Solipsisti, ma in dolby surround

27 gennaio 2009

Perchè un ragazzino di oggi, cresciuto davanti a uno schermo al plasma 40 pollici, con dolby surround, casse più alte di lui, un divano Frau, il Blu-Ray e una banda larga wireless da cui scaricare in pochi minuti e gratis i film dovrebbe uscire, magari al freddo, sotto la pioggia, prendere la macchina, la moto, la bici o un qualsiasi mezzo per entrare in un’enorme multisala e mescolarsi a orde di persone sconosciute per vedere un film? La nostra generazione può ancora darsi delle ragioni, ma questi ragazzini cresciuti nel ventre tecnologico della rete, loro che giustificazione avrebbero?

Per capire se il cinema avrà un futuro bisogna chiedersi qual è il futuro dei suoi spettatori e quale il loro passato: non credo un passato davanti al video di casa possa diventare un futuro davanti allo schermo di un cinema.

Un romanzo intitolato “Anni senza fine” raccontava la possibile evoluzione sociale dell’uomo e indicava la prima crisi dell’umanità nel diffondersi dell’agorafobia, la paura di stare con gli altri: se uno ha tutto a casa, può lavorare da un terminale, riceve regolarmente provviste e quant’altro senza muoversi, perchè dovrebbe uscire?

Sembra che l’occidente stia veramente entrando in una crisi sociale molto simile e che le generazioni future siaranno segnate da questo destino. L’Home Theatre ne è un chiaro esempio: la qualità del video è sempre migliore, lo schermo sempre più grande, il divano sempre più comodo, il sonoro sempre più potente. Certo i ragazzi di oggi invitano ancora i loro amici a condividere lo spettacolo casalingo, ma per quanto sarà così? Anche le amicizie ormai vivono nei miliardi di pixel e dati delle chat, dei forum, dei blog.

Si vede sempre di più, lo si vede sempre più soli. E con videocamere compatte, cellulari e altri orpelli elettronici, ognuno può essere creatore e fruitore della propria visione: youtube docet.

L’onanismo visivo è ormai pratica comune: d’altronde, se il futuro del sesso, come  sostiene Veronesi, è la perdita dell’identità sessuale, il futuro del cinema è il solipsismo, ma in dolby surround.

Scritto da in cinema

8 commenti a “Solipsisti, ma in dolby surround”

  1. Mamma mia . . . dopo aver visto Wall-e sono sempre più spaventato e allo stesso tempo certo, che il nostro futuro sarà come quello degli umani nel cartoon. . . . non so che dire . . .

  2. Spunto interessante. Se la gente fosse meno maleducata e stronza di quel che è, forse alle persone che amano il cinema verrebbe maggior voglia di uscire di casa. Se però lo scotto da pagare per vedere un film sul grande schermo (cosa che esercita ancora un fascino unico, purchè la sala sia quanto meno decente) è quello di passeggiare su un tappeto di pop corn, zittire ogni due minuti le comitive di adolescenti che berciano senza fine o la vecchia col cellulare acceso, allora capisco pure che le persone amino starsene a casa propria, senza avere attorno torme di rompiglioni.

  3. Concordo pienamente con Fulgenzio, io amo il cinema in maniera viscerale,ma devo fare ogni volta calcoli sui film ed orari per evitare il minore numero di cafoni e di possibili discussioni, dalla voce alta, al ritardo, ai posti numerati non rispettati e mille altre,come appunto la gente che risponde al cell dicendo “tranquillo tanto sono al cinema, posso parlare”.

