American Teen

12 marzo 2009

Fin dai manifesti promozionali, non ci si poteva sbagliare. Si trattava del solito caso di film che tenta di ripetere il successo di un classico, in questo caso Breakfast Club. Praticamente uguali i personaggi (l’atleta, il nerd, la bella, l’artista) e la stessa ambientazione, una scuola. Piccola (enorme) differenza: questo dovrebbe essere un documentario. In realtà, si ha più l’impressione di vedere un reality, per come (chiaramente) le varie vicende risultano false riprese dalla videocamera (o, meglio, palesemente ricostruite e interpretate male). Da qui il dubbio: se American Teen è un documentario, non ha il realismo necessario; se è un film di fiction, si poteva scrivere meglio. Passato in pompa magna al Sundance del 2008 (dove ha incredibilmente vinto il premio per la miglior regia) e con l’etichetta next big thing stampata addosso, non ha poi ottenuto i risultati sperati (meno di un milione di dollari di incassi in patria). Per fortuna…

Scritto da in documentari

5 commenti a “American Teen”

  1. Solo per il fatto che si presenta come un plagio del capolavoro di John Hughes mi vien voglia di procurarmelo…

  2. Prova…

  3. Manca il bullo del gruppo originale di Breakfast Club, che tralaltro non vedo da una vita e che non voglio più vedere per la fine che hanno fatto quasi tutti i protagonisti, lanciatissimi all’epoca e pochi anni dopo spariti nel dimenticatoio.

  4. Vero, manca il bullo. E questo la dice lunga sull’operazione…

  5. Ecco, se mi dite che latita il John Bender di turno, la voglia di vederlo è già scenata. :)

    Cmq Lenny, la carriera di Judd Nelson è effettivamente stata molto scialba dopo Breakfast Club, a quanto pare anche per via del suo caratteraccio. D’altro canto, non fosse stato così TDC, probabilmente John Bender non ce lo ricorderemmo ancora oggi.

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