Il Festival di Venezia al servizio del governo?
20 aprile 2009Dall’agenzia stampa Italpress, tramite Dagospia:
“Leggo con stupore che nonostante le polemiche suscitate in tutto il mondo, il film “Katyn” che racconta una delle piu’ efferate stragi mai compiute dai comunisti, sia distribuito in Italia solo in sette sale sulle 4mila presenti nel nostro paese. Un film, quello dell’ottantatreenne Wajda, premio Oscar e Orso d’oro alla carriera, che e’ stato definitivo “di una struggente bellezza” oltre ad essere documento storico di altissimo valore civile. Per questo motivo ho chiesto personalmente al presidente della Biennale, Paolo Baratta, e al direttore artistico della Biennale cinema, Marco Muller, di fare in modo che il film possa essere proiettato a Venezia.
Credo che la proiezioni alla Biennale possa essere, seppur piccolo, un risarcimento al maestro Wajda, e un riconoscimento del suo impegno nel raccontare la verita’ che spesso gli storici e i politici ci hanno nascosto”. E’ quanto si legge in una nota del Ministro per i Beni e le attivita’ culturali Sandro Bondi.
Giusto un paio di consigli al ministro Bondi, sperando che in futuro i suoi collaboratori gli consentano di evitare altre brutte figure del genere. Se Katyn non è andato oltre le undici copie (e non sette, numero che sembra ormai un’icona per il ministro) nei cinema è perché il pubblico non se lo è filato minimamente, tanto che nelle prime quattro settimane in sala non ha mai avuto una media per schermo superiore ai 1.000 euro (che è pochissimo per un film d’autore distribuito in poche sale, che almeno solitamente dovrebbe farne 2-3.000 per ottenere un buon risultato). La cosa strana non è che Katyn abbia avuto solo undici copie al massimo del suo sfruttamento, ma che con questi dati non sia stato smontato totalmente dopo due settimane e sia ancora disponibile in cinque cinema italiani (dati Cinetel) a due mesi dall’uscita. Anzi, a pensar male, verrebbe da ipotizzare che qualche esercente volesse far bella figura ai piani alti…
Seconda cosa. Il Festival di Venezia da diversi anni punta ad avere (almeno nelle sezioni principali) solo anteprime assolute, addirittura di pellicole non uscite neanche nei loro Paesi d’origine. Difficile considerare in questa categoria Katyn, arrivato nelle sale polacche il 21 settembre 2007 e che è entrato nella cinquina dei candidati all’Oscar per il miglior film straniero nel 2008. Ora, è ormai chiarissimo che più che le doti artistiche del film, a Bondi interessa il messaggio antistalinista. Discorso, di per sé, anche importante, ma non certo sufficiente per cercare di trasformare un Festival di cinema in una passerella per propagandare le proprie idee politiche, a scapito del buon senso e delle scelte artistiche dei curatori. L’unica cosa sicura è che nel voler imporre un film agli italiani Bondi stia adottando metodi e toni da regime comunista. Non sarà che ha deciso di tornare alle sue origini?

Sono curioso di vedere il film e cercherò di reperirlo il prima possibile, ma come spesso accade da parte di uomini politici o di chiunque ai piani alti riceva diritto di parola si osservano unicamente i contenuti dei film senza dare conto minimamente al valore artistico di un’opera. Basti pensare al polverone sollevato intorno a quella vergogna di “Miracolo a Sant’Anna”. Non metto in dubbio il fatto che “Katyn” possa essere un film bellissimo e che probabilmente avrebbe dovuto ricevere una distribuzione migliore, ma per il resto concorto totalmente con Colin.
“Credo che la proiezioni alla Biennale possa essere, seppur piccolo, un risarcimento al maestro Wajda, e un riconoscimento del suo impegno nel raccontare la verita’ che spesso gli storici e i politici ci hanno nascosto”
che dire? uno splendido esempio di sdoppiamento della personalità, un politico ex-comunista che ha taciuto a se stesso la verità… non
Beh,Bondi vince 1-0.
“La prossima Mostra del cinema di Venezia riserverà una proiezione speciale al film di Andrzej Wajda Katyn. Il presidente della Biennale di Venezia Paolo Baratta e il direttore del Settore Cinema Marco Müller hanno infatti raccolto l’appello del ministro Sandro Bondi di “ospitare la straordinaria testimonianza cinematografica e storica di Wajda, che purtroppo finora nelle sale italiane non ha avuto il riscontro che merita”.
UBI MAIOR, MINOR CESSAT
Potrebbe chiedere al suo amico silvio di distribuire il film..-_-U
In effetti, magari proporlo come prima serata a Mediaset, probabilmente sarebbe un record (negativo) di ascolti…
Colinmckenzie!!!! ma tu… SEI UN COMUNISTONE PER CASO???
Mazza che domanda intelligente
Comunque no, credevo si capisse dalla fine dell’articolo…
ma si!!!… ti stavo sfottendo un pò!!!
Mi dispiace contraddirvi ma purtroppo la storia non è andata proprio così e mi riferisco al pubblico che non se l’è filato. Ho collaborato con la Movimento film, la casa di distribuzione (indipendente!) di Katyn e le copie del film all’inizio dovevano essere molte di più, non c’entra nulla il favore del pubblico ma lo strapotere degli esercenti, sono i propietari delle sale o chi per loro che non l’hanno voluto proiettare, la lettera di aiuto è partita da noi al ministro Bondi e anche a Berlusconi, noi abbiamo parlato di boicottaggio di mercato e non politico come potrebbe apparire, in Italia comandano gli esercenti, strano che non lo sappiate, inoltre a milano dove è uscito in ritardo rispetto alla data stabilita e programmato in una sola sala il pubblico che era a conoscenza della situazione (di boicottaggio diciamo) voleva vederlo e ci sono pure arrivate richieste via email di persone imbufalite per questo motivo ma non si poteva fare altrimenti, ci è stata negata la disponibilità delle sale e ripeto all’inizio ci era stata accordata, magari si potesse ridurre tutto a Bondi e compagnia bella, il cinema come qualsiasi altra forma d’arte in Italia è morto e ve ne state ancora a giocare ai comunisti ma svegliatevi! e soprattutto prima di dire cose non corrette e scontate informatevi sull’impegno di chi si è prodigato in tutti i modi per far uscire in sala un film che può non piacere ma ha un valore storico assolutamente necessario, ma cosa credete che l’appoggio di Bondi sia servito a qualcosa? il film non lo ha visto e non lo vedrà nessuno ugualmente ma non fatene una questione politica perché non lo è, o meglio lo è ma non ha a che fare con Berlusconi o coi comunisti ma col marciume di un sistema capitalista e corrotto che coinvolge tutti…