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Il Festival di Roma ha ancora senso? PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Colinmckenzie   
sabato 24 ottobre 2009

ImageArrivati alla quarta edizione, la rassegna cinematografica capitolina non sembra mostrare segni tangibili di vita e ci si chiede quali possano essere le ragioni di continuare anche nel prossimo anno...

 

 

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Rubrica a cura di ColinMckenzie


Ci sarà il Festival di Roma l'anno prossimo? A sentire il sindaco di Roma Gianni Alemanno, si tratta di un "evento irrinunciabile che serve al marketing territoriale presentando le espressioni della creatività del presente" (chevvordì? Boh...) e quindi non dovrebbero esserci dubbi (tanto che le date delle prossime due edizioni sono state comunicate e sono più lontane da Venezia del solito), anche se lascia un po' perplessi l'idea che il buon Retromanno (geniale soprannome affibiatogli da Dagospia e assolutamente azzeccato) abbia cambiato completamente idea, dopo aver annunciato al suo arrivo che il Festival andava chiuso. Evidentemente, il sindaco vede qualcosa che tanti di noi (che magari però non lo scrivono, vecchio vizio italico) non riescono a scorgere, anche per quanto riguarda la prossima edizione, che peraltro non avrà i due maggiori eventi mediatici di quest'anno. Infatti, niente presentazione del nuovo episodio di Twilight (il terzo capitolo Eclipse esce in estate) e quasi sicuramente niente più coppia ultraglamour Clooney-Canalis (e non perché il buon George non possa avere un film da presentare, ma considerando quanto durano le sue storie sentimentali...).

AgoraE' difficile capire quale sia la vera funzione del Festival di Roma. A tratti, viene l'impressione che sia una sorta di Fantafestival ultracostoso, tra la presenza di Christopher Lee (un affezionato di quella manifestazione) e l'arrivo di pellicole che è difficile considerare in anteprima, come Parnassus (già passato a Cannes e uscito ieri nelle sale italiane) e Julie & Julia (in 'anticipo' di ben 24 ore rispetto all'uscita nei cinema nostrani, peraltro dopo che il film era stato lanciato in America il 7 agosto). A tratti, si diceva scherzando con alcuni amici/colleghi, sembrava di stare a qualche proiezione per la stampa come quelle dell'Anica e a quel punto, se serve solo vedersi tra noi, si poteva fare tutto in maniera molto più spartana. D'altronde, se ci saranno a dir tanto 50 persone alla proiezione di Astro Boy (che poi era una delle pochissime anteprime di peso della rassegna) e non si riesce neanche a riempire una sala non enorme per il film d'apertura, Triage, allora le cose non vanno proprio alla grande per quanto riguarda gli accreditati.

E che dire di certe scelte organizzative? Forse, rispetto all'anno scorso, si sono evitati tanti incroci di programmazione, ma qualche stranezza è rimasta. Memorabili le ultime 24 ore di proiezioni, in cui si è iniziato alle 22.30 con il film dei Coen (cosa che significa tornare a casa all'1.00 di notte), si ripartiva il giorno dopo con Julie & Julia alle 09.00 (ergo, alzarsi alle 7 di mattina per non trovare troppo traffico), c'erano le conferenze con Meryl Streep e i Coen mentre intanto fuori si creava la folla per l'evento New Moon, che poi bisognava seguire nella duplice versione (proiezione stampa e per il pubblico), per poi finire con l'incontro con Meryl Streep (a cui peraltro era impossibile entrare, visto l'enorme afflusso di persone). 24 ore (anche meno) straultrapiene, dopo che invece in giornate come lunedì c'erano proiezioni di pellicole che non vedrà nessuno.

E che dire dell'affaire New Moon, di cui vi avevamo parlato qui? Visto che il giorno dell'evento si diceva che i biglietti erano arrivati su e-bay a 200 euro circa, ci si chiede se sia una buona idea scontentare così il pubblico, non chiedere minimamente scusa e non fare nulla (il bagarinaggio, per la cronaca, è un'attività illegale in Italia) per tutelare il buon nome del Festival, che in questo modo invece viene accusato dalle appassionate di attività discutibili.

