Moretti scippa Stone a Roma? Ma per piacere…

15 ottobre 2008

E’ ovvio che il sogno di ogni giornalista (e del suo redattore) è un titolo forte. Il problema è crearlo in maniera naturale e non costruirlo a tavolino. I giornali (come la Stampa) che parlano della presentazione di W, la pellicola di Oliver Stone sul presidente americano George W. Bush, al Festival di Torino, sostengono che Moretti lo abbia ‘scippato’ a Roma. Teoria affascinante, ma in cui si dimentica che ad avere la meglio in realtà è stata Londra e che quindi sarebbe stato ridicolo per Roma presentare la pellicola subito dopo il Festival inglese. Cosa ci sia di straordinario, comunque, nel far vedere a Torino un titolo che a quel punto sarà uscito da un mese negli Stati Uniti e già proposto in altri Festival, difficile capirlo.
Ovviamente, non mancano le solite polemiche politiche, legate al fatto che il film non ha ancora un distributore italiano (ma non sarà per un prezzo troppo alto richiesto dai produttori?) o sulla presunta censura al Festival di Roma (tesi che ormai hanno abbandonato anche i giornalisti di Repubblica, vista le basi ‘solide’ si cui si poggiava). La lezione, comunque, è la solita: per parlare di cinema in Italia bisogna parlare di politica. Costi quel che costi…

Scritto da in cinema, festival

27 commenti a “Moretti scippa Stone a Roma? Ma per piacere…”

  1. Ma se al tempo non fu censurato nemmeno “Il Caimano” che gettava letteralmente cacca sul Presidente del Consiglio perchè oggi censurare “W” che è un biopic del Presedente di un altro Stato?! Il problema è che qui in Italia gran parte dei critici e giornalisti sono deviati (in tutti i sensi!) dal loro credo politico, quindi ogni scusa è buona per gettar fango sull’altro versante! E comunque il discorso, purtroppo, non è solo politico, quindi propongo di editare l’ultima frase in: “La lezione, comunque, è la solita: per parlare di cinema in Italia bisogna parlare di STRONZATE”!

  2. La presenza di W al festival di Torino è stata perfettamente spiegata da Rondi. Il film di Stone non ha ancora una distribuzione italiana, quindi mal comune mezzo gaudio il film verrà distribuito e Moretti ha il suo filmone che renderà ancora più luminosa la sua aurea.

  3. Mi sembra che anche tu però non colga lo spunto per parlare del vero problema di tutta questa storia, che non sono i giornaletti di casa nostra che non fanno certo opinione in ambito internazionale, ma il fatto che, almeno per quest’anno, i festival italiani hanno toppato di brutto.
    A cosa servono i festival? Uno: fare sperimentazione e lanciare talenti. Due: Creare degli eventi che attirino pubblico.
    Ora come venezia ha sbagliato a scartare Spike Lee, indipendentemente dalla qualità del film, allo stesso modo Roma doveva prendere W a scatola chiusa, senza troppe chiacchiere, perché è un evento a prescindere, ripeto, dalla qualità. Questo è il problema, il resto sono chiacchiere.

  4. Julio, ma dei problemi delle ‘anteprime’ (o pseudo tali) di Roma abbiamo parlato diffusamente, spiegando anche che quasi sicuramente il problema con W è stato il cambio di amministrazione della capitale e il caos che ne è derivato. Su Venezia, difficile per me giudicare un Festival a cui non sono stato, ma considerando che c’erano in concorso già quattro film americani e che due di questi (Wrestler/Hurt Locker), avendoli visti, posso dire che erano nettamente più interessanti, come presumo fossero Rachel Getting Married e Burning Plain. Ergo, spazio per Spike Lee era difficile trovarlo, a meno che non avesse tra le mani un capolavoro. Cosa che proprio non si può dire di Miracolo….

  5. Stone è una vita che non fa un bel film e questo W mi sembra la solita minestra,questi personaggi mi ricordano le imitazioni del bagaglino

  6. Io ho trovato “Rachel Getting Married” e “Burning Plain” decisamente meno interessanti degli altri due americani.
    Il secondo è il solito melodrammone a mosaico, simile a quelli che Arriaga ha scritto per Inarritu.
    Il film di Demme invece è un’ibrido poco memorabile tra Festen e un indy alla Sundance.
    Comunque a me la selezione del Festival Littorio non piace molto. Non vedremo W e invece ci sarà lo spettacolo di De Sica ripreso dal figlio? High School Musical 3? L’anteprima di Twilight? E perché non l’anteprima di “Natale a Rio” visto che il livello è quello?

  7. Scusa ma io non ti leggo tutti i giorni :-)

    E cmq dei quattro film americani nessuno era un evento, ribadisco, a prescindere dalla qualità chi dirige un festival e si occupa della selezione non può prescindere da certi titoli che richiamano l’attenzione. Oppure pensiamo che Puccini e la fanciulla o il musical malese fossero degli eventi imperdibili? Roma praticamente non ha anteprime degne di nota, a parte venti minuti di Twilight. Censura o no, a non prendere W han fatto una ca…ata, e lo hanno lasciato ad un festival di secondo piano come quello di Londra.

