Walter Veltroni alla frutta

25 aprile 2009

Da un articolo di Roberto Zuccolini per il Corriere della Sera (attenzione, se non avete visto Gran Torino e non volete conoscere il finale non proseguite nella lettura) questa stupefacente dichiarazione di Walter Veltroni:

Mi ha colpito molto una mail ricevuta in questi giorni da un nostro militante: mi paragonava a Clint Eastwood che, nel finale del film Gran Torino, si sacrifica per mettere pace tra due clan in guerra…

Dagospia titola molto efficacemente Walter-loo impazzito. Sarebbe il caso di chiedere a Piera Detassis, direttrice di Ciak, come fa a mantenere come collaboratore una persona che sostiene tali bestialità e non riesce neanche a capire i finali semplicissimi di certi film…

Scritto da in cinema

15 commenti a “Walter Veltroni alla frutta”

  1. Non sono d’accordo su questo accanimento. Mi sembra una battuta banale e priva di interesse. Non vedo il motivo di parlare di “bestialità”. Veltroni nella sua semplicità è sempre stato uno al servizio del cinema in Italia e non posso fare a meno di essergliene grato.

  2. Che sia stato al servizio del cinema è discutibile, di sicuro ha una competenza ridotta, che non giustifica certo le testate prestigiose per cui ha lavorato in questi decenni…

  3. La bestialità sta nel fatto che, spoiler spoiler, alla fine di “Gran Torino” Eastwood non si sacrifica per “mettere pace tra due clan in guerra”, ma per incastrare i criminali che terrorizzano il suo quartiere.

    Ben diverso il sacrificio di Walter, ammesso che di sacrificio si possa parlare: qui da noi, infatti, i criminali sono ancora al potere.

  4. Le dimissioni di Veltroni derivano dal fatto che non ha saputo svolgere al meglio il compito per cui era stato eletto dopo le primarie del PD. Il suo merito è stato senza dubbio quello di aver riconosciuto di aver fallito ed essersi, di conseguenza, dimesso. Non credo che molti altri uomini politici in Italia si sarebbero comportati alla stessa maniera, ma di certo quello di Veltroni non mi sembra un sacrificio.

  5. Non mi sembra il caso di estendere il discorso sulla politica e sulle dimissioni di Veltroni. La competenza di Veltroni nel campo del cinema può essere messa in discussione, io in primis lo considero soltanto un appassionato anche se non disprezzo la sua rubrica su Ciak, ma è innegabile il fatto che si tratti dell’unico uomo politico che parli del cinema come patrimonio culturale da difendere e da promuovere e che in un modo o nell’altro con il Festival di Roma abbia anche combinato qualcosa di apprezzabile.

  6. Cioè, che si è combinato di apprezzabile con il Festival di Roma, anche considerando gli altissimi costi (tra il 30 e il 50% in più di Venezia)?

  7. Io sono in linea con il pensiero Colinmckenzie…
    Veltroni è sicuramente un appassionato di cinema. Come lui ce ne sono tantissimi in Italia e nel mondo ma non per questo scrivono tutti su testate giornalistiche “autorevoli”! La Detassis, in qualità di “militante”, non lo manderà mai via!

  8. Militante di un giornale berlusconiano?

  9. Per me qualsiasi tentativo di portare il cinema da qualche parte è apprezzabile, che poi questo sia gestito in maniera irresponsabile e che a livello artistico ci sia poco da prendere in considerazione è un altro discorso, ciò che conta è l’aver aperto una porta in più. Sono d’accordo sul fatto che si tratti di un evento esageratamente pompato e troppo commerciale, ma anche Marco Muller a Venezia ultimamente sta facendo delle scelte che poco hanno a che vedere con l’arte e molto con i soldi, mi riferisco principalmente ai leoni d’oro alla carriera a Tim Burton e al prossimo a John Lasseter…

  10. A me i Leoni dati da Muller piacciono molto, invece di scegliere degli ‘autori’ pallosi ha il coraggio di promuovere registi commerciali (ma che hanno fatto/fanno grande cinema personale). Comunque, se la salute del cinema dipendesse dai festival dispendiosi che avvengono in un Paese, avremmo i migliori film del mondo…

  11. Anto se ciak ha un difetto – anche se lo considero l’unica rivista italiana decente sul cinema a livello informativo – è proprio quello di essere molto politically correct di sinistra. Apparterrà pure alla casa editrice di Berlusconi, ma non gli assomiglia in nulla.

    Secondo me veltroni il film non l’ha proprio visto e ha detto una cazzata, perché anche a voler essere decerebrati – e veltroni non mi sembra esserlo leggendo la sua rubrica – è impossibile fraintendere il fianle di gran torino.

    Cmq meglio veltroni che almeno di cinema se ne è sempre interessato che gente come il ministro (pfui!) della cultura bondi, che si ricorda del cinema solo per negare i finanziamenti ai film che non gli piacciono ideologicamente o cose del genere.

    Muller è un grande, ha alzato il livello della mostra di venezia degli ultimi anni, e premiare gente come lynch, burton o lasseter o le retrospettive che ha fatto sul cinema di genere sono da grande intenditore. anche se battere cannes quest’anno sarà dura…

  12. Mettere Burton e Lasseter sullo stesso piano di Lynch mi sembra assurdo. Sono d’accordo sul fatto che Muller abbia alzato moltissimo la qualità della mostra ma non penso proprio che sia una questione di coraggio premiare un’icona commerciale come Burton ancora giovane ed in piena attività per una carriera ancora da fare. Mi risulta difficile concepire la figura di “autore palloso” e se intendi autore di difficile comprensione Lynch è il primo tra quelli. Ma un premio alla carriera a Herzog non viene in mente a nessuno?

  13. Guarda, sul fatto che Burton e Lasseter siano giovani e si poteva aspettare ti do ragione. Peraltro, confesso che le ultime prove di Burton non mi esaltano molto. Probabilmente, visto che in Italia certi incarichi sono molto brevi (altro che a Cannes dove Jacob è presente da 30 anni), Muller ha pensato “adesso o mai più”. Lynch non lo definirei palloso, talvolta ermetico…

  14. Nel 2009 c’è ancora gente che fa questa stucchevole differenza fra cinema d’”autore” e “di genere”? Il cinema nelle sue massime espressioni è sempre d’autore, che sia commerciale o ermetico (o palloso vedi tu). E la stessa definizione di comemrciale è stupida, perché non conosco nessun regista che fa film per non esser visto dal maggior numero di persone possibili – altrimenti non fai cinema.

    Il punto non è chi non premi – ce ne sono un’infinità che si possono premiare – ma a chi li dai, e darli a dei visionari come lynch, burton o la pixar rivela una lungimiranza migliore di molti critici, e ahimé di molti spettatori che vorrebbero ancora ergere queste sciocche barricate ideologiche.

  15. Ormai avete spoilerato alla grande il film, quindi non mi tratterrò…
    Veltroni come il protagonista di Gran Torino? Se fosse così Clint Eastwood alla fine avrebbe fatto una stupidaggine per aiutare i criminali dando il fondato sospetto che fosse in combutta con loro.
    Vi ricordo che Veltroni si è dimesso proprio quando Mills è stato condannato per essere stato corrotto da Berlusconi. Tali dimissioni hanno dato un motivo ai tg nazionali di non parlare di tale condanna.
    Insomma, non so se ne capisce di cinema, ma una cosa è certa: nella politica è stato un incapace

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