Scusate ma mi sono arrivate segnalazioni per moderare questa discussione (che peraltro nasce da un colossale OT e che ho dovuto dividere appositamente), potete calmarvi e evitare di insultarvi almeno durante le feste? Thanks![]()
Non so di Lucca perché non ci vado più da qualche anno, ma per quanto riguarda le manifestazioni fumettistiche romane ormai sono frequentate per la maggioranza da gente a cui il fumetto interessa sempre meno... basta contare il numero degli stand delle case editrici e quelli che vendono videogiochi, action figure, e altre cose che con il fumetto non hanno assolutamente a che fare... non so che età avete voi ma dai tempi della gloriosa Expocartoon di Traini in cui veniva ospitato Frank Miller ne è passata di acqua sotto i ponti... come si può dire che non siamo in piena decadenza?
Non discutere mai con uno sciocco: gli altri potrebbero non notare la differenza. (Arthur Bloch)
Trallellerò trallallà è un modo simpatico per dire "arrampicarvi sugli specchi e rigirare la frittata, ovvero dire poca cosa, un fastiodioso motivetto insincero "...Originariamente Scritto da Rorschach
Infatti siamo passati dallo scontrarsi contro un'analisi che metteva in luce i problemi e le difficoltà del fumetto nostrano (mentre prima sembrava un sogno splendente e bucolico), all'appoggiarla, con una mossa degna del miglior politico italiota...
Ma basta sono stanco di rispondere alle solite provocazioni e di chi, consapevole di aver detto cose superficiali e sprecise, fa di tutto per evadere in zona Cesarini, con invidiale "souplesse" e specchi lambiti a iosa, dall'evidente imbarazzo fornito dai dati ( dati di esperti, di addetti ai lavori, non emanazioni della mia mente delirante, che poretta ormai...)...
Sono soprattutto stanco di ritrovarmi nelle solite discussioni e di dover dimostrare ogni volta i miei interventi, quando i blasonati tuttologi, al contrario, evitano di farlo puntualmente (e quando gli si portano i dati, subito se ne escono con un "ah, ma i fondo non si allontana da quello che cercavo di dire" o robe simili...) e trasformano tutto in una gara tra chi ce l'ha più lungo e tra chi la sa di più su ogni cosa di questo strano mondo...
Si vede che la mamma degli insicuri è sempre gravida...
Autogol de che?Originariamente Scritto da Rorschach
Il fumetto italiano è in crisi di lettori e viene detto chiaramente, non è che la Disney o i manga salvano da soli baracca e baracconi...
I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
http://www.destroythismovie.com
Nono, son del '38, fidati.Originariamente Scritto da DC
Purtroppo sono impossibilitato a rispondere con gli stessi toni di Borg (anche se ne avrei una gran voglia), per rispetto di quanto richiesto dal moderatore e del modo di fare discussione in generale, arte che in questi lidi sembra ormai perduta da tempo. Non è possibile muovere un argomentazione che subito ci si scaglia sull'attacco personale in preda ad una specie di furia omicidia, dovuta forse a frustrazioni che è meglio non indagare a fondo...
Siamo passati da un'analisi per nulla obiettiva che voleva, rispettivamente, l'Italia come l'inferno e il resto d'Europa come il paradiso dei fumetti, ad una ben più argomentata analisi che ci permette di vedere che se in Italia non è tutto rose e fiori non è nemmeno la sciagura.Originariamente Scritto da Il Borg
L'ammettere di trovarsi d'accordo con un articolo che non collima completamente con l'idea di base ti fa capire questo? Non ti è mai capitato di cambiare idea grazie ad un parere esperto o di modificare leggermente le proprie convinzioni? Lo so, non è facile uscire dalla propria narcisistica presunzione e ammettere che forse la verità più complessa, ma è una parte necessaria della crescita dell'individuo...Originariamente Scritto da Il Borg
Questo discorso potrebbe essere vero, ma per diventarlo davvero dovresti prima entrare nella mia testa e dimostrare esattamente quale era il concetto che volevo esprimere. Di certo non mi ritrovo nell'immagine da te rozzamente dipinta, che vuole me e Adam come i sostenitori in toto della bellezza della situazione fumettistica italiana. Vatti a cercare il mio post in cui dico che i lettori vengono considerati appassionati o sfigati e che non sono alla stessa stregua di fautori di cinema.Originariamente Scritto da Il Borg
Ahhh, su questo mi trovi mooolto d'accordoOriginariamente Scritto da Il Borg
. Sappi che anche per questo, come molte altre cose nel mondo, vige la regola degli scorreggioni
Veramente sul secondo articolo che tu stesso hai postato viene detto chiaramente il contrario. Li leggi prima di linkarli, si?Originariamente Scritto da Il Borg
![]()
Roba vecchia e soprattutto se vuoi, te ne trovo di identici scritti da inglesi, francesi e americani. Specie negli USA dove adesso le serie più vendute a malapena superano le 100mila copie, mentre i Manga vendono tanto in libreria.Originariamente Scritto da Il Borg
E il dato di fatto che non puoi contestare invece sono le decine di migliaia di albi venduti in Italia allegati ai grossi quotidiani.
