Vincere: quando la realtà non conta più
22 maggio 2009Comunicato stampa che mi è appena arrivato:
Santoro apre la puntata di ieri sera di “Anno zero” esortando il pubblico ad affollare le sale per vedere “Vincere” di Bellocchio appena proiettato a Cannes: “Vincere è importante, ma non è tutto, come ci insegna l’ultimo film di Marco Bellocchio, che peraltro oggi ha dichiarato che alle prossime elezioni voterà radicale. Si chiama VINCERE il suo film, ed è il racconto non solo di Mussolini, ma di un uomo di potere che sacrifica praticamente tutto all’idea della vittoria e del consenso. Cosa sacrifica? Sacrifica i suoi affetti personali, sacrifica le persone che lo amano e sacrifica persino le sue idee, che tradisce continuamente. Invece, contrapposta a lui, c’è la figura di una donna che pur di restare se stessa va incontro ad infinite sofferenze, ma non rinuncia, non si piega, non vuole accettare il conformismo della menzogna, la pace della menzogna, perché non può tradire le sue passioni. Alla fine l’uomo di potere cadrà nella polvere, mentre la donna sarà la vera vincitrice. Allora andate a vedere questo film!”.
A dimostrazione che ormai i film non vengono più letti in base a quello che si vede in sala, ma in base a quello che si desidera esprimano. Santoro si ha l’impressione che non abbia visto il film o che, peggio, fosse distratto durante la proiezione. E’ difficile dire come fosse esattamente la vera Ida Dalser, ma di sicuro quella interpretata da Giovanna Mezzogiorno sullo schermo non corrisponde alla descrizione appena fatta. La Dalser di Bellocchio dice chiaramente che vuole entrare a Palazzo Venezia e stare con il Duce mentre la folla li acclama (vado a memoria, non è sicuramente la frase esatta, ma il senso è quello). La Dalser il “conformismo della menzogna” (o meglio il regime fascista) lo accetterebbe tranquillamente, se solo fosse la ‘first lady’. D’altronde, è lei che ha finanziato il futuro Duce per lanciare il suo giornale Il Popolo d’Italia. Insomma, la citazione di Virzì (“non ci state a capì un cazzo, ma da mo’”) ormai dovrebbe essere cambiata in “non ci state a capì un cazzo, neanche quando vi affidate agli altri per capirci qualcosa”. Se questi sono i punti di riferimento della sinistra (sullo schermo e in televisione) non è il caso di stupirsi della confusione che vive questa parte politica…

“Sacrifica i suoi affetti personali, sacrifica le persone che lo amano e sacrifica persino le sue idee, che tradisce continuamente. Invece, contrapposta a lui, c’è la figura di una donna che pur di restare se stessa va incontro ad infinite sofferenze, ma non rinuncia, non si piega, non vuole accettare il conformismo della menzogna, la pace della menzogna, perché non può tradire le sue passioni. ”
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Mi suona vagamente familiare.
Infatti, Santoro ha volutamente piegato l’interpretazione del film per parlare di altri ducetti…
Concordo con entrambi. Ed è uno dei problemi della sinistra fare paragoni azzardati con fascismo e nazismo…
ci manca giusto Foà che va a disseppellire i moschetti per fermare l’avanzata dei fascisti…
non so più se la parodia è al cinema o nella realtà…
Cannes, Berlino, Locarno,Venezia e… gli altri. Pellicole sovvenzionate diretti da intellettuali viziosi e furbi dedicati a gonzi rincoglioniti e buontemponi . Film che non fanno mai cassetta e che finiscono in TV in ore notturne per qualche depravato insonne. Zaven l’uomo qualunque della strada
Fra tante stronzate – scusate il francesismo – che discutete in questo spazio spacciandole per cose di gravità inaudita, dovreste discutere dello scandaloso conflitto d’interessi di Isabelle Huppert che premia il suo regista pigmalione Haneke con il massimo premio, cosa che avrebbe provocato molte fratture in giuria. Senza contare l’immagine della presidentessa che allontana la premiatrice per dare lei stessa il premio e abbracciare calorosamente il suo regista preferito…
Polemicissimo, forse se avessi letto la notizia del palmares di ieri avresti notato che abbiamo segnalato la cosa. Fermo restando che quando a presidente di giuria c’è un attore importante, i conflitti di interesse sono sempre possibili. L’anno scorso c’era Sean Penn e in concorso Clint Eastwood (che però non vinse niente), quando Tarantino era presidente vinse Fahrenheit 9/11 della Miramax. Nulla di nuovo, statisticamente se c’è un attore e 22 registi importanti, qualche incrocio c’è sempre
Si ma i rumors dietro le quinte dicono che la huppert abbia fatto pressioni per far vincere haneke, sean penn anzi fu criticato per aver snobbato eastwood – che cmq ebbe un riconoscimento speciale; e tarantino voleva far vincere old boy, ma furono le “pasionarie” della giuria a far vincere moore.
