Variety si censura per soldi
27 February 2010Decisamente un brutto colpo alla reputazione di Variety l’articolo del sito Gawker (ripreso da molti, tra cui In Contention), che accusa la storica rivista di aver cancellato una recensione sfavorevole per favorire un film che aveva portato nelle loro casse ben 400.000 dollari.
La pellicola in questione si chiama Iron Cross, è l’ultimo prodotto in cui è stato impegnato il compianto Roy Scheider e puntava a venir riconosciuta agli Oscar, tanto da decidere di spendere una cifra notevole per le pubblicità su variety. Così, quando un recensore freelance, Robert Koehler, ha massacrato il film (la sua recensione è ancora disponibile nella cache di Google, ma come si può vedere, non più qui), sono sorti dei grossi problemi.
Per questo, dopo aver sentito le lamentele dei produttori, l’editore di Variety Brian Gott ha ordinato l’eliminazione dell’imbarazzante pezzo. D’altronde, il film era anche stato presentato a una serie di proiezioni organizzate da Variety, una rassegna che normalmente è riservata solo ai veri candidati all’Oscar, lasciando molti spettatori confusi (ma adesso dovrebbe essere tutto chiaro).
Quello che lascia più perplessi è il modo in cui è stata gestita tutta la faccenda. Ci si chiede perché, se gli standard (vergognosi, s’intende) di Variety sono quelli di favorire i grossi investitori, non sia stato mandato alla proiezione un recensore importante della rivista, magari indottrinato a dovere. Per carità, non sarebbe certo stata una soluzione onorevole e conforme ai dettami del buon giornalismo, ma di sicuro molto meglio della figuraccia che è stata fatta. Anche perché, semplicemente, in quel modo nessuno avrebbe saputo nulla…
