Mickey Rourke lavorerà con la Cavani?

12 giugno 2009

Il cinema italiano ha una certa facilità nell’annunciare progetti decisamente incerti, ma come se fossero già completamente definiti. Guardate cosa dice Liliana Cavani in un’intervista di Cinzia Romani apparsa su Il giornale:

Confermo: io e Rourke torneremo sul set in un film di respiro internazionale. Però prima dobbiamo reperire i fondi.

Ora, è vero che Liliana Cavani ha già lavorato con Mickey Rourke in Francesco e che quindi il rapporto tra loro sarà sicuramente buono. Ma da quando si annunciano i progetti senza avere prima i fondi? Se è questo l’andazzo, colgo l’occasione per rivelare che io, Peter Jackson e Michael Bay stiamo per produrre una saga in sei film segretissima. Appena trovo i 300-400 milioni di dollari che mi servono per partecipare all’affare vi rivelo tutto…

Scritto da in curiosità

15 commenti a “Mickey Rourke lavorerà con la Cavani?”

  1. Cmq anche qualche mese fa lo stesso Mickey Rourke disse che aveva in cantiere un progetto per tornare a lavorare con la Cavani, forse quello di annunciarlo in pubblico dalla regista è un modo per attirare l’attenzione e riuscire a reperire i fondi. Dato che non siamo in America sarebbe una mossa di marketing azzeccata, non starei a farci le pulci sopra.

  2. “Ma da quando si annunciano i progetti senza avere prima i fondi?”

    Da sempre. Qualche nome? Fellini con Capitan Mastorna, Scorsese con Gangs of New York – vent’anni prima di realizzarlo – Francis Ford Coppola con Megalopolis (poi abbandonato), Pasolini con Porno Teo kolossal (prima che morisse). E cito solo i primi che mi vengono in mente…

  3. Everly ha ragione. Si sono sempre annunciati i progetti ancora senza la copertura finanziaria, anzi è uno dei modi per trovare finanziamenti come prevendite Tv e vendite estere.
    Per farti un esempio recente, è stato Sean Penn ad annunciare il suo film con Sorrentino, che ancora è in uno stato produttivo non avanzatissimo. O sempre a Cannes, Thomas Langmann ha annunciato il Fantomas diretto da Gans che ancora non ha protagonista. nè budget totalmente coperto.

  4. A sproposito, forse ti eri perso questo mio commento recente ad un vecchio post
    http://www.badtaste.it/superbad/2008/09/pranzo-di-ferragosto-fenomeno-o-bufala/#comment-1320

  5. Ehm, forse ho problemi io a farmi capire. Che i registi ci marcino, ok. Che i giornalisti scrivano “Mickey Rourke farà un film per la Cavani”, beh no, non è la stessa cosa…
    Certo poi che citare tre progetti che non si sono fatti e uno che ha atteso vent’anni per esserlo, in modo da confermare una propria teoria…

  6. x Anto: a proposito di non capirci (o meglio, di non voler capire, visto che l’ho ripetuto varie volte in quel post e anche in un articolo sugli incassi italiani, in cui citavo Pranzo di ferragosto come unico esempio di successo di quel periodo), nessuno discute che quel film sia stato un successo. Il fatto che vada bene in Germania, Francia, Usa, Tanzania, Papuasia e su Marte non c’entra nulla con quello che ho detto.
    Che è, semplicemente, il fatto che sia un film televisivo e che vedendo questi prodotti poi la gente ha sempre meno voglia di andare al cinema. Poi, se vogliamo dire che è una teoria senza prove certe, è vero. Ma se rimaniamo in topic e non ci creiamo questioni immaginarie, è meglio…

  7. Hai ragione hai problemi a farti capire, tant’è che ho riportato “la tua domanda” – “Ma da quando si annunciano i progetti senza avere prima i fondi?”. Sei tu che hai teorie da dimostrare, e hai detto una ca***ta, renditene conto e per una volta fai mea culpa.

    Ps: se un regista mi dice una cosa, io come giornalista la riporto, poi al lettore le sue riflessioni…

    PPS: anche muccino ha annunciato il sequel de L’ultimo bacio prima di avere i fondi; von trier il sequel di dogville; de niro good shepherd….Questi ti bastano come esempi????

