Lenny Bruce: Swear to Tell the Truth
20 febbraio 2009In un’epoca (la nostra) in cui essere comici ‘trasgressivi’ significa spesso avere bei conti in banca fingendo di essere dei martiri, non fa male ricordare chi invece la censura e l’ostracismo l’ha pagata a caro prezzo come Lenny Bruce. Qualcuno lo conoscerà per il film del 1974 Lenny di Bob Fosse (con protagonista Dustin Hoffman), qua abbiamo modo di scoprire quello vero, grazie a un interessante documentario del 1998 firmato da Robert B. Weide (regista di How To Lose Friends and Alienate People, tra poco nelle nostre sale col titolo Star System). Possiamo così scoprire le sue origini (la madre dimostra che l’originalità è un vizio di famiglia), ma anche il suo indubbio talento comico, che lo aveva reso molto popolare negli anni cinquanta. Purtroppo, negli anni sessanta i suoi spettacoli sempre più irriverenti, con spesso al centro temi caldi come il sesso e la religione, lo portarono a numerosi arresti e a trovarsi praticamente senza lavoro, considerando che a quel punto nessun locale voleva rischiare la chiusura per lui. Difficile dire come sarebbe stata la sua vita in situazioni meno drammatiche, ma di sicuro questi fatti lo portarono a un isolamento che sfociò, nel 1966, in una morte per overdose. Certamente, l’idea che esattamente cinquant’anni fa un comico potesse andare in televisione a parlare di bambini che sniffano colla fa impressione (altro che gli ‘irriverenti’ di oggi). Peccato che di questa enorme energia il documentario (forse un po’ troppo ‘piatto’, considerando il personaggio di cui parla) ne trasmetta poco, se non nel montaggio finale con I Fought the Law dei Clash. Comunque, importante per scoprire un’icona che ha rappresentato un modello per tanti. Non solo cabarettisti…

Curiosità, ma a chi è riferita la frecciatina nelle prime due righe? Beppe Grillo?