Genere a Venezia
5 settembre 2008Mentre il Concorso prosegue, tra sbadigli e film punitivi, un paio di lampi rischiarono le “tenebre d’autore” che avvolgono quest’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia.
Il primo a risvegliare le folle è stato José Mojica Marins che, a 72 anni suonati ma con l’energia di un ragazzino, ha portato al Lido Encarnacao do Demonio, ovvero il tanto atteso capitolo finale della trilogia che vede come protagonista il suo alter ego Ze do Caixao. Marins firma un film divertente ed anarchico, consciamente politico e, soprattutto, di una modernità commuovente seppur fedele ad una poetica 60′s che qualcuno potrebbe definire un po’ “retrò”. Inoltre, il sangue scorre a fiumi ed è pieno di passera.
L’altro film “scuoti-torpore” è stato il magnifico Vinyan, viaggio da incubo di una coppia occidentale (Emmanuelle Béart e Rufus Sewell) nella Thailandia post-Tsunami alla ricerca del figlioletto disperso. Fabrice du Welz, al ritorno dietro alla macchina da presa dopo l’interessante Calvaire, si “appoggia” (e anche bene) a Cuore di Tenebra per mettere in scena l’incapacità dell’occidente nell’accettare la morte come parte della vita. Ottimi gli interpreti (sì, anche la Béart) e un paio di sequenze di purezza sopraffina. Speriamo che qualcuno si degni di distribuirlo.

Che dire, sembrano due film davvero interessanti!
Detto questo, a costo di sembrare ruffiano (ma da fan del genere rischio volentieri)faccio i più sinceri complimenti a Paolo Zelati per i suoi articoli su “Horror Mania” e per “Il Signore del male-il fantastico realistico nel cinema di John Carpenter”!:-D
Parole sante Borg! Il libro su Carpenter è pazzesco, trasuda perfettamente tutta la sua passione…
PS: Zelo un giorno di questi passo dalla Mondadori! Tieniti pronto a consigliarmi qualche libro del Re