Tuttavia, c'è sicuramente un punto su cui il Festival di Roma non teme confronti ed è l'ufficio stampa. Il fatto di essere riusciti a ottenere spesso due pagine su quotidiani come Repubblica e Corriere di fronte a film poco interessanti ha senza dubbio del miracoloso. E per quanto riguarda l'aspetto comunicazione, è memorabile l'articolo che Mereghetti ha scritto per il Corriere.

Non entro nella questione se sia proprio opportuno che un giornalista parli di un evento gestito da chi lo fa lavorare su Ciak, tanto ormai tutto risulta normale. Però, è difficile condividere varie opinioni di Mereghetti, a parte il "Non tanto perché può fare concorrenza alla Mostra del Lido o a chicchessia", considerando che non riesce neanche a battere la concorrenza di Londra per The Fantastic Mr. Fox e addirittura di Lione (che, ammetto la mia ignoranza, non sapevo neanche fosse un Festival importante), dove è andato la leggenda Clint Eastwood per presentare il suo Invictus. Unico dubbio però: se non vuole fare concorrenza a Venezia (come era l'obiettivo dei fondatori) perché non si decide a cambiare data e a spostarsi dal cono d'ombra del Lido, che gli consente di avere soltanto gli scarti (come ha detto perfidamente Marco Muller)? Forse perché l'Aiditorium non è disponibile in altri mesi? E il budget per questo evento, che è sui 12 milioni di euro, quindi superiore a quello veneziano (che peraltro dura anche 4-5 giorni in più), non dovrebbe invece portare ad aspirazioni maggiori? Sarebbe come se il Real Madrid, dopo aver comprato Cristiano Ronaldo e Kakà a cifre record, dicesse che punta agli ottavi di Champions League...

Ma per Mereghetti l'importante è il pubblico. "La ressa, ai limiti della zuffa, che ieri pomeriggio ha accompagnato la proiezione di alcune scene di New Moon, il nuovo episodio vampiresco della saga di Twilight, o il successo di certe proiezioni solo apparentemente «marginali» (penso al film sul viaggio della testuggine o a quello sui bambini-pugili a Cuba) è la prova che questo festival ha un rapporto con gli spettatori che probabilmente nessun altro possiede, almeno in Italia". Fermo restando che parlare di "ai limiti della zuffa" suona decisamente esagerato (francamente non ho visto nulla del genere), ci si chiede quale sia il merito di un Festival nello sfruttare un fenomeno mediatico che certo non ha creato, ben sapendo peraltro che a Cannes o Venezia nessuno si sognerebbe di creare un avvenimento basandosi soltanto su una scena inedita di un film. E se il successo del Festival deve dipendere da Twilight, allora che senso avrà il prossimo anno, in cui ne dovrà fare a meno? E soprattutto, se il festival è fatto per il pubblico (cosa che sarebbe anche positiva), allora perché non fare semplicemente una sorta di Cannes/Venezia a Roma, ossia le rassegne che, una settimana dopo queste importanti manifestazioni, porta nella Capitale tanti film interessanti nei cinema di Trastevere e dintorni? Sarebbe un modo per risparmiare tantissimi soldi e offrire sostanzialmente lo stesso servizio. Fermo restando che ci vuole poco ad avere più pubblico comune interessato a Roma di quanto avvenga in città molto più piccole, quindi certi paragoni sarebbe meglio lasciarli stare.

E sul discorso della marginalità che fa Mereghetti, continuo a pensare che il Festival non riesca a lanciare eventi importanti nella sezione dei documentari, che non hanno mai proiezioni stampa a disposizione. L'anno scorso si è nascosto il premio Oscar Man on Wire (praticamente, lo abbiamo recensito in quattro gatti), quest'anno invece The Cove, che in America invece aveva già molto fatto parlare di sé.