  8. Non è che hanno deciso di non prenderlo loro, sono quelli di Londra che hanno lavorato meglio (anche perché magari non dipendono dalle elezioni comunali). Per il resto, che Roma abbia poca roba dipende semplicemente dal fatto che a livello internazionale non è un appuntamento che conta. Nei primi due anni, si spendeva (in tutti i sensi) Veltroni e otteneva qualche cosa, adesso ovviamente le priorità sono altre….

  9. …e se (metti caso) sarà la Sacher di Moretti a distribuirlo?

  10. Mi pare che la Sacher di Moretti, con tutto il rispetto, sia troppo piccola per acquistare un progetto del genere…

  11. Cmq che il programma del Festival di Roma non sia interessante è un dato di fatto. Buon per Moretti che a Torino avrà il film di Stone. A Roma ci tocca accontentarsi del Sangue dei Vinti e di High School Musical 3.

  12. Non sono d’accordo sul fatto che Roma conti poco a livello internazionale, infatti nonostante abbia solo due edizioni alle spalle, molti giornali stranieri hanno sottolineato la programmazione scadente di quest’anno. Se è vero che il film lo hanno proposto prima a Roma perché non lo hanno preso? Anche se non sarà un’anteprima internazionale, ha fatto bene Moretti a prenderlo a Torino.

  13. Ragazzi, per la ventesima volta: quello che so io è che i produttori volevano portarlo a Roma, solo che di fronte a tutti i problemi legati al cambio di amministrazione hanno poi preferito Londra, che dava più garanzie. Sicuramente ha fatto bene Moretti a prenderlo a Torino, il problema non è lui, ma i giornalisti che ne parlano come di un evento, quando il film sarà già uscito nei cinema di mezza Europa…

  14. Io so che loro lo hanno offerto a Roma, loro hanno esitato – e questo è stato l’errore – e allora sono andati a Londra… I giornalisti cmq si sa che di mestiere sparano i titoloni e fanno pettegolezzi, succede in tutto il mondo (mai letto un tabloid inglese? A confronto Novella 2000 sembra italo svevo)
    Torino poi non ha ‘sto gran budget, quindi non va alla ricerca di anteprime internazionali, ma film di qualità e che possibilmente possano attirare il pubblico, non lo avranno “scippato” a Roma ma hanno saputo fare il loro mestiere, cosa che non si può dire di Roma.

  15. “il film non ha ancora un distributore italiano (ma non sarà per un prezzo troppo alto richiesto dai produttori?)”

    Scusa se te lo dico, ma questa mi sembra una cazzata. In Italia si distribuiscono un sacco di emerite schifezze e non distribuisci Oliver Stone, uno che qui da noi pure con Alexander ha avuto un discreto successo di pubblico? Non so perchè non abbia ancora un distributore, ma dopo Redacted ed altri casi, i distributori italiani stanno dimostrando di essere veramente scarsi.

  16. Jack guarda gli incassi di Hurt Locker in Italia e poi dimmi se al pubblico italiano interessa così tanto un film su un presidente che sta per uscire di scena e che peraltro non viene neanche massacrato da Stone. Che escano tante schifezze in Italia non vuol dire molto, magari costano poco e rendono. O vogliamo pensare che W non abbia un distributore per una congiura? Io ho fatto un’ipotesi che ha un senso, senza cercare complotti. Se ne avete altre, ben lieto di sentirle…

  17. Molto semplice non sanno fare il loro mestiere. Gli incassi di Hurt Locker sono proporzionali al numero di sale uscite, non mi sembra un esempio illuminante, e poi i film possono anche fare flop, uno li distribuisce perché crede nel loro valore, mica è una scienza esatta.
    Poi credi davvero che Stone costi più di Scorsese, i Coen, Tarantino o Cameron? Non scherziamo…
    Inoltre io ho detto una cosa inappuntabile, Stone in Italia fa incassi anche quando il film non è un granché. È tutta la politica della distribuzione italiana a fare schifo, a sentire te uno dovrebbe distribuire solo i blockbuster, ci sono anche case di distribuzione che acquistano film per il loro valore, perché credono nel prodotto, altrimenti il cinema d’essai scomparirebbe, e avremo solo Harry Potter e cinepanettoni.
    Tutto ciò cmq non vale per Stone,i suoi film incassano quindi, se proprio devo scegliere una teoria, arriverei a credere di + ad un complotto politico – che trovo cmq improbabile, ma da Medusa non mi sorprenderebbe… – che al fatto “che costa troppo”

  18. Io non credo al complotto, però neanche al fatto che costi troppo, forse vogliono prima vedere il prodotto e poi vedere eventualmente di comprarlo, certo però è strano che nessuno lo voglia, spero non finisca come l’ultimo De Palma che è andato su Sky

  19. In linea di massima neanche io credo al complotto, però trovo improbabile che sia per ragioni commerciali il motivo per cui nessuno lo ha ancora comprato, pensate davvero che farebbe peggio di Speed Racer o l’ultimo Star Wars? Un film su Bush penso che attirerebbe l’attenzione del pubblico

