Su consiglio di Maddux apro un topic sul film in questione, cult movie diretto da Nicolas Winding Refn, incentrato sulla vita del britannico Michael Peterson, aka Charles Bronson, per la sua attitudine violenta, noto per aver trascorso quasi tutti gli ultimi suoi 37 anni in prigione.
Trattasi, come di "Valhalla Rising" (edizione BIM, stranamente buona, vista la casa in questione), di un'altra apprezzata opera del "giovane" regista danese, che è stata finalmente riesumata e distribuita nel nostro paese, seppur in ritardo, grazie al successo critico di "Drive", che sta spopolando in tutti i festival nei quali è stato portato e che ha regalato proprio a Refn l'ambito premio di miglior regista a Cannes.
Inoltre trattasi anche del film che ha lanciato e fatto conoscere al pubblico il bravo Tom Hardy, futuro Bane nel terzo Batman diretto da Nolan.
Il film affresca una realtà opprimente, squallida e brutale, che incatena e tiene prigioniero l'uomo, bestia di atroce ferocia (come si evince anche dalle altre pellicole di Refn), vittima e carnefice di una natura e di una società barbara e animalesca, che oscilla tra l'ipocrisia di una pseudo-normalità, ricca di riferimenti pop, amorale o immorale, che gode e si abbevera della violenza, pur apparentemente stigmatizzandola e rinchiudendola nelle carceri, e un protagonista che, suo malgrado (?), ne rappresenta invece l'essenza, un nocciolo pronto ad esplodere , schiavo a artefice com'è di un immenso impulso barbarico, anarchico e libero al contempo, che diventa strumento per vendersi e apparire, per incontrare quei 15 minuti di celebrità, che soli sembrano dare un senso ad un vuoto e decadente esistere.
In tutto questo si inserisce un interessante discorso sull'arte, opera creatrice e distruttrice, che attraversa, ora sotterraneamente ora in superficie, il film, e che esplode in elettrizzanti digressioni, tra monologhi teatrali, brevi incursioni nel musical, con tanto di omaggi a David Bowie, videoistallazioni di pop art e quadri animati.
Per quanto concerne il video, al di là delle scene teatrali, Nicolas Winding Refn e il suo direttore della fotografia Larry Smith, che aveva lavorato con Kubrick in "Eyes Wide Shut" (e di omaggi al maestro il film in questione ne rivela più d'uno), hanno optato per l'utilizzo di Arriflex 416 da 16mm, il che vuol dire che l'immagine spesso appare sporca, a dir poco sgranata, rovinata, una scelta in realtà che serve ad esprimere in maniera ancor più vivida l'atmosfera decadente, lugubre, squallida, sordida e violenta che permea tutta l'opera.
Il blu-ray, in tal senso, non fa altro che riproporre fedelmente il girato, un girato di quelli che ben si prestano a dei quiproquo e che farà inorridire quelli per cui HD uguale razor o comunque immagini "belle e splendenti", ma che, come già si è detto, è stato scelto in maniera assolutamente ragionata e che in questo formato appare così come è stato voluto dal regista.
Tra l'altro la scelta in questione si fa ancor più interessante se si pensa che per il film successivo, "Valhalla Rising", Refn ha scelto di usare le Red One e un approccio totalmente agli antipodi, con campi di grande profondità e assenza di grana, il che non deve sorprendere se si pensa che "Valhalla Rising" inizia proprio dove "Bronson" finisce, presentandoci nell'incipit un personaggio nelle stesse condizioni nelle quali versa Bronson, un prigioniero abituato a feroci lotte corpo a corpo, e che però, a fronte di un percorso simbolico ed onirico, riuscirà a liberarsi e a purificarsi dalle sue catene e da quelle del mondo sociale nel quale vive.
L'audio invece viene proposto in una doppia traccia Dolby Digital, in italiano e inglese.
Posto che il film si basa quasi tutto su musiche e dialoghi, direi che questa traccia, per quanto non in HD, faccia il suo, senza grossi problemi, tranne in alcuni rari e brevissimi momenti in cui la colonna sonora mi è parsa leggermente graffiata (ma potrebbe essere anche una mia suggestione, visto che comunque trattasi sul serio di tre o quattro secondi in tutto il film).
Grazie a Maddux, invece, ho controllato e potuto appurare che la scelta di far sentire gli applausi, nelle scene teatrali, sulle casse sorround, anche quando il nostro viene ripreso di spalle e perla alla platea, che è solo di fronte a lui, è una scelta artistica, presente non solo nella traccia italiana, che quindi non presenta problemi di mixaggio, ma anche in quella inglese.
Infine, mi preme sottolineare, visti i timori in questione, che il disco non presenta il ben che minimo problema di compatibilità e che, con apposito tasto del telecomando, è possibile anche tornare dal film al menu principale.
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