E non sembra felice neanche il confronto con quello che c'era prima, quando si dice "la vera chiave di volta di una manifestazione che sta cercando di far dimenticare le confusioni organizzative e «ideologiche» del passato". Peccato che dei due anni della gestione Veltroni-Bettini si potranno anche dire tante cose negative (e noi all'epoca non ci eravamo risparmiati), ma bisognerebbe ricordare che il panorama di film era decisamente più importante, con anteprime mondiali come Fur che ormai ci sognamo. E anche se l'obiettivo di sconfiggere Venezia si è rivelato un fallimento completo, almeno c'erano aspirazioni importanti che davano senso all'iniziativa.

Capisco che dare sempre giù a questo Festival possa sembrare eccessivo, ma il problema è che non è una mia semplice opinione, considerando che in giro si faceva a gara a chi ne parlava peggio. A questo punto, non so più cosa temere per l'anno prossimo...



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Neo   |2009-11-07 01:39:34
Ma dico, uno che reputa Astro boy, un evento importante, e poi parla di Lee come
un attore qualunque, può intendersi di cinema!?...
Ammazzati che è meglio.

La
sezione di exstra e tra le più apprezzate dalla stampa tutta, e la più seguita
in termini di pubblico. Grazie a questa sezione si è riusciti a vedere Terence
Malick di persona e sentirlo parlare di cinema, quindi lavati la bocca prima di
scrivere cazzate.
Il festival di roma esiste per quelli che lo seguono e visto
che di anno in anno aumentano, ha la sua ragione di esistere. Non per forza un
festival deve esistere per far campare gente come te, voi pseudo critici siete
una massa di ingnoranti!!..
Giacomo Cimini  - Ripeto... Il mercato   |2009-10-25 23:35:52
Il costo differente tra i due festival si può giustificare con la semplice
organizzazione e promozione del mercato. Ripeto, unico in Italia al momento.
Un
festival in rodaggio ha bisogno di generare consensi con gli addetti ai lavori
spingendo anche sul loro comfort e a quanto so a Roma, differenza di quanto è
accaduto a Venezia, il trattamento, per tutte le tipologie di ospiti, era da
favola. Senza togliere comunque il fatto che Venezia, visti i fondi a
disposizione, sta facendo i miracoli e forse, proprio alla mancanza di fondi è
da imputare una certa "trascuratezza" nell'organizzazione della vita nel
festival extra proiezioni. Forse e qui mi ripeto ci si dimentica che tutti gli A
list festivals (con l'unica eccezione di Venezia), di cui Roma, per il momento,
non fa parte hanno al centro il mercato. Anche il mitico festival di Cannes vive
e decreta la morte di qualsiasi film nelle sale del bunker, la pancia oscura ed
emozionante del festival stesso. Uno spazio dotato di numerose e sale e salette
in cui a volte si decide il destino di un film in 30 secondi...
Colinmckenzie   |2009-10-25 19:22:58
Le cifre che riporto sono semplici: Roma 12,5 milioni (e qualcuno osa pure
lamentarsi), Venezia 9. Sull'indotto di ristoranti e alberghi, mi pare un po'
complicato valutarlo in una città come Roma, in cui un turista o due ogni tanto
arriva :-) Seriamente, sarà contento il St. Regis o il Waldorf Astoria di
ospitare qualche star, ma per far contenti loro dobbiamo mettere in mezzo soldi
pubblici? Se la gente che frequenta il festival è in grande maggioranza romana,
che indotto ci può essere in generale per alberghi e ristoranti (fermo restando
che un romano che va al ristorante a pranzo per mangiare un panino durante
l'anno magari lo farà anche durante il Festival, ma non parlerei di indotto)? Se
la mission di Roma è a livello terra terra (grazie al cavolo che si attira
pubblico, siamo a Roma, qualsiasi cosa minimamente pompata ha un pubblico),
ovvio che si può tranquillamente dire che l'hanno raggiunta. Ne deduco quindi
che, anche se costasse 40 milioni di euro, dovremmo essere felici, perché la
mission è raggiunta. Bello comunque vedere che giornali come Libero, dopo averla
stroncata per i primi due anni, adesso la giudichino un successo. Evidentemente
prima portando la Kidman, DiCaprio o Scorsese, al pubblico non gliene fregava
niente, of course...
Preciso...   |2009-10-25 13:38:31
La mia critica generale è rivolta al modo in cui hai affrontato l'argomento, se
non si fosse ben capito. Il fatto che costi 3 milioni più di venezia non mi
spiega se effettivamente "non ha reso" come dici tu, se poi i dati
ufficiali dicono di percentuali in crescita. La mancanza di anteprime non ha
evidentemente inficiato il risultato del pubblico - e non parlo di 5 proiezioni
stampa - perché lo scopo dichiarato era attirare quanta più gente possibile, ed
ecco le mostre collaterali, gli incontri con i registi e le star, etc...Poiché
l'articolo si intitola "Il festival di Roma ha ancora senso?", le tue
argomentazioni sono troppo blande e dettate da un gusto personale che veramente
basate su fatti concreti incontestabili, a maggior ragione se IL SENSO del
festival, ovvero la sua mission, è stata pienamente raggiunta (sempre secondo i
dati diffusi).
Leonardo   |2009-10-25 13:36:04
Personalmente continuo e continuerò a frequentare il festival di Roma per le sue
differenze con quello di Venezia(che frequento comunque da anni).
Roma da agli
accreditati (cultural o cinema che dir si voglia) reali vantaggi. La possibilità
di partecipare alle conferenze stampa e alle proiezioni anticipate, ultablindate
a Venezia, è secondo me il vero punto di forza di Roma. Uno studente di cinema
come me, non si sente l'ultima ruota del carro, come a Venezia, escluso da
qualsiasi cosa. Ricordo ancora la memorabile frase di Stefano Disegni, dove
definiva, sulle pagine del Cak Veneziano, "poveri ma colti" gli
accreditati cinema.
Gente realmente interessata, che è al festival per passione
e amore per il cinema e non perchè è stata mandata li per lavorare.
Il volto
umano, e meno elitario, di Roma è sicuramente il suo punto di forza maggiore.
The last   |2009-10-25 13:29:28
CIFRE CIFRE queste sono solo parole... lo scrivo per l'ultima volta anche perché
non ha senso continuare oltre, se scrivi un pezzo giornalistico che vuole essere
un'analisi economica sul festival, devi portarmi dati oggettivi non le
considerazioni personali, altrimebnti fai retorica qualunquista, punto.

