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Discussione: Disney vs. Miyazaki

  1. #41
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    · Utente da settembre 2007
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Disney ha i suoi pregi... ha il pregio di aver creato miyazaki, in fondo. Forse per vie traverse, ma l'ha fatto, e senza dubbio non era nemmeno sua intenzione.

    Disney più che miyazaki è stato un grande pioniere. Nessuno, ma proprio nessuno al mondo credeva nell'animazione come forma d'espressione, lui si. E tramite i suoi studi sull'animazione ha potuto raffinare quest'arte a livello assurdo e inpensabile per l'epoca.

    Se nessuno avesse visto Bambi Miyazaki forse non si sarebbe innamorato di una professione simile. Ma... è anche vero che Disney non si è mai seduto davvero sugli allori. La sua idea era sempre stata quella di crearsi un impero, ma ci credeva in quell'impero, voleva usarlo per creare nuovi film, nuove opere. Voleva che in effetti la fantasia avesse un punto in comune in cui tutti potessero vederla e comprenderla.

    Disneyland è stata voluta così, non esisteva nulla del genere al mondo, i parchi tematici non esistevano, Disney li ha fondati e li ha plasmati in un aspetto forse consumistico, ma il cui intento era quello di portare sulla terra i suoi sogni e le sue creature.


    Miyazaki è lontano anni luce da Disney, è bravo, bravissimo... maybe il migliore nel suo campo, e questo a detta di molti, ma non ha inventato nulla.
    Miyazaki trova la forza delle sue creazioni in un'animazione pulita, semplice e di vecchia scuola, che si è raffinata nel corso dei decenni, ma senza snaturarsi. Oltre ciò ha una visione del bene e del male unica in tutte le sue creazioni, che non si trova facilmente esterna al panorama dell'immaginario nipponico. Forse in Europa qualche esempio esiste... ma non sicuramente in USA dove le necessità sono nate differenti

    La guerra è il principale, sebbene non fosse l'america quella che ha sofferto l'atomica, non è da fare di tutta l'erba un fascio. La grandezza e la sicurezza degli usa non sono temi avvertiti da chi ci vive, l'americano medio ha paura della sua ombra, non a caso la cinematografia americana è ricca di invasioni aliene e supereroi che aiutano i deboli.

    I temi che affronta Miyazaki sono più vicini allo spirito umano per essere apprezzati, ed è questo il motivo per cui anche con una favola semplice e innocente come ponyo riesce ad affascinare. Con i pastelli se si vuole, con i colori (ora in cg, ma inizialmente non voleva proprio saperne di computer) con l'animazione.
    C'è una scena in Ponyo in cui Arisa va a "riprendersi" Sosuke (non sono sicuro se i nomi sono giusti, comunque avrete capito a chi mi riferisco) in mezzo all'acqua alta, dopo che Ponyo è tornata per la prima volta agli abissi.
    Ecco... mentre guardavo analizzavo quella scena e mi rendevo conto che altri film non l'avrebbero resa a quel modo.
    Questo non per il modo in cui era raccontata, ma per la gestualità, così completa, così unica. Arisa recupera il figlioletto e il secchio con una naturalezza umana, non sembra quasi disegnato, è credibile.
    Stessi esempi d'animazione "semplice" (io la definisco così, quella che non necessita di grandi effetti per essere portata a termine) li ritrovo in quasi tutti i film disney, ma l'effetto è ammortizzato da un'eccessiva complicatezza espressiva.
    E' come se i personaggi disney si muovessero e parlassero seguendo un copione, come attori, bravissimi, ma sempre attori. Mentre nei lavori di miyazaki lo facessero per naturalezza, perchè così si muovono, senza riflettere.
    Forse solo il lilo e stitch ho trovato qualcosa di vicino, ripenso alle scene in cui lilo è con la sorella, o al ballo iniziale. Ma non si arriva ancora alla naturalezza di movimento di miyazaki.

