personalmente aborro il fanboysmo da qualsiasi parte provenga e quello dello zoccoloduro di DD mi ha particolarmente colpito...in negativo...
personalmente aborro il fanboysmo da qualsiasi parte provenga e quello dello zoccoloduro di DD mi ha particolarmente colpito...in negativo...
"La nostra visione della verità cambia con il cambiamento. Dal momento che sono un uomo in continuo mutamento e in costante crescita, ciò che per me era vero un paio di mesi fa potrebbe non esserlo più adesso."
Io dico solo una cosa: capisco lamentarsi del fatto che quello del film non sia Dylan Dog... ok...
Ma quello almeno ha l'alibi d'essere una trasposizione, per quanto prepotente. Questo che scusa ha?
Nella storia che ho letto Dylan Dog praticamente non c'era... e non c'era su due livelli: innanzitutto perché non era nemmeno il protagonista, e questo ci può stare come soluzione narrativa, ma poi anche perché quand'era in scena era completamente VUOTO. Mai ho letto una roba simile... personaggi che si portano 25 anni di storie sul groppone che parlano e parlano(perché la storia è anche molto, MOLTO verbosa) riempiendo fumetti di frasi fatte di una retorica allucinante. Cose tipo "I veri mostri siamo noi", messe in bocca persino a Groucho che si trova a dire "E poi sai cos'è la realtà? Il reality show che recitiamo tutti i giorni di fronte a telecamere invisibili"(cito a memoria). Ma stiamo scherzando?
E Dylan ha in studio il poster di "Chiamata senza risposta".
Ma si sono bevuti il cervello?
Ecco, io su questo sono talebano... non su un film che sarà pure inutile, ma anche totalmente innocuo, davanti a scempi di questo tipo. Per carità che lo chiudano e si prendano qualche anno di riflessione.
Volevo condividere con voi un dubbio sull'ultimo numero di DYD, "Il divoratore di ossa". Ho trovato particolarmente stridente il finale,nonchè incoerente con l'empatia che Dylan ha sempre mostrato nei confronti del diverso, del "mostro". Il ricorso alla pistola m'è sempre sembrata una extrema ratio per le situazioni da "o lui o io";in questo caso m'è parso abbastanza gratuito.
Voi che ne pensate?
Io ho letto l'ultimo numero di Dylan Dog .
Certo,forse non é il migliore tra i numeri della serie regolare ma non é poi da buttare via,comunque non sò se avete letto ma adesso che é scomparso Sergio Bonelli ora la casa editrice finisce in mano al figlio Davide .
Mica contestavo la validità della storia (non eccezionale,ma c'è di peggio,tipo quelle dell'insopportabile paola barbato),semmai il comportamento di Dylan a fronte di una situazione in cui,di solito,mostra una ben maggiore empatia,anzichè metter mano alla pistola come prima ed unica risorsa.
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Disegnato da G.Freghieri, superbo ritrattista, ad iniziare dalle donne, elegantissimo nel giostrare le ombreggiature; e prendendo la via di una stilizzazione milleriana quando decide di inondare le vignette a viva luce.
Ai testi P.Ruju, che gioca a carte scoperte con la caratterizzazione della protagonista ( una giovane che ha il potere, suo malgrado, di orientare distruttivamente i sentimenti altrui…), mutuata nei tratti salienti da non poche tv e webseries, e lavora sui dialoghi e l’incalzare degli eventi affinchè i colpi di scena, quantunque non del tutto inattesi abbiano comunque una loro straniante efficacia e sostanzialmente vi riesce.Alcune situazioni sembrano risolte frettolosamente, ma è pur vero che anche nella vita reale alcune manifestazioni psico-patologiche vengono qualificate come improvvisi “raptus”.
Dylan Dog n.ro 310.
Edit: sto accumulando un numero imbarazzante di doppi post in questa sezione.Se vi andasse di intervenire…
"...perchè senza amore, non possiamo che essere estranei in paradiso..."
intervenire per ripetere le solite cose?
il 3D si poteva chiudere dopo uno dei primi interventi di Rorschach che chiariva tutto, ripeto il concetto:
DYD ha avuto un suo perchè nel periodo in cui l'Italia si 'apriva' all'estero, alle mode, alla cultura e quindi nasceva la curiosità per certo cinema e letteratura che da noi ha sempre latitato per mille motivi, non ultimo una certa puzza sotto al naso che ancora non ci vogliamo togliere del tutto.