Che
Roma poi non conti nulla, considerata che per molti nostaligici è ancora la
capitale del cinema - soprattutto in USA - mi sembra un po' azzardato, il mito
di Roma va aldilà di un festival oggettivamente poco conosciuto ma è anche
ababstanza giovane. D'altronde StreepDiCaprioScorsese e tutte le altre star di
questi anni sono venuti perché era ROMA non per il festival in sé.

La critica
sull'organizzazione è giustissima ,lo'ho anche scritto, ma tu fai un papocchio
che mette insieme la qualità della proposta, i soldi spesi, l'organizzazione,
etc., col risultato che tutto è superficiale e pretenzioso.

PS: per
l'indotto economico, invece di sghignazzare portami i dati di alberghi e
ristoranti tanto per dirne una, se poi è in passivo allora ti darò ragione...
Colinmckenzie   |2009-10-25 13:12:09
Dove sono gli sprechi? Delle due l'una. O a Venezia le persone che lavorano non
vengono pagate o a Roma qualcuno viene pagato troppo per i risultati conseguiti.
Il confronto come detto è impari: Venezia è quantomeno il secondo festival del
mondo, dura 11-12 giorni e porta tanti film/ospiti importanti; Roma non conta
nulla nel mondo, dura una settimana e porta pochi film/ospiti importanti, però
costa tre milioni in più. Non si tratta di qualcuno che ruba, si tratta di
risultati che non sono proporzionali ai soldi spesi. Se un attaccante prende
dieci milioni di euro all'anno, ma segna poco, non è che deve finire in galera,
ma qualche critica sarà fattibile, no? Poi ovvio, continuiamo a tacciare di
qualunquismo chi parla di sprechi, così poi il risultato è che si taglia tutto
perché la gente è stufa, sia buone operazioni che quelle che non funzionano.

