Perdona e dimentica

27 aprile 2010

Ho avuto una sensazione strana vedendo finalmente il ‘sequel’ (fa un po’ impressione dirlo per un prodotto d’autore) del capolavoro Happiness. Un po’ la sensazione che ho avuto confrontando Videodrome ed Existenz di Cronenberg: il primo geniale e in anticipo sui tempi, il secondo decisamente in ritardo.

Perdona e dimenticaIl fatto è che se nel 1998 certe cose erano di rottura, ormai nel 2010 nessuno si scandalizza per ragazzini che parlano di sesso e situazioni forti. Così, i risultati sono molto altalenanti. Per una storia che funziona bene come quella della famiglia del pedofilo (e del criminale stesso, che qui ha il volto di Ciarán Hinds), delude fortemente la vicenda della sorella (Shirley Henderson) con le visioni, che è sinceramente insopportabile.

Il tutto, va detto, è contratto in poco più di un’ora e mezza, che comunque non fila via liscissima. E l’effetto di vedere attori completamente diversi dall’originale è straniante. Rimane il dubbio: Solondz ha realizzato un sequel per fare cassetta sul film che lo ha reso un nome importante? Mah…

Scritto da in cinema, recensioni

5 commenti a “Perdona e dimentica”

  1. mah…cassetta con un film del genere (cambiando peraltro tutti gli attori) non la puoi fare…e al netto dei complimenti di prammatica al “genio”, resta un film atipico ma non rivoluzionario, come dici tu. Non conosco bene Solondz, quindi non so quanto questo effetto sia voluto, l’impressione è che alla fine risulti troppo freddo per le tematiche che tratta – che presuppongono una forte empatia. Formalmente però è notevole,fotografia e regia sono decisamente interessanti.

  2. La penso esattamente come te, stessa “strana” sensazione.
    Solondz ha una capacità incredibile di far recitare i suoi attori, sfruttandoli al massimo. In questo caso, la parte della casalinga “perfettina” affidata a Allison Janney (la mamma di Juno, la madre depressa di wes Bentley in American Beauty, la compagna della Meryl in The Hours per intenderci) ha un ruolo magistrale, anzi, acquista praticamente un sacco di spazio in più nella storia, in particolare rispetto ad Happiness.
    Insieme a lei una STREPITOSA Charlotte Rampling, che non avevo letto nell’elenco del cast e che mi ha stupito davvero nel suo cameo.
    Ecco, però i protagonisti che avevo “amato” (le virgolette non sono messe a caso) in Happiness nel cambio casting perdono tantissimo. Il ruolo proprio, come se l’aver usato attori diversi avesse diminuito la loro centralità. Insomma, mi è mancato Philip Seymour Hoffmann (davvero il suo personaggio meritava così poco tempo a disposizione???) e soprattutto ho sentito la nostalgia dello sguardo gelido di Lara Flynn Boyle (una delle attrici più sottovalutate ever). Qui il suo ruolo è affidato ad una rediviva Ally Sheddy che però non mi ha convinto più di tanto…
    I paragoni sono evidenti e non si possono ignorare.
    Un film spiazzante e sicuramente voluto così dal regista, ma… fino a che punto? Non lo promuovo a pieno, ecco.

    Ps: applausi per Zia Assunta, non credevo ai miei occhi quando ho visto quella chioma cotonata e quelle braccione :) )))

  3. Colin, piccola correzione, Happiness con la i, non con la y. :) Comunque, i tuoi articoli mi incuriosiscono sempre, Happiness lo conosco solo per averlo spesso sentito nominare, ma credo sia giunto il momento di vederlo. Ovviamente il mio è un complimento.

  4. Giusto, grazie Neris

  5. Ah, ovviamente quando parlo di film di ‘cassetta’, intendo per questo genere di prodotti, non è certo Iron Man 2. Però, il fatto di rifarsi a quel film conosciuto, per esempio, ha consentito una discreta distribuzione italiana, a differenza dei due precedenti film di Solondz (che non mi ricordo neanche se sono arrivati in sala da noi)…

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