stessa prospettiva di metter su famiglia, quando in vero come detto [e come sarà per la giovane Alice…] ancora non siamo giunti neanche ‘nel mezzo del cammin di nostra vita’ [cf. la ‘selva oscura’ della scena successiva…])…

    In quella Spectre tutta rose e fiori regna in vero – come accadde all’Overlook hotel kubrickiano… - il ‘lato oscuro della fantasiosa forza’ (il ‘mondo da favola’, visto ‘attraverso [quel]lo specchio’… si riflette in un ‘incubo’), regna la morte del vivere creativo (tant’è che fin dall’inizio lì ‘era già tutto previsto’ [Cocciante], arrivo di Bloom compreso, come in un universale ‘viaggio organizzato’ fin nei minimi particolari [quando invece – per il vivere creativo - saper disorganizzarsi un po’, rilassarsi, sarebbe il prerequisito fondamentale]…) e l’isolamento (tutti messi, come dire… dentro una campana di vetro [e il vetro è pericoloso, lo sa bene Willy Wonka, che ci va a sbattere sempre contro!!]), in altre parole lì l’immaginazione creativa d’un tratto si fa sterile, si svuota divenendo mero ‘sogno ad occhi aperti’ (cui adattarsi)…

    Ed il motivo come detto è semplice: in quel mondo utopico il vivere perde i suoi fondamentali e irrinunciabili contatti con il sogno come con la realtà, lì non si può più comunicare – cioè - né con il proprio intimo (il mondo dei propri sogni [quelli sani, fatti ad occhi chiusi…]) né con il mondo esterno (contatto quest’ultimo che poi per Spectre arriverà inevitabilmente, e sarà traumatico…), tant’è che – simbolicamente (imho) - dapprima si tolgono ai visitatori le scarpe (vale a dire: li si fa uscire dal proprio intimo mondo personale, dalla propria irripetibile e irrinunciabile individualità), e successivamente si completa la ‘sterilizzazione’ appendendo le stesse a mezz’aria (si toglie cioè loro la terra da sotto i piedi, si isolano le persone anche dal mondo esterno, lasciandole lì ‘a mezz’aria’)…

    Insomma lì si finisce col diventare gli spettri di se stessi (cf. sempre l’Overlook hotel - isolato dal mondo durante la ‘stagione morta’ – come anche lo stesso fantasma del vecchio guardiano, che non sarà più lui bensì si ripresenterà a Jack in veste di… cameriere [e analogo cambio d’identikit toccherà pure al nostro folle scrittore, futura ‘guest star’ di una fotografia…]), si è simbolicamente tagliati fuori da ogni vitale esperienza umana, quella che in vero si sperimenta muovendosi continuamente (in quello spazio transizionale che intercorre) tra realtà (oggettività) e sogno (soggettività) [in origine: tra la madre e il suo piccolo bimbo ancora senza il… ‘cuscino’ di Cocciante…]…

    La stessa parabola esistenziale del poeta (S. Buscemi) potrebbe inquadrarsi emblematicamente così, come quella di un artista che per sua natura è abituato a ‘rubare la vita’- cioè a carpire le sue ispirazioni artistiche proprio traendole dalla realtà (sia essa esterna o interiore) – e che, dopo la permanenza protratta in quel deprivante ‘penitenziario’, finisce invece irrimediabilmente segnato, ridotto in miseria (artistica) e bisognoso di ripartire da zero (che ormai anche il suo successivo viaggiare a gogo non aveva senso vitale, era avvertito tanto irreale quanto realmente era stato… uno spreco di soldi)… dall’antisociale ‘rubare la borsa’ (che solo successivamente, grazie ai consigli pratici di Bloom, si rifarà ‘artistico’ e proficuo…)…

    Il giovane Edward Bloom, al contrario del poeta finito in rovina, non interromperà il suo ‘viaggio’ a Spectre (pur essendosi ritrovato anch’egli in contatto con la propria ‘ombra’ e tentato di prolungare il soggiorno)… però vi ritornerà al momento giusto (dopo una vita vissuta come un ‘gira-sole’) per scrivere ugualmente un nuovo ‘capitolo’ della sua incredibile esistenza…

    E qui, in queste ultime ‘pagine’, arriva infine il melodramma con la Bonham Carter: ecco allora che (con ‘fantasia imprenditoriale’ [stile ‘Edward B… erlusconi’]) il (nostalgico) sogno di Bloom di salvare Spectre diviene infine ‘favolosa’ realtà che rivitalizza quel luogo… così come all’opposto, amaramente, la romantica realtà di un possibile amore (proibito ma da sempre fantasticato corrisposto) si farà una volta per tutte sogno infranto e mera favola (stile ‘Edward MDF’: una bedtime story che lo spettatore si è visto ad occhi aperti, consapevole che dietro un bambino che si addormenta chiudendo gli occhi sereno si può anche celare un anziana narratrice dell’incredibile storia che non ha potuto vivere da protagonista il suo amore) mortificata (per l’adulta Bonham Carter [che però si rifà alla grande nel mondo reale, essendo sposata col regista…] definitivamente disillusa)…

