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Drag me to Hell - La recensione
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| Scritto da Luca Marchetti | ||||||||||||||||
| sabato 29 agosto 2009 | ||||||||||||||||
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Recensione a cura di Luca Marchetti
I fratelli Raimi, infatti, riprendono lo spirito folle de La Casa 2 e L’armata delle tenebre e costruiscono una storia incalzante e senza punti morti. Basti pensare che allo spettatore già nei 5 minuti iniziali, con una prima scena gustosa (geniale l’idea di usare come protagonista un bambino), vengono anticipati tutti i temi della pellicola. Il resto è una serie di scene fantastiche (specie la colluttazione in macchina e la seduta spiritica) dove maledizioni di zingari, demoni con tanto di zoccoli, caproni parlanti e insetti invadenti sono frullati senza remore, al solo fine di divertire, spaventare (le situazioni da “salto sulla sedia” sono tantissime e sempre efficaci) e molto spesso disgustare il pubblico. Va detto che questa operazione è stata fatto calcando parecchio la mano, raggiungendo un grado di esagerazione quasi intollerabile. “Quasi” perché, nonostante tutto, Raimi (e questa è una capacità solo dei migliori) riesce a non stancare e a mantenere livelli qualitativi molto alti. In parole povere la quantità (abnorme) di elementi non intacca la qualità del lavoro fatto. Il punto più alto del film e forse anche della carriera del creatore de La Casa, è però la caratterizzazione del villain, la signora Ganush. Questa all’inizio provoca ribrezzo (l’autore si è sbizzarrito regalandogli tutto quello che di schifoso una persona può avere) e addirittura compassione. Dopo pochi minuti, però, riesce a diventare un incubo implacabile, degna del Freddy Kruger dei tempi migliori. La riuscita del personaggio è merito soprattutto di Lorna Raver, attrice televisiva qui in stato di grazia. L’interprete è talmente convincente e credibile che dopo la visione del film chiunque ci penserà due volte prima di fare un torto a una vecchia zingara. Anche gli altri membri del cast fanno un buon lavoro. Se Justin Long (Zack and Miri make a porno) anche nei panni di un giovane professore innamorato dimostra una notevole capacità recitativa,è Alison Lohman la vera sorpresa. La giovane attrice, qui in uno dei suoi primi ruoli importanti, sfoggia una performance notevole, riuscendo sia a sopportare tutto ciò che passa per la mente sadica di Raimi (non gli lascia nemmeno un secondo di riposo!) che a candidarsi seriamente a erede di Ash de La casa (e nella scena del cimitero questa eredità la meriterebbe tutto).
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