    Quando esce una serie nuova di Gundam la gente impazzisce per i mech, Gundam è sicuramente una serie molto complessa e che non si basa certo sui soli mech, ma la gente vuole vedere quelli. Realizzare una scena mozzafiato con un robottone sfavillante di energie varie è quindi piuttosto semplice. E' molto diverso riuscire a farlo quando tutto ciò che si ha è una singola persona da animare e muovere su schermo.
    Nei lavori di Miyazaki si respirano reminescenze di un'epoca post-bellica, quando c'era da parte di tutti la voglia di tornare a lavorare, il lavoro era visto come ciò che ti offre dignità come un tuo diritto e quello che ti formava come individuo. Lavorare nei campi per quanto fosse duro era una gioia, ecco... sono queste le sensazioni che Miyazaki non si scrolla di dosso e che oggi giorno è ancora l'unico a mantenerle vive.

    I temi portanti ci sono, e spesso si impunta sulla crescita individuale, mi viene la città incantata, ma anche di più mi viene kiki, il passaggio dall'età infantile a quella adulta, senza necessità di dirtelo, solo trasmettendolo.
    Miyazaki è permeato da una cultura decisamente spirituale, fatta di cose semplici. E' la sua cultura. E' naturale che sia differente da Disney, ma non credo vi sia un "migliore"
    Come detto prima Disney è un pioniere, è lui che ha inventato quell'animazione che ancora oggi è presa d'esempio da tutti, ma devo dire che in passato ho letto anche dei fumetti disegnati da Disney, e... con mio stupore li ho torvati di gran lunga meno complicati dei fumetti recenti sotto il suo marchio.
    Erano anche loro permeati di una semplicità imbarazzante, eppure proprio quella semplicità era quello che li rendeva grandi.

    Farei un esempio con un film che personalmente apprezzo moltissimo, il pianeta del tesoro.
    I personaggi sono molto belli, il dottore fra tutti, il sarcasmo del capitano, le idee stilistiche sono ottime, ha una regia perfetta. Però è un inutile complicazione di una storia che già di suo è completa, e non necessitava altro.
    Tra l'originale e il pianeta l'originale trasmette un'atmosfera che si è radicata dall'infanzia attraverso libri e storie sentite fino alla nausea, ma che erano anche in grado di entrarci dentro più di quanto oggi riesca a fare un film di bay con tutte le sue esplosioni.

    L'impressione è che oggi si tenti di entrare nelle persone con la violenza, mentre miyazaki ancora riesca a farsi aprire la porta dell'animo di chi guarda in modo naturale e spontaneo.
    La Disney ha cambiato faccia un'infinità di volte, Disney in sé lo considero uno dei più incredibili personaggi mai esistiti, e ha dato molto al cinema come lo conosciamo oggi, così come lo ha dato al fumetto. Ma proprio perchè i Disney studio's non esistono in sua funzione c'è uno stacco incredibile da un'opera all'altra. I film si evolvono e migliorano di volta in volta, ma solo per ciò che riguarda la tecnica (tutti a loro modo, i film della seconda generazione dalla Sirenetta in poi) si distinguono l'uno dall'altro per nuove tecniche acquisite, chi nella musica, chi nella visualizzazione.
    E' questa credo la differenza significativa. l'arte di Disney non è più arte, è un'industria che o sta al passo coi tempi o muore, Miyazaki, al contrario in tanti anni non ha mai aggiunto davvero qualcosa di nuovo. Certo la cg ora la fa da padrone, ma non è una cg invadente come nei film americani, quasi non si sente, viene usata per realizzare effetti particolari, ma sempre che si spoino bene con tutto il resto.

    La disney si evolve, miyazaki no, neppure dal punto di vista narrativo. Il fatto è che Miyazaki è perfetto nel suo posto e nella sua immutabilità, sai cosa vedrai prima di vederlo, sai già cosa aspettarti e sai già che ogni volta sarà bella come la precedente, tant'è vero che difficilmente si può dire cosa ci piaccia di più dei suoi film, escludendone altri.
    Per Disney la questione è che invece deve, per ragioni di mercato, continuare a cambiare, ed è interessante notare come negli ultimi anni il suo film migliore sia stato lilo e stitch, che fa degli acquerelli i suoi sfondi e delle animazioni semplici il resto del racconto. Non ci sono veri e propri grandi tecnicismi nel film, tutte le sensazioni vengono trasmesse dai dialoghi e dagli sguardi.

    Ecco, per assurdo la disney darebbe il meglio di sé se ripensasse a quello che è dietro di lei. Non a caso il film disney che prediligo è Bambi. Se Tezuka ha inventato i manga è perchè ha visto in Bambi qualcosa di magico, di unico, forse la massima possibilità espressiva attuata dai sogni di un solo uomo. Ecco... c'erano i soldi, ma il film si faceva perchè ci si credeva ancora, non per i soldi.
    I tempi sono cambiati, Miyazaki non necessita di fare dei test per vedere cosa interessa alla gente vedere, la Disney si. In qualche modo, l'occidente non è legato alle sue radici come il versante orientale, proprio in funzione di ciò è difficile inventare qualcosa di nuovo ogni volta.
    Però c'è anche da chiedersi se ve ne sia davvero il bisogno.

  2. #42
    Utente L'avatar di Melanconico
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    In generale mi trovi d'accordo Avonlea, le differenza e similitudini che hai trovato sono evidenti, soprattutto quando parli del fatto che la Disney risponda a degli standard, proprio per la sua natura di major mentre Miyazaky, in quanto autore singolo (anche considerando i suoi collaboratori dello Studio Ghibli), ha un'espressione più libera e orientata al film particolare, non ad una idea precostituita. Daltronde Miyazaky non ne ha bisogno, basta il suo stile a legare insieme i vari film, a rendere coerente la sua filmografia, mentre in casa Disney, fra artisti differenti, si devono cercare delle linee comuni e questo magari rende a volte i risultati un pò artificiosi (come nella recitazione dei personaggi che hai citato tu, in certi movimenti che sono ormai di routine). Ma questo è normalissimo, lo fa anche la Pixar, dove nonostante vengano affrontati ogni volta temi e mondi differenti, anche con registi al timone di differente formazione, finisce che i film sembrano sempre un pò fratelli, e c'è uno standard nel disegnare gli occhi, per le espressioni o per alcuni ideali di base da far emergere. Credo infatti che la forza di Wall-e sia stata proprio quella di non mostrare questi standard, sostituendoli con una spontaneità che porta il film a livelli inevitabilmente superiori rispetto agli altri film, pur meritevoli, della stessa casa produttrice. Non sono granchè d'accordo però sulla necessità di un continuo cambiamento sentita dalla Disney, o almeno non riesco a notarla. All'inizio è vero, i film erano tutti molto simili, basta cambiare l'acconciatura a Biancaneve ed ecco che potevi ottenere Cenerentola ad esempio. Lo stile di disegno si alternava fra quello morbido e bucolico di Bambi a quello più spigoloso de La Spada Nella Roccia. Poi effettivamente qualche cambiamento è stato effettutato, stlistico e tecnico, ma questo è normale con gli anni che passano, però credo che non siano così evidenti e che in fondo l'idea di basa è la stessa, i valori di cui si discuteva prima rimangono inalterati. Forse lo sforzo di cambiare un pò a tutti i costi si avverte negli ultimi film, Chicken Little o I Robinson, che hanno davvero un character design insolito per la Disney, e tecniche effettivamente nuove, ma il risultato finale non è stato dei migliori, il pubblico ha la necessità di credere che la Disney sia sempre la stessa, ed ecco che si corre ai ripari con La Principessa E Il Rospo o Raperonzolo. Insomma, vedremo come continuerà la strada di una major che nonostante i difetti che ho sottolineato più volte nei precedenti post, innegabilemente ha avuto un ruolo fondamentale nell'animazione, e nell'affermazione di questa come arte al pari dei film in live action.

    A proposito di film in live action, credo che i veri rischi la Disney se li sia presi attraverso i film con attori in carne ed osse, è lì che si notano i maggiori azzardi e la necessità di stare al passo.
    ...
    san che la verità vuol dire libertà
    i Power Rangers...

