Rubrica a cura di ColinMckenzie

Kick-AssIl sospetto lo avevo da tempo e una rapida consultazione con diversi uffici stampa/marketing italiani me lo ha confermato. Kick-Ass, la pellicola con Nicolas Cage che ha fatto molta sensazione per l'ultraviolenza fumettistica ed è uno dei titoli più attesi dai fan, per ora non ha una distribuzione italiana.

Le ragioni? In attesa che qualche quotidiano allarmista parli di 'censura ideologica' (magari mettendo in mezzo il Vaticano), in realtà sono molto semplici e le stesse di situazioni di questo tipo: i costi. Tutti i professionisti che abbiamo contattato ci hanno infatti riferito che le richieste dei produttori sono al momento sproporzionate rispetto alle loro attese per un Paese come l'Italia.

Un responsabile marketing ci ha infatti detto che "il film al momento è libero perché il costo richiesto e le aspettative sono molto alte". La frase sintetizza chiaramente la questione, a cui va aggiunto la questione censura. Un'altra fonte (sempre marketing) ha infatti posto l'attenzione sulla violenza notevole della pellicola. Questo significa che, se tutto andasse bene, il film riceverebbe in Italia un divieto ai minori di 14 anni, ma il pericolo di un v.m. 18 è comunque alto. E per un titolo destinato agli adolescenti, significherebbe sicuro fallimento commerciale.

Un altro fattore di cui tenere conto è il fatto che il mercato italiano non sembra proprio interessatissimo a questo tipo di prodotti. E' giusto il caso di ricordare che Watchmen da noi non è neanche arrivato a tre milioni di euro e non aveva neanche per protagonista un'adolescente violenta e sboccata (che sicuramente susciterà polemiche fortissime). A questo punto, è normale che tutti aspettino di vedere i dati di incasso esteri, sperando che le richieste diventino più ragionevoli. Nulla vieta ovviamente che la situazione si sblocchi in tempi rapidi, magari anche nel momento in cui state leggendo queste righe (peraltro, la rivista Ciak dà la pellicola in uscita da noi in autunno, ma senza specificare un distributore preciso).

Insomma, sarebbe facile puntare il dito contro i distributori italiani. Ma, come sempre, siamo di fronte a questioni di mercato non semplicissime e non è il caso di pretendere che qualcuno perda soldi per far contenti i fan. Che, in un modo o nell'altro, il film riusciranno comunque a vederlo

 

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