Will Smith: tanti soldi (e poco coraggio)
5 febbraio 2009Will Smith è senza alcun dubbio la maggior star del cinema in questo momento. E’ interessante però vedere come, a differenza di tanti altri attori, sia decisamente poco incline a prendersi grossi rischi e a lavorare con registi importanti. La cosa paradossale è che, a più di 15 anni da Sei gradi di separazione, quel titolo rimane forse il suo film migliore. Certo, poi è arrivata una lunga sequenza di successi (Independence Day, le serie di Men in Black e Bad Boys, Hitch, Io sono leggenda, solo per citarne alcuni), ma tutti diretti da registi non straordinari. La volta in cui ha lavorato veramente con un grandissimo, Michael Mann, Alì si è rivelato uno dei titoli più deludenti di questo regista. Discorso simile può essere fatto per Robert Redford e il suo La leggenda di Bagger Vance (dispiace dirlo, ma sono uno dei pochi che non ha massacrato questo titolo). Recentemente, Smith ha tentato una strada più seria con il nostro Gabriele Muccino, ma se La ricerca della felicità si lasciava apprezzare (senza essere un capolavoro), su Sette anime la critica non è stata tenera. Di sicuro, ultimamente Smith ama i ruoli cristologici/messianici/demiurgici, come è il caso di Hitch, Io sono leggenda e Sette anime. Tuttavia, a differenza di star come Tom Hanks e Tom Cruise, non sembra voler rischiare. Insomma, io magari non sarò stato tenero con Cruise, ma va detto che lavorare con un realizzatore come Bryan Singer su un progetto di fallito attentato a Hitler, non risulta proprio una scelta ultracommerciale ed è (almeno di base) encomiabile. Il risultato delle scelte di Will Smith? Difficile citare un suo titolo e pensare che tra 25 anni verrà considerato un classico. Forse, visto che al botteghino le cose vanno benissimo (se anche Sette anime riesce a fare i soldi…) sarebbe il caso di tentare nuove strade e osare un po’ di più…

posso dire che Will Smith sarà anche una macchina micidiale per fare soldi macome talento è………………..non voglio essere cattiva!
Anche se non mi è piaciuto un granché, non si può dire che in Sette Anime Will Smith non si sia preso dei rischi, anzi è molto lontano dai suoi ruoli tutto sorrisi e ammiccamenti.
E con tutto il rispetto per le tue opinioni, ma Alì è un grandissimo film, come tutti quelli del geniale Michael Mann (a proposito di film “che fra 25 anni saranno ricordati come classici…”).
Alì non è considerato da nessuno un classico, almeno se confrontato a Heat o a Insider. Poi, per carità, sono opinioni…
Bé certo heat e insider sono il top, ma di film sul pugilato come alì, penso al modo in cui sono girati i combattimenti, ce ne sono al massimo 4 0 5 altrettanto grandi o forse superiori. Un film generalmente incompreso, ma che penso col tempo verrà rivalutato, come spesso succede.
Beh, non direi che “Sette anime” fosse un progetto poco rischioso e le brutte critiche americane in parte lo dimostrano.
Per quanto riguarda i grandi registi, il buon Will ha ben due progetti con Spielberg, la versione americana di OldBoy e il film sui Chicago Seven.
in Alì mi è piaciuto,anche se forse non il film non era all’altezza…comunque io credo che qualche “rischio calcolato” in più dovrebbe prenderlo