Per il resto, se c'è un evento Twilight e gli appassionati vengono trattati di
schifo non vedo perché sarebbe un articolo a tesi scriverlo. Ad ora, non
sappiamo bene come siano stati gestiti quei 700 posti riservati agli
accreditati.
Mere sensazioni personali per gli acreditati? Forse le tue, nel
senso che le proiezioni al pubblico saranno state anche piene, chi lo nega? Io
parlo delle 5 proiezioni stampa che ho visto, nessuna delle quali piene (e
almeno 2 sul vuotarello). A quanta gente ha dato lavoro? Una persona
dell'organizzazione mi ha detto che quest'anno diverse figure del personale sono
state sostituite da stagisti. E comunque, di operazioni pubbliche che danno
lavoro siamo pieni in Italia, il problema è chiedersi se hanno senso industriale
o meno, altrimenti dovremmo rimpiangere i bei tempi in cui nelle aziende
pubbliche si assumeva il doppio del personale di cui c'era bisogno. Sull'indotto
turistico che porta un Festival di cui all'estero non parla nessuno, famo che
non sghignazzo dai...
Simone   |2009-10-25 12:57:01
Pienamente d'accordo sulla retorica qualunquista. Dove sono gli sprechi? Quanto
è dato da sponsor e quanto da soldi pubblici? Come sono ripartite le voci di
spesa? E le entrate? Quali vantaggi e di che natura porta il festival? Sparare
nel mucchio è troppo facile...
risposta   |2009-10-25 11:51:56
"700 posti sono stati riservati non si sa a chi, il
tutto senza minimamente
chiarire i problemi e magari scusarsi dei casini fatti
(tanto, se c'è da
prendersi un merito c'è la fila, se c'è da assumersi la colpa
di un errore è
sempre colpa del destino o di altri). " - scusa ho scritto uffici stampa
intendendo organizzatori, ma il concetto rimane: critica quel che c'è da
criticare, non costruire articoli a tesi.

Avevo premesso che non erano chiari
i riferimenti a Lebanon e The Wrestler soprattuto se appaiono conditi da
sarcasmo.

"Quasi 8.000 accreditati? Beh, nelle sale non gli ho visti
proprio", mi sembra prprio che ti controbatta i dati ufficiali con mere
sensazioni personali, il che è giornalisticamente assurdo oltre che scorretto. O
porti dti o non sei credibile.. Io potrei dirti che ho visto le sale sempre
piene.