E dobbiamo anche dire che l'Italia è forse l'unico paese al mondo ad aver avuto almeno 5 versioni diverse di V for Vendetta disponibili?
Io sì, voi tuttologi?Originariamente Scritto da Rorschach
"Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)
Il bello di Internet è il poter comunicare con tutti. Ma proprio tutti, anche con coloro con i quali non vorremmo. Questo è l'inizio della storia di una e-mail arrivata per sbaglio a qualche migliaio di persone, ma grazie alla quale possiamo continuare a parlare della - sì, è proprio lei! - presunta, ovvero certa, crisi del fumetto, che attualmente è come discutere di Massimi Sistemi.
di MassimilianoClemente
Scusateci per lo stile scherzoso ma, dato che in questa vicenda sono divampati toni da ''rettifiche ufficiali'', vorremmo spegnere gli ardori da processo... del lunedì e concentrarci su quello che riteniamo preponderante: la crescita dell'intero settore fumettistico a partire dagli autori indipendenti e dalle autoproduzioni. E dato che in questi ultimi mesi abbiamo assistito alla chiusura di Medicina Nucleare, alla "trasformazione" della Lexy e ad altri sintomi collaterali del male oscuro, ci è sembrato improrogabile e necessario aprire un dibattito chiedendo a Davide Zamberlan, responsabile del Free Comics Club e autore di E.S.U., di scrivere un articolo per entrare nel dettaglio della problematica.
Invitiamo autori, distributori, critici e voi lettori a intervenire nel merito. [m.c.]
Sul perché il fumetto in Italia è in crisi (o forse non lo è?...)
di Davide Zamberlan - Responsabile Free Comics Club e autore di fumetti
È curioso come tutto possa nascere per un banale errore.
Era da giorni che leggevo e rileggevo le poche ma illuminanti parole di Diego Gabriele sulle cause della chiusura di Medicina Nucleare; in particolare il passaggio:
"(...) La crisi esisterebbe se nessuno acquistasse fumetti, mentre di lettori che acquistano fumetti ce ne sono molti. La "crisi" è data solo dal fatto che c'è una profonda disinformazione nel lettore, che non potendo conoscere in profondità il prodotto non lo ordina e quindi non lo acquista. Il lettore, per porre rimedio alla sua disinformazione, ha bisogno di poche cose: ottimi prodotti, puntualità, reperibilità, visibilità e informazione. Purtroppo, queste cose il lettore le ha difficilmente, e spesso quando ce n'è una, mancano le altre. Questa non è crisi, ma soltanto disorganizzazione del settore. (...)"
Mentre ci pensavo, mi sono detto: devo fare il resoconto per i soci delle vendite, nelle fumetterie e nelle edicole, di E.S.U. - 2 Anni di Strisce, albo edito dall'associazione culturale Free Comics Club, della quale da cinque anni posso vantarmi di essere socio e responsabile.
Il resoconto verteva su una volutamente provocatoria constatazione. L'albo era stato ordinato per le fumetterie di tutta Italia nella misera cifra di 40 copie dalla PAN Distribuzioni e 10 dalla Star Shop Distribuzioni, mentre aveva venduto 53 copie solo nelle edicole del comune di Vicenza e limitrofi (senza contare le 47 vendute a Treviso durante Treviso Comics).
A chi queste cifre sembrassero incredibili, tali da ritenere il nostro caso una particolare eventualità, voglio segnalare che purtroppo non è così. So per esperienza che altre case editrici hanno ricevuto ordini simili, ovviamente non farò il nome perché posso divulgare i fatti privati della mia realtà ma non certo quelli degli altri, ma il nostro non costituisce un caso unico o particolare.