  8. se no basta che prendi un dizionario con tutta la storia del cinema….

  9. Concordo in toto con everly, e d’altronde stesso in questo sito c’è la notizia del progetto di akira che è stato annullato per mancanza di fondi. Eppure i giornalisti avevano riportato la notizia dell’annuncio. Diciamo che questo post e le tue risposte piccate te le potevi risparmiare questa volta.

  10. In effetti l’unica cosa che si capisce dal tuo intervento è che hai delle perplessità sul fatto che la cavani realizzi il film; per carità, magari hai anche ragione, ma usi argomentazioni sbagliate, perché è nella definizione stessa di progetto che è contemplata l’incertezza – altrimenti non lo si definirebbe tale, e sostenere che i progetti non si annunciano se prima non si hanno i fondi è una panzana colossale; e quanto alla giornalista, se sta facendo un’intervista il suo dovere è riportare fedelmente il pensiero del personaggio intervistato, perché è solo un tramite fra quest’ultimo e il lettore. Se poi il suo caposervizio le dovesse chiedere un commento alla vicenda allora argomenterà le sue impressioni nel merito.

    Insomma non trovo nulla di scandaloso in quanto hai riportato nel post, anzi.

  11. Quindi se un regista come Coppola sostiene che farà Megalopolis, bisogna dirlo senza se e senza ma, senza far notare che quel regista ha difficoltà anche a farsi produrre da una major una pellicola da 20 milioni? Quindi il giornalismo significa scrivere automaticamente quello che dice una persona e riportarlo? Se i Vanzina domani dicono che il loro film è stato un trionfo al botteghino, scriviamo quello, se Berlusconi dice che non conosce Milla, non lo conosce. Insomma, una cosa che ormai possono fare anche le macchine, che bisogno c’è di giornalisti.
    Concordo comunque sul fatto che abbia scritto in maniera ambigua, in effetti può dare l’impressione che io me la prenda con la Cavani…

  12. Guarda il discorso è molto semplice: se io faccio un’intervista, il manuale del buon giornalista dice che io devo fare le domande e devo riportare le sue risposte. Diverso è se devo fare un commento a quello che lui dice: sono due pezzi giornalistici diversi. Tu dici che questa cronista ha fatto un’intervista, quindi se è così in questo caso ha fatto bene il suo mestiere. Se all’interno di un’intervista mi metto a scrivere le mie considerazioni sulle risposte faccio una roba impubblicabile che è un cattivo servizio alla persona, al giornale per cui scrivo e a me stesso.

    Intervista è una cosa, un commento o un’editoriale è un’altra, questo è il punto: se un regista mi dice che ha un progetto in mente è o non è una notizia? Questa è la semplice domanda. Per me è si, ma tu sei libero di pensare che non lo sia.

  13. Piccolo problema, in un’occhiello c’era la scritta Liliana Cavani farà un film con Mickey Rourke. Non un virgolettato, era un’affermazione certa senza se e senza ma del Giornale. Poi, io sono convinto che se un giornalista sente una risposta non fondata sui fatti, può chiedere spiegazioni. Altrimenti, ripeto, facciamo così: i direttori dei quotidiani chiamano l’ufficio stampa della star e si fanno mandare un’intervista-comunicato esaltante. Si risparmiano un sacco di soldi e i giornali tornano a portare profitti

  14. Ho capito colin, ma io mica ho letto il pezzo, mi baso su quello che tu scrivi sul post, tu parli d’intervista e poi fai una riflessione sull’affermazione della cavani. È logico che l’abilità del giornalista sta nel fare domande giuste e pertinenti, e magari chiedere maggiori ragguagli (tra l’altro non so neanche se la tizia in questione sia un’intenditrice di cinema). Ma per come l’avevi messa tu sembrava che la giornalista doveva scrivere il proprio personale commento subito dopo la risposta. Ripeto messa così è impubblicabile in qualsiasi paese e in qualsiasi epoca.

  15. Penso che la giornalista potesse fare una domanda più convinta. Però hai ragione, ho scritto male il post…

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