Tony Manero… non John Travolta

18 gennaio 2009

Avendolo perso in fase di anteprime, ho colto l’occasione del fine settimana per recuperare Tony Manero, titolo cileno che aveva vinto al Festival di Torino. Premessa importante: se vi aspettate un omaggio divertente al protagonista de La febbre del sabato sera, forse è il caso di lasciar perdere. In effetti, il protagonista sembra uscito da un film di Bunuel (magari Estasi di un delitto, ma con una violenza ancora più gratuita) e ha dei rapporti con il suo gruppo di ballo che non sarebbero dispiaciuti a un Harold Pinter. Il tutto risulta una metafora perfetta (e non pesante) del Cile di Pinochet di quegli anni: ognuno per sé e l’importante è sopravvivere, mentre le atrocità rimangono impunite.
Peccato per un paio di scene eccessive chiaramente da Festival (quelle per cui poi magari i giornalisti utilizzano il termine ‘scandalo’, ormai strabusato) e che avrei visto volentieri tagliate in sala di montaggio. Ma Tony Manero rimane comunque una delle pellicole più genuinamente disturbanti degli ultimi tempi…

Scritto da in cinema, recensioni

10 commenti a “Tony Manero… non John Travolta”

  1. Inquietudine. Esci dalla sala inquieta e con il pensiero allo sguardo del protagonista sull’autobus.

  2. Ho potuto assistere alla visione di Torino.
    Film pessimo,fotografia orribile,trama verosimile,regia ballerina pessima,attori tremendi.

    Certo,il film ideale per gli intellettuali italiani,ma lo sappiamo,loro vivono in un altro mondo.
    Incredibile leggere che a qualcuno sia piaciuto….

  3. non tutti i film devono essere ruffiani o piacioni. e soprattutto non tutti i film devono essere di facile visione. Ci sono pellicole che non ti accorgi neanche il tempo che passa e poi te le scordi il giorno dopo; altre che guardi con difficoltà ma che ti fanno riflettere per tanto. Nel cinema è giusto che ci siano entrambe le tipologie…un po’ di rispetto per chi apprezza i film più complessi.

    NB: se dal punto di vista tecnico ci possono essere delle imperfezioni può anche essere che forse (ma dico forse) non c’erano 20 milioni di dollari per fare questo film (ovvero una cifra media per i film “indipendenti” USA).

    Se poi a te (carlo) questo tipo di film non interessa, in sala c’è ancora Natale a Rio :D naturalmente sto scherzando su questa cosa, un po’ di sdrammatizzazione non fa male che poi capita sempre qualcuno che si prende male :D

  4. Con questo tuo chiaro riferimento a me, vorrei consigliarti un famoso detto popolare che forse e dico forse non ricordi molto: il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi. Bada bene che la mia puntualizzazione deve essere letta nel senso giusto ossia è vero che nella vita, ridere e scherzare giovano, ma bisogna qualche volta avere un pò di serietà:-che poi capita sempre qualcuno che si prende male- (questa frase non ha proprio senso logico!!)

  5. Comunque, precisiamo una cosa. Certi effetti di regia e di fotografia (per esempio, immagini talvolta non a fuoco) sono delle scelte espressive. Poi, ovviamente, possono anche non piacere, ma sarebbe come dire che i registi del Dogma non sanno tenere ferma la cinepresa…

  6. mi spiace ma il chiaro riferimento non era a te.
    in secondo luogo sdrammatizzare non vuole dire ridere perciò il tuo proverbio non c’entra molto.
    terzo, non ha senso prendere la parte più futile del mio intervento scrivendo un commento che non c’entra nulla col post.
    Qui si sta parlando di qualità di una pellicola.

    ps: mi scuso per la sintassi ma io non sono professore liceale ;)

  7. E’una schifezza

  8. ci serviva proprio un parere esauriente e motivato

  9. Ti accontenterò subito e spenderò un commento sul post seguendo abilmente il tuo consiglio e non passando per il giustiziere della lingua Italiana che come tale dovrebbe essere rispettata e portata su un piatto d’argento poichè è grazia a questa che noi abbiamo la grandissima facoltà della parola, ma averla è un conto , saperla utilizzare nei migliori dei modi o oserei dire “sfruttare” è un qualcosa che non tutti possiedono nei propri requisiti. Ritornando al post, perchè è proprio su questo che si sta ampiamente parlando vorrei aggiungere : la superiorità de “La febbre del Sabato sera” è inequivocabilmente una realtà assoluta, ma inviterei ciascuno di voi a riflettere sulla qualità di una pellicola come Tony Manero pertanto vincitrice del Torino Film festival. Non sottovalutatela.

  10. Come volevasi dimostrare.
    “Tony Manero” non può essere messo a confronto con “La febbre del sabato sera”: non ha senso dire che uno è superiore all’altro. Sono due entità completamente diverse.
    E poi, tralasciando giudizi sulla riuscita o meno delle due pellicole, Tony Manero è un film che prova ad indigare un periodo buoi della storia del Cile e lo fa in un modo particolare/coraggioso e di non facile visione. La febbre del sabato sera è un film di puro entertainment. Quindi non vedo possibilità di confronto tra i due.

    Per il resto sono d’accordo sul fatto di non sottovalutarlo come ha scritto tu. Di contro non farei come molta critica italiana che lo definisce un gran film.

    ps: se poi vogliamo parlare di sintassi della lingua italiana, il tuo primo periodo non è che sia proprio dei migliori come costruzione e fluidità della scrittura. Comunque non prenderla sempre sul personale :D

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