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Discussione: Disney vs. Miyazaki

  1. #1
    Utente L'avatar di Pink Arrow
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    · Utente da marzo 2009
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    Disney vs. Miyazaki

    Senza ombra di dubbio siamo di fronte a due geni dell'animazione, entrambi degni di rispetto pur nelle evidenti divergenze sia sul piano stilistico sia contenutistico. Forse la differenza più evidente risiede nel fatto che Disney rielaborasse fiabe classiche preesistenti, mentre Miyazaki sviluppi le sue storie direttamente dalla fantasia. Sarà che sono cresciuta a 'pane e Disney' ma come non ricordare il tratto inconfondibile di Walt e la magica, irripetibile fluidità di movimento che sapeva infondere alle sue creature? In questo ambito lo stile di Walt è a mio avviso nettamente superiore alla tecnica di Miyazaki, perché più curato nel dettaglio e meglio definito.
    Poi sono pareri personali, of course!

    Certamente Miyazaki ha una fantasia incontenibile nel creare storie sempre incredibili e avvincenti, ma non dimentichiamoci che la matita magica di Walt ha saputo inventare una miriade di personaggi nuovi all'interno della sua personalissima rilettura delle fiabe classiche, di cui ha modificato la trama epurandola dei passaggi più ostici delle favole originarie e arricchendola con situazioni nuove e dialoghi irresistibili (pensate ad esempio a quelli esplosivi in Cenerentola tra il re e il Granduca Monocolao)



    Perciò in buona sostanza la rilettura dei classici non ha impedito a Walt di metterci molto di suo, di creare e inserire elementi nuovi nelle favole.

    Certamente Miyazaki progetta e disegna ex novo le sue storie, cioè le concepisce interamente nella sua fantasia senza ipirarsi ad un testo preesistente e creando una sua poetica personale. In questo certamente è superiore a Disney, che invece imho prevale sul piano tecnico e non ha comunque nulla da invidiare a Miyazaki sotto il profilo dell'inventiva nei personaggi.

    Definendo Miyazaki 'Il Disney nipponico' farei certamente arrabbiare Hayao (famoso per il non facile carattere... ) ma vorrei suggerire che in qualche modo il maestro orientale si ponga quale erede ideale di Disney sviluppando tecniche e temi legati all'animazione, pur con le dovute differenze.

    Sempre a proposito di Myazaki, vi rimando alla lettura di questa splendida recensione, copia-incollata da http://frameonline.it, su cui modestamente scrivo pure io.


