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Discussione: Girls - Stagione 1 - HBO - prodotto da Judd Apatow

  1. #1
    Utente L'avatar di Silente
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    Girls - Stagione 1 - HBO - prodotto da Judd Apatow



    Nel 2010 Lena Dunham ha realizzato il suo primo lungometraggio, Tiny Furniture, che ha scritto, diretto ed interpretato, ottenendo recensioni positive dalla critica e il premio per miglior sceneggiatura d'esordio agli Independent Spirit Awards 2011. Grazie al successo del film, la Dunham viene contattata dalla HBO per una collaborazione.[2]
    La Dunham sviluppa l'idea di raccontare, in maniera il più realistica possibile, le vicende di quattro giovani amiche alle prese con le aspirazioni e le umilizioni quotidiane, tra fallimenti lavorativi e relazioni sentimentali senza futuro. Il progetto ha iniziato a concretizzarsi dopo il coinvolgimento di Judd Apatow, che ha prodotto la serie attraverso la sua Apatow Productions. L'episodio pilota è stato ordinato a metà settembre del 2010,[3] mentre l'ordine per l'intera produzione della prima stagione è avvenuto nel gennaio 2011.[3] Lena Dunham ha curato la sceneggiatura di tutti i 10 episodi, che compongono la prima stagione, e ne ha diretti 5.


    ragazzi, la consiglio vivamente a tutti!

    Lena Dunham, che scrive, dirige e interpreta, è un vero genio.
    e in mezzo c'è pure Judd Apatow che, come dice la mia stessa firma, adoro follemente. e, in effetti, si intravede spesso il suo stile (tant'è che nel sesto episodio, l'ultimo andato in onda, è co-sceneggiatore).
    sicuramente è la sceneggiatura il punto forte della serie... e, trattandosi di Apatow, non avevo dubbi. in questo campo, è il migliore sulla piazza, c'è poco da dire. al cinema, sta rinnovando completamente un genere, dopotutto.
    certo che all'HBO sono davvero coraggiosi... Lena Dunham quanti anni avrà? dev'essere proprio brava, per avere tutto questo "potere", e i risultati, alla fine, lo confermano.

    comunque... imho, la più notevole rivelazione di questo 2012 in campo comedy... che poi non è tipicamente nei canoni del genere... proprio come Freaks and Geeks d'altro canto.


    Ultima modifica di Silente; 24 maggio 2012 alle 13:32
    fedele seguace del team Apatow


  2. #2
    Utente L'avatar di franzo89
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    Aahah, allora son già in rete gli episodi?

    Ne avevo sentito parlare, e me l'ero segnata da vedere. Anche perché Tiny Furniture l'avevo visto a un festival l'anno scorso, e mi era piaciuto. Sono contento che il talento dimostrato da Lena Dunham in quel piccolo film scarsamente distribuito (per ovvi motivi), sia stato notato e dotato di maggiori possibilità dall'affermato e ottimo Apatow. Infatti l'accoppiata sembra promettente.

    Appena vedo qualcosa, riporto anche le mie impressioni

  3. #3
    Utente L'avatar di Silente
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    · Utente da settembre 2007
    · Messaggi: 7.228
    sì, gli episodi in rete li trovi... per ora ne sono usciti 6
    e ho già in programma di vedermi il film della Dunham quanto prima, a questo punto...
    fedele seguace del team Apatow


  4. #4
    Utente
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    La sto seguendo. Carina, ma niente di che.

  5. #5
    Utente L'avatar di franzo89
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    Citazione Originariamente Scritto da Silente Visualizza Messaggio
    ho già in programma di vedermi il film della Dunham quanto prima, a questo punto...
    Che da quanto ho visto è piuttosto simile (anche per parte del cast),tono, situazioni e altro. Uno dei due prodotti potrebbe essere lo spin-off dell'altro, che comunque sia si vede ch'è sempre materiale piuttosto auto-biografico, sincero e personale della sua creatrice che si presta piuttosto bene alla serialità televisiva (dove la ripetitività può essere un pregio, meglio atta a scandire la vita quotidiana, e creare affezione nella giusta dose al personaggio).

    Viste le prime due puntate. Belle! Adoro il tono senza compromessi, che da crudo che potrebbe apparire si rivela piuttosto beffardo e tenero insieme ed è il maggiore punto di forza.
    Nonostante la citazione e la,in un qual modo, presa a modello, è chiaro che il telefilm vuole essere una sorta di anti-sex and the city. New York a questo giro è molto meno glamour, e il gruppo di amiche è più disfunzionale del prototipo, laddove nonostante i diversi caratteri c'era una certa idea comune di lifestyle da cui condividevano le esperienze. Il gioco qui è più interessante anche perché l'eterogeneità di modelli di vita sembra porre i personaggi su un piano più stridente in cui diventa più difficile capirsi ( e forse a volte neppure avviene) ma anche più interessante l'interazione, mettendo in mostra tutto il repertorio degli imbarazzi e le difficoltà delle giovani a trovare la propria via.