Quanto ai soldi, vale lostesso discorso, dici che è costato 12
milioni, ma non dici quanto possa aver portato come indotto turistico, a quanta
gente ha dato lavoro, etc...dici solo "costa 12 milioni". quindi o mi
dici dove stanno gli sprechi oppure fai solo ertorica qualunquista...
Colinmckenzie   |2009-10-25 09:56:58
Allora, intanto concordo con Fulgenzio, evidentemente a Roma si puntava a
vantare un numero alto di accreditati, poi peccato che le proiezioni stampa non
erano mai piene. Spiegatemi voi come è possibile che con 7.200 accreditati
astroboy ce lo vediamo in 50 e Triage, boh, in 300 a dir tantissimo? Comunque
confermo, chiunque poteva chiedere l'accredito, ci sono siti Internet mediamente
importanti che avevano 6 inviati.
Per le questioni di 'Qualche
considerazione'.
1) The Wrestler e Lebanon (che nessuno critica, hai le
visioni..) erano stati menzionati per dire che, proiettati nella rassegna
Venezia a Roma, avevano fatto il pienone, senza che per questo fossero necessari
12 milioni di euro. Si vuole pensare solo al pubblico? Benissimo, si trovino
delle formule del genere low cost, senza che per far vedere qualche film al
pubblico si spendano cifre folli. Fa tanto Brunetta dirlo? Beh, io sono un
imprenditore che giudica fondamentale il rapporto costi/ricavi in un'attività.
Roma costa tre milioni di euro in più di Venezia e dura cinque giorni in meno.
Il confronto sui film/ospiti non lo faccio neanche. A te sta bene che un
festival costi qualsiasi cifra, basta che ti sia piaciuto? Facciamo una prova.
Se chiami l'idraulico, quello ti sistema bene il lavandino, ma ti chiede il
triplo di quello che sarebbe la tariffa normale, tu sei contento?
2) Non ho mai
detto che non c'erano tanti accreditati, ma che non c'era tanta gente alle
proiezioni degli accreditati. Segno che si accreditava chiunque, ma poi le
persone interessate veramente erano poche
3) Come detto sopra, se lo scopo è
soltanto il pubblico, fate una rassegna low cost come Venezia a Roma...
Infine,
Fur. mai detto che è un bel film (si può anche recuperare la mia recensione
stroncatura dell'epoca), solo che era veramente un'anteprima mondiale. Perché
all'epoca qualche film importante si era riuscito a ottenere in anticipo,
quest'anno no. E questo, per chi fa i confronti tra le varie edizioni, dovrebbe
essere importante...

P.S.
A proposito di visioni, non capisco da dove viene
fuori "la maleducazione degli uffici stampa"...
Dimenticavo...   |2009-10-25 07:52:44
Tra le grandi anteprime degli anni scorsi citi Fur, proprio un capolavoro irri
nunciabile eh si...poi mi critichi Lebanon e The Wrestler....Vedi un po' te...
Qualche considerazione   |2009-10-25 07:51:02
a parte che non ho capito cosa centrino The Wrestler e Lebanon, che sono due
grandi film e Venezia è stata grande apresentarli, faccio alcune considerazioni
sul tuo articolo.
1) basta con questa retorica dei soldi pubblici sprecati, è
il modo più facile per ottenere consensi, sembri Brnetta e NON è un complimento.
O mi dici che c'è qualcuno che si intasca dei soldi a sbafo oppure o sono 5 o
sono 12 milioni, se fai un buon festival per me è ok.
2) Un bravo giornalista
parla di dati, e davanti alla sconfessione del tuo "ci sono stati pochi
accreditati", contrapponi ai dati ufficiali...la tua sensazione.
Complimenti, davvero un ottimo giornalista...se caso mai dovessi diventare
disoccupato prova ad andare da Feltri, non di sa mai...
3) Lo scopo del
festival dichiarato era avvicinare il pubblico al mondo del cinema, un pubblico
quanto + vasto possibile e non soltanto i cinefili. Quindi avere le anteprime
non è indispensabile - soprattutto se poi fai questi numeri - mentre il punto di
forza di Roma sono gli incontri (che difatti non accenni neanche nel tuo
articolo, a proposito di buon giornalismo) con le star o i "duelli" tra
i registi" che infatti hanno fatto il pienone.

