SUPER BAD – Dal 3 luglio al 4 settembre i supereroi conquisteranno la Casa del Cinema presso Villa Borghese a Roma

The Avengers (2012) di Joss Whedon: venerdì 31 luglio, ore 21.30, proiezione gratuita alla Arena Casa del Cinema, Roma (Villa Borghese)

 

Presentazioni

“Già! Ci mettiamo un po’ a riscaldarci, questo te lo concedo. Ma facciamo la conta dei presenti: Tuo fratello, il semidio; un supersoldato, una leggenda vivente che vive nella leggenda; un uomo con grossi problemi nel gestire la propria rabbia; un paio di assassini provetti e tu, bellimbusto, sei riuscito a far incazzare tutti quanti!”. Era Tony Stark che presentava l’Avengers Assemble a un ghignante Loki in un momento in cui il figlio di Howard deve prendere tempo affinché la sua squadra recuperi le forze in vista dello showdown finale e J.a.r.v.i.s. riesca a passargli la tuta Mark 7 prima che l’Asgardiano lo faccia precipitare dalla Stark Tower. Certo… manca lui al ritratto di gruppo. Chi meglio di Tony Stark potrebbe definire Tony Stark richiamando alla memoria la cantilenante serie di epiteti del John Du Pont di Foxcatcher (“Ornitologo, filatelico, filantropo”). Quando Steve Rogers lo provoca e gli chiede chi si crede di essere senza armatura, Tony dirà: “Un genio, miliardario, playboy e filantropo“. Conoscete la lingua lunga e leggera autostima del ragazzo.

Quindi eccolo qua il vero sogno della Fase 1 dell’Universo Marvel: The Avengers. Diventata così potente e ricca da potersi rendere indipendente da qualsiasi major, la Marvel porta sullo schermo nel 2012 un sogno iniziato nei titoli di coda di Iron Man (2008) di Jon Favreau quando Tony incontra il bendato Nick Fury il quale gli parla di unire vari supereroi per una squadra di pronto intervento qualora il problema si faccia impossibile da risolvere da un superhero solo. Quindi eccoli qua: il semidio (Thor), una leggenda vivente che vive nella leggenda (Steve Rogers alias Captain America), un uomo con grossi problemi nel gestire la propria rabbia (Bruce Banner alias Hulk) e un paio di assassini provetti (Clint Barton e Natasha Romanoff alias Hakweye e Vedova Nera).

Cosa può costringere lo S.H.I.E.L.D. a chiamare in azione i protagonisti di varie saghe con Tony Stark in posizione di veterano visto che quando The Avengers esce in sala lui è l’unico ad avere già due film all’attivo mentre Thor e Captain America sono freschi di primo capitolo? Cosa mai può spingere lo S.H.I.E.L.D, in costante relazione dialettica per non dire polemica con un Consiglio di antipaticissimi leader del pianeta Terra sempre con le facce nascoste ma non così tanto da non riconoscere gli attori Powers Boothe e Jenny Agutter, a sperimentare il collettivo di supereroi? Un oggetto potente come l’Anello del Potere di Tolkien (“Possiede una propria personalità”diranno del Cubo cosmico o Tesseract) e un nemico teatrale e odioso come Loki. In più… un universo bucherellato di varchi dimensionali che, grazie al Cubo Cosmico, possono far arrivare sul Pianeta Terra eserciti alieni come i Chitauri. E’ chiaro che Joss Whedon è stato molto bravo a proporre un problema il cui coefficiente di difficoltà è così alto da giustificare in toto la supersquadra.

Armonia

Inizialmente doveva essere lo show di Tony Stark & Friends ma nonostante la centralità del figlio di Howard sia rimasta (la Stark Tower è un luogo centrale della battaglia finale), la bravura del regista e sceneggiatore Joss Whedon è stata quella di creare un copione armonioso dove in 142 minuti si riesce a dare spazio ai singoli, alle rivalità dentro il gruppo, ai piani del cattivo, allo humour e all’azione. E poi è geniale l’idea di trovare un catalizzatore e di trovarlo nella persona che meno ti aspetti. Ovvero…

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L’Agente Phil Coulson

Lo ricordate? Era l’uomo che dava i memo celesti che Tony non avrebbe letto alla conferenza stampa finale e che nessuno voleva mai incontrare nel primo Iron Man. Coulson non è un supereroe ma un fedele soldato di Nick Fury e come il suo capo ha vissuto il logorio di quel lento reclutamento di “dive” supereroi durato cinque anni negli oscuri anfratti dello S.H.I.E.L.D. Coulson è diventato un nome proprio (Phil) per Pepper Potts (Tony è geloso), la quale conosce per filo e per segno le sue vicissitudini sentimentali con quella violoncellista trasferitasi a Portland, Oregon (anche Tony proverà a convincerlo a raggiungerla lì). Tutti lo conoscono e lui conosce tutti. Bruce Banner? Per lui è un genio come “Stephen Hawking”. Captain America? E’ il suo preferito tanto da collezionare delle figurine cui manca solo la firma autografa di Steve Rogers. Thor? Un ragazzone da rincuorare. L’attore regista Clark Gregg è ancora perfetto nell’incarnare la figura archetipica del nordamericano puro, diligente, corretto. The Avengers è anche il film del super essere umano Phil Coulson visto che sarà lui ad essere usato, anche subdolamente, da Nick Fury per stimolare nel gruppo una reazione compatta contro Loki. Questo amabile essere umano avrà tanto successo da spingere la Marvel a inserirlo come figura chiave nella serie tv prodotta dopo il trionfo The Avengers ovvero Agents of S.H.I.E.L.D.

Gli epiteti di Tony

Mr. Stark ha un soprannome derