Ken Loach diventa censore

21 luglio 2009

Certe notizie fa male al cuore scriverle. Si può condividere o meno il messaggio di tante pellicole di Ken Loach, ma la sua onestà è innegabile. Non stiamo parlando del classico radical chic che parla di rivoluzione e poi si ritrova con gli amici nelle spiagge di Capalbio. Per questo, la sua recente deriva oltranzista e anti Israele dispice molto. I fatti. Dopo aver chiesto (con successo) al festival di Edimburgo di non presentare una pellicola israeliana (come segno di protesta contro la politica di quel Paese), Loach ci ha riprovato con il festival di Melbourne. In questo caso, il problema era un prodotto di animazione firmato da Tatia Rosenthal, chiamato $9.99 e che si dice non sia neanche tenero con le decisioni politiche israeliane. Nonostante la minaccia di perdere il suo Looking for Eric, il Festival di Melbourne non ha ceduto al ricatto, come riporta oggi La Stampa. La stranezza è che per Loach se un israeliano fa un film critico verso il suo governo deve essere boicottato, ma se qualche regista in Paesi dittatoriali (come l’Iran, per esempio) realizza pellicole che non possono in alcun modo criticare il governo, allora va bene. Tutto molto triste…

Scritto da in cinema

13 commenti a “Ken Loach diventa censore”

  1. Penso che prima di formulare giudizi andrebbero sentite le due campane. Trovo piuttosto strano questo atteggiamento di ken loach, e quindi mi piacerebbe sentire anche la sua versione dei fatti prima di giudicare

  2. per quello che ho letto io ken loach si è opposto a questo film perché è finanziato con i contributi dello stato, e il suo rifiuto a partecipare al festival corrisponde ad una forma di boicottaggio a qualunque cosa prodotta da Israele a seguito degli attacchi a Gaza e in Libano.
    Personalmente non lo condivido, ma non lo si può dire incoerente, anche se piacerebbe anche a me sapere direttamente da lui le cose.

    PS. cmq non è vero che in Iran non si fanno film anti regime, Kiarostami e Makmalbaf dove li metti? Anche se sono di una noia mortale :-)

  3. Già, molto molto triste!! :( (

  4. Eh, il problema è che è Loach ad aver fatto questa richiesta, molto chiara e molto stupida. Stupida sia perché non ha senso prendersela con una regista perché è di un paese che non ami (peraltro una regista critica verso il suo governo) e soprattutto perché, se qualcuno avesse fatto lo stesso con lui negli anni della Thatcher e di Major (ma anche di Blair, tanto per lui è lo stesso) ora forse avrebbe avuto molte meno possibilità di fare film.
    x Simone: esempi di film apertamente antiregime in Iran? A me non risultano e non mi pare proprio possibile che una pellicola possa sfidare il regime senza che il suo regista finisca in galera…

  5. Il Cerchio di Jafar Panahi sulla condizione della donna in Iran, Viaggio a kandahar di Samira makhmalbaf sull’afghanistan dei talebani tanto per fare due esempi, certo la maggior parte degli intellettuali in tutti i paesi islamici fondamentalisti finiscono in galera per i libri che hanno scritto e per i film che hanno girato ma qualcuno tra mille peripezie riesca a farcela. A te non risultano ma esistono…

    Personalmente molte delle cose che dice e fa Loach mi stanno sulle palle, come quando dopo l’11 settembre criticò gli americani e si mise a fare il professorino ricordando altre tragedie che non avevano secondo lui la stessa attenzione. Io dico che non c’è nulla di incoerente in questa presa di posizione di Loach, anti israele e molto di sinistra. E infatti sono certo che i comunistoni applaudiranno…

  6. Anche perché il punto per Loach per quel che ho capito non è se fai un film pro o contro il governo di israele, ma il fatto che sia finanaziato dallo stato. Più o meno è lo stesso tipo di boicottaggio di quando i comunistoni dicono di non bere coca cola e comprare i levi’s perché sono americani, oppure quelli che dicono di non veder i programmi mediaset o leggere le riviste mondadori – tipo ciak – perché sono di berlusconi. Quindi tutto si può dire di loach, ma non che non sia coerente con il suo essere comunista…

  7. Ehm, scusami, intanto hai citato un film (quello di Panahi) realizzato quando in Iran c’era un minimo di apertura. Detto questo, io intendevo film in cui un regista dice, il nostro governo fa schifo, con nomi e cognomi, e non è accettabile vivere in una dittatura teocratica. Non mi risulta che detti film siano stati fatti e presentati all’estero (se poi sono stati fatti e censurati, è altro discorso).
    Non vedo molta coerenza in Loach, pensa se domani decidesse di boicottare i film italiani perché non ama Berlusconi (e non credo gli piaccia) e così dovrebbe scagliarsi anche contro i film di Moretti. Folle, no?

  8. Guarda non vorrei fare un dibattito storico con te, ma la dittatura islamica c’è dal ’79 e Khamenei dal ’89, molto prima di Ahmadijnejad questo non è un paese democratico, quindi il mio esempio era assolutamente pertinente. Poi se vuoi fare una gradazione su quanto a te risultano essere “anti”…ma per denunciare una situazione secondo me non è necessario fare sempre nome e cognome, si può dire che il governo fa schifo in tanti modi diversi e risultare cmq efficaci, se non meglio.

    Loach boicotterebbe i film italiani se Berlusconi dichiarasse, chessò, guera alla Sardegna, per poter fare un paragone pertinente, anche solo se volessimo restare all’attualità e non tornare invece su come è nato lo stato di Israele. Penso che siamo d’accordo entrambi che Loach abbia fatto una gran cazzata, ma continuo a pensare che sia esattamente in linea con l’ideologia politica a cui appartiene. A me qualche suo film mi è anche piaciuto, però diciamolo, in quanto a dichiarazioni politiche ha assunto spesso posizioni, per usare un eufemismo, “criticabili”, Forse il punto è che nel 2009 dovrebbe rivedere un tantinello certe sue posizioni marxiste ortodosse, perché come diceva un vecchio detto “solo gli sciocchi non cambiano mai idea”.

  9. Cmq quando hai due minuti da perdere leggi questo http://www.notiziedalmediooriente.it/?xstart=b&new=10132

  10. Come dovresti sapere meglio di me, Il cerchio è un film del 2000, periodo in cui governava Khatami con un grande appoggio popolare e in cui c’era un’aria diversa in quella nazione. Che non si poteva certo definire democratica, ma un po’ più aperta di quella attuale, decisamente sì…

  11. Si anche ahmadijnejad ha (o ha avuto alla sua prima elezione) un ottimo successo di popolo – per quanto controverso oggi per via di tutto quello che sta succedendo – però dai….l’Iran purtroppo è un paese che se mai ha conosciuto la democrazia, è stata breve ed effimera e risalente a troppi anni fa…

  12. sono d’accordo con simone, le argomentazioni di colinmckenzie non reggono

  13. cioè, perché non reggono? cos’è che non regge?

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