Nn che l'accoppiata saltata fuori per TTRL fosse male eh
di sicuro sulla fotografia nei film di Malick possiamo stare tranquilli![]()
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Commenti sui film in sala e non, il mio blog: Django Unchained/Looper/Lincoln
Tutto ciò che dico è a titolo puramente personale
Quello sicuramente, ma secondo me Lubezki sta a Malick come Nykvist sta a a Bergman. Non ti fa rimpiangere Nestor Almendros, il che è tutto dire.
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Sentita e interessante opinione del regista indiano Shekhar Kapur, riportata a suo tempo da Cinematografo.
L’arte è spesso vittima della moda, della nuova tendenza che essa stessa ha creato. Poco propensa a cambiare. Con i film avviene lo stesso. Per molti anni sono stati sottoposti alla dittatura del significato. Vuoi perché il contenuto è essenziale per lo spettatore, vuoi perché l’arte lo stimola a cercare significati di per sé. Attraverso l’esperienza che evoca. Allora la questione diventa: un artista veicola significati prima di trasmettere un’esperienza, o l’esperienza dell’arte viene prima del suo contenuto? Ancora: l’esperienza deriva dal significato, o il significato dall’esperienza?
Ho incontrato Terrence Malick la sera prima che il suo lavoro venisse presentato a Cannes. Senza sapere con chi stavo parlando, ho detto: “Non vedo l’ora di vedere The
Tree of Life”. Ha risposto: “Vieni armato di pazienza”. Non ne avevo bisogno. Sono stato immediatamente catturato al di là dei significati che sarebbero emersi solo in un secondo momento. Malick mi stava offrendo la sua esperienza e chiedendo di interpretarla come volevo. Che esperienza straordinaria è stata! Dalla nascita dell’universo all’istinto semi umano dei dinosauri. Una scena incredibile quella del dinosauro ferito sulla spiaggia,
sospeso tra l’essere anfibio e rettile. Malick l’ha pensata in questo modo? Non lo so, ma è un momento che mi ha fatto piangere. Per il dinosauro. Perché in qualche modo il regista mi stava suggerendo un collegamento tra il comportamento umano e l’evoluzione. Una comprensione di noi stessi nel passaggio da ciò che eravamo a quel che saremmo diventati. L’albero della vita, appunto. Vorrei che la gente non dicesse che è stata la migliore interpretazione di Brad Pitt. Non perché non lo sia, ma solo perché non è possibile isolare il suo personaggio, non considerarlo parte integrante delle dinamiche che dal Big Bang portano al momento in cui il grande dinosauro è tentato di schiacciare il cucciolo con la sua zampa gigante. Cosa gli passa nella testa quando decide di lasciarlo lì, da solo? E quand’è stata l’ultima volta che mi sono interrogato seriamente sui processi intellettivi di un dinosauro? E che dire di Jessica Chastain, incarnazione di tutto ciò che
rigenera l’universo? L’universo di per sé è rigenerazione. Nella rigenerazione c’è il principio della creazione. Nella creazione quello della distruzione. L’accettazione della
morte del suo bambino, messa in scena con delicatezza dal regista, è l’adesione alla filosofia rigenerativa del film. Magnificamente rappresentata nella scena finale sulla
spiaggia. Movimento finale di una sinfonia. Quando tutta la vita, tutte le nascite, tutte le morti coesistono nell’unico momento dell’eternità. L’albero della vita è l’eterno.
Grazie Terrence. Grazie per averci ricordato quanto prigionieri siamo ancora del “plot”. Per averci chiarito come l’arte del cinema possa sopravvivere e continuare a generare senso, anche rinunciando all’ossessione per il significato. E che non diversamente dall’universo, ha bisogno di morire e rinascere per essere eterna.
La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.
Non so dove altro segnalarlo, ma qui si possono vedere un bel pò di foto dalle riprese di Knight of Cup... progetto parallelo a Lawless che Malick completerà di girare entro quest'anno. Christian Bale e Wes Bentley cazzeggiano sulla spiaggia californiana di Santa Monica, al tramonto. Nel cast anche Natalie Portman, Cate Blanchett e Isabel Lucas.
http://www.dailymail.co.uk/tvshowbiz...s-Of-Cups.html
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La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.
Meravigliosa questa,mi fa piacere che Bentley si sia ripreso...
"La nostra visione della verità cambia con il cambiamento. Dal momento che sono un uomo in continuo mutamento e in costante crescita, ciò che per me era vero un paio di mesi fa potrebbe non esserlo più adesso."
FREE BIRD.
Fortunatamente alla fotografia c'è sempre Lubezki.
Mi chiedo come faccia a gestire tutto questo materiale. 4 progetti in lavorazione, confido che il melodramma o il documentario siano ormai confezionati...
La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.
Tarkovskij e Malick. Qualche suggestione...
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La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.