DYD era un 'contenitore' che placava la sete di (relativamente) 'nuovo' della generazione successiva a quella X.
Il gioco è durato finchè le fonti non sono diventate note al pubblico, che s'è diviso in chi ha deciso di andare direttamente a quelle e chi di fermarsi al 'sussidiario' DYD (non ce l'ho con nessuno di voi, sintetizzo quello che ho vissuto in prima persona a metà anni 90).
Devo essere onesto, se non ci fosse stato DYD (ma soprattutto i suoi almanacchi che in tempi pre-internet erano utilissimi) non avrei mai scoperto autori come Lovecraft o Matheson nè mi sarei appassionato a certo cinema.
Come ho già scritto DYD era un ottimo sussidiario che nelle mani del lettore attento, curioso e consapevole diventava un trampolino di lancio per andare oltre e scoprire mondi e universi fantastici altrimenti sconosciuti qui da noi.
Ma, ripeto, questo valeva quando non c'era la Rete, oggi DYD lo vedo come un malato terminale in bilico tra la vita e la morte (m'è scappata pure la citazione a tema).
Tex che non è mai stato un fenomeno culturale al livello del DYD 90's continua a essere il fumetto Bonelli più venduto da noi, senza alti o bassi eccessivi, come dev'essere una serie di successo, secondo me.
P.S.
Ribadisco la mia preferenza a Zagor.![]()
"Realizzo i vostri sogni" Lenny
Personalmente,ho mollato in toto DYD col numero 300 e qualcosa,ma non per una questione di "apertura di altre frontiere" (scusa se sintetizzo così la tua,peraltro condivisibile,opinione).Semplicemente ho notato che,rispetto ai primi numeri,le storie giravano a vuoto,senza più quella vena surreale ed impegnat(iv)a del primo centinaio di numeri che rendevano un piacere leggerne le avventure. Comprimari assenti o quasi,avversari sempre più banali e "mostri" fini a se stessi e Dylan unicamente concentrato a portarsi a letto la cliente del mese,con la totale perdita di quello spirito ribelle che lo spingeva a cercare di comprendere il mostro prima di eliminarlo. Ultime in elenco,ma primo per importanze,le trame. L'ultimo Maxi,quello disegnato da Freghieri,conteneva storie così stiracchiate che se ne capiva il finale già dopo 3 pagine. Credo che l'errore della Bonelli sia stato,soprattutto,quello di non voler rischiare un rinnovamento dello spirito dirompente che ebbe il personaggio all'inizio,adagiandosi su stilemi classici banali e banalizzanti per vivere della sola rendita del nome senza disturbare (forse solo con "Mater Morbi" avevano sfiorato i vecchi fasti,ma è stata una goccia nell'oceano....)
Recchioni sta chiudendo “John Doe” definitivamente, senza troppi clamori.Era l’offerta anti DYD del nuovo millennio, svecchiato negli scrupoli etici e nelle modalità operative.Permeato dai cambiamenti e dagli universi alternativi che gli sono stati costruiti attorno fino a farne un Truman consapevole del suo Show.Morto ora di consunzione, dopo essere duttilmente stiracchiato in lungo e largo, nel tempo e nello spazio.Il nuovo non è avanzato.Le giovani generazioni non sono recuperate all’acquisto del formato bonelliano ( e con ciò non voglio dire che non leggano, tramite altri strumenti…) .Una frattura strutturale che peraltro i new media faticano a ricucire garantendo redditività agli autori.E infatti RRobe sta scrivendo, per l’editore di Dylan Dog.
"...perchè senza amore, non possiamo che essere estranei in paradiso..."
John Doe ha chiuso definitivamente col numero 77. Quel che è venuto dopo è stato l'esercizio di stile di due autori (in)giustamente arrabbiati,che potevano pure risparmiarsi di tirare così in lungo. Peraltro,di "bonelliano" JD aveva giusto il taglio dell'albo in senso fisico,perchè per il resto JD è l'antitesi della staticità consapevole bonelliana (quella sì,stiracchiata duttilmente in lungo e largo con trovate narrative tese a creare una continuity interna particolarmente desolanti).
Comunque il discorso JD, secondo me particolarmente ricco,lo affronterei in un apposito thread.
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