    "In un’epoca in cui l’infanzia rischia di dissolversi e di lasciare il posto a un’adolescenza sempre più precoce e priva di maturità, Hayao Miyazaki è forse l’unico autore contemporaneo in grado ancora di raccogliere l’eredità della grande tradizione letteraria e cinematografica infantile e di farla rivivere con analoga purezza e autenticità. In particolare, quest’ultima fatica del vate dell’animazione giapponese, presentata alla Mostra del Cinema di Venezia 2008, costituisce quasi un trattato sulla percezione e sulla psicologia del bambino, sul multiforme e polimorfo potere dell’immaginazione e sull’inesauribile energia vitale dei piccoli. In questo senso, come è stato già ampiamente sottolineato, Ponyo sulla scogliera si riallaccia in particolar modo a una delle più commoventi gemme dello Studio Ghibli, quel Mio vicino Totoro che non a caso Lucky Red ha intenzione di distribuire prossimamente nei cinema, dando il via a un doveroso (quanto tardivo) recupero della filmografia del maestro anche nei nostri schermi. Proprio come Totoro, un buffo e rotondo animale immaginario, anche la piccola Ponyo, pesciolina rossa che vuole diventare umana, rappresenta la fragorosa entrata in scena di un perturbante fantastico in grado di sconvolgere positivamente e di riequilibrare un nucleo familiare almeno in parte disfunzionale. Così Totoro piomba nella casa delle sorelline Satsuki e Mei, trasferitesi con il padre in un villaggio di campagna dove è ricoverata la mamma gravemente malata. L’arrivo di Ponyo, invece, scombussola la vita del piccolo Sosuke e della madre Risa, che tenta con difficoltà di crescere il figlio nell’assenza del padre Koichi, sempre in viaggio per mare.
    In entrambi i contesti Miyazaki pone l’accento sulla totale apertura e disponibilità del mondo infantile nei confronti dell’ignoto e del diverso. Un universo valoriale, quello dei bambini (ma anche degli anziani, che per certi versi sono accomunati ai fanciulli, come si nota sia nel Castello errante di Howl, sia in questo film), che è notevolmente più ricettivo rispetto a quello degli adulti, ed è incapace di porre steccati che limitino lo sconfinare della fantasia. Sarà forse improprio tirare in ballo il solito vecchio “fanciullino” pascoliano per un autore del ventesimo secolo che ha vissuto a centinaia di chilometri dall’Italia (ma che è pure molto attratto dalla cultura del Belpaese, come testimonia Porco rosso). Tuttavia per Hayao Miyazaki è indubbio che la creazione artistica si identifichi da sempre con la fantasia infantile. Inoltre, la poetica del regista trova il suo fondamento proprio nella dimensione naturale come essenza vitale imprescindibile da cui scaturisce un messaggio estetico e (soprattutto) morale. La Natura, per Miyazaki, è un caleidoscopico universo delle “corrispondenze”, in cui dietro a ogni elemento si nasconde un simbolo che rimanda a un valore universale. Si dispiega così una vasta “demografia del fantastico”, piena di creature immaginarie e chimeriche (influenzata sicuramente, è il caso di chiarirlo, più dall’animismo scintoista che dal simbolismo occidentale).
    Elemento principe di questa vera e propria mitologia è il mare, che (assieme al cielo) costituisce per Miyazaki – sin dai tempi della serie televisiva Conan, ragazzo del futuro, prima regia del maestro nel 1978 – l’elemento primordiale dispensatore di vita, l’abbraccio amniotico con cui la Madre terra avvolge le sue creature (non è, difatti, casuale la predilezione dell’autore per le figure femminili). Nella personale cosmogonia del maestro giapponese il dinamismo vitalistico e proteiforme dell’acqua e dell’aria si contrappongono alla rigidità fredda e stolida della terra e del fuoco. Principi puri e immutabili su cui si poggia l’eterna dicotomia tra naturale a artificiale, uomo e macchina, che definisce la nostra civiltà. Ponyo sulla scogliera si situa perfettamente entro queste coordinate, mettendo in scena ancora una volta lo scontro tra la forza primordiale dell’Oceano, brulicante di vita (simboleggiato dalla prodigiosa Ponyo), e l’insignificante società degli uomini, capaci solo di “inquinare” le loro emozioni e di complicare ciò che è immediato (vedasi l’esilarante scena in cui Risa e Koichi dialogano mediante la segnaletica luminosa).
    Più che semplicemente ecologiste, le opere di Miyazaki portano avanti un’ecologia dell’animo, in cui la sintonia con la natura coincide in primo luogo con una compartecipazione dei sentimenti e delle passioni umane. Non poteva che essere disegnato tutto a mano Ponyo sulla scogliera. È come se, con la semplicità e la delicatezza di quei tratti pastello, Hayao Miyazaki avesse voluto infondere una personale carezza a tutti i suoi spettatori, piccoli e grandi".


    Roberto Castrogiovanni, 16/03/2009


    Attendo i vostri commenti!