    Quello dell'imbarazzo generale sembra poi essere un elemento piuttosto dominante. Il sesso è ancora piuttosto un tentativo (dagli esiti comici) che deve trovare la propria dimensione e naturalità,in cui i dialoghi a proposito ( e durante) sono la forma apparente con cui si cerca di dominare la situazione e tradiscono invece la propria sensazione d' inadeguatezza, con un effetto di straniamento e malinconia.

    Per il momento ha tutte le premesse per rivelarsi una buona serie ( con una dose di innovatività), meglio dell'altra Girl (quella New) della stagione che secondo me, partendo dall' immagine che si è confezionata la bella Deschanel, si sta avvitando sui suoi stereotipi ed è lei stessa a uscirne più che altro indebolita e con meno personalità di quanto si vorrebbe farla apparire. Meglio fuori dal piccolo schermo.

  6. #6
    Utente L'avatar di Silente
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    · Utente da settembre 2007
    · Messaggi: 7.228
    anche se non ti ho risposto prima, ho letto la tua analisi, Franzo, e m'è piaciuta molto, nonché condivisa in molti punti.
    riguardo "New Girl", guarda, la pensavo uguale, con i primi episodi, ma devo dirti che la serie migliora di parecchio, a lungo andare... l'attenzione passa anche agli altri personaggi, prima solo di contorno, e ci sono delle gag molto divertenti, assurde, e ben ragionate.
    alla fine funziona, per quanto nello stile sia totalmente diverso dalla serie della Dunham... sul lato sociale e psicologico non osa per niente, e si ferma tutto, appunto, alla gag, alla trovata divertente. ma è piacevole.

    e così, intanto, è finita la serie (adesso lo posso dire senza riserve) rivelazione dell'anno, che, a quanto so, ha già fatto molto parlare di sè. personalmente, l'ho adorata. cast tutto al femminile eccelso, sceneggiatura concreta e grottesca allo stesso tempo, regia e musiche minimali, ma profonde e ragionate. seguirò senza dubbio le stagioni a venire, nonché la carriera di questa sorprendente autrice...
    fedele seguace del team Apatow


  7. #7
    Utente L'avatar di franzo89
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    · Utente da luglio 2011
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    Ma anch'io New Girl l'ho vista tutta la stagione! Perché alla fine è si simpatica e piacevole, ma tremendamente prevedibile e con tante potenzialità scarsamente sfruttate.

    Mentre mi piace sempre più questa serie, proprio perché spesso atipica, e ,dal punto vista degli stati d'animo, realisticamente confusa. C'è il desiderio di calcare la mano ma nonostante questo si mantiene a livelli del tutto verosimili con cui entrare in empatia e affezionarsi credibilmente ai personaggi. La lezione "Freaks and Geeks" è imparata decisamente bene, e forse portata anche a un livello successivo. La serie modello è più generalistica (per essere letta trasversalmente) e maggiormente improntata a guardare dall'interno quell'immagine di stereotipo generata dall'esterno affibbiata fin dal titolo ai suoi protagonisti, per smontarla e approfondirla; qui grazie all'apporto autobiografico i personaggi sembrano piuttosto costruirsi da sé, in divenire. Creando e smontando quegli stereotipi che la società in cui vivono in simbiosi, sembra costruir loro da sé perché attivamente ne fanno parte. C'è il desiderio di apparire davanti agli altri in una determinata maniera perché così ci si vuol vedere (la Dunham, protagonista prototipo della giovane indipendente, fiera e fuori dagli schemi alla ragazza bella e di successo, ma si può dire anche degli altri) e allo stesso tempo il ripensamento continuo del modello, portato dalla sincera affettività, la confusione emotiva e psicologica nel confronto altrui che ridisegnano e insieme creano nuovi confini.

    Là a creare i personaggi erano più le situazioni (e il punto di vista della scrittura), e in qualche modo definiva e portava i personaggi ad essere letti da una determinata lettura; qui sono i personaggi stessi a creare sé stessi, e questo spinge sempre a una comprensione meno chiusa e finita degli stessi, e spingersi a scoprire sempre nuovi lati.

  8. #8
    Utente L'avatar di Shadow73
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    · Utente da settembre 2007
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    Ecco, questo quarto episodio è stato forse il migliore della serie.
    Davvero dei bei momenti di sincerità affettiva. Ottimo.
    L'unica limitazione che abbiamo è solo quanto, precisamente, abbiamo bisogno di dormire ogni notte. Stanley Kubrick
    When I get sad, I stop being sad and be AWESOME instead. TRUE STORY.
    Things suck all the time, but I don't. So... Let's have a sandwich. Nicepeter




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