In realtà ne ho discusso già molte volte sauron82, e preferisco evitare di parlarmi addosso.
Aggiungo soltanto un ultimo sproloquio, più breve (ma neanche tanto) e ben poco oggettivo:
Una città, Gotham City, come ideale palcoscenico dell'eterna lotta fra l'ombra ed una serie di cattivi, questi ultimi intesi come rappresentazioni di svariati tormenti interiori: rimorsi e frustrazioni, irresolutezza, follia, dualità, rabbia, animalità.
Una lotta dapprima letterale, poi simbolica, possibilmente connessa alla parte "inconscia" del giovane lettore, infine esorcizzante.
Insomma, ci rendiamo conto che stiamo parlando di una fiaba popolare?
Batman è essenzialmente una fiaba... Praticamente il fumetto ideale per gli amanti di Hans Christian Andersen.![]()
Poi possiamo divertirci a trasformarlo in un poliziesco, in un noir, almeno nella superficie del racconto, e ne verranno fuori anche ottimi risultati, ma gli archetipi di base sono quelli della fiaba. E' in questo senso che, quasi citando Cronenberg, ma in realtà dando un altro senso al discorso, si potrebbe dire in effetti che sì, in fondo resta la storia di un uomo che corre per la città con un mantello addosso.
La poetica di Burton dunque è semplicemente l'ideale per "accompagnare" una storia del genere, e Batman Returns ne è l'esempio… (il primo Batman a mio avviso funziona di più come parabola pop).
E ben venga anche tutto quel "nero", a meno che non si ritengano meno gotiche fiabe come "L'ombra" di Hans Christian Andersen, "L'uomo che andò in cerca della paura" dei fratelli Grimm, o una qualsiasi fiaba di Edward Gorey ("L'ospite equivoco" potrebbe davvero aver ispirato l'incipit di Batman Returns*…)
Ciò che mi lega emotivamente al film è proprio la mia infanzia (prima visione a 6-7 anni... amata/dannata tv). Sembrerà strano, visti anche i numerosi riferimenti al sesso, ma venivo rapito ogni volta dalle atmosfere di quel film, e presumibilmente anche da quel simbolismo da fiaba (inconsciamente, s'intende). Io lo chiamavo "il Batman d'inchiostro" (indovinate un po' qual era invece "il Batman al neon"...), ed è in realtà uno splendido incubo di Natale.
Ma il film può funzionare benissimo anche per gli adolescenti, i quali riconosceranno nella storia di Batman quel senso di alienazione che loro stessi vivono, o per gli adulti, finalmente capaci di cogliere anche razionalmente tutte le archetipiche crisi esistenziali ivi rappresentate. Ed io me lo sono già goduto da bambino, da teenager e da… boh, adolescente tardivo?.
Un film trasversale e, più semplicemente, emozionante.
Ed è proprio perché del personaggio c'è già tutta l'essenza che riesco a soprassedere su qualche modifica di troppo nella trama. Ed è perché Batman è un'ombra che accetto anche la minore "visibilità" rispetto al cattivo di turno, visto inoltre che, in ultima istanza, sarà proprio quest'ultimo a fargli da specchio… Giusto per rispondere alle critiche più frequenti.
* (intro da KO per me)



, ed è in realtà uno splendido incubo di Natale.
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