  3. #43
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Dunque dunque, per rspondere a Melanconico sull'intrpretazione, il discorso è abbastanza complesso e rischieremmo davvero di andare completamente fuori dal topic. Comunque sia, Miyazaki èsempre molto chiaro nel dichiarare il target dei proprio film, dedicati di volta in volta ai bambini, alle ragazzine ecc., quindi in questo non può e non deve esserci fraintendimento. Vi ricordo che al museo Ghibli la visione dei cortometraggi proiettati ad hoc (inediti e irriperibili per altre vie) è strettamente risevata al pubblico infantile. Poi è normale che i suoi film possano e debbano vederli e capirli tutti ma ciò non toglie l'intento originale, l'unico che conta davvero direi, a meno che non si volglia fraintendere. E qui veniamo al punto nodale sull'interpretazione. Esistono opere certamente più 'aperte' di altre, ma chi decide i limiti di questa apertura interpretativa? Se diciamo che è il fruitore per me commettiamo un grave errore perché egli piegherà il significato sempre verso se stesso e le sue conoscenze. Sarà dunque allora l'autore a dirci quale sia l'interpretazione giusta, oppure a assicurarci quella libertà che non possiamo e non dobbiamo prenderci da soli. L'opera è autonoma rispetto all'artista, questo è certamente vero, ma non lo è rispetto al messaggio-significato che questo stesso vi ha inserito all'interno. Interpretare significa proprio arrivare a toccare quel significato, sulla base delle proprie conoscenze (ovvio) ma mirando verso l'esterno, verso l'altro da sé, e non verso se stessi. Cioè fare uno sforzo per comprendere, sapere di più di quello che già si sapeva. Altrimenti i rischi sono due: o la cattiva interpretazione, oppure, ancor peggio forse, la sovrainterpetazione.

    Avonlea, molti tuoi pensieri coincidono con i miei, in particolare credo tu ti sia avvicinato molto ai motivi dell'arte Miyazakiana quando parli di generazione post-bellica. Nelle opere del maestro questa considerazione etica è la base sulla quale installa la sua visione del mondo, che tuttavia fissata in questi termini rischia di sembrare anacronistica e puramente tradizionalista. Invece Miyazaki è un pedagogo formidabile, che coglie l'attualità del giappone, la critica, e cerca, modestamente, di trovare una va di sbocco per un futuro diverso. In questo senso la forma delle sue opere rispecchia pienamente il contenuto, quasi non ci fosse differenza tra l'uno e l'altro. Però il messaggio non si limita mai solo all'elogio di determinati valori, ma è sempre complesso e stratificato nell'apparente semplicità (persino in Ponyo).

    LOL per Arisa invece che Risa... , "sinceritààààà!"

    Certo l'eredità di Disney è innagabile nell'animazione nipponica, però mi sembra da te eccissivamente sovrastimata. E dove mettiamo i fratelli Fleisher? E i manga? E la tradizione pittorica giapponese che ha a sua volta influenzato quella europea dalla fine dell''800? E un autore più recente come Frederic Back?

    A Pink Arrow, appena posso mi leggo la tua rece e la commento ;-).

  4. #44
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    No no, non fraintendete non è sovrastimata, non ho mai detto chi è meglio di chi, perchè per me non esiste un migliore.
    Mi piace Miyazaki, davvero molto, ma non direi mai che è migliore dell' "arte" consumistica disneyana.
    La disney ormai si è discostata dal suo autore e segue una strada tutta nuova che consiste nel trasmettere messaggi e valori, e non raccontare storie. La storia è solo un pretesto, ciò che conta è altro.
    Non me la sento di dare una patria potestà a quei valori, l'amore è amore qui così come lo è a Pechino, e non è affatto vero che l'amore inteso da Disney sia eterno, dato che più volte ha dimostrato il contrario. In fondo l'amore è solo una scintilla che spinge a esternare sensazioni, se queste poi trovano o meno la loro collocazione naturale nell'ordine delle cose però... è un concetto diverso a cui non c'è una risposta precisa.
    Tarzan non parla del suo amore per jane, per lo meno... si, ne parla, ma ne parla nell'originale, nella versione disneyana tarzan è una metafora della ricerca del proprio ruolo nell'ordine naturale dell'universo. Tema caro al Re leone, dove se non esistesse quel ruolo tutto si disgregherebbe. Lo stesso Gobbo di Notredame ama Esmeralda (è una storia parigina, del suo mondo depravato XD ) ma alla fine non sarà lui il suo uomo. Esempi ce ne sono tanti, in fondo.