  20. Ehm, Jack ti stai facendo un film mentale da solo. Intanto, Hurt Locker è uscito in 70 copie e ha fatto meno di 700 euro a schermo, guadagnando meno di 50.000 euro. La classe, con gli stessi schermi, ne ha fatti 260.000. Giusto per l’idea della proporzionalità.
    Sul fatto che io spinga ad acquistare solo blockbuster, è una tua visione personale, dedotta non so da cosa. Che si acquisti un blockbuster o un film d’autore, il distributore vuole ritornare del suo investimento (altrimenti dopo un po’ fallirebbe). Forse (e ripeto forse) W ha un prezzo da quasi blockbuster, senza averne le possibilità commerciali. Anche in America non si prevodono incassoni, anzi. Poi certo, se l’alternativa alla mia teoria (che è solo una possibilità) è che Medusa (che ha prodotto la Guzzanti, così come tanti registi dichiaratamente di sinistra) faccia politica quando compra i film, scartando una pellicola su un presidente americano che sta per andare in pensione, allora che vuoi che ti dica, complimenti per l’analisi lucida…

  21. Penso che l’ipotesi di Colin sia probabilmente giusta. Tra pochi giorni sapremo quanto incasserà W in America e tra poche settimane Bush sarà in pensione… in parole povere ancora poco e W non interesserà più a nessuno. A quel punto potrebbero trovare un accordo, una trentina di copie sarebberò più che sufficenti per distribuirlo.Moretti sa il fatto suo e potrebbe essere in pole position. Colpaccio in vista per la Sacher?

  22. Forse non mi sono spiegato. 1) Hurt Locker è un film d’essai su cui non si prevedevano grandi incassi, considerando anche che i film sull’ Iraq non ne fanno mai, quindi il paragone con Stone che hai fatto non è idoneo. 2) Quando ho detto che protendo per il complotto era una provocazione (forse non riuscita) per dire che la trovo + plausibile di “stone non ci fa incassare”. Poi potrebbe anche essere che Medusa non sia interessato x ragioni politiche, tanto hanno un listino forte, quindi perché darsi da fare per un film che certo non è un blockbuster e parla male dell’ “amico George” (Berlusca dixit)? Viene da chiedersi invece perché Rai Cinema non lo distribuisca.
    3) Se fai un ragionamento solo sui probabili incassi da quello deduco che tu guardi solo a quello. Quindi la vera domanda è perché il film di un regista famoso, su un presidente estremamente discusso, in un momento di estrema attualità, non viene preacquistato? Io non ho teorie, ma con tutto il rispetto trovo la tua stupida, perché non costerà più di altre pellicole americane d’autore. Perché sono già stati preacquistati Shutter Island, Bastards, watchmen, spirit, Avatar e compagnia bella e non W? Come ho detto trovo improbabile il motivo “politico”, ma non è certo per il costo. Il motivo resta un mistero…

  23. Neanche io credo sia perché costi troppo, ma è un dato di fatto che certe pellicole come Redacted in Italia spariscono. E comunque c’è un sacco di gente che è interessata ad un film su Bush, non credo che siccome non sarà più presidente non è un personaggio interessante. D’altronde c’è stato sui cog*ioni per otto anni, quindi ora vorremmo vedere cosa ci racconta Stone…

  24. Scusa Jack, forse le mie teorie saranno stupide, ma se parli di ‘acquisto’ per pellicole come Watchmen, Spirit o Avatar, che sono semplicemente distribuite da certe major in tutto il mondo (e quindi non c’è nessun acquisto), ho il dubbio che tu capisca poco di queste cose…

  25. Be io non so nello specifico chi abbia prodotto W, resta la domanda: “perché il film di un regista famoso, su un presidente estremamente discusso, in un momento di estrema attualità, non viene preacquistato? (o distrubuito, venduto, metti tu il participio che preferisci) Forse gli esempi non erano corretti, ma la sostanza non cambia. Se è vero come vero che i film di Stone in Italia incassano anche quando fanno flop nel resto del mondo, perché nessuno dei due grandi distributori italiani l’ha preso? Il motivo non può essere il costo, che può essere proibitivo per le piccole case (ma se non lo ha prodotto una major a maggior ragione non dovrebbe costare tanto…)

  26. In effetti sembra proprio come Redacted, forse le prospettive di incasso non sono entusiasmanti e quindi i distributori italiani attendono… certo sarebbe un peccato se facesse la stessa fine

  27. Ragazzi, chiariamo un punto, a meno di tracolli in USA (che comunque non trovo prevedibili), W troverà sicuramente un distributore italiano, perché è un film importante e con un regista di peso. Se non l’ha ancora trovato, è possibile che le richieste dei produttori fossero ingenti, ma che i distributori non fossero convinti dei risultati. Può essere che si aspettino i risultati americani: se il film va bene, magari una casa di distribuzione è disposta ad accettare un prezzo rischiosetto; se va male, magari sono i produttori ad abbassare le richieste…

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