« Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione [...]. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!". Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: "Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina"?[5]. Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: "Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?" graverebbe sul tuo agire come il pensiero più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello? »
Friedrich Wilhelm Nietzsche ne La Gaia Scienza.
Io non capisco, dalla citazione è evidente che secondo Nietzsche ogni persona ha una sola vita che si ripete identica all'infinito, ma allora come mai in altri casi l'Eterno Ritorno viene interpretato come l'esistenza di infinite vite (uno dei miei più grandi desideri possibili è quello che non sia così) tutte diverse tra di loro, in cui ogni cosa che possa essere pensata può avvenire, e che quindi di certo avverrà in una delle infinite vite? (E qua se ci penso per bene mi ammazzo, quindi meglio di no...)
C'è qualcuno che ha studiato filosofia e che può spiegarmi questa cosa, per favore?