La provocatoria constatazione era quindi:
"come è possibile che in una zona cento volte più piccola di quella che in teoria col suo catalogo la PAN dovrebbe coprire, noi si venda tante copie quanto PAN + Star? E' sicuramente una cosa su cui bisognerebbe riflettere... Il sistema PAN + fumetterie fa schifo e acqua da tutte le parti... Se noi avessimo i mezzi per sostenere una tiratura da coprire nazionalmente l'Italia quanto venderemmo? Mah...
La e-mail, lo ricordo ancora una volta, era rivolta solo ai soci del FCC, insomma un gruppo di amici per i quali le formalità letterarie erano inutili. Ma - a questo punto c'è sempre un ma - vuoi per il famoso errore di sopra o forse per destino, invece di spedire la e-mail ai soli soci del FCC, è stata inviata a tutti i contatti che in questi cinque anni il club ha toccato, vuoi per rapporti di collaborazione, vuoi per la più banale richiesta di scambio di link, comprese la PAN e Star stesse.
E quasi subito si è scatenato un putiferio: dalle newsletter come quella del Centro Fumetto A. Pazienza di Cremona che, riportando il contenuto, allargavano ulteriormente l'eco su quanto detto, alle svariate manifestazioni di solidarietà: "anche tu hai sbattuto la faccia contro il sistema di distribuzione in Italia?", fino alla proposta di Komix.it - Fumetti @ 360° di scrivere un intervento più articolato per spiegare la situazione e grazie alla quale state leggendo queste righe.
Evidentemente era stato toccato, anche se involontariamente, un nervo scoperto; per la prima volta - sì, anche dopo il messaggio di Diego Gabriele - si erano fatte cifre e si erano detti nomi, si era, insomma, allungato un dito e accusato ufficialmente qualcuno della "disorganizzazione del settore." Ma, soprattutto, si erano date delle forme e delle sembianze riconoscibili a quella crisi del fumetto di cui ormai da troppo si sente parlare, tanto da aver generato il dubbio (come per tutte le cose di cui si parla troppo) sulla sua effettiva esistenza. Sembianze che, badate bene, non sono quelle della PAN, ma le cifre, le cifre che identificano cosa vuol dire vendere poco, quanto poco, per una nuova edizione.
Secondo me, quando si dice che il fumetto italiano è in crisi, bisognerebbe spiegarsi meglio: se per fumetto italiano intendiamo il fumetto prodotto in Italia, allora la crisi c'è, eccome e che crisi! Pensare che il mercato sia sano grazie alle vendite di manga e/o fumetti stranieri è un errore; in fondo un mercato che dipenda da ciò che è prodotto all'estero è un mercato interno le cui redini le tiene qualcun altro.
Non sono più i tempi di quando la Nerbini, e la Mondadori poi, facevano disegnare Topolino e Paperino ai propri autori, e così quando in america i fumetti Disney si sono sempre più diradati fino a sparire (in America la Disney ha recentemente deciso di ricominciare a pubblicare, dando però l'attività in licenza alla GemStone; loro, ormai da decenni, sono una major dell'animazione e distribuzione cinematografica), qui Topolino sfornava autori come Carpi, Scarpa, Cavazzano ecc, ed era vendutissimo.
Se per caso un fumetto che qui vende un sacco, all'estero, dove viene prodotto, chiude, qui pure chiude e non ci sono ragioni, non lo leggi più e basta.
La crisi del fumetto esiste davvero e il problema è che non sussiste una sola causa a cui poter trovare un'unica soluzione. Il problema è complesso e va toccare realtà che magari esattamente mercato del fumetto non sono, ma non essendo il fumetto separato dalla realtà che lo circonda ne viene influenzato comunque.
Uno dei grossi problemi è la drastica diminuzione della lettura come svago, passatempo, tra i giovani e meno giovani; è un processo vecchio che ha le sue radici già nella diffusione della TV ma che non ha potuto che inasprirsi con l'avvento di computer, console , videogiochi e internet.
