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Mr. Magorium e la Bottega delle Meraviglie
| Mr. Magorium e la Bottega delle Meraviglie | | Stampa | |
| Scritto da Darya Papazian | ||||||||||||||
| giovedì 24 gennaio 2008 | ||||||||||||||
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Recensione a cura di Darya Papazian
Forse il giovane regista/sceneggiatore Zach Helm avrebbe dovuto prenderselo per sé un “contante” (crasi tra contabile e mutante) quando è finalmente riuscito a realizzare il progetto a lui più caro: portare sullo schermo la bellissima favola di una bottega di balocchi incantata, partorita dalla sua immaginazione e conservata in appunti buttati giù nei giorni in cui lui stesso era impiegato in un negozio di giocattoli durante gli anni dei suoi studi a Chicago, molto tempo prima che riuscisse a trovare la sua strada a Hollywood. Perché, nonostante nel suo complesso lo spettacolo sia incredibilmente gradevole e toccante, se ci si riflette bene invece i conti proprio non tornano…Helm, che aveva piacevolmente stupito sia pubblico che critica lo scorso anno con il suo stravagante script di Vero Come La Finzione, film diretto da Marc Forster (Neverland) e interpretato ottimamente da Will Ferrell (Elf), in un ruolo inusualmente serio per lui, pareva possedere un occhio giusto per la delineazione delle psicologie di personaggi complessi e bizzarri, cosa non sempre facile quando si prova ad addentrarsi in universi di pirandelliano richiamo e, proprio nel campo della fiaba, dove tutto è allegorico e dove tutto è estremamente “semplificato”, invece non riesce a capire ed applicare le basi fondamentali per portare avanti un convincente cambiamento/evoluzione dei protagonisti del film, che sicuramente ha il suo target ideale in bambini non oltre i 12 anni. La storia è una classica favola della buona notte, dove non troviamo linguaggio scurrile, situazioni pruriginose o scene anche minimamente violente. Tutto è colorato, gioioso, veloce ed innocente, come i piccoli clienti della bottega che possono passare giornate intere a trastullarsi coi favolosi giocattoli incantati, giocattoli che non solo stimolano la creatività e la fantasia ma che sono anche dotati di una vita propria. Un luogo completamente magico governato da 114 anni da uno straordinario inventore, Edward Magorium, un arzillo signore di ben 243 anni che indossa solo scarpe acquistate a Firenze (comprate in quantità tale che gli bastino per tutta la vita), che ha una zebra come animale domestico e che è permeato d’un inesauribile bontà, ottimismo e fanciullesco entusiasmo, al quale la Bottega è legata da un profondo legame affettivo. Tanto che nel momento in cui Mr. Magorium prenderà un’importante decisione, che coinvolgerà la vita di tre persone - una dolce e allegra ragazza, Molly, impiegata nella bottega e che ha il problema di non credere più in sé stessa, un bambino/assistente, Eric, con un’impressionante collezione di cappelli ma nessun amico e un contabile, Henry, chiamato perennemente “mutante” per via del suo scetticismo e incapacità di vedere oltre l’apparenza delle cose – la reazione sarà di grande offesa e le conseguenze prenderanno decisamente un grigio aspetto…Come potrà mai tornare la magia?
Molly (interpretata da una Natalie Portman che, ed è inquietante, assomiglia più a un ragazzino di 11 anni che a una ragazza di 23) è descritta in modo completamente sbagliato: avrebbe dovuto essere lei la scettica, non il contabile, se volevano creare una situazione di crescita del personaggio e riscoperta delle proprie capacità. Eric è molto estroso ed estroverso anche se doveva sembrare il contrario! La sua asocialità è veramente mal trattata. E Henry è veramente l’unica figura in tutto il film che subisce un cambiamento e anzi, per assurdo, è proprio lui che si ritroverà ad aprire gli occhi a Molly e non il contrario! Mr. Magorium invece è semplicemente perfetto, amabile e commovente, anche se anche per lui sarebbe stato meglio dare maggiori spiegazioni… Dustin Hoffman regala un’interpretazione straordinaria e indimenticabile come giustamente ci si aspetta da un mostro sacro del cinema degli ultimi 50 anni. Ma nonostante lui e la Portman siano i protagonisti effettivi c’è da dire che le sequenze più emozionanti sono tutte quelle che vedono insieme Jason Bateman e il piccolo Zach Mills (Hollywoodland). Dalla loro prima “conversazione” alla fantastica sequenza in cui Zach gli mostra la sua collezione. E’ un vero piacere finalmente vedere come Hollywood stia riscoprendo il talento di Bateman, attore prettamente televisivo fin dall’infanzia (esordì ne la mitica Casa Nella Prateria!) e solo in tempi più recenti membro minore del Frat Pack (ha partecipato a film come Anchorman, Palle al Balzo, Starsky & Hutch) e soprattutto protagonista di una delle serie alternative migliori degli ultimi anni Ti Presento I Miei… perché è veramente un artista poliedrico, che negli anni 80 non ha forse mai trovato buone opportunità. Mr. Magorium e la Bottega delle Meraviglie non si può però considerare un film riuscito male. Le critiche sopra elencate potranno forse saltare all’occhio di uno spettatore adulto, ma per un bambino certamente l’esperienza è puramente di stupore e rinforzo nella convinzione che quello che è intorno a lui può essere veramente magico. In più attenzione a un verde amatissimo personaggio che grazia la visione con un inaspettato cameo… Comitato Italiano per l’ UNICEF – Onlus
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