    Ridetto in altre parole, insomma, riecco anche qui la ‘doppia anima’ dei film di Burton, il ‘dolce’ della vita che l’autore ci mostra assieme all’‘amaro’; in ‘Big fish’ lì ora abbiamo da una parte un sogno e una realtà – quelle di Edward Bloom - che ‘sposatesi’ con successo si ‘incarneranno’ in un ‘fantastico’ erede, cioè in un figlio via via sempre più cresciuto (e infine anche nuovo ‘story teller’, pronto a far rivivere in lui le stesse fantasie paterne)… Ma anche, dall’altra parte, un sogno e una realtà che vivranno sempre da ‘separati in [spectrale] casa’ (cf. il riferimento all’incolmabile differenza d’età prima e all’uomo già sposato poi: insomma, l’ideale che non combacia mai col reale…) e che – prima come dopo, in quel finto mondo di sogno infantile come in quel vero mondo reale di adulti - lasceranno sempre (non essendosi mai fecondamente ‘compenetratisi’ a vicenda) una ‘adulta-bambina disincarnata’ a soffrire nell’oscurità di quel ‘Limbo’ (cf. la casa che nonostante sia stata ristrutturata… tornerà a decadere); insomma, la Bonham Carter adulta-bambina ‘spectrale’… come le due bambine (mai cresciute) dell’Overlook hotel: un sogno e una realtà che sembrano vive, ma che è ‘da una vita’ che sono fatte a pezzi…

    OK… e con questo direi… ‘capitolo chiuso’.

    Firmato (scusate un attimo… devo posare l’accetta… tienimela tu Danny…):
    Jack Torrance (redivivo)

    ……………………….
    All work and NO PLAY makes Jack a dull BOY
    All work and NO PLAY makes Jack a dull BOY
    All work and NO PLAY makes Jack a dull BOY
    (‘Shining’ [un estratto dai miei vecchi appunti])

    Concludo: si è parlato di Tim Burton come possibile regista di una nuova trasposizione del 1984 di Orwell. (…) come la vedreste? In fondo abbiamo visto che i film di Burton non sono privi di politica e di certo 1984 non è solo quello, ma anche alienazione, tema tipicamente burtoniano, e quella politica è la prigione del sentimento e dell'arte...
    Io m’aspetto tanto dal prossimo Alice (un film che può stare a Burton come Transformers è stato a Bay? Booom!! L’ho detta…) e poi mi pare stia ormai già in cantiere un adattamento della serie tv sempre con Depp, e anche quello un po’ mi intriga… mi verrebbe da dir così (almeno questa passamela che ormai è notte…): forse Burton fa le cose veramente in grande quando lavora… in piccolo, con l’animo del ‘disegnatore’ più che con quello del ‘pittore’… Ha una sua sensibilità decisamente profonda, ‘arcaica’ (della serie: non rischierebbe mai di finir male come invece è accaduto a Peter Pan-Spielberg quando si è dovuto mettere sulle orme di Kubrick [A.I.]…), ma non so se riuscirebbe mai a fare un film ‘alla Gilliam’ (‘Brazil’)… però è vero: la politica spesso è anch’essa ‘burocraticamente’ lontana dalle esigenze vitali dei cittadini: magari si promettono mari e monti, ma poi… resta anche lì un fantasticare inutile, comunicatoci in ‘politichese’ e mortiferamente isolato nel ‘Palazzo’…

    E comunque – e concludo pure io - a ognuno il realizzare il suo film sullo schermo e soprattutto, si spera, a ognuno la sua personale ‘Musa’ ispiratrice – il suo ‘Imaginarium’ - è quello l’importante (non il mettersi a fare opere su commissione, magari per continuare a restare nel grande giro hollywoodiano [come forse è stato in parte il caso de ‘Il pianeta delle scimmie’]…): a Burton Edward Bloom, ad Allen Harry Block (‘Harry a pezzi’ [un capolavoro che consiglio a tutti di vedere proprio accoppiato al film di Burton: insieme i due protagonisti formano decisamente una strana coppia…]), a Gilliam il visionario paladino del sogno Sam Lowry... l’importante è che appunto si abbia sempre al seguito il proprio miglior amico e stretto collaboratore, un fidato e semprevivo ‘Zero’ [‘Nightmare before Christmas’] sempre pronto a uscire dalla cuccia per accompagnarci: quella (vivissima) ‘Fantasia cin[e/o]fila’ con cui arrivi dritto in altri ‘mondi di confine’ artisticamente ancora tutti da scoprire…

