Dieci anni fa come oggi usciva Mean Girls, teen-comedy diventata un vero e proprio cult, scritta da Tina Fey e diretta da Mark Waters, con Lindsay Lohan e Rachel McAdams nel cast.

Per l'occasione uno dei protagonisti, Daniel Franzese, ha scritto una lettera (pubblicata da Indiewire) al suo alter ego Damian, che nel film faceva parte del gruppetto di emarginati (assieme a Lindsay "Cady" Lohan e a Lizzy "Janis" Caplan) che si contrapponeva al gruppo delle Barbie, e veniva preso in giro da tutti perché alquanto effemminato. L'attore ha spiegato a Entertainment Weekly il motivo per cui ha scritto la lettera: "Dopo il gran numero di messaggi che, nel corso degli anni, i fan mi hanno scrittp per dirmi quando Damian era stato d'ispirazione durante il loro processo di coming out, ho pensato fosse giunto il momento di non mentire più a me stesso".

Nella lettera, infatti, Franzese spiega quanto sia stato difficile per lui fare coming out in un contesto, come quello di Hollywood, nel quale spesso si finisce per rimanere inchiodati a una parte sola:

Ero terrorizzato all'idea di interpretare quel ruolo. Ma volevo a tutti i costi rappresentare in maniera naturale e veritiera un teenager gay – un personaggio con il quale dovevamo ridere, non che dovevamo deridere, e di questo ringrazio Tina Fey e Mark Waters, io mi prendo solo un merito parziale.

[…] Una volta ho fatto richiesta di audizione per un personaggio minore in un film indipendente a basso budget, veniva descritto come un "operaio manifatturiero tenero" ma loro mi hanno risposto che cercavano un vero "uomo maschile". Il direttore del casting non mi ha fatto nemmeno fare l'audizione. Ed è capitato diverse altre volte. Ci sono persone che lavorano nell'industria cinematografica che mi hanno visto recitare in Mean Girls ma non mi hanno mai sentito leggere una parte in una audizione, e che tuttavia mi hanno sempre impedito di partecipare a provini per parti "maschili".

Franzese spiega anche di aver rifiutato diverse parti in cui doveva interpretare un uomo effemminato. Non si pente, tuttavia, delle proprie scelte:

Anni dopo uomini adulti hanno iniziato a fermarmi per strada, in lacrime, ringraziandomi per quanto ero stato un modello per loro. E nel frattempo non avevo ancora fatto coming out, cancellavo tweet di persone che mi chiedevano se ero gay e cose del genere.

[…] Nel 2004 ho avuto la splendida opportunità di far conoscere alla gente il VERO Daniel Franzese. Ora, nel 2014, voi mi avete insegnato a essere fiero di me ancora una volta. E' OK se nessuno vuole sedersi a mangiare con gli "sfigati appassionati di arte". Essere un artista omosessuale è una delle cose che preferisco della mia persona. Sono sempre stato diverso e questo va bene.