Avatar e le solite polemiche sceme italiane
11 January 2010Di fronte ad articoli come questo, forse la cosa migliore sarebbe tacere. Però, qualche cosa in breve a Faenza bisogna dirla, magari così evita di scrivere articoli pacchiani in futuro.
- Parlare di film che non si è visto è sempre sbagliato. Sempre. E il fatto che un giornale importante dia spazio a pareri chiaramente disinformati è triste…
- So’ almeno trent’anni (da Guerre stellari?) che “il computer ha preso il sopravvento sulla macchina da presa”, almeno secondo gli intellettuali nostrani. Peccato che tanti cineasti europei (o asiatici) facciano film visti in tutto il mondo, col computer o senza…
- “Le immagini umane cui siamo stati abituati sin dai tempi dei fratelli Lumière sono ormai superate da immagini virtuali e artificiali”, scrive Faenza. Qualcuno gli spieghi chi era Meliès…
- “Da una parte gli studios americani e dall’altra parte del campo il cinema dei paesi europei, asiatici, africani, sudamericani. Una partita persa in partenza, vista la sproporzione delle forze messe in campo”. Sarà pure una partita persa in partenza, ma inglesi, francesi, spagnoli, russi e coreani la giocano tranquillamente, collaborando spesso con Hollywood. Faenza e il cinema italiano giocano? Mi pare di no…
- “Prendiamo il caso di Il nastro bianco, stupendo film del regista austriaco Michael Haneke. Nonostante la Palma d’oro vinta all’ultimo Festival di Cannes, in Italia l’hanno visto pochissimi spettatori e nessun giovane”. Tipico giochetto di un certo tipo di intellettuali: si prende un film ‘importante’ e si vuole dimostrare che è andato male, per far vedere che il pubblico (di giovani, of course) è idiota. Peccato che un film come Il nastro bianco, anche grazie ai tanti premi ricevuti, sarà un ottimo affare per i suoi produttori, cosa che certo non si può dire dell’ultimo ‘capolavoro’ di Faenza, Il caso dell’infedele Klara. Ah, per la cronaca: le statistiche ci dicono che a mancare non è il pubblico giovane (che si mantiene fedele alla sala), ma quello più agé, che ormai va sempre meno al cinema. Ergo, di che si lamenta Faenza?

Per fortuna che nella stessa pagina di Repubblica c’era Castellitto che rispondeva a tono al delirio sterilmente polemico di Faenza. Va anche detto che la recensione di ieri di Michele Serra, da spettatore più che da critico, è molto buona, quindi non me la prenderei troppo con la linea editoriale del giornale…Faenza, per risponderti, non si lamenta, semplicemente, rosica.
faenza è pirla.
è un regista televisivamente sterile…non dovrebbe nemmeno aprire bocca per dire queste banalità. lui è il simbolo perfetto della pochezza cultural-cinematografica in cui l’Italia si trova (a parte alcune eccezioni)…è come quelli che bruciavano al rogo chi diceva che era la terra a girare attorno al sole…uno che ha girato i giorni dell’abbandono e il caso dell’infedele klara dovrebbe vergognarsi di esprimere pareri sul cinema e soprattutto criticare un film che in 24 giorni ha fatto quasi 1 miliardo e 400 milioni di dollari!!
ale
ps: secondo lui nessun giovane ha visto haneke…io l’ho visto e come me anche altri amici e conoscenti sotto i 24/25 anni.