    Avvampando gli angeli caddero;
    profondo il tuono riempì le loro rive,
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  2. #2
    Utente L'avatar di Mr. Adam T.
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    io sono pro Disney
    <..."Mj Ti amo...La maschera gli cadde dalle mani, perdendosi in una pozza di sangue">
    Tornato per il Cinema-Ex Marvelx86

  3. #3
    Moderatore L'avatar di Socio
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Io proprio non ce la faccio a scegliere. Godo solo della possibilità di poter vedere indistintamente le opere da una parte e dall'altra. Ovviamente, penso per la stragrande maggioranza di noi, la Disney è legata a una serie di ricordi d'infanzia che sono fantastici; a Miyazaki ci sono arrivato solo decisamente dopo con la Città incantata. Ma non è che l'uno ha soppiantato l'altro, oppure che la Disney ha resistito agli 'attacchi' di bellezza del giapponese. Sono lì, 2 modi di fare animazione che adoro, semplicemente uno l'ho scoperto più tardi.


  4. #4
    Utente L'avatar di Pink Arrow
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da Socio
    [...] Ovviamente, penso per la stragrande maggioranza di noi, la Disney è legata a una serie di ricordi d'infanzia che sono fantastici; a Miyazaki ci sono arrivato solo decisamente dopo con la Città incantata. Ma non è che l'uno ha soppiantato l'altro, oppure che la Disney ha resistito agli 'attacchi' di bellezza del giapponese. Sono lì, 2 modi di fare animazione che adoro, semplicemente uno l'ho scoperto più tardi.
    Esattamente!
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  5. #5
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Sondaggio da nulla. Gran parte dei classici Disney e della filmografia di Miyazaki sono a parer mio tra i migliori fil esistenti, nell' olimpo insieme ai piu grandi film mai fatti. Trovo l' animazione il fiore all' occhiello dell' arte cinematografica.
    Comunque non saprei scegliere tra Disney e Miyazaki. Il primo ha creato un impero e per lui hanno lavorato geni assoluti, ma lo vedo più come produttore, il secondo e autore a tutto tondo artista al cinema e nella vita.
    Quindi...per me...non lo so

  6. #6
    Utente L'avatar di NiKeS
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Disney sicuramente, oltre ai film (che secondo me sono il meno) ha creato personaggi come Topolino, Paperino che sono entrati nella storia e hanno fatto crescere generazioni su generazioni, per questo è inarrivabile a mio parere...

  7. #7
    Utente L'avatar di CHANTY
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Disney a vita!

  8. #8
    Utente L'avatar di Melanconico
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Certamente Miyazaki ha una fantasia incontenibile nel creare storie sempre incredibili e avvincenti, ma non dimentichiamoci che la matita magica di Walt ha saputo inventare una miriade di personaggi nuovi all'interno della sua personalissima rilettura delle fiabe classiche, di cui ha modificato la trama epurandola dei passaggi più ostici delle favole originarie e arricchendola con situazioni nuove e dialoghi irresistibili
    Ecco è questo che io ho sempre sopportato poco della Disney. Con il passare del tempo si è ammorbidita troppo come se i bambini, primi fruitori dei cartoon Disney, necessitassero di un mondo lieve, morbido, sereno e perennemente felice, dove anche il villain fa quasi sempre il simpaticone, e non è affatto così. Riconosco alla Disney il merito d'aver reso ancora più celebri e popolari fiabe, favole, miti e leggende, ma allo stesso tempo ho sempre storto un pò il naso nel notare quanto ognuna di queste storie sia stata edulcorata in un modo che probabilmente la rende meno ostica, come hai detto tu, ma anche meno efficace nella trasmissione di significati inconsci come è tipico delle fiabe. Forse si è fatta confusione fra gli insegnamenti e le rassicurazioni che un bambino riceve da una fiaba, ma dei quali neanche si accorge, assorbendoli involontariamente, con una morale che si palesa in maniera non solo fastidiosa, ma anche inutile a questo punto. E devo dire che questa falsa morbidezza si ripercuote anche nell'aspetto visivo del film, molto curato per carità, ma sin troppo lezioso e ridondante nei propri colori confettati e nelle continue forme ricurve. Allora quì c'è da fare un distinguo: Disney è quello delle Silly Symphonies, fra scheletri danzanti, boschi oscuri e occhioni neri abbastanza inquietanti, o quello dei giardini fiorati di Biancaneve, dei finti sorrisi e delle melense canzoncine di Cenerentola? Dinsey fa morire in circostanze abbastanza drammatiche (e che tutti ricordiamo) madri e padri di tanti cuccioli d'animale, ma poi abbellisce i nani di Biancaneve, trasforma Alice Nel Paese Delle Meraviglie in una saltellante avventura fra amici, spoglia Pinocchio di tutti gli elementi gotici e le sottili inquietudini che caratterizzavano il racconto di Collodi (per la cronaca, anche visivamente, Pinocchio sembra tutto fuorchè un burattino, troppo difficile da accettare ). Col tempo poi Disney e soci hanno cercato di rinnovarsi, di proporre avventuire anche meno convenzionali e di ricreare qualcosa di un pò meno dolce, ma poi ci ricasca sempre. Con questo però non mando definitivamente a quel paese una casa di produzione che ha fatto storia, e che comunque, sperimentando agli esordi del cinema, è stata fondamentale per tutti gli animatori a venire. Non voglio dire che non abbia meriti, ma mi sono concentrato sui difetti, a volte prevalenti, e che guarda caso mi son venuti subito in mente pensando a Miyazaki .