    E mo’ buonanotte a tutti da Jack Torrance…
    … E ovviamente… ‘sogni d’oro’, certo… così che poi quello stesso oro il mattino se lo possa ritrovare veramente ‘in bocca’… onde arricchire in modo creativo la realtà giornaliera di ognuno…


    …………….
    http://www.youtube.com/watch?v=tY4LMu21aU0
    "Everything that has a beginning has an end, Neoric"

    "E' la vita mia: mille occhi, una foresta, una giostra di periferia"

  3. #393
    Utente L'avatar di UomoCheRide
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    Re: Tim Burton

    credo che in pratica il protagonista de il pianeta delle scimmie burtoniane non vada a finire nella terra del futuro durante il primo viaggio, come accade a helston, ma al contrario cada nella terra del passato.
    quando cerca di tornare nel suo presente quindi, si mette a viaggiare verso il futuro. scopre cosi che col progredire della civiltà tim roth ha liberato le scimmie.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
    Spoiler!

  4. #394
    Utente L'avatar di peter pan
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    Re: Tim Burton

    naaaa, nella terra del passato le scimmie mica parlavano e gli uomini erano schiavi...
    Più dolce sarebbe la morte se il mio ultimo sguardo avesse come orizzonte il tuo volto.
    E se così fosse, mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.

  5. #395
    Utente L'avatar di Melanconico
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    · Messaggi: 7.494

    Re: Tim Burton

    Grazie ericrap per le tue osservazioni, molto interessanti e assolutamente condivisibili. E' vero Edward Bloom torna nel "paese delle finte meraviglie" già molto grande, mentre Alice è un'adolescente, e questo cambia le cose. Io avevo accumuato i due viaggi anche per il fatto che Alice deve salvare quel mondo come Edward ha fatto nel suo secondo arrivo a Spectre, ma in effetti non è propriamente giusto. Mi è venuto infatti da pensare che forse quello che Alice deve affrontare è piuttosto la selva oscura, che lo stesso Edward attraversa più o meno alla stessa età, 18 anni (e quando io ne avrà 18 tu ne avrai 28, e quando io ne avrò 28 tu ne avrai solo 38...non è mica una gran differenza quella!). Ma se in Big Fish riusciamo ad accedere nell'interiorità del protagonista adolescente attraverso i suoi stessi racconti e il gioco della metafora, con Alice invece la nostra chiave d'accesso è il sogno, disvelamento dell'inconscio della giovane Alice, che trova il paese delle meraviglie (infanzia) profondamente cambiato e deve lottare per preservarne almeno un piccolo frammento (il fanciullino, il senso di meraviglia che forse lo stesso Carroll voleva si conservasse in Alice Liddell). In ogni caso è ancora presto per dirlo

    Quando parli dell'isolamento/campana di vetro, rispetto a Spectre, mi torna in mente un articolo che avevo letto sul cinema di Burton in cui si citava la prima scena di Edward Manidiforbice, quella col logo della Fox innevato e poi alla fine dei titoli di testa il castello con la neve che scende, come possibile citazione della sfera di vetro di Quarto Potere, simbolo nel film di Welles dell'infanzia perduta (elemento comune anche nei film di Burton), e probabile immagine definitiva del vivere quotidiano di Edward, isolato nella sua sfera di vetro, impossibilitato ad avere contatti con l'esterno, le sue emozioni "ibernate". Ma non so sinceramente approfondire questo aspetto... so solo che quella sfera di vetro torna smpaticamente in Mars Attacks!

    forse Burton fa le cose veramente in grande quando lavora… in piccolo, con l’animo del ‘disegnatore’ più che con quello del ‘pittore’…
    probabilmente conoscerai la sua attività di disegnatore...effettivamente non pittore ...che si caratterizza proprio per questi schizzi piccolini, stilizzati, un espressione immediata. E' da quei piccoli capolavori che ogni suo film compie i primi passi e, da aspirante illustratore, devo dire che è questo che apprezzo prevalenetemente di lui, il fatto che riesca a far confluire la sua totale urgenza di esprimersi in pochi tratti e macchie d'acquerello...in piccolo.