Giusto, rosica. E secondo me, sotto sotto, porta avanti il solito discorso: noi intellettuali siamo una risorsa, lo Stato ci deve assistere…
La polemica è sterile ma non priva di contenuto interessante. Perpetua in effetti l’annosa questione su quale tipo di cinema sia il più valido: quello fracassone degli ‘ammerigani’ o quello denso ed intellettuale degli europei/asiatici? Il paragone appare inutile, in effetti. Da che mondo e mondo il sano divertimento da popcorn vince sul polpettone da cinefilo incallito. E allora ben vengano film come avatar, dove all’effetto speciale viene aggiunto anche contenuto, essenza. O il buon Faenza mi vuol forse paragonare la visionarietà di Cameron ai giocattoloni di un Michael Bay e compagnia bella? La macchina cinema è nata anche per questo: per mostrare ciò che nel nostro mondo non esiste. A questa stregua, ogni film di fantascienza verrebbe ridotto a filmacico di serie B; con buona pace per Kubrick e la sua odissea, o per scott e il suo blade runner. Cambiano i tempi e le tecnologie, non le mode. E se ritenere che il performance capture non sia semplicemente un mezzo, ma una sopraffazione, è indice della pochezza intellettuale di detto critico.
Non è possibile paragonare il cinema ad effetto speciale con quello squisitamente narrativo che in europa va per la maggiore. Nè sarebbe utile farlo. Ogni cinema è cinema, sta ad ognuno selezionare le proprie preferenze, con la consapevolezza dei limiti dell’uno o l’altro genere cinematografico, dell’uno o l’altro regista.
roberto faenza ha solo espresso la sua opinione, lui è un grande regista e se parla di cinema lo fa con cognizione di causa, quindi bisognerebbe portargli un tantino di rispetto, con buona pace di cameron e dei suoi fan
non è un po’ esagerato dire che faenza è un grande regista? direi molto fortunato più che altro. il rispetto bisogna meritarselo e le sue affermazioni su cameron non sono in questa direzione.
io non sono fan di cameron quindi non lo difendo per partito preso. però il fatto che cameron abbia dei fan e faenza no dovrebbe far riflettere…
poi scusami, come puoi dire che parla con cognizione di causa??? se ce l’avesse, non avrebbe aperto bocca in quel modo.
Carlo, Faenza ha espresso la sua opinione su un film che NON ha visto. Si manca di rispetto da solo…
Io ho trovato assurdo anche il discorso sulla virtualizzazione, come se il fatto che i personaggi siano digitali e non ripresi dal vivo faccia perdere umanità al film. E allora tutto il cinema di animazione, dalla Disney degli anni ‘40 a Miyazaki e alla Pixar? Il fatto è che si tratta di un articolo fatto solo di affermazioni banali e prive di senso. Guardate la sparata sui Lumiere, che in realtà usavano il cinematografo solo come uno spettacolino nelle fiere e a farne un uso più artistico è stato proprio, ironia della sorte, il padre degli effetti speciali e del cinema fantastico, ovvero Melies. La cosa che dà veramente fastidio è ascoltare affermazioni del genere da un affermato regista italiano, che si presuppone debba capirne più di noi. Che tristezza…
Hei, ma l’avete visto IL CASO DELL’INFEDELE KLAVATAR?
Faenza il film l’ha visto. Per la cronaca.
faenza l’avrà anche visto, però rimane il fatto che le sue affermazioni siano becere e qualunquiste. torni a fare i suoi tv movie e stia zittino.
Veramente dice chiaramente “Dopo la visione dei primi spezzoni di Avatar”. Ergo, non l’ha visto…
Qui Faenza risponde alle critiche:
http://www.cinemonitor.it/contenuto.asp?uid=FFY8KZGHN8JYAMXCT7KJ38QKK3DGXDMFSDRNHO7RG
continuo a pensare che abbia le idee un po’ confuse…
Avete scritto cose molto giuste e condivisibili a livello di idee, un po’ meno per quel che concerne i toni.
L’articolo di Faenza esprime opinioni in maniera posata e non arrogante, per cui non capisco il perchè dei ‘pirla’ e compagnia.
Si può controbattere anche in maniera educata, eh, anche perchè altrimenti un navigatore super partes che passa per caso di qua e si legge ambo gli articoli, è probabile penserebbe che i rosiconi stanno da questa parte.