    Io apprezzo molto l'arte di miyazaki, ma miyazaki non è mai andato oltre all'animazione tradizionale, tanto che quando si trattava nella principessa mononke di usare il computer lui era dubbioso sull'utilità di quest'ultimo. Al contrario... la Disney ha sempre seguito il "motore" di Disney stesso, che era il tentare nuove strade, sempre.
    Disney era pioniere, e di conseguenza provava nuove tecniche continuamente, la Disney non è diversa, lo ha sempre fatto per tutti i suoi film, riciclando ciò che funzionava e rivedendo ciò che non andava, in tutto, in tecniche visive e anche narrative.

    Questo non la rende migliore di...
    la rende semplicemente sé stessa.

    Miyazaki è un animatore della vecchia scuola, si è fatto le ossa sui masterpiece, e io non mi chiamo avonlea a caso.
    E' unico, ma non ricordo chi qui citava Satoshi Kon, e anche lui è "unico" così come lo era Tezuka, così come lo è Go Nagai, e in fondo perfino Disney.
    Quindi non credo vi sia un "migliore dell'altro" sono semplicemente scuole e tecniche diverse a confronto, sono culture a confronto.

    Posso dire che tra il Gojira jappo e il Godzilla americano preferisco il primo mille volte, ma scegliere tra Disney e Miyazaki è impossibile perchè sono due cose completamente diverse, e l'una non tenta di imitare l'altra.
    Una cosa è chiara, la Disney è una major, e questo diversifica le sue opere, miyazaki no, e sempre vengono trasmesse le sue passioni con quei film, questo li accomuna un pò tutti, si può dire "si, è loro padre" ma Disney per quanto sia bello "la bella e la bestia" non ci ha nulla a che vedere, non è opera di Disney, la magia è rimasta, ma si è uniformizzata a nuovi modi espressivi e nuove necessità economiche.

  5. #45
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da Avonlea
    No no, non fraintendete non è sovrastimata, non ho mai detto chi è meglio di chi, perchè per me non esiste un migliore.
    Io parlavo di sovrastima unicamente rispetto all'eredità lasciata da Walt Disney agli anime di Miyazaki (e agli anime in generale).

    Citazione Originariamente Scritto da Avonlea
    Non me la sento di dare una patria potestà a quei valori, l'amore è amore qui così come lo è a Pechino
    Su questo si potrebbe discutere, e molto, magari con un cinese. E sospetto che il risultato ci stupirebbe. L'amore lo provano tutti allo stesso modo, forse, ma lo intendono in maniera ben diversa a seconda della cultura di appartenenza. Qui non si parla del'amore, ma del 'concetto di amore'.

    Citazione Originariamente Scritto da Avonlea
    In fondo l'amore è solo una scintilla che spinge a esternare sensazioni, se queste poi trovano o meno la loro collocazione naturale nell'ordine delle cose però... è un concetto diverso a cui non c'è una risposta precisa.
    Questa parte la trovo molto confusa. L'amore come lo intendiamo noi E' eterno per eccellenza, non è una scintilla, semmai è LA senzazione (sentimento). Per Miyazaki, che segue de Saint Exupery, l'amore è innanzitutto comprensione. L'amore Dysneyano non è fragile come quello Miyazakiano, perché è l'amore del bene che trionfa sul male (c'è sempre Dio di mezzo). Mi citi Il gobbo di Notre Dame? Bene, l'amore per il protagonista non è corrisposto, ma che fine fa Esmeralda? Non si unisce in fine all'uomo che ama davvero... e tutti felici e contenti, pure quasimodo, sotto sotto?

    Citazione Originariamente Scritto da Avonlea
    La disney ormai si è discostata dal suo autore e segue una strada tutta nuova che consiste nel trasmettere messaggi e valori, e non raccontare storie. La storia è solo un pretesto, ciò che conta è altro.
    Questa parte mi stupisce. Scusa, ma l'esito migliore del raccontar storie non consite PROPRIO nel trasemttere un messaggio? Solo nel peggiore dei casi si racconta per intrattenere soltanto o per il puro gusto di farlo (il che è la negazione dell'arte come comunicazione). Le storie dei migliori autori, al cinema, in letteratura e in teatro, sono sempre pretesti per dire dell'altro!