    Citazione Originariamente Scritto da UomoCheRide
    credo che in pratica il protagonista de il pianeta delle scimmie burtoniane non vada a finire nella terra del futuro durante il primo viaggio, come accade a helston, ma al contrario cada nella terra del passato.
    quando cerca di tornare nel suo presente quindi, si mette a viaggiare verso il futuro. scopre cosi che col progredire della civiltà tim roth ha liberato le scimmie.
    Possibili SPOILER sul Pianeta Delle scimmie di Burton e su quello di Shaffner:

    Non credo che il pianeta delle scimmie sia la Terra, come nel film con Heston, nel film di Burton è proprio un altro pianeta, infatti ci sono addirittura due lune. Ho trovato solo questo fotogramma dove si vedono appena, ma fu confermato anche da Burton se non erro, la volontà di raccontare una civiltà aliena:

    http://www.timburtoncollective.com/s...s/pota_185.jpg

    altrimenti anche la tua ipotesi non sarebbe affatto da escludere. Simos (la scimmietta smarrita) col suo viaggio si ritrova nel passato, il gruppo di umani di Oberon cerca di rintracciarlo e lo ritrova, ma Simos intanto è riuscito a muovere una rivolta delle scimmie. Leo Davidson al suo arrivo si ritrova di fronte ad un passato alternativo in cui le scimmie dominano e sono riuscite a costruire una loro civiltà, quando poi pensa di tornare sulla Terra, il suo presente in realtà è cambiato irrimediabilmente a causa di questo paradosso temporale. Questo spiegherebbe ad esempio come mai gli umani sembrano ancora un pò primitivi nel vestiario ad esempio e nelle armi da guerra sul Pianeta, perchè evidentemente Simos è atterrato su una Terra molto lontana nel tempo, ma non spiega però come siano risucite le scimmie a costruire (nell'ipotetico presente/futuro) una civiltà tale e quale a quella che si sarebbe venuta a creare se a dominare fossero stati gli umani, mi riferisco alle divise dei poliziotti e alle architetture, la stuatua di Lincoln ecc ecc. Non so sinceramente neanche se valga la pena ragionarci su, credo che lo scopo primario di quel finale fosse di carattere satirico, un piccolo monito, ma anche di semplice "effetto".

  6. #396
    Utente L'avatar di UomoCheRide
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    Re: Tim Burton

    Citazione Originariamente Scritto da peter pan
    naaaa, nella terra del passato le scimmie mica parlavano e gli uomini erano schiavi...
    infatti le scimmie e gli uomini sarebbero discendenti delle scimmie ammaestrate e dell'equipaggio dell'astronave, precipitata sul pianeta ma molto piu indietro nel tempo rispetto a mark walberg.
    Qual'è la verità? Ciò che penso io di me, ciò che pensa la gente, o ciò che pensa il burattinaio?
    Spoiler!

  7. #397
    Utente L'avatar di Melanconico
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    · Utente da luglio 2008
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    Re: Tim Burton

    UomoCheRide, ti avevo risposto anche io, te lo dico perchè megari nel mio lungo post la risposta passa inosservara, è in basso

  8. #398
    Rorschach
    Guest

    Re: Tim Burton

    Citazione Originariamente Scritto da UomoCheRide
    Citazione Originariamente Scritto da peter pan
    naaaa, nella terra del passato le scimmie mica parlavano e gli uomini erano schiavi...
    infatti le scimmie e gli uomini sarebbero discendenti delle scimmie ammaestrate e dell'equipaggio dell'astronave, precipitata sul pianeta ma molto piu indietro nel tempo rispetto a mark walberg.
    Ma questo sarebbe un paradosso... e poi l'uomo non discende dallo scimpanzè, ma da un antenato comune...

    ...

    Ehm, scusate l'intrusione

  9. #399
    Utente L'avatar di Melanconico
    · Reputazione:

    · Utente da luglio 2008
    · Messaggi: 7.494

    Re: Tim Burton

    Infatti non è quello che aveva detto UomoCheRide, ha solo dimenticato un "rispettivamente" che avrebbe reso più chiaro il concetto:

    Citazione Originariamente Scritto da UomoCheRide
    Citazione Originariamente Scritto da peter pan
    naaaa, nella terra del passato le scimmie mica parlavano e gli uomini erano schiavi...
    infatti le scimmie e gli uomini sarebbero rispettivamente discendenti delle scimmie ammaestrate e dell'equipaggio dell'astronave, precipitata sul pianeta ma molto piu indietro nel tempo rispetto a mark walberg.

  10. #400
    Rorschach
    Guest

    Re: Tim Burton

    Citazione Originariamente Scritto da Melanconico
    Infatti non è quello che aveva detto UomoCheRide, ha solo dimenticato un "rispettivamente" che avrebbe reso più chiaro il concetto:

    Citazione Originariamente Scritto da UomoCheRide
    Citazione Originariamente Scritto da peter pan
    naaaa, nella terra del passato le scimmie mica parlavano e gli uomini erano schiavi...
    infatti le scimmie e gli uomini sarebbero rispettivamente discendenti delle scimmie ammaestrate e dell'equipaggio dell'astronave, precipitata sul pianeta ma molto piu indietro nel tempo rispetto a mark walberg.
    Ah, ora ho capito. Intendeva dire che gli uomini sarebbero i discendenti degli uomini?

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