    Il confronto, va da sè non c'è e non ha senso. Miyazaki non parla direttamente al pubblico infantile (almeno non volontariamente, escluso qualche film). Miyazaky racconta storie in maniera personale e matura, da vero autore, e la tecnica d'animazione è solo un mezzo. Ma il confronto fra i due autori non si crea anche perchè Miyazaki non cerca di piacere, ma ahimè gli capita anche questo . E' differente il pubblico dunque, è differente l'intenzione iniziale.

    Mi aspetto cappottoni dai fan Disney
    ...
    san che la verità vuol dire libertà
    i Power Rangers...

  9. #9
    Utente L'avatar di Pink Arrow
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da Melanconico

    Ecco è questo che io ho sempre sopportato poco della Disney. Con il passare del tempo si è ammorbidita troppo come se i bambini, primi fruitori dei cartoon Disney, necessitassero di un mondo lieve, morbido, sereno e perennemente felice, dove anche il villain fa quasi sempre il simpaticone, e non è affatto così. Riconosco alla Disney il merito d'aver reso ancora più celebri e popolari fiabe, favole, miti e leggende, ma allo stesso tempo ho sempre storto un pò il naso nel notare quanto ognuna di queste storie sia stata edulcorata in un modo che probabilmente la rende meno ostica, come hai detto tu, ma anche meno efficace nella trasmissione di significati inconsci come è tipico delle fiabe. Forse si è fatta confusione fra gli insegnamenti e le rassicurazioni che un bambino riceve da una fiaba, ma dei quali neanche si accorge, assorbendoli involontariamente, con una morale che si palesa in maniera non solo fastidiosa, ma anche inutile a questo punto. E devo dire che questa falsa morbidezza si ripercuote anche nell'aspetto visivo del film, molto curato per carità, ma sin troppo lezioso e ridondante nei propri colori confettati e nelle continue forme ricurve. [...] Dinsey fa morire in circostanze abbastanza drammatiche (e che tutti ricordiamo) madri e padri di tanti cuccioli d'animale, ma poi abbellisce i nani di Biancaneve, trasforma Alice Nel Paese Delle Meraviglie in una saltellante avventura fra amici, spoglia Pinocchio di tutti gli elementi gotici e le sottili inquietudini che caratterizzavano il racconto di Collodi (per la cronaca, anche visivamente, Pinocchio sembra tutto fuorchè un burattino, troppo difficile da accettare ). Col tempo poi Disney e soci hanno cercato di rinnovarsi, di proporre avventuire anche meno convenzionali e di ricreare qualcosa di un pò meno dolce, ma poi ci ricasca sempre. Con questo però non mando definitivamente a quel paese una casa di produzione che ha fatto storia, e che comunque, sperimentando agli esordi del cinema, è stata fondamentale per tutti gli animatori a venire. Non voglio dire che non abbia meriti, ma mi sono concentrato sui difetti, a volte prevalenti, e che guarda caso mi son venuti subito in mente pensando a Miyazaki.
    Sarà che io con i personaggi di Walt Disney ci sono cresciuta, ma per me l'immagine dei Sette Nani o di Figaro o della Fata Smemorina che dir si voglia sono immortali e hanno impresso nel mio immaginario infantile una gioia che non dimenticherò mai. Una volta ricordo che provai a leggere la versione originale della Cenerentola di Perrault e l'immagine del crudo finale delle sorellastre accecate dalle colombe ebbe su di me un effetto a dir poco sgradevole e straniante, che faccio fatica a riabilitare anche nel corso del tempo. Quindi per quanto mi riguarda l'impatto che il lavoro di Walt Disney ebbe su di me fu essenzialmente positivo e mi accompagnò in un'infanzia decisamente felice (che lo fu anche per motivi oggettivi e contestualizzati ad altri fattori, of course: cioè, per capirci, non sto dicendo di aver trascorso un'infanzia felice unicamente per merito di Disney, ci mancherebbe, (sarei proprio messa maluccio) ma comunque le fiabe copyright zio Walt la condizionarono in senso del tutto positivo e assolsero pienamente la loro funzione di accostamento alle tematiche contenute nelle fiabe).