Si legge meno e si legge male: la globalizzazione dei gusti, voluta dalle major di prodotti di consumo che stanno dietro ai media più grandi - che per chi non lo sapesse vivono sopratutto di pubblicità - porta a una omogeneità di film, videogiochi e programmi televisivi, e anche il fumetto, pur non vivendo di pubblicità - perché anche le vendite del fumetto più popolare in Italia sono ben poca cosa rispetto ad altri media (cosa sono le 400.000 copie di un Dylan Dog nel periodo d'oro contro i - prendiamo un programma dello stesso periodo - 25.000.000.000 di Italiani che guardavano Scommettiamo che?) - segue l'andamento per non perdersi quei suoi pochi lettori dai gusti plagiati dai grandi media.
Altro problema al quale accennavo è la mancata valorizzazione del prodotto interno (cioè i nostri autori).
Sono poche le nuove case editrici che scommettono su autori italiani, perché coi pochi soldi a disposizione e per la poca notorietà di questi, se giovani, non riuscirebbero a sopravvivere, e quindi importano prodotti stranieri (che gli costano meno: l'autore è già stato pagato dall'editore originale, e quest'ultimo, avendo già coperto le sue spese e guadagnato con la vendita nel territorio interno, non ha motivo di speculare sulla concessione in licenza del fumetto, che è guadagno puro - senza ulteriori spese, cioè). Quelle un po' più grandi, che ce l'hanno fatta in questa maniera e tentennano all'idea di cambiare una strada già ben avviata per una che si sa piena di spine - Lazarus Leed è un caso più unico che raro - e, infine, le case editrici davvero grandi che producono fumetto italiano (stiamo parlando soprattutto di Bonelli e Disney Italia - anche se in effetti sebbene i fumetti della Disney Italia siano realizzati da autori italiani non si può esattamente parlare al 100% di fumetto italiano, sono sempre personaggi nati all'estero e la stessa Disney Italia, come dice il nome, è una succursale della Disney americana), oramai hanno già un parco d'autori tale che fanno fatica ad accoglierne altri, e anche un'identità e una tradizione editoriale consolidata per la quale possono accogliere solo un certo "tipo d'autori" che siano in linea con questa tradizione, anche se esistono le eccezioni che confermano la regola, come W.I.T.C.H.
Quindi, l'autore di fumetti, giovane o vecchio, che non sia "Bonelliano" e/o "Disneyano" (o faccia anche parte di questi ma abbia voglia di provare a realizzare prodotti nuovi e diversi) è un autore emigrante, di solito in territorio francese, dove trova più spazio e attenzione (e anche la pagnotta: mica si può vivere di arte e aria...).
Ma un mercato del fumetto che sia composto in gran parte dal prodotto d'importazione, è un mercato senza fondamenta (che di solito è il prodotto interno), in balia di mode ed eventi che avvengono fuori dalle sue "mura" e che può trovarsi, da un momento all'altro, dalle stelle alle stalle. Per capirsi: prima boom di Supereroi e tutti a fare supereroi, poi boom del manga e tutti a fare manga, ma sul campo restano illustri cadaveri, come la Granata Press, solo per fare un nome.
Esistono anche altri problemi, come il fatto che i giovani autori non possano più fare la gavetta, o che la debbano fare a spese proprie con l'autoproduzione per poi vedersi accusare (sic!) di intasare il mercato e creare confusione nei lettori tra i prodotti di qualità e quelli no.
Ma il più grosso, e forse il meno toccato, è proprio quello che riguarda le fumetterie e i distributori per le fumetterie.
Da un lato, le fumetterie col tempo sono andate trasformandosi in negozi che potremmo definire di "tuttociòchefatrend", affiancando ai fumetti, prodotti che spesso gli rubano spazio e visibilità: videogiochi, videocassette, merchandising non solo di fumetto, giochi di ruolo, card games, postazioni per giocare a Magic, Warhammer, videogiochi per pc o console, ecc. In una ho persino visto blister di snacks: del resto se a chi gioca viene fame? E i fumetti sempre più relegati in un angolo della cosiddetta "fumetteria".
Per riuscire a vendere nelle fumetterie bisogna essere inseriti in qualche "casella" o "abbonamento" - definito a seconda delle fumetterie - insomma, uno spazio dove il potenziale lettore chiede al negoziante di tenergli l'albo ancora prima che esca, ma per entrare in questi luoghi bisogna avere, sempre come dice il buon Gabriele, "visibilità e informazione" e qui entrano in campo i distributori per le fumetterie.