Se ne deduce che per te
Roma non andrebbe più fatta per la maleducazione degli uffici stampa. Mi sembra
un tantinello esagerato. Cioé giustissimo denunciarlo, ma fai un post solo su
quello, non metetre insieme cose che non centrano ed altre totalmente sbagliate
solo per portare avanti una tesi.
Fulgenzio  - 7200 accreditati? E' la peggiore notizia possibil   |2009-10-25 01:00:01
Io dico la mia solo sul numero DEMENZIALE di accreditati. E' palese che a Roma
ci entrino cani e porci, infatti la "trafila" per richedere l'accredito
era pressocché nulla. Qualsasi fesso che ha un blog di cinema che aggiorna una
volta all'anno potva richeiderlo. Provate a fare lo stesso con Cannes e vi
sputano in faccia. Conosco personalmente gente che ha ottenuto l'accredito a
Roma senza essere nè giornalista, nè pubblicista, nè addetto ai lavori.
Evidentemente ai romani interessa avere quantità e non qualità. Piuttosto:la
stampa estera ed i giornali che contano hanno fatto reportage? No. Il mese
prossimo su...chessò, Empire, Premiere, Variety ci sara mezzo trafiletto
dedicato alla Festa? No. Quindi bastano i segoni a due mani che si fanno
Mereghetti e la Detassis? A quanto pare sì. 12 milioni? LOL, manco avessero
presentato in anteprima Avatar e Toy Story 3. Su Twilight, ovviamente, trapunta
pietosa perché il velo non basta. Già che c'erano potevano organizzare una
conferenza con Moccia e la DeFilippi.
Colinmckenzie   |2009-10-24 20:17:40
Dicono che sono aumentati gli accreditati, ma più che altro bisognerebbe sapere
quanto (e se) sono aumentati gli affari...
Giacomo  - Mercato?   |2009-10-24 19:57:01
Ma come è andato il mercato?
Di fatto in Italia, dopo la cancellazione di
Milano non ci sono più mercati dedicati al cinema e Roma sembrerebbe un'ottima
occasione.
Sarebbe interessante capire come sono andate le cose li.
Colinmckenzie   |2009-10-24 17:19:52
Credo che a qualcuno non sia chiaro il punto fondamentale. Se spendi 12 milioni
di euro (ossia 3 più di Venezia, che è un'altra cosa) non puoi compiacerti del
fatto che la gente ti riempie le sale, quello accade anche per i vari
Cannes/Venezia a Roma (avete provato a trovare posto per Lebanon o The Wrestler?
Dura, eh?), che costano pochi spiccioli rispetto a questo festival. I film sono
discreti? Po' esse', questione di gusti, ma per 12 milioni di euro e scegliendo
film presentati altrove (nessuna anteprima di film importanti, quasi un miracolo
in senso negativo) non mi pare un gran fatica. A sto punto, affitto io una sala
e mi accontento di 500.000 euro per l'organizzazione, il resto lo diamo ai
disoccupati. Quasi 8.000 accreditati? Beh, nelle sale non gli ho visti proprio,
altro che Venezia o Cannes. 92% di persone alle proiezioni? Sicuramente non a
quelle stampa, perché questo dato forse l'avranno fatto Up in the Air e i Coen ,
non oso pensare quanti hanno visto certi film italiani o cinesi (12%?). Poi, se
a qualcuno piace che i soldi pubblici vengano spesi così, beh non so che farci.

