È l’1 Agosto 2014 quando atterro a Dallas, Texas per visitare gli studi del Libro della Vita, il nuovo film di animazione della 20th Century Fox Animation prodotto da Guillermo del Toro. Nel momento in cui questo articolo viene pubblicato il film è già uscito da un pezzo negli Stati Uniti, ma quando il furgoncino che accompagna me e una manciata (letteralmente meno di dieci) di giornalisti internazionali accosta al numero 301 di North Crowdus Street, del film si sa poco o nulla. Dallas è immersa in una nebbia uggiosa, e la brezza fredda sorprende non solo chi, come me, è stato viziato dalle temperature miti di Los Angeles.

 

Reel FX

In netto contrasto con gli edifici di vetro e metallo caratteristici del centro della città, la sede di Reel FX è un caldo cubo di mattoni rossi. Lo studio, la cui storia affonda le proprie radici già nei primi anni ’90, è ora ospite di una struttura industriale con la configurazione di un open space e il carattere di un appartamento urbano. Dopo l’accoglienza del team di 20th Century Fox Animation e Reel FX, veniamo subito gettati nel mondo del film: decine di storyboard appesi alle pareti mostrano le varie fasi di lavorazione del Libro della Vita. In un caleidoscopio di colori, è semplicemente incredibile constatare la cura al dettaglio di ciascuno degli elementi che progressivamente ha dato vita al film.

Ed è proprio l’attenzione per il dettaglio che ha fatto guadagnare al progetto il rispetto di Guillermo del Toro come produttore esecutivo. A raccontarcelo è proprio Jorge Gutierrez, regista del Libro della Vita, un giovane messicano vispo e innamorato del proprio primo film di animazione per il grande schermo. Il suo entusiasmo è contagioso, come quello di un bambino in un negozio di giocattoli.

 

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Nato da un’interpretazione personale e fantasticata di una delle più celebri festività messicane (il giorno dei morti, una festività molto diversa da quella che celebriamo in Italia e che è un’esaltazione della vita dopo la morte molto più spensierata e vitale di quello che ci si potrebbe aspettare), Il Libro della Vita non avrebbe mai visto la luce senza l’appoggio di Guillermo del Toro. Guidato da una passione sfegatata per il proprio progetto e disposto a tutto pur di preservarne l’integrità creativa, Gutierrez ci racconta che – contrariamente a quanto si potrebbe pensare – il suo primo incontro con del Toro è stato un totale fallimento.

gutierrezSudato per l’agitazione, in tremenda soggezione di fronte a uno degli eroi del cinema della sua patria, Gutierrez ammette di aver presentato la sua proposta di collaborazione in maniera totalmente sconclusionata. Ma non appena del Toro ha visto i suoi disegni (degli sketch preliminari dei tre mondi in cui prende vita l’avventura del Libro della Vita), non c’è stato bisogno di aggiungere altro.

Una volta conquistato Guillermo, Gutierrez non ha avuto problemi a trovare l’appoggio creativo e finanziario per mettere in piedi il progetto e sguinzagliare la propria fantasia più sfrenata. Con il celebre Gustavo Santaolalla alle redini della direzione musicale, Mumford & Sons, Us the Duo, addirittura Radiohead hanno concesso i diritti a fare delle cover delle proprie canzoni (per ottenere i diritti di “I Will Wait” dei Mumford & Sons, Gutierrez ha convinto personalmente la band con un discorso spassionato sul significato che la canzone avrebbe avuto nel film).

Durante la visita ci vengono mostrate 7 scene in anteprima, tutte in diverse fasi di lavorazione. Ascoltiamo la cover di “Creep” dei Radiohead, e conosciamo i personaggi principali. L’art director Paul Sullivan e il production designer Simon Varela ci illustrano la pipeline che ogni scena, ogni inquadratura, ogni fotogramma deve attraversare per arrivare alla propria versione definitiva. La storia è stravagante e originale, ma già dagli artwork è chiaro che la vera forza del Libro della Vita sta nella ricchezza visiva, qualcosa di inedito in qualsiasi altro film di animazione visto finora. Anche le tempistiche di produzione hanno dello straordinario: 1 anno di pre-produzione e circa 1 anno e mezzo di produzione, un tempo brevissimo per un film d’animazione di questo calibro. Sotto la guida di Gutierrez, ci assicurano, l’esperienza non sarebbe potuta essere più piacevole.

La giornata si conclude con un’esibizione live della band Us the Duo, la cui canzone “No Matter Where You Are” è la più esemplare del tema dominante del Libro della Vita: il vero amore che trascende qualsiasi distanza, anche quella tra la vita e la morte.

A Jorge Gutierrez è stata data l’opportunità di dare vita alla propria visione con un livello di libertà che ha dell’irresponsabile, e questo potrebbe aver danneggiato l’aspetto narrativo del film, ma a livello visivo Il Libro della Vita è una lettera d’amore all’arte popolare latinoamericana e un’esperienza senza precedenti. Il film arriverà nelle sale italiane il 5 marzo 2015 28 maggio.

 

https://www.youtube.com/watch?v=S6_-JoC8jpw