Adventureland – la recensione
27 luglio 2009Poteva un blog che si chiama Superbad non parlare dell’ultimo film del suo regista Greg Mottola? No, vero? E infatti, nonostante abbiano fatto di tutto per non mostrarcelo (uscita in 10 copie) ne parliamo. Anche se avremmo voluto farlo diversamente.
Certo, è difficile parlar male di una pellicola che mette assieme Husker Du, Cure, Velvet Underground, Jesus and Mary Chain e Replacements, tutti ascolti fondamentali per la vita del sottoscritto. Il problema è che, a un certo punto, l’impressione è che si punti soltanto su quello, ossia un certo spleen adolescenziale e una volontà di identificazione con lo spettatore con mezzucci un po’ sporchi.
Tutto ragionevole, ma anche tutto molto scontato, perché la trama non è soltanto esile, ma soprattutto poco convincente nelle sue svolte, che sembrano più frutto di necessità ‘drammatiche’ (lì deve esserci un problema, lì la sua risoluzione) che un coerente sviluppo narrativo. E se Kristen Stewart conferma di essere una buona attrice (ma deve fare attenzione a non esagerare con certi ruoli femminili molto simili), il protagonista Jesse Eisenberg (alter ego di Greg Mottola in questa occasione) è francamente deludente e insipido.
Il paradosso è che tanti critici che avevano stroncato Superbad per la sua volgarità, sono invece attirati dalla ‘sensibilità’ di questo prodotto. Che però risulta falsa e artificiosa, fin troppo patinata nelle parole e nelle situazioni. Insomma, non c’è pericolo, questo blog non cambierà nome in Adventureland…

Sinceramente il film mi è piaciuto,non è ai livelli di Superbad,ma perché secondo me Mottola voleva raccontare una storia del genere,e onestamente c’è riuscito.
A me superbad piacque zero, quindi penso proprio che non andrò a vedere neanche questo
e questa sarebbe una recensione? mamma mia, stai messo davvero male…
Carlo, sii gentile e spiegati meglio, qual è il problema?
Trovo inutile (e irritante) che, nella maggioranza delle recensioni di questo sito, ci sia questo senso di superiorità verso la critica ufficiale (che tralaltro ha generalmente apprezzato superbad). Comunque pazienza, a me Adventureland è piaciuto (e pure parecchio) e delle opinioni altrui non è che me ne freghi particolarmente…
@Carlo: Ricordati che siamo in un sito pubblico dedicato agli amanti del cinema e dintorni, parliamo con persone che non conosciamo e che senza nemmeno venire pagati decidono di portarci delle notizie interessanti, e quindi la gentilezza, che a quanto pare ti manca in misura spropositata, è di regola quando si scrive. Inoltre, sarebbe carino se insieme al tuo inutile insulto, ci mettessi anche il perchè.
@Chucky: Lasciando perdere che sono d’accordo con Colin sulla situazione della critica italiana, che rovina i finali e tronca film che mostrano originalità a livello narrativo e visivo e ha paura di dire come le cose stanno veramente in profondità, se trovi che le recensioni scritte da amanti del cinema non stipendiati, siano irritanti perchè mostrano superiorità ( e ammetto anche che preferisco leggere le recensioni di Bt, piuttosto che i trafiletti del Resto Del Carlino) ti ricordo che la visita a questo sito non è obbligatoria. Comunque sono sinceramente contento che ci sia ancora qualche spettatore che non si lascia influenzare dalle opinioni altrui.
La frase, ripetuta troppo spesso, “non sei obbligato a leggere” e le sue varianti nell’era internet (e soprattutto in un forum) non ha molto senso…Quando si scrive qualcosa, in qualunque caso, ci si prendono delle responsabilità e magari si può prendere l’occasione per costruire un dibattito costruttivo (e non, come spesso accade, chiudere il discorso dicendo “ehi guarda che puoi fare a meno di leggere)…E poi anche il tanto discusso critico (su questo sito) Mereghetti può dirvi “Che volete? Io mica vi obbligo a leggere le mie recensioni che tanto odiate”…Quindi anche la vostra critica non avrebbe molto senso…
Hai ragione in effetti, però è anche vero che c’è una bella differenza tra Bad Taste e Merenghetti. Quelle del primo saltano fuori solo se le si vanno a cercare in internet, quelle del secondo saltano fuori come conigli è impossibile non imbattersene solo una volta, e trovo che sia più ragionevole criticare le recensioni di un personaggio famoso , piuttosto che criticare le recensioni di un blog che esiste solo su internet.
Inoltre Merenghetti è un punto di riferimento per la stampa italiana cinematografica e se dice una cosa, non è raro leggere recensioni che vanno d’accordo con lui. Se Bad Taste stronca (per esempio) Harry Potter, temo che i quotidiani vadano comunque per la loro strada, e senza dubbio prenderanno spunto da Merenghetti o da un altro critico italiano. Quindi lui può anche dire “Non vi obbligo a leggere le mie recensioni”, però se poi gli altri giornali ci vanno dietro è come se le leggessimo in ogni caso…
Poi è anche vero che sono questioni di gusti…. Saluti
Dibattito interessante. Sono d’accordo con Chucky quando dice che chi scrive si prende cmq delle responsabilità, e ha poco senso dire “se non ti va non leggere”. Personalmente seguo questo sito per le notizie, che sono molto puntuali e spesso informano su film ed eventi di cui altri non parlano affatto, assai meno per le recensioni, che trovo amatoriali e dilettantesche, e spesso irritanti nel modo in cui sono scritte, come se fosse la cronaca di una partita (tipo: bello il primo quarto d’ora, poi c’è una scena deludente, poi di nuovo bello, etc…)
Giusto prendersela con i critici che spoilerano o si parlano addosso, ma anche con quelli che li criticano e che poi non mettono uno straccio di analisi nelle loro “recensioni”… E quindi anche se uno “non è obbligato a leggerle” è giusto che dica la sua opinione – magari anche argomentandola che ne dici Carlo 111? – , perché è il bello del dibattito….
Non sono d’accordo sul discorso “Mereghetti dio della critica a cui tutti vanno dietro”…Per esempio ha stroncato l’ultimo Harry Potter che il resto dei quotidiani ha, più o meno apprezzato…Per carità anch’io sono spesso in disaccordo con lui e gli spoiler fanno girare i cocomeri anche a me…Ma non trovo la necessità di ricordarlo in ogni recensione…
Beh, ragazzi, io più che averlo già detto prima….mi pare di ricordare una discussione già avvenuta sul forum di Filmscoop, dove un utente si lamentava della scarsa qualità di molte recensioni, che in quel sito sono tutte inserite da utenti che, senza essere pagati, decidono di recensire un film per pura passione. Ora, rispondendo a Simone, cosa ci possono fare loro se le loro recensioni, o meglio il loro stile, non piacciono? Dovrebbero smettere di recensire? O dovrebbero migliorare? Sappiamo tutti che migliorare di improvviso da un giorno all’altro è impresa difficile, se non impossibile, quindi va bene dire le proprie opinioni, ci mancherebbe, ma è anche vero che forse bisognerebbe andarci piano. Sono sicuro che Colin e gli altri collaboratori sanno di assumersi delle responsabilità scrivendo una recensione, ma diciamoci la verità, potete anche dirgli che non vi piacciono, ma temo che loro continueranno ad andare per la loro strada. Per quanto riguarda il discorso stampa italiana, il bello del dibattito e delle opinioni è che ognuno ha ragione, così come io ho ragione, anche voi, Chucky e Simone avete ragione, ognuno vede le cose a modo diverso, e ognuno ha ragione a modo suo, credo quindi che se BT prova un certo odio nei confronti della stampa italiana, avrà i suoi motivi, che siano personali o no, sono sempre delle buone ragioni. Ma è impossibile negare un certo peggioramento generale dei giornali e delle loro recensioni. Per il discorso “Merenghetti Dio” temo che anche lì sia una questione di punti di vista. Ma proprio ieri ho letto una sua recensione di Louise-Michel, che presentava il finale a caratteri cubitali….
Guarda Luca, prendo spunto dal tuo intervento per fare un discorso più generale: io credo che sia possibile che fra qualche anno la critica sarà presente per lo più su internet che non sulla carta stampata. quindi io credo che chi scriva – pagato o no secondo me è secondario, perché se lo fai per passione lo fai cmq al meglio delle tue capacità – deve pensare che su quello che scrive potrebbero formarsi le generazioni dei cinefili di domani.