  6. #46
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Beh, a te sembra che un film come Robin hood ad esempio trasmettesse qualcosa oltre alla semplice storia? O biancaneve? Cenerella e tutti gli angeli in colonna?XD

    No dai, è chiaro che i tempi cambiano, e quindi non cambiano solo i mezzi d'espressione, ma anche il modo in cui si usano. La Disney è nata perchè Disney era l'uomo giusto al posto giusto con l'idea giusta. Non esisteva l'animazione, c'erano cortometraggi animati (propagandistici) ma disney ha raffinato quella tecnica e ha creduto più che nelle sue possibilità, nelle sue creazioni.
    La gente pensava che fosse impossibile per il pubblico sopportare un film d'animazione di più di cinque minuti, e lui ha dimostrato loro che si sbagliavano.

    Forse il successo, anzi, è probabile, è stato aiutato dalla presenza dei più giovani. Ma questo non ha a che vedere con la tecnica, le persone tendono a sottovalutare l'animazione, pensando che sia inferiore al film dal vivo, beh... non dovrei essere io a venire qui per spiegarlo, è una cosa che sappiamo tutti, è una boiata.

    Penso a quando realizzavano Bambi, avevano mi pare tre cerbiatti che giravano per gli studi, ecco... è questo. Nessuno per realizzare un cartone animato faceva copia dal vero, ed è questo il motivo per cui Bambi avrà anche gli occhioni a specchio, ma è fisicamente un cerbiatto a tutti gli effetti.

    Oggi guardo l'animazione giapponese consapevole che è uno stile grafico basato su concetti visivi mirati per lo più. Le ragazze di Lucky Star sono kawaii perchè sono nate per esserlo, non sono solo gli occhioni, è parte di una cultura che è abituata ad esternare questi segnali in modo molto evidente, e che in parte fa parte della loro abitudine radicale di ambiguità e finzione.
    Il giapponese non si preoccupa del fatto che lui ha gli occhi a mandorla, mentre la sua eroina ha due riflettori, perchè quei riflettori sono lì per uno scopo, così come lo erano per Disney.

    Ciò che mi colpisce è che però la realtà animata giapponese si è creata infiniti stereotipi, anche narrativi, volti a trasmettere sensazioni "mirate"
    chi realizzava ichigo mashimaro sapeva benissimo che i suoi personaggi erano carini oltre ogni dire, sono nati per esserlo.

    Bambi è un cerbiatto, ha gli occhioni, è buffo nel movimento insicuro, ma tutto ciò che ha di "umano" è nell'espressione del viso, bambi sorride, piange, si arrabbia, e lo trasmette somaticamente... ma per il resto è un vero e proprio cerbiatto.
    Non è una cosa da sottovalutare, Dunbo non è un elefante, per Dunbo non avevano elefantini che scorrazzavano da un ufficio all'altro, Dunbo è costruito su modelli animali, ma senza avere il modello davanti agli occhi.

    La differenza è notevole, se Bambi riesce a trasmettere determinate sensazioni non è grazie alla sua espressione, ma al fatto che si comporta nei movimenti esattamente come un animale appena nato. E' fragile è una struttura che sta in piedi per miracolo ed è per questo che colpisce lo spettatore.

    Bambi è un'opera diversa dalle precedenti, è un film prevalentemente muto e cerca di colmare le lacune (in modo perfetto oltretutto) con la musica in uno stile di scuola delle melodies disneyane, le gocce di pioggia sono strumenti, la natura produce una melodia che in breve diventa musica. Non è un canto, è musica.

    Ma Tutti questi film non miravano a nulla di particolare, volevano raccontare una storia in animazione, se Walt Disney sperimentava nuove tecniche e progettava nuovi strumenti di lavoro (allo stesso modo in cui, anni dopo, la Disney si creerà da sola i suoi programmi per la cg) era perchè faceva parte della sua indole, ed era il suo modo di lavorare.