A mia memoria non è mai successo che un presidente di giuria, che pure è logico che faccia valere il suo ruolo per far vincere un film che le piace, favorisca in maniera così smaccata un suo “protetto”. Ora è vero che stiamo parlando di cinema e non di biogenetica, ma credo che l’etica andrebbe rispettata in qualsiasi professione.
Per la cronaca io ho seguito la diretta e l’ho vista allontanare la premiatrice per dare lei stessa il premio ad haneke, altra scorrettezza, se vuoi formale. Pare che lei si sia proprio impuntata tanto da litigare con diversi giurati – come james gray- che avrebbero far voluto vincere audiard. Insomma va bene tutto, ma almeno la decenza di non fare la partigiana quando c’è il tuo pigmalione forse sarebbe stato un po’ più corretto…
Da quello che so io, il voto del presidente di giuria vale doppio, cosa importante ma che certo non permette a un regista di vincere la Palma d’oro solo col suo voto. Insomma, se gli altri giurati avessero preferito tutti Audiard, la Palma l’avrebbe vinta lui senza se e senza ma. Evidentemente non è stato così. Se avesse vinto Audiard, si sarebbe detto che la Huppert favorisce il cinema francese. Comunque, di situazioni strane a Cannes ne sono avvenute parecchie. Se non sbaglio, fu Wenders che quando era presidente di giuria, propose di dare tutti i premi a Sesso, bugie e videotape (che invece si dovrà accontentare ‘solo’ della Palma d’oro e mi pare un premio a James Spader, ma potrei sbagliare). Più che altro, sul film di Haneke, oggi mi è stato confermato da chi l’ha visto che i giornali italiani hanno tranquillamente spoilerato il finale (o meglio, un possibile finale, visto che la cosa è anche ambigua)…
Se è per questo bertolucci fece il diavolo a quattro per far vincere cuore selvaggio di david lynch. Ma non mi risulta ci fossero relazioni “sospette” fra tutti questi esempi… Ripeto è semplicemente una questione di opportunità: se haneke avesse ottenuto un’acclamazione da parte di tutta la giuria non ci sarebbero stati problemi, ma se si creano due fazioni contrapposte, forse era più opportuno che la huppert non forzasse la mano data la sua “situazione”, anche perché poi chi ci rimette è il film di haneke, fosse anche un capolavoro lascia l’ombra di una vittoria poco pulita.
io sono abbastanza convinto che, aldilà della poco corretta (non solo formalmente) decisione di non far premiare chi era stato scelto per il ruolo, la vittoria di haneke non può essere imputata solo al fatto che la huppert fosse la presidentessa. lei avrebbe potuto anche fare il diavolo a quattro ma se fosse stata da sola non avrebbe potuto condizionare la giuria. poi non conosco tutte le logiche che stanno dietro ad un festival perciò questa è solo un’idea che mi sono fatto. sul fatto che la vittoria sia macchiata da una possibile “scorrettezza”, non ci vedo grandi problemi perchè se il film è bello la sua “reputazione” non ne sarà segnata.
attendiamo di vedere i film di cannes in Italia per capire qualcosa in piu’
La Ida di Bellocchio è una pazza e basta, Bellocchio sbaglia tutto e da questa idea non voluta ma è questa.
Un film che è un totale fallimento
Sbagli Paolo, tutto il cinema di Bellocchio si fonda sulla follia. Un film veramente ottimo, il primo italiano decente di questa stagione.