I Love You, Man

25 agosto 2009

Non c’erano molti dubbi sul fatto che questa pellicola venisse completamente snobbata qui da noi (meno di 30.000 euro totali e media per sala sconfortante intorno ai 500). Non aiutava la data di uscita, visto che il 21 agosto non è proprio il momento in cui le sale italiane sono piene. E non aiutava il fatto che si tratti di una commedia americana, quelle dirette, sceneggiate e interpretate (anche nel peggiore dei casi) cento volte meglio di quelle grossolane italiane, ma che per qualche motivo il nostro pubblico si rifiuta di vedere.

In tutto questo, si potrebbe pensare che I Love You, Man sia l’ennesima commedia prodotta da Judd Apatow, sia per i temi trattati (difficoltà di crescere e maturare) che per gli attori coinvolti (Paul Rudd e Jason Segel in primis). Eppure, tra i miliardi (vabbeh, qualcuna in meno) di commedie prodotte dal fortunato Apatow, questa non c’è.

La storia parte da un high-concept un po’ particolare, quello di un uomo in procinto di sposarsi, ma che non ha amici maschi con cui è veramente legato. In questo modo, più che la classica ricerca della partner giusta (già trovata all’inizio del film), l’obiettivo sarà ‘conquistare’ l’amico migliore possibile. Una volta accettato lo scambio di prospettiva (in realtà, più inoffensivo di quanto si potrebbe pensare), la storia procede anche in modo molto gradevole. Il merito maggiore è sicuramente l’interpretazione di Jason Segel, che fornisce alla pellicola la giusta dose di follia e imprevedibilità.

Purtroppo, manca qualcosa per convincere pienamente. Si ha l’impressione di un prodotto francamente abbastanza innocuo, che lancia diversi spunti di riflessione sui rapporti, ma che poi alla fine non ha il coraggio di spingere veramente sull’acceleratore. Così, un po’ di pepe avrebbe fatto bene sia alla storia che agli altri personaggi, magari impegnati in scambi volgarotti e simpatici, ma nulla che vada al di là di questo.

Insomma, sembrerebbe sostanzialmente lo stesso problema dell’ultimo, vero lavoro di Judd Apatow, Funny People. Proprio sicuri che non c’entri niente con questa pellicola?

Scritto da in recensioni

3 commenti a “I Love You, Man”

  1. Il film è uscito come succede spesso ultimamente con lancio prossimo allo zero e un numero di copie abbastanza basso (49). Questo perché il gigantismo delle grosse uscite non solo occupa le sale ma cannibalizza anche i budget per il lancio, persino delle distribuzioni delle major.
    Ma ti sono sembrate grossolane alcune recenti commedie italiane come “Questioni di cuore” o “Si può fare”? Non pensi che le generalizzazioni siano sempre un po’stupide?

  2. I Love You, Man l’ho visto dopo l’anteprima di Avatar a Rimini, sala completamente vuota ovviamente, ma il film mi ha fatto letteralmente impazzire. :) )

  3. I Love You man lo paragonavo a chi va paragonato, cioè commdie grossolane italiane, tipo De Sica e Neri parenti…
    Non credo sia questione di cannibalismo, ma di consuete uscite tecniche in un certo numero di copie per esigenze di diritti televisivi. Altrimenti dovrei pensare che in Universal sono pazzi a proporlo in 50 copie, pure troppe se non giustificate da obblighi contrattuali…

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