festival di roma

 A cura di ColinMcKenzie

Inizio fulminante. Il comico Jon Stewart, noto anche da noi per aver presentato due edizioni degli Oscar, ha ospite della sua trasmissione George Lucas. Inizia a presentargli la trama di uno degli ultimi film di Guerre stellari e a un certo punto sbotta, facendo capire che la sceneggiatura è scritta malissimo. Sguardo di Lucas come di uno perso nel vuoto e che non sa cosa dire.

People vs. George LucasIl documentario di Alexandre O. Philippe arriva decisamente al momento giusto. E' infatti un buon periodo per discutere l'eredità che ha lasciato George Lucas a milioni di persone, così come i problemi della nuova trilogia e la delusione suscitata nei fan. Inoltre, l'esperimento di inserire tanti contributi degli appassionati, mandati direttamente al regista, è decisamente in linea con i tempi.

Per chi segue il fandom da anni (anche distrattamente come il sottoscritto, che non è mai stato un grande appassionato di Guerre stellari), siamo di fronte a dinamiche abbastanza note. Le origini di George Lucas e i film sperimentali che faceva in origine, per esempio, che risultano sempre sorprendenti visto come è proseguita la sua carriera. O i cambiamenti fatti nel corso degli anni alla trilogia originale, con delle scene modificate (la celebre questione se spara prima Ian Solo o meno) e in generale la discussione sui cambiamenti nell'arte.

Più che proporre argomenti inediti (peraltro impossibili su una saga così dibattuta), il documentario ha il merito di affrontare le questioni in maniera molto (auto)ironica, con i fan che sembrano i primi a prendersi in giro per la loro ossessione, il tutto corredato da ottime immagini di archivio e dei fanfilm molto creativi, tra cui è impossibile non citare la parodia di Misery non deve morire e soprattutto quello celeberrimo girato da tre ragazzini, una sorta di remake scena per scena de I predatori dell'arca perduta.

La parte più interessante potrebbe arrivare nell'ultima mezz'ora, quando ci si concentra sui pericoli di avere un potere come quello di George Lucas e rinunciare allo spirito di collaborazione presente nella trilogia originale. E si fa notare quanto sia importante il lavoro dei fan nel proporre materiale della saga, anche rischiando di commettere azioni illegali, per la futura popolarità della serie. Ma forse non si affrontano di petto alcune tematiche importanti.

Mi sarebbe piaciuto che ci fosse un'analisi approfondita del cinema moderno, con George Lucas che rappresenta perfettamente il cambiamento di prospettiva dagli anni settanta più ribelli e indipendenti, all'epoca moderna fatta per lo più di merchandising e di film franchise senz'anima. Sarebbe stato interessante sfruttare le parole di Coppola, che chiaramente rimpiange il giovane Lucas di Thx 1138 e American Graffiti, per vedere quello che ha perso il mondo del cinema per l'impegno trentennale di Lucas con Guerre stellari.

Peccato che su altri aspetti invece ci si sia fermati a lungo, fin troppo magari, come nella descrizione dell'impatto dei fan verso La minaccia fantasma. Ma evidentemente si tratta di un prodotto rivolto ai fan più che agli addetti ai lavori. Insomma, un prodotto carino e piacevole da vedere, ma mi sarei aspettato un'analisi più approfondita dal punto di vista commerciale. Chissà, facendo una battuta, potremmo sperare di vederla in una special edition…