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The Oxford Murders - Teorema di un Delitto PDF  | Stampa |  E-mail
Scritto da Darya Papazian   
sabato 12 aprile 2008

ImageUn Cluedo di 107 minuti con dei bravi Elijah Wood e John Hurt, Oxford Murders è un interessante mistery di fattura inglese opera del già navigato Alex de la Iglesia (Crimen Perfecto)...

 

 

 

Recensione a cura di Darya Papazian

TitoloThe Oxford Murders
RegiaAlex de la Iglesia
CastElijah Wood, John Hurt, Julie Cox
Uscita11 aprile 2008
 

Interessante. Dal romanzo di un autore argentino, Guillermo Martinez, un acclamato regista di commedie nere spagnolo, Alex de la Iglesia (La Comunidad, Crimen Perfecto), ha tratto un film che è un piacevole ritorno ai bei mystery di fattura inglese come non se ne vedevano più da anni.

Una storia tipicamente british, con un giovane studente in trasferta dagli USA (Elijah Wood), un leggendario vecchio luminare di Logica (John Hurt), il cadavere di un’anziana signora e un rebus fatto di simboli matematici che, correttamente interpretati, potrebbero aiutare i protagonisti a prevenire futuri delitti… delitti che all’apparenza sembrano essere tutti decessi naturali… sarà opera di un erudito killer seriale, che tenta di lanciare una macabra sfida al cinico professore fermamente convinto che l’uomo non possa essere in grado di conoscere la verità assoluta di qualsiasi cosa?

Come dei novelli Watson e Sherlock Holmes, Martin e Seldom si ritroveranno loro malgrado ad indagare insieme, ognuno cercando di trovare piste ed indizi rivelatori attraverso l’elucubrazione delle loro discordanti teorie in cui l’applicazione della logica e della matematica potrebbe essere (come invece no) fondamentale per la corretta lettura degli eventi. E per Martin sarà anche una specie di esame da superare…Il film presenta molti elementi classici del giallo, a partire dal famoso quesito del “whodunit (chi è stato)?”, presentandoci una serie di personaggi secondari tutti molto ben descritti e tutti potenzialmente sospettabili. Dalla frustrata figlia della signora assassinata (Julie Cox), all’inquietante studente compagno di studi di Martin (l’attore Burn Gorman, Torchwood, un volto davvero indimenticabile!) e riuscendo a mantenere viva la curiosità dello spettatore grazie ad uno script fatto di affascinanti scontri verbali tra i due protagonisti, anche se volte un po’ tortuosi da seguire per i non filosofici o “pitagorici”, l’inserimento della parentesi romantica con una formosa quanto tosta “femme fatale” (Leonor Watling, La Vita Segreta delle Parole, La Mala Educacion) e un buon dosaggio di humor nero, mistero e anche orrore (ci viene presentato ad un certo punto un personaggio pazzo, nudo con multiple amputazioni e dalla sgradevole storia) senza mai eccedere nell’uno o nell’altro.oxford murders

Particolarmente simpatico il personaggio dell’ispettore di Polizia Petersen, continuamente messo in crisi dalla sua scarsa capacità di seguire i ragionamenti dei due improvvisati detectives. Elijah Wood (Frodo ne Il Signore degli Anelli, Ogni Cosa E’ Illuminata) promessa mantenutissima del cinema statunitense, conferma la sua abilità nello scegliersi ruoli sempre molto diversificati tra loro, in storie intriganti e mai banali, e la sua interpretazione insieme a quella del grande John Hurt (V Per Vendetta, Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo) rendono appassionante la visione del film che dalla sua ha anche una regia dalle trovate visive interessanti: particolarmente degna di nota la sequenza in cui con un unico movimento di camera continuo ci vengono mostrati gli spostamenti di più personaggi nello stesso quartiere.

Certo, in questo Cluedo di 107 minuti, come spesso avviene in prodotti similari, è sempre molto meglio prestare attenzione ai piccoli dettagli e a tutte le informazioni che vengono buttate lì anche se sembrano solo dialogo puramente “riempitivo”, perché la tendenza è quella di scervellarsi formulando mille complesse ipotesi e sospettando di tutti i personaggi, in cerca della spiegazione più intricata quando…beh non si può dire di più. Si può però criticare, nella risoluzione finale, che è più che soddisfacente nella sua elaborazione, lo sfizio di aver voluto ritirare in ballo una teoria (che viene contestata all’inizio del film) che, invece di fungere quasi da ultimo colpo di scena, pare invece francamente una discutibile forzatura…ma è forse uno se non l’unico degli aspetti negativi di un film che nel suo complesso è godibilissimo e che non deluderà di sicuro gli amanti dei bei gialli cervellotici…Sebbene perfetti, Hurt e Wood non sono stati la prima scelta di casting di Alex de la Iglesia (che pare abbia avuto anche qualche difficoltà comunicativa sul set con gli attori anglofoni, dato che Oxford Murders è stata la sua prima opera a produzione internazionale, totalmente girata in inglese). Michael Caine e Jeremy Irons erano stati presi in considerazione per la parte del professor Seldom e Gael Garcia Bernal e Daniel Bruhl per quelli di Martin.
 

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