    Oggi questo avviene per necessità finanziarie, se non colpisci lo spettatore anche con l'estetica prima che con i temi, la gente si annoierà presto. Devi andare sul sicuro, e per la Disney non esiste un "andiamo sul sicuro"
    Ma i tempi si sono evoluti la gente cambia, oggi un film come la sirenetta, di per sé un bel film, faticherebbe a restare impresso veramente. La Disney ha fortificato le sue conoscenze sulla cg, ma anche ha tentato nuovi mezzi d'espressione, e per tanto è naturale che a un certo punto la storia passi in secondo piano rispetto alla tecnica narrativa.

    Una volta non avrebbe mai parlato della morte, perfino Bambi era diventato "pesante" per la morte della madre, è la scena che più di tutte viene ricordata perchè shoccò il pubblico che non era abituato a quel genere di eventi, Bambi non è un film che va per il sottile, dice le cose così come stanno, proprio perchè comunica con le immagini, e non con i dialoghi.

    Non penso che la Disney odierna lo faccia consciamente, ma sfido chiunque a dire che lilo e stitch è un film dalle tematiche "leggere" parla di affidi familiari, di famiglia, di separazione, accettazione della morte ecc...
    Credo che sia normale, un pò come il voler rendere "credibili" i tf snaturandoli, o rendere "credibile" batman rendendo tutto di un cupo e crudo che mezzo basta... no mezzo non basta, ma si fa per dire.
    La gente non è ferma a una mentalità, oggi porti al cinema bambi e farebbe schifo ai più, o verrebbe comunque dimenticato alle svelte, è necessario quindi conquistare un pubblico diverso, che non è più composto di bambini nell'eterna età dell'innocenza (oggi più breve che mai) ma di adolescenti e pre-adolescenti che seguono dragon ball e pokémon vari cresciuti con ideali diversi da quelli della disney agli albori.
    I valori che oggi trasmette quindi acquisiscono più importanza della storia in sé, il voler proiettare un racconto "storico" ormai, come l'isola del tesoro in un futuro alla star wars costellato di creature più o meno brutte, fa parte di questo tentativo di conquistare un target differente. L'isola del tesoro avrebbe funzionato, ma forse solo per i puristi, dovevano esserci i presupposti per mostrare qualcosa di nuovo.
    Non mi lamenterei mai dei risultati, la Disney è sempre la Disney, ma il desiderio di discostarsi dai temi classici lo si vede già dai tempi di pocahontas, l'amore esiste, e ci mancherebbe, ma non è più, come accadeva per biancaneve o la bella addormentata, il tema portante della storia. E' solo uno dei tanti elementi che la compongono, ma i temi di cui si può parlare (e che la Disney sta scoprendo) sono infiniti.

    Poi forse è un'idea mia, ma io questo cambiamento e questo continuo desiderio di evoluzione lo noto, forse anche perchè sono autori diversi, e ognuno si basa anche sugli errori o i successi del precedente.
    Miyazaki è molto diverso, lo considererei quasi un artigiano (o un disney ancora in vita) poichè di fatto ogni sua opera è valevole quanto la precedente, e questo senza per forza dover ricorrere al computer (come ha dimostrato con ponyo)
    Il fatto di avere spesso delle visioni fin troppo semplici del percorso narrativo non deve trarre in inganno perchè le sue opere sono molto più complesse di quanto non sembri, ma a un livello invisibile che può essere compreso solo dai sentimenti.
    L'esempio più calzante è "i racconti di terramare" che manca totalmente della carica emotiva di Miyazaki. Eppure, non c'è la grandiosità delle vedute? non ci sono panorami naturali splendidi? O cittadine realizzate ad arte senza per questo risultare pesanti?
    Non ci sono i personaggi chiave di molti lavori di miyazaki?
    Eppure non funziona, perchè dietro quel lavoro c'è solo il figlio di Miyazaki, che può aver ereditato qualcosa in fatto di qualità tecnica, ma che non può portare su schermo dei sentimenti che non sono suoi.
    Miyazaki ama il mare, il cielo, la natura, suo figlio non li ama allo stesso modo. Per assurdo la parte migliore del film sono i dialoghi, e ciò che più esce dalla pellicola è che l'autore come il protagonista sono due figli che non sanno ancora quale sia il loro ruolo nella vita.