Leggo direttamente dal contratto base del distributore nazionale PAN Distribuzioni, che è, per quel che riguarda la distribuzione nelle fumetterie, il più grande, tanto che il secondo in ordine di grandezza, lo Star Shop, si appoggia alla stessa PAN...
3. OBBLIGHI DEL DISTRIBUTORE
Il distributore si impegna a diffondere per il tramite del suo mensile di informazione "Anteprima", tutte le informazioni ricevute dal fornitore in materia di Prodotti e di iniziative commerciali interessanti le Librerie, purchè tali informazioni pervengono al Distributore entro (...)
Ora, questo impegno non è mai stato disatteso, ma viene da chiedersi del potere di visibilità che esso riesce ad attribuire ai prodotti che contiene.
E la questione non è da sottovalutare perché sono poche le case editrici che possono permettersi l'edicola e sono poche quelle che hanno un tale parco di testate e/o mezzi per permettersi molta altra pubblicità.
Insomma, la pubblicazione su Anteprima è per molti, e soprattutto per le nuove produzioni un importante veicolo di informazione.
Quanto funziona? A vedere i numeri di cui sopra, possiamo ben dire che, almeno per quel che riguarda le nuove produzioni, non funziona proprio per niente. Ma dare dei giudizi senza sentire la parte in causa sarebbe disonesto, ecco quindi come ha risposto la PAN stessa, nella persona di Andrea Rivi, alla famosa e-mail che ha aperto questo discorso:
Mi sembra molto poco elegante lamentarsi di un qualcosa che non si conosce.
Non si può confrontare le mele con i chiodi: fumetterie e edicole sono cose completamente diverse.
Probabilmente nella sola Vicenza e metà provincia ci sono più edicole che fumetterie in tutta Italia.
Mi spiace leggere che si accusa a vanvera qualcuno senza prima averlo interpellato e avergli chiesto "come mai". Qui nessuno mangia nessuno e un aiuto/chiarimento lo si dà sempre. Basta usare il telefono. Cosa che nei tempi di Internet nessuno fa più.
Comunque, giusto per chiudere: non si è certo obbligati a lavorare con Pan; si è invece obbligati a usare un minimo di buone maniere.
Inutile dire che ci aspettiamo al più presto una rettifica rispetto a quanto sotto.
E che restiamo a disposizione per ogni chiarimento.
Andrea Rivi
Pan Distribuzione
Voglio sottolineare che la PAN e Andrea Rivi hanno ricevuto le mie scuse per il tono della e-mail che, ne convengo, può risuonare offensiva al di fuori di quello che avrebbe dovuto esser il suo contesto (lettera per soci/amici), ma voglio anche ricordare ad Andrea Rivi, che non voleva che questa sua mail fosse divulgata (ha negato il consenso al Centro Andrea Pazienza che voleva pubblicare il nostro scambio di missive), che quando si spedisce una lettera questa non rimane di proprietà del mittente ma diventa di proprietà del ricevente, che può benissimo decidere di farla leggere a chiunque egli voglia.
Se la PAN o Andrea Rivi non convengono più con quanto scrittomi, avrebbero dovuto pensarci prima di scrivermelo e spedirmelo.
Che dire? A seconda della PAN, almeno da quello che Andrea Rivi ci dice, dobbiamo pensare che il confronto tra edicole e fumetterie, è come paragonare ferramenta e negozi di alimentari. Sicuramente una bella frase a effetto, ma un qualsiasi esperto di marketing e merceologia in questo momento non potrebbe fare a meno di rabbrividire per l'enorme sciocchezza.
Fumetterie e edicole vendono lo stesso prodotto merceologico: fumetto, materiale da leggere, e se è vero che in tutta Italia il numero delle edicole e delle fumetterie è imparagonabile (ma non con la misera provincia di Vicenza che in tutto - ma proprio tutta la provincia - conta appena 100.000 anime), questo viene mitigato però da altre caratteristiche: le edicole hanno un numero di uscite/prodotti da esporre - e si spera vendere - maggiore e più eterogeneo di quello delle fumetterie (o almeno così è ancora, per il momento... vedi sopra in cosa si stanno trasformando le cosiddette fumetterie) e anche il tipo di clientela è più eterogeneo rispetto a quello di appassionati (o presunti tali) che invece dovrebbero attirare le fumetterie.
