Un omaggio (diverso) a Stanley Kubrick
9 marzo 2009Il 7 marzo scorso correva il decennale della morte di Stanley Kubrick. Chi scrive ha sempre odiato queste commemorazioni legate a date precise (perché devo ricordare una persona esattamente 3653 giorni dopo la sua morte e non posso farlo quando mi va?), che di solito dipendono molto anche dalla pigrizia mentale dei giornalisti e dalla poco voglia di trovare notizie fresche e originali. Detto questo, penso che l’omaggio migliore lo abbia fatto Jeffrey Wells con questo articolo, che analizza nel dettaglio i problemi di Eyes Wide Shut e in generale cosa può aver provocato l’isolamento del regista nei suoi lavori. E’ un tema affascinante, che ho avuto la fortuna di discutere nel 2000 con Julian Senior, uno dei suoi più stretti collaboratori, come potete vedere in questa intervista, da cui uscì fuori un uomo decisamente interessante, ma che si preoccupava anche di come veniva trasmessa Lolita su un canale tedesco alle 2.30 di notte. Insomma, ci si chiede veramente quanti altri capolavori avrebbe potuto darci se non avesse cercato di mantenere il controllo di qualsiasi cosa, anche infinitesimale, legata ai suoi film. Anche se, va detto, forse è un ragionamento sbagliato, perché sebbene il cinema sia quasi sempre una questione di lavoro collettivo, a certi geni bisogna soltanto lasciare mano libera e goderci quello che ci offrono…

Le commemorazioni hanno un valore formale. Non sono mai veramente “importanti”. Lo sono nella misura in cui si ritiene importante che venga ufficialemnte ricordata una persona. Chi ama Kubrick non ha bisogno della commemorazione, ma il pubblico distratto e la società usa e getta e senza memoria di oggi non può che beneficiarne di un articolo ben scritto, della messa in onda di un suo film in prima serata (magari senza pubblicità) o di una rassegna. Detto questo, ho riletto l’articolo e non sono d’accordo. Devo dire prima di tutto che ritengo Eyes Wide Shut uno dei migliori film di Kubrick, superiore anche a classici come The Shining e Full Metal Jacket. In realtà quelli elencati nell’articolo non sono problemi sono, come dice il giornalista, elementi che lui personalmente trova irritanti. E che in gran parte hanno irritanto la parte del pubblico che non ha sopportato il film, aggiungo io. Non sono elmenti casuali, sono elementi attentamente decisi in mesi o forse anni di lavorazione. Non parliamo di intrusioni dovute al caso o compromessi artistici. Sono precise scelte kubrickiane che possono essere tanto irritanti quanto immediatamente riconoscibili come suoi “marchi di fabbrica”. La New York trasfigurata, ricostruita minuziosamente ma che in realtà fa pensare ad una città europea trasmette alla storia quel che di onirico e fiabesco che certamente un’ambientazione totalmente realista avrebbe offuscato. I dialoghi estenuanti non c’erano forse anche in 2001? con quelle lunghe pause o sequenza talmente protratte che 10 registi su 10 avrebbero eliminato in sala di montaggio. Dialoghi poco significativi e interessanti sul piano della forma e del contenuto stretto. Come è del resto in altre opere di Kubrick, a sottolineare la vaquità dei rapporti umani. E sono solo alcune delle giustificazioni che si possono dare ai cosiddetti “problemi” di un’opera somma. Colgo in oltre l’occasione per ricordare come un grande studioso di Kubrick, il francese M. Chion (che ha scritto il miglior saggio esistente su 2001: odissea nello spazio), considera l’ultima opera del maestro tra i suoi tre migliori in assoluto. In realtà, ho il sospetto che l’articolo sia stato scritto col solito pragmatismo americano (un po’ ottuso, diciamolo) che usano gran parte dei giornalisti d’oltre oceano per giudicare un film, che in genere loro vedono come “prodotto di intrattenimento”. E Eyes Wide Shut intrattiene molto ma è anche ostico e lento per una grande parte del pubblico, esattamente come Barry Lyndon, famoso fiasco commerciale. Anche se poi questi giornalisti dicono di amare il cinema, ma non i particolarsmi degli autori. Per me è una grande forma di miopia e anche dal punto di vista esclusivamente critico non mi pare una articolo interessante.
Il 28 marzo 2009 a Firenze ci sarà un concerto omaggio a Stanley Kubrick con musiche e video tratte dai suoi film.
Info: http://www.musicusconcentus.com/default.asp?modulo=events&action=read&id=91