E sì, cerchiamo di compiacere le fan di Twilight, così come i fan di qualsiasi
film che seguiamo. Ci sembra una politica migliore di sfruttare il successo di
un film per fare notizia, far fare 7 ore di fila alle appassionate e poi
lasciarle a mani vuote perché 700 posti sono stati riservati non si sa a chi, il
tutto senza minimamente chiarire i problemi e magari scusarsi dei casini fatti
(tanto, se c'è da prendersi un merito c'è la fila, se c'è da assumersi la colpa
di un errore è sempre colpa del destino o di altri). Tra rispettare chi ti dà da
mangiare e trattarlo male, io opto per la prima ipotesi, ma ovviamente siamo in
democrazia e se si preferisce la seconda, fate pure...
watchman  - bah...   |2009-10-24 16:41:52
io mi scaglio con colin, e rimpiango la prima e la seconda edizione (Across the
universe, into the wild, shine a light? per citare qualche nome)
Consiglio   |2009-10-24 15:37:48
So che è un sasso gettato nel nulla, ma da lettore ti consiglierei vivamente di
non scrivere più editoriali, perché come opinionista di cinema sei alquanto
scarso e poco informato. E questo lo dico perché ho letto parecchi tuoi
"final cut" e ce ne fosse stato uno centrato ed autorevole su una sola
questione affrontata...
Vis   |2009-10-24 15:10:09
Mi permetto anch'io di dissentire da ColinMcKenzie (che per altro ringrazio per
l'ottimo lavoro sui post relativi ai box office). Ho visto da semplice
spettatore 10 film del festival e devo dire che il livello è stato piuttosto
alto. E' vero che le anteprime mondiali sono poche, ma visto i dati positivi
sulle presenze evidentemente non è l'unico elemento per decretare il successo di
un festival. Se ad Astro Boy c'erano 50 persone è perchè evidentemente il film
non interessava a nessuno, il dato è che le sale erano occupate nelle proiezioni
per il 92%. Se x triage la sala non era totalmente piena è per il solito sistema
degli accrediti poi non convertiti in biglietti, perchè la vendita al pubblico è
andata esaurita in un giorno, lo so bene perchè dalle 6 di mattina ero in fila
il primo giorno di prevendite. Se il festival sopravviverà a Retromanno è
destinato a un buon futuro. Poi Brotherhood, il film che ha vinto (bellissimo!)
appena finito il festival ha trovato la distribuzine della Lucky Red, e per me
questo è importante.
Vis   |2009-10-24 14:55:41
Mi permetto di dissentire da ColinMcKenzie (che peraltro ringrazio per lo
straordinario contributo nel form dei boxoffice).
Trovo che il festival di Roma
sia stato massacrato dall'inizio un pò per principio, vista la presenza di
Venezia. Ho visto 10 proiezioni da semplice spettatore quest'anno, e posso dire
di aver visto film in linea di massima di ottima qualità. Per carità, è vero che
di anteprime mondiali ce ne sono poche, ma se con un calo di budget notevole si
riesce ad incrementare il pubblico evidentemente le anteprime mondiali non sono
così determinanti per decretare il successo di una manifestazione. Se ad Astro
boy c'erano 50 persone è perchè evidentemente il film non interessava, le sale
sono state riempite per il 92% nelle proiezioni, questo è un dato ufficiale e
nei film che ho visto c'era sempre il pienone. I problemi con Triage sono legati
al solito sistema degli accrediti poi non convertiti in biglietti, perchè i
biglietti sono andati esauriti dopo il primo giorno di prevendita (lo so bene,
mi sono svegliato alle 6 di mattina per comprare i biglietti delle varie
proiezioni). Con ciò non voglio assolutamente dire che problemi non ce ne siano,
però magari il festival uno spazio suo ce lo può avere. Se sopravvive a
Retromanno avrà un gran futuro davanti. Brotherhood, il film che ha vinto (un
bellissimo film), ha trovato l'immediata distribuzione della Lucky Red grazie al
festival, e questa è per me una cosa molto positiva
nino  - bah   |2009-10-24 14:43:56
Film poco interessanti? Io attendo con parecchia ansia "l'uomo che
verrà".
Ma in effetti venirlo a scrivere su un sito che fa di tutto per
compiacere le fan di liquame come Twilight è un po' azzardato da parte mia.
gianni   |2009-10-24 12:34:42
Io rimpiango sempre il Dylan Dog Horror Festival....
Anonimo  - 'le ragioni di continuare anche nel prossimo anno   |2009-10-24 11:47:19
...Magari i 7.720 accreditati che hanno avuto quest'anno, e l'aumento di
presenze riportato da tutti i giornali...Se vuoi scrivere degli editoriali è
bene che prima ti informi, altrimenti spari ca***te a caso. Se il punto è la
qualità della rassegna, oppure l'opportunità di farla in quelle date posso anche
essere d'accordo, ma se il bilancio di presenze di una rassegna è positivo è il
solo vero e unico motivo per fare un'edizione la volta successiva. È inutile
fare un festival di assoluta qualità se poi nessuno va a vederlo, cosa che è
successa con tanti piccoli festival - e non parlo solo di cinema - che poi hanno
chiuso. Chiudo ricordando l'affermazione della Detassis secondo cui 2lo scopo è
"fare una Festa e non un festival anche se abbiamo cambiato il nome",
per cui qualsiasi direzione artistica prenderà lo scopo è fare una kermesse ch
attiri pubblico e basta, non essre l'anti Venezia o Cannes.

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