Il confronto può, quindi, sì essere ardito, del resto è una provocazione, ma non è affatto impossibile come piacerebbe alla PAN.
Se vendessimo nelle edicole, con un semplice calcolo matematico che non tiene ovviamente conto di realtà come il fatto che esistono province più o meno grandi, più o meno popolose, con più o meno tradizione per il consumo del fumetto (penso, che so, a Bologna o a Lucca) venderemmo migliaia di copie. Certo dovremmo avere una tiratura maggiore, e al fronte delle rese saremmo molto probabilmente in perdita lo stesso, ma il prezzo per salvaguardarci da queste perdite e dalle rese è quello di vendere 50 copie in tutta Italia invece di 5000? Vi sembra un prezzo equo o conveniente?
Questa è la domanda!
Nessuno vuole dire che la situazione sia dovuta a una volontà maliziosa della PAN, viene solo segnalata una realtà e cioè che la distribuzione attraverso fumetterie è per le nuove proposte, e in particolar modo i fumetti italiani, spesso solo un girone infernale, che produce pochi o nessun frutto.
Tutti possiamo lavorare e affrontare il problema per risolverlo, compresa la PAN, se per una volta volesse ascoltare la voce di qualche piccolissimo addetto del settore.
Per il resto posso solo aggiungere:
- ad Andrea Rivi: che non è sempre preferibile l'eleganza e le buone maniere, anzi, piuttosto è sempre preferibile una rozza verità a un'elegante menzogna, per cui preferisco rozzamente segnalare una verità che, per mantenere la faccia, tacere su un problema reale;
- a chi crede che la crisi non esista: può consolarsi con le parole di Diego Gabriele, la crisi non esiste perché di lettori ce ne sono - e già - perché, chissà come, qua in Italia quando si parla di crisi si pensa sempre che la causa sia la mancanza di lettori, e fa bene Gabriele a chiarire questo punto: la nostra non è crisi di lettori;
- a tutti gli altri che hanno capito meglio il problema: rimbocchiamoci le maniche e buona fortuna.
Davide Zamberlan
I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
http://www.destroythismovie.com
Pensate di continuare a lungo a punzecchiarvi, voi due?
Ho capito, ma devo pur difendermi da chi fa, coi post, delle operazioni di taglio e cucito degne di Roberto Cavalli...
Alla fine tocca postare l'intervento che ho linkato per intero, un intervento per altro molto chiaro...![]()
I bastardi hanno atterrato!! http://www.badtaste.it/rubriche/il-borg
http://www.destroythismovie.com
James Franco ha gradito L'Uomo d'Acciaio
L'Uomo d'Acciaio: tutti gli estratti dal libro del making-of
Estratti da Man of Steel: Inside the Legendary World of Superman
L'Uomo Tigre, il teaser del film in live action
imax
BadTaste.it all'inaugurazione della sala IMAX del cinema Skyline
La nuova sala IMAX - Skyline Multiplex Sesto San Giovanni (MI)
opti
Transformers 4, Optimus Prime arrugginito sul set?
Apocalittici concept art di World War Z!
Once Upon a Time 3: ecco chi rivedremo
Hemlock Grove rinnovato, avrà una seconda stagione
Morte James Gandolfini: il ristorante del finale dei Soprano invaso, un posto è riservato a lui
Le serie TV di questa sera – giovedì 20 giugno
E' morto James Gandolfini, era in vacanza qui in Italia
Un big della DC Comics nella seconda stagione di Arrow?
Game of Thrones 4: alcuni dettagli su ciò che dovremmo vedere
Homeland 3 si concentrerà meno su Nicholas Brody
Topolino torna su Disney Channel
Il pilot di Ray Donovan è già su YouTube
Francis è felice del cambio di rotta da parte di Microsoft
Un nuovo gameplay trailer per Lost Planet 3
Sony si scusa con i problemi con il nuovo firmware di PS3
Anche Rogue in Deadpool
XBox One e i DRM: Microsoft ci ripensa
[E3 2013] Anteprima - The Witcher 3: WIld Hunt
[E3 2013] Provato - Yoshi's New Island
Ecco il nuovo trailer di The Bureau: XCOM Declassified
Ecco il primo teaser di Hotline Miami 2: Wrong Number
Il launch trailer di Dungeon & Dragons: Chronicles of Mystara