Ora, a prescindere da BT, la qualità della critica su internet è 7 volte su 10 abbastanza mediocre, fatta da semplici spettatori che dicono la loro opinione spacciandola per “recensione”. Beh a me questo non basta, a me lettore non me ne frega niente se a Colin, a Luca o a Simone è piaciuto il film, voglio che mi parli degli aspetti tecnici del film, di quello che comunica, le sue diverse chiavi di lettura etc…insomma, se decidi di scrivere recensioni fai il CRITICO, non lo SPETTATORE.
Altrimenti la critica non ha senso più di esistere. Poi a me se Colin va dritto per la sua strada poco me ne cale, continuo a leggermi le news e ad ignorare le recensioni, però aldilà delle giuste e sacrosante osservazioni su spoiler e altro dei critici “togati”, mi piacerebbe da lettore che chi critica lo facesse dall’alto di una certa preparazione tecnica…insomma se sai fare il critico fallo meglio degli altri strapagati, ma se lo fai peggio – ripeto in termini di analisi, etc. – beh allora…
Scusa Simone, ma non sono d’accordo con la tua osservazione tra Critico e Spettatore. Lo Spettatore scrive una opinione che parla in maniera molto stretta e sintetica del film, aggiungendo poi se gli è piaciuto o no. Il Critico, sciorina ogni aspetto del film, lo analizza, certo, ma lo dice se gli è piaciuto. Bisogna saper leggere tra le righe, ovvio che non leggerai mai in una recensione di Merenghetti, “mah, tutto sommato il film mi è piaciuto”, però in mezzo alle parole si capisce se il critico ha apprezzato o no la pellicola. Comunque, ce ne fossero di più di utenti come te, che invece di saltare in un forum e insultarti senza alcun motivo per poi non farsi più sentire, si fermano e mandano avanti il dibattito, che sia interessante o no…
Forse mi sono espresso male, non volevo dire che il critico non esprime un’opinione, ma il modo in cui lo fa è certamente diverso da quello di un comune spettatore. Se chi scrive recensioni su internet annulla questa differenza, lmitando al “mi è piaciuto oppure no” secondo me commette un errore grave, tutto qui. Ciao
Ah, adesso ho capito….allora concordo con te, ma sinceramente non credo che le recensioni di Colin siano semplicemente opinioni annacquate. Trovo che nonostante a volte rimango deluso e mi piacerebbe comunque avere un’analisi più approfondita, non le trovo per niente irritanti, ma sono soddisfatto da molte sue recensioni a cui oltre la critica unisce previsioni o sprazzi di notizie (vedi per esempio la recensione di Bastardi Senza Gloria, che ha un retrogusto da opinione, è vero, però c’è una riflessione su quanto il film influenzerà l’andamento dei Weinstein) Ciao
Ricorderei a tutti che Mereghetti quando scrive sul Corriere è pagato (anche) dalle vostre tasse (o da quelle dei vostri genitori), noi di Badtaste no. Quindi, se io un critico lo pago anche se non ho voglia, mi sento libero di criticarlo maggiormente di quello di un sito Internet che vive di mercato (quasi tutti, con qualche discutibile eccezione).
Detto questo, ovviamente ognuno è libero di criticare gli articoli degli altri, basta argomentare, come Carlo non ha fatto. Per questa recensione, ovvio che ho limitato lo spazio e il tempo, considerando che è un film che praticamente neanche c’è più in sala (e certo non ci spreco due ore per scrivere 15 cartelle).
In generale, non vedo però questo confronto sfavorevole rispetto ai quotidiani, dove, a parte un film importante su cinque, al resto vengono dedicati trafiletti striminziti. Mi sembra difficile dire che ci siano analisi più approfondite delle nostre a livello di spazio, poi ovvio sulla qualità è un discorso soggettivo.
Di solito, chi apprezza le nostre recensioni fa notare che da quello che scriviamo si capisce cosa uno potrà vedere in sala (sottinteso, coi quotidianisti non è sempre così). Magari forse quello che ci manca a noi sono i discorsoni su “dove va il cinema”, “le tendenze del cinema mondiale”, “le correnti e il modo di vedere il presente”. Sono cose che infatti non si trovano su Badtaste, ma se la profondità va confusa con le pippe mentali, allora preferiamo essere superficiali
A dir la verità la mia non era una critica ma un insulto e non vedo come si possano argomentare gli insulti. Detto questo, il problema è un altro, Mottola. Mottola non è solo il nome di un regista ma anche quello di una cittadina pugliese in provincia di Taranto, sita guarda caso a pochi km da un’altra cittadina della stessa provincia -Castellaneta- nota per aver dato i natali alla prima grande star di Hollywood, Rodolfo Valentino. E’ solo una coincidenza? Secondo me sì. Tutto questo discorso ha un senso logico? Assolutamente no. Cordiali saluti e buon lavoro.
Ma sì dai, non argomentiamo gli insulti! Andiamo in giro a insultare le gente a caso, senza alcun motivo. Hai ragione, quello che dici non ha senso logico.
Vedi Luca, io non ho insultato a caso, è il caso che ha voluto che io capitassi qui e insultassi il recensore; il motivo invece c’è: la frustrazione di fronte all’impossibilità di controbattere alle critiche data l’impossibilità di vedere il film (grazie distributori italiani) di un regista che mi sta molto simpatico… tutto ciò è -ahimé- molto infantile, lo ammetto,in più ho anche perso il mio ciuccetto preferito e ho i nervi a fior di pelle…
Io faccio semplicemente un discorso di qualità, che prescinde dal quanto ti pagano – ma non pensi ad altro? – ma dipende se sai scrivere bene o meno le recensioni.
Ora difendendosi con “noi non ci facciamo le pippe mentali” mi sembra una scusa un po’ banale, fermo restando che anche io ho criticato precedentemente i critici che “si parlano addosso”, c’è chi fa questo mestiere con passione e competenza, sforzandosi di farsi capire anche dai lettori. Non è solo un problema di profondità – di cui certo non abbondano le tue recensioni – ma anche di stile, il modello “cronaca di calcio” lo trovo da mettersi le mani nei capelli, non penso che scrivendo così qualche direttore ti pagherebbe – visto che ci tieni a ricordare sempre il fatto dei soldi.
Cmq se i tuoi lettori amano e apprezzano questo modo di scrivere non hai di che preoccuparti…anche se ricordo più di una lamentela su questo forum in varie occasioni. Ci facciamo tutti le pippe mentali? Non credo proprio. Forse semplicemente quando appare la scritta “recensione” uno pensa di trovarsi davanti davvero una recensione…
Per chi se lo stesse chiedendo, ecco un esempio di recensione “cronaca di calcio”:
“Il primo capitolo è sicuramente interessante ma sopravvalutato…Il secondo capitolo non è proprio il massimo…Alla terza tappa, iniziano i problemi seri…Al quarto capitolo, ecco il tracollo assoluto…” e via discorrendo….
Se poi per qualcuno questo è un modo di far recensione, come avrebbe detto il buon vecchio nanni ai tempi d’oro “continuiamo a farci del male”
Simone, cerchiamo di metterci un minimo di obiettività nelle critiche, ok? Se uno fa un film diviso in cinque capitoli, con tanto di scritte introduttive e titolo ai capitoli, che peraltro variano notevolmente a livello stilistico e contenutivo l’uno dall’altro, mi sembra assolutamente normale che uno lo recensisca dividendo una parte (una parte!) della recensione in capitoli. Non dico che sei obbligato a farlo, ma se lo fai in questo contesto direi che è accettabile, no? Comunque, giusto per aiutarmi, puoi segnalarmi una rece italiana di Bastardi da cui prendere esempio?
Sul fatto che ci siano critiche alle recensioni, direi intanto che sappiamo bene tutti che un utente su Internet è più portato a criticare che a esaltare e poi qual è il punto? Diciamo anche che una recensione (tipo quella di Bastardi) ha ricevuto finora 3-4 critiche (e qualcuna, ammetterai, anche di ‘tifosi’ che amano Tarantino a prescindere). Considerando che è stata letta più di 3.000 volte, dire che è accettabile, anzi io mi aspettavo risposte molto più feroci e numerose.
Per quanto riguarda i direttori dei giornali, forse tu non sai che sarà un autunno caldissimo per i quotidiani, con tagli notevoli ai giornali. Insomma, più che preoccuparsi del fatto che io non troverò posto sui quotidiani (cosa peraltro che non spiegherebbe come mai per mesi ho scritto per Leggo, ma vabbeh), mi preoccuperei che tanti critici dovranno trovarsi un altro lavoro. Io, tra dieci anni, sarò ancora qui a scrivere sulla mia creatura, senza direttori da accontentare e con un qualcosa di solido anche dal punto di vista economico, essendone proprietario. E dovrei invidiare i quotidianisti? Per piacere, su…
Guarda sei tu che parli sempre di soldi, non io. Poi ho preso una recensione a caso, tu le scrivi tutte così…”il primo quarto d’ora bello, poi c’è una scena così così, poi di nuovo bello, poi brutto…”
Quanto ai direttori dei giornali, se hai la pazienza di leggere tutto prima di scrivere, vedrai che al secondo intervento dicevo che il futuro della critica fra qualche anno secondo me sarà solo su internet e come tale sarebbe lecito pretendere migliore qualità su quello che si trova in giro.
Per restare ai bastardi io ho capito solo che
a) a te non è piaciuto il film
b) le scene che funzionano cmq le hai già viste nel trailer quindi sono criticare (????)
c) che a te diane kruger viene voglia di salvarla.
Visto che ci tenevi che ti segnalassi un esempio…
ecco secondo me una bella rece
http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=187&sez1=243&art=32215
Come vedi il mio è solo un discorso sulla qualità della rece, evidentemetne cìè a chi piace il tuo stile e a chi no, io sono fra i secondi.
PS: cmq spero che su Leggo tu scrivessi meglio di così…
Ah cmq il problema non è mica il fatto che tu lo abbia stroncato eh…
Che classe…una tirata per dire, in parole povere, “io sì che sono fico, ho scritto sui giornali, le mie recensioni sono stralette (cosa ovvia per un film in anteprima abbastanza atteso) ecc…”…alla faccia dei discorsi costruttivi che qui si cercano di promuovere…inutile dire che quoto simone.
Bastano le prime cinque righe della rece di Sentieri selvaggi “il suo cinema, sempre di smisurata ricchezza, abbia il coraggio ma soprattutto la voglia di reinventarsi e diventare qualcos’altro”. Se uno si reinventa facendo sempre le stesse cose, con gli stessi personaggi, le stesse situazioni, gli stessi dialoghi, allora sicuramente posso capire che la mia recensione non lascia soddisfatti. A chi invece vorrebbe trovare una corrispondenza tra quello che legge in un articolo e quello che vede in sala, magari invece può essere utile.
x Chucky: del fatto di aver scritto su Leggo non mi sento fico, anzi era soltanto frustrante (e infatti abbiamo scazzato presto e abbiamo terminato la collaborazione in breve tempo). Visto però che Simone sottolineava come io non potrei scrivere su un quotidiano, spiegavo che evidentemente si sbagliava. Sul fatto che la recensione sia molto letta, magari non è esclusivamente merito mio, ma se su 3.000 letture arrivano 4 giudizi negativi, devo fasciarmi la testa o mettere la cosa nella giusta prospettiva?
in effetti hai ragione, la creatura è tua e puoi gestirla come ti pare, una cosa positiva di voi giornalisti di internet (rispetto a quelli della carta stampata e soprattutto i critici) è che siete sempre disponibili a confrontarvi con i lettori e gli eventuali (molti) detrattori, da questo punto di vista tanto di cappello, poi non so, ogni volta che leggo una tua recensione sento l’impulso irrefrenabile di insultarti, ma questa è una cosa che devo elaborare da solo…
Beh non penso che tutte le 3000 persone che hanno letto la recensione siano iscritte al forum di questo sito e abbiano voglia di commentare una cosa “inutile” (lo dico senza polemica visto che scrivo recensioni anch’io) come una recensione…
Colin non proseguirò oltre questa discussione perché o non capisci il senso delle mie parole o fingi di non capire: non discuto il giudizio sul film – e meno male che l’ho pure scritto… – ma la profondità dell’analisi e soprattutto lo stile di scrittura. Poi se permetti, ad ottobre quando vedrò il film, mi farò il mio personale giudizio sul film. Ma la stima che un lettore ha per un critico prescinde dal giudiizo sul singolo film, ma si instaura dal modo in cui lui approccia al suo lavoro…cmq ho già detto quel che volevo dire e ho parlato abbastanza, a ognuno le sue idee…saluti a tutti.
Cioé McKenzie facci capire, quello che scrivi tu “trova corrispondenza con quello che c’è in sala” e quello che dicono gli altri no? Bel presuntuoso.
A parte la trama di un film tutto il resto di una recensione è opinabile, quindi scendi dall’altare in cui nessuno ti ci ha messo e fatti un bagno d’umiltà.
everly mi hai tolto le parole di bocca
Carlo, se ogni volta che leggi le mie recensioni senti l’impulso di insultarmi, significa che le stai continuando a leggere e che peraltro non ti lasciano indifferente. Io ogni volta che leggo i quotidiani penso sempre di più che faccio bene a non comprarli e che non lo farei neanche costassero 20 cent. E’ meglio la prima ipotesi no?
x Chucky: dai uno sguardo al thread del forum sul Cavaliere oscuro e guarda gli insulti che mi sono preso quando ho detto che il film era semplicemente discreto/buono. Ovvio che solo una parte dei lettori sono iscritti al forum, ma quando la gente tiene a un film non manca di far notare la propria opinione. Il fatto che su Bastardi lo si sia fatto poco, fa pensare che molta gente ormai di Tarantino si sia stufata. Poi, l’importante è anche saper leggere i pareri alle recensioni. Quando parlo bene di un film atteso, dicono tutti che sono bravissimo; quando ne parlo male, ecco che divento incompetente. Possibile che sono bravo o incapace a seconda dei giorni?
x Simone: io ho capito quello che dici tu e a mio avviso lo stile Sentieri selvaggi è “dobbiamo disquisire in maniera profonda su un film”. Anzi, va detto che la recensione in questione almeno si capisce cosa voglia dire. Stile assolutamente legittimo, ma che non è il mio. E’ come se andassi a vedere le pagine del Giornale aspettandoti un attacco a Berlusconi…
X Everly: io ho citato una frase interessante che mi aveva detto una terza persona, peraltro coinvolto con un sito importante e che ha uno stile diverso dal nostro. Non è una mia opinione, ma di un’altra persona. Poi l’ho citata in un caso specifico, non ho detto che è una regola che vale sempre. Vi consiglio di leggere tutta la sceneggiatura di Bastardi o la descrizione delle scene e poi dirmi cosa c’è di nuovo nel film di Tarantino. Ripete le cose che fa da 15 anni, ci sono almeno 10-15 elementi fondamentali della trama che sono identici a vecchie cose. Libero di dire Sentieri selvaggi che è innovativo, io temo che non si faccia un bel servizio al lettore così…
Appunto colin se ti fossi limitato a dire sin dall’inizio “questo è il mio stile di scrittura” questa discussione sarebbe finita al commento n.15… io ho semplicemente detto che preferisco chi nelle recensioni utilizza lo stile “dobbiamo disquisire in maniera profonda su un film”, in maniera comprensibile e stimolante, perché è quello che mi aspetto da una recensione, che mi parli dell’ultimo Michael Bay o di Tarkovskij, tutto qua. Non è il tuo stile e infatti da tempo mi limito a leggere solo le news…ciao
Peccato che non dici che è una citazione, ma sembra farina del tuo sacco. Poi non ho capito perché stiamo qui a parlare di tarantino, che era usato solo a mò di esempio, quando qua si discuteva di come sono le recensioni di questo sito in generale. E ribadisco che non credo ci sia qualcuno che abbia in tasca la verità quando recensisce un film, sono semplicemente opinioni, tutto sta nelle argomentazioni che si usa. Se cerco semplicemente la corrispondenza con quello che c’è sullo schermo, mi limito a leggere la trama e il cast, non perdo certo tempo con una recensione.