    A riprova del mio ragionamento, la favola che ricordo meno volentieri è proprio Biancaneve, la più 'gotica' e sinistra di tutte, che, ricordiamolo, per via delle sue atmosfere cupe virate all'horror (le sequenze di Biancaneve nel bosco e della trasformazione di Grimilde in perfida strega) in Gran Bretagna è a tutt'oggi vietata ai bambini.

    Il confronto, va da sè non c'è e non ha senso. Miyazaki non parla direttamente al pubblico infantile (almeno non volontariamente, escluso qualche film). Miyazaky racconta storie in maniera personale e matura, da vero autore, e la tecnica d'animazione è solo un mezzo. Ma il confronto fra i due autori non si crea anche perchè Miyazaki non cerca di piacere, ma ahimè gli capita anche questo . E' differente il pubblico dunque, è differente l'intenzione iniziale.
    La mia intenzione - come avevo specificato chiaramente nel primo post - non era certo fare un sondaggio sulle vostre preferenze, né tantomeno mettere sullo stesso piano due geni creativi molto diversi tra loro. Semplicemente ero interessata a porli a confronto, evidenziandone le differenze e le rispettive peculiarità e riflettendo anche sugli elementi comuni (la grande creatività e il genio comunicativo).
    Poi non sono tanto d'accordo sul fatto che Miyazaki non si rivolga ai bambini. Lo fa eccome, creando una sua personale poetica che parte da storie pensate per l'infanzia ma sviluppate in contenuti più 'adulti' e risolte in tematiche dall'impianto universale, né più né meno di quanto facessero gli autori delle fiabe. Sull'autorialità di Miyazaki non ci sono dubbi, su quella di Walt ce ne sono, ma entrambi hanno segnato un'epoca e portato avanti il discorso dell'animazione con tecniche innovative e accomunati da una concezione di stampo artigianale del loro lavoro.
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  10. #10
    Utente L'avatar di Pink Arrow
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da NiKeS
    Disney sicuramente, oltre ai film (che secondo me sono il meno) ha creato personaggi come Topolino, Paperino che sono entrati nella storia e hanno fatto crescere generazioni su generazioni, per questo è inarrivabile a mio parere...
    Sono pienamente d'accordo con te!
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