The Cove

12 January 2010

E’ sicuramente uno dei titoli più premiati della stagione per quanto riguarda i documentari, visto che è già nella short list per gli Oscar e nei quattro lungometraggi candidati ai Producer Guild Awards. Ma, senza dubbio, è anche uno dei lavori più duri e difficili da vedere dell’anno. Si parla infatti di delfini e della pesca selvaggia che viene praticata nei loro confronti a Taijii, piccola cittadina costiera giapponese. E’ qui che vengono catturati tanti esemplari che finiscono nei parchi acquatici di tutto il mondo (destino già non bellissimo), ma che purtroppo arrivano soprattutto sulle tavole dei giapponesi dopo essere stati massacrati senza pietà.

The CoveA raccontarci tutto questo è Richard O’Barry, che negli anni sessanta aveva reso popolari i delfini grazie alla serie di Flipper, esperienza in cui aveva addestrato questi animali e dove aveva appreso le difficoltà di una vita limitata in una vasca. Tutto questo rende il documentario ancora più forte, senza contare l’incredibile atmosfera della cittadina, che apparentemente sembra una sorta di Disneyland dedicata ai delfini e non il teatro degli orrori reale che si rivela essere.

Siamo, insomma, di fronte a un documentario di denuncia come era il caso di Burma VJ, anche se peraltro il regista Louie Psihoyos non arriva a creare un prodotto così entusiasmante dal punto di vista tecnico e preferisce lavorare più nell’ombra (anche letteralmente, viste le tante riprese notturne). L’impressione, tuttavia, è che questi due titoli possano giocarsi i maggiori premi sulla piazza. E c’è poco di cui lamentarsi…

Scritto da Colinmckenzie in cinema, documentari, recensioni

4 commenti a “The Cove”

  1. Io l’ho visto è l’ho trovato bellissimo e commovente. Scena finale fantastica. Imperdibile.

  2. Colin ti devo ringraziare perché ogni anno mi fai conoscere i migliori documentari. Questo l’ho appena visto e inutile dire che mi sono commosso (ma io sono di lacrima facile quando si parla di animali maltrattati); comunque è davvero un bel lavoro, creato da persone veramente appassionate e che si sono prese i loro bei rischi (impressionanti per il senso di rischio le scene notturne).
    Purtroppo la (ingiustificata) crudele uccisione di animali è ancora molto diffusa, ma questi prodotti serviranno sempre a diffondere la consapevolezza che può essere ridotta.

  3. ma il documentario è già uscito in italia?
    dove?
    lo sto inseguendo da mesi…
    grazie

  4. E’ passato (in sordina, of course) al Festival di Roma…

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