Everly, se leggi il commento 16 c’è scritto. Nessuno ha la verità in tasca, ma trovare una corrispondenza tra la recensione e quello che c’è sullo schermo dovrebbe essere scontato, eppure non lo è. Se qualcuno recensisse Amleto con uno stile fantastico, ma dicesse che è la storia di un rapper che emerge dal ghetto, secondo te avrebbe fatto un buon lavoro?
sì, è proprio così colin, le tue recensioni non mi lasciano mai indifferente, è per questo che non posso fare più a meno di leggerle, sono una specie di droga ormai;io sono un fan di Tarantino ma pur non avendo visto il film condivido le tue perplessità espresse nella recensione di Bastardi, invece vorrei tanto controbattere su Adventureland data la stima che ho per Mottola dopo la scoperta inattesa (e per questo più bella) di una commedia fantastica come Superbad ma temo che i distributori italiani non mi daranno questa opportunità ps una versione di Amleto in cui lui è un rapper che emerge dal ghetto (il ghetto Denmarck di LA)… uao! sarebbe una figata pazzesca! ne farò una versione “sweded” alla Be kind rewind
domanda per colin: quando leggo le tue recensioni negative, soprattutto se di grandi autori o se relative a film molto attesi, non riesco a capire se nelle tue parole si cela una certa rabbia per un’opporunità mancata (come dice guzzano “ogni stroncatura è un atto d’amore tradito) oppure una certa “felicità” per il presunto fallimento altrui. quando le leggo mi rimane sempre questo dubbio.
grazie,
ale
Mi dispiace non aver partecipato alla discussione, cmq anche se fuori tempo massimo dico la mia.
Secondo me è giusto evitare le pippe mentali come dice colin, ma questo però non dovrebbe giustificare la trascuratezza formale, e in questo condivido il discorso di simone, che talora si riscontrano nelle recensioni non soltanto su BT, ma un po’ ovunque su internet. Anche perché la critica è un genere a metà tra il giornalistico e il letterario, ed ha un suo linguaggio preciso e certi bisogni da soddisfare – quello che simone definisce l’analisi; inoltre credo che in genere chi perda il suo tempo a leggere una recensione sia una persona notevolmente appassionata e dotata di una cultura medio/alta e che magari pretende qualcosa in più del semplice parere del fan o dello spettatore che spesso e volentieri si trova su internet.
Forse a cambiare non deve essere la critica, ma i critici…
x Ale: considerando che dai fallimenti altrui non guadagno nulla, direi che è vera la prima ipotesi. Semplicemente, quando hai passato due ore in maniera che giudichi pessima, sei arrabbiato. Poi c’è chi lo rende esplicito o meno…
x Julio: credo che il discorso ‘trascuratezza formale’ sia molto soggettivo. Dando per scontati certi parametri di ortografia e sintassi, credo si possa parlare di stili più semplici e diretti e di altri più complessi. Che però talvolta rischiano di diventare ermetici e incomprensibili…
grazie per la risposta
è esattamente la mia stessa reazione, quando, deluso, mi trovo a dover scrivere un pezzo sul film…però sono davvero curioso di vedere che disastro può essere G.I. Joe 
grazie ancora e buone vacanze!!
ale
“Il fatto che su Bastardi lo si sia fatto poco, fa pensare che molta gente ormai di Tarantino si sia stufata”
Le ultime parole famose…
visto inglorious basterds: merita davvero un sacco!!
Visti i basterds a bruxelles, devo dire che non concordo affatto con il tuo giudizio, a dimostrazione che non è detto che nelle tue recensioni ci sia “corrispondenza con quello che effettivamente si vede sullo schermo”.
Piccola nota a margine: dici che tarantino fa sempre le stesse cose, ma a parte l’ironia e i dialoghi a profusione non vedo altri elementi identici, come se poi gli autori non metetssero sempre gli stessi elementi nei loro film (tim Burton non fa sempre lo stesso film?. E peckinpah non usava sempre il ralenti? E bava non metteva sempre certi colori?). sarebbe stato utile se nella tua recensione avessi notato come ad esempio da jackie brown in poi i personaggi femminili occupino un ruolo centrale nella sua filmografia. E certo il tarantino di pulp fiction non avrebbe mai fatto un film sul potere dell’immaginazione e dell’arte in grado di cambiare e sconfiggere la Storia.
insomma non vorrei che la tua ricerca di “corrispondenza con quello che si vede sullo schermo” producesse alla fine argomentazioni molto banali e superficiali. Che nel caso della recensione dell’ultimo film di tarantino, ci sono tutte.