    Quindi calcolando che mediamente si spende dagli 8 euro al minimo di tre euro, poi che fai, non ci vai a cena ? fai un giro visto che magari lavorando molto ti vuoi godere l’uscita che non capita spesso,quindi vai a spendere dai 18/28/38 ed oltre euro totali per andare a vedere un film che vorresti gustarti ma per colpa di una media altissima di persone viene rovinato, avrò sfortuna io ma devo assistere ancora ad una proiezione dove non ci sono come minimo commentatori a voce alta,allora se devo magari uscire con la pioggia, arrabbiarmi e spendere soldi, noleggio il film e me lo vedo a casa, cosa che ancora non ho iniziato a fare, ed infatti continuo ad arrabbiarmi al cinema

  4. … bha la gente va e andra al cinema, non solo per il film, scusatemi ma voi cosa intendete per cinema? uno schermo “grosso” per vedere un film??? oppure un momento di svago con altre persone, nel buio di una sala provare un emozione assieme ad altre 300 persone… stare con i tuoi pop corn e ridere a crepapelle assieme ad altri, sentirti immerso nella società, il cinema è una magia, signori, è un posto dove il più delle volte le menti si toccano e dove la gente sogna assieme… uno può vedersi anche un film a casa sul suo schermo piatto, ma di certo non sara mai la stessa cosa e questo lo sanno tutti, il cinema resta ancora uno svago una giostra su cui salire e essere trasportato in qualche altra realtà

  5. il cinema non deve morire perchè ad oggi è l’ultimo “luogo” realmente mitopoietico! da soli o con altre persone potersi vedere film su uno schermo enorme dove sei avvolto ed immerso in immagini e suoni è impareggiabile…una sensazione incredibile.

    E sfido chiunque a dirmi che vedersi l’intensa espressione del primo piano di un mickey rourke in the wrestler alta 30 metri sia lo stesso che vedersela su un 60 pollici a casa in alta definizione…non c’è paragone e non ci sono striature di pellicola che tengano!

    W IL CINEMA IN SALA!

  6. Io non rinuncerei mai al fascino del cinema, del suono in sottofondo della bobina che gira, della sensazione di condividere attraverso uno schermo sensazioni ed immagini con decine di altre persone, i granelli di polvere che si depositano sulla pellicola, la bruciatura di sigaretta che appare in alto a destra quando la “pizza” dev’essere cambiata… sono emozioni impagabili, che la perfezione del televisore o del blu-ray HD non riusciranno mai a darmi.

    In ogni caso, concordo assolutamente con Federico Mabuse nel sostenere che, purtroppo, il cinema in sala è una realtà in declino (se prendiamo i cinema ad una sala sola, quelli magari nascosti nelle viuzze del centro, poi, sono già morti e sepolti da un pezzo).

  7. Purtroppo devo dare ragione a Fulgenzio. In Italia vige “la mentalità della sbruffonaggine” come dice un mio caro amico. L’italiano medio deve far vedere che è superiore rispetto agli altri e per farlo non rispetta le regole, come parlare al cellulare, fare versi per attirare l’attenzione e lasciare un porcile quando il film finisce… In più i cinema non aiutano! Nella mia città, Termini Imerese, ci sono ben due cinema: ebbene, mi sono ripromesso di non andarci più! Capita spessissimo che il film s’interrompa verso la fine (o addirittura che la luce non si spenga per diversi minuti quando comincia il secondo tempo) e riprenda dopo qualche minuto togliendo la visione di alcune scene!
    <> – direte voi… Beh, io vado al cinema per rilassarmi, non per fanculizzare chi non sa fare il proprio lavoro!
    Non parliamo poi dei titoli di coda che quasi sempre vengono eliminati.
    No, mi dispiace, preferisco affitarmi un film e vedermelo in uno schifoso lettore collegato magari ad una tv con cinescopio. Se proprio devo, una volta all’anno esco dalla città e vado a vedermi un film per me imperdibile. L’anno scorso è stato The Dark Knight, quest’anno devo ancora scegliere…

  8. concordo con “lospettrodiIshan” sul fatto che sia quantomeno odioso che ci siano sale che non rispettano i propri spettatori: è giusto che le luci siano accese/spente quanto serva e che i titoli di coda non vengano tagliati cosi’ come i trailer all’inizio.
    Però so, sulla mia pelle, che in molte sale di provincia è consuetudine fare cosi’…è una cosa scorretta!
    La cosa più triste è che questa inefficienza scoraggi una persona dal frequentare le sale cinematografiche…spero migliori in futuro questa situazione.

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