'Come l'uccello che vola lontano dal nido, così è l'uomo che va errando lontano da casa' (Prv 27, 8 )
'Ora vediamo come per mezzo di uno specchio, in un modo oscuro' (I Cor 13, 12)
'Egli non triterà la canna rotta, e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfare la giustizia. E nel nome di lui le genti spereranno' (Mt 12, 20-21)
................
T...he tree of life
Voto: 5L/5; riguardando al suo 'Ieri' (al passato vissuto in quell''utero spirituale' [S. Tommaso] che è la famiglia), Malick si pone in personale colloquio con Dio (Principio e Fine di tutto), unendo nella sua riflessione la vita del Cosmo a quella nella provincia americana...: il 'Film-preghiera' (etiamsi Deus... daretur), filosofica ('farinosa') presentazione del 'diario di una vita... e della Vita', dalla cui rilettura si cerca di tirare le personalissime somme... teologiche ('lievitate'), si fa opera ambiziosamente complessa quanto altrettanto umilmente semplice, entra nella trattazione di grandi Quesiti esistenziali (problema del male in primis)... per uscirne risolutoriamente con una libera Risposta individuale che si nutre di una religiosa visione di Speranza più ancora che di Fede (che di per se stessa sarebbe intraprendente 'certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono' [Eb 11,1]), qui flebile 'lucignolo fumante' che nel suo sguardo d'Autore riesce comunque, pedetentim, a continuare a far luce sulla proiezione filmica in divenire (in un oscuro specchio cinematografico in cui immagini e musiche appaiono comunque riflettere con devozione 'filiale' i 'lampi genitoriali' di 'mamma Tarkovskij' e 'papà Kubrick') sino alla (naturale&aggraziata) 'resa... dei conti' conclusiva.
Alla fine - in spe - si perviene all''apo-teosi' (con celebrazione deificante del 'dies natalis' di un fratello defunto ma nuovamente 'dato alla luce'), con l'intero 'stormo' di personaggi riuniti sulla scena pronti ad accogliere l'errante 'passero solitario' Penn (ex 'dinosauro' che, seguendo le orme paterne, sarebbe stato a rischio di restare sempre ingabbiato nella sua 'torre moderna' [ma infine ritornerà spaesato 'neo-nato' della spirituale 'nidiata', dopo essersi deciso a varcare la Soglia... del cristico Figlio dell'Uomo]), in un'ambientazione balneare che dona ristoro all'anima (come un po' di vento su un campo di girasoli) e fa riaprire la mente e il cuore - nonostante l''arboreo' bene&male che da sempre ci (a)spetta (fin dalla notte dei tempi 'giardinieri' [edenici]) - lungo quell'itinerarium che vede tutti - Autore e spettatori invitati a 'spiaggiarsi' con lui - in volo (aleggianti sotto il Ponte) verso il rigoglioso Albero della Vita (ex spoglio Albero della Croce), cristico-cosmico 'punto omega' [Teilhard de Chardin] di un finalmente sempiterno e perennemente illuminato Domani che verrà...
Firmato:
'Sarai sempre il mio Domani'
................
Diceva ancora: 'A che cosa è simile il Regno di Dio, e a che cosa lo paragonerò? E' simile a un granello di senape che [1] un uomo ha preso e gettato nel suo orto; [2] ed è cresciuto ed è divenuto albero; [3] e gli uccelli del cielo si sono riparati sui suoi rami' (Lc 13, 18-19)
'In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio' (Gv 3, 3)
'Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen.' (Mt 28, 20)
http://www.youtube.com/watch?v=pAam_l_r4xg
Ultima modifica di ericrap; 4 agosto 2012 alle 17:00
"Everything that has a beginning has an end, Neoric"
"E' la vita mia: mille occhi, una foresta, una giostra di periferia"
Ciao Eric! Contento che ti sia piaciuto così tantoGiuste le tue osservazioni su Tarkovskij e Kubrick, a cui aggiungerei magari anche un pizzico di Bergman.
Grande prova d'autore, sicuramente.
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Tarkovsky mi sembra il bagaglio più evidente e imponente. Altra suggestione, Lo specchio e TToL:
Qui Gary Oldman esprime il suo parere:
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Contento che sia piaciuto a eric. Tra l'altro per la classifica di Sight and Sound vinta da Vertigo il più "eminente" critico americano, Ebert, ha scelto TToL come uno dei 10 migliori film di tutti i tempi.
Vado invece un pò OT e dico che pare ufficioso che To the Wonder sia il primo capitolo di una "trilogia della crisi" che Malick avrebbe intenzione di completare con i due progetti che sta girando back to back. Dopo Antonioni e Bergman sarebbe un miracolo avere una nuova trilogia tematica autoriale degna di un Maestro.
La profonda mancanza di spiritualità di colui che non percepisce, ma giudica l’arte, il suo rifiuto e la sua mancanza di disponibilità a riflettere sul significato e sullo scopo della propria esistenza nel significato più alto del termine, assai sovente vengono mascherate con l’esclamazione primitiva fino alla volgarità: "Non mi piace!", "Non mi interessa!". Il bello è celato a coloro che non cercano la verità.
exploding
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