    Riguardo al discorso sull'eredità di Disney ai manga, non dico certo che non esisterebbero manga senza Disney, ci mancherebbe, ma questo unicamente perchè ogni stato al mondo ha una sua forma di fumetto espressiva e specifica. Quindi qualcuno prima o poi, forse proprio Tezuka, avrebbe raccontato storie a fumetti. Ma non mi sento di dire che sarebbero stati i manga che noi tutti conosciamo, proprio perchè se hanno quell'aspetto è grazie al fatto che Tezuka restò folgorato dagli occhi di Bambi.
    Esisterebbero, ma non sarebbero tali, magari avrebbero gli occhi a mandorla, chissà... e gli anime di conseguenza.

  7. #47
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da Elikrotupos
    le fiabe originali di Grimm & co. non sono affatto leggere: non sono per bambini... o sono per bambini di quell'epoca, un po' più tosti dei nostri ).
    Quoto.
    Avevo un librone con tutte le fiabe dei fratelli Grimm e vi garantisco che stanno alle fiabe come un "Hostel con spunti a la Saw e Seven" sta al cinema.
    Gente stregata costretta a danzare tra i rovi fino a morire sbrindellata, briganti impalati, viaggiatori avvelenati, strangolati, cuori trafitti, strappati, occhi cavati, impiccagioni, suicidi, annegamenti, barbecue umani, cannibalismo e dolore, miseria, atrocità, sangue, sangue e sangue dappertutto.
    Oggi come oggi che c'è una scelta e si sa meglio come funziona lo sviluppo consiglierei queste letture a ragazzini di almeno 8-9 anni.
    "Realizzo i vostri sogni" Lenny

  8. #48
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    Re: Disney vs. Miyazaki

    Lo sviluppo non è mica dolcezza e balocchi, che raccontiamo? Bambini che raccolgono margherite? Conitnuo a pensare che le fiabe dei Grimm non abbiano nulla di così traumatico per il bambino, anche perchè è un messaggio in codice e si utilizza la fantasia affinchè tutto sia ulteriormente digeribile. Se in una fiaba trovi paura, angoscia, violenza è perchè nel bambino, sin dalla più tenera età, son presenti tali sentimenti, ed è necessario che possa entrarci in rapporto, comprenderli ed esorcizzarli. Tra l'altro una vera fiaba, nonostante l'inquietudine centrale, finisce sempre bene.

    Mi scuso per l'OT
    ...
    san che la verità vuol dire libertà
    i Power Rangers...

  9. #49
    Utente L'avatar di Maria von Trapp
    · Reputazione:

    · Utente da settembre 2007
    · Messaggi: 553

    Re: Disney vs. Miyazaki

    Sono completamente d'accordo con l'ultimo messaggio scritto da Melanconico.
    *
    "Sabrina"*, "My Fair Lady" e "Colazione da Tiffany": tre dei miei film preferiti

  10. #50
    Utente L'avatar di Pink Arrow
    · Reputazione:

    · Utente da marzo 2009
    · Messaggi: 83

    Re: Disney vs. Miyazaki

    Citazione Originariamente Scritto da Melanconico
    [...] All'inizio è vero, i film erano tutti molto simili, basta cambiare l'acconciatura a Biancaneve ed ecco che potevi ottenere Cenerentola ad esempio.
    Non sono troppo d'accordo. I tratti del viso e i colori erano ben differenti da un personaggio all'altro...






    Lo stile di disegno si alternava fra quello morbido e bucolico di Bambi a quello più spigoloso de La Spada Nella Roccia.
    Già ne La Bella Addormentata c'è uno stacco verso uno stile più stilizzato e caricaturale che rimanda ai fumetti.



    Avvampando gli angeli caddero;
    profondo il tuono riempì le loro rive,
    bruciando con i roghi dell'orco.


    http://img18.imageshack.us/img18/328/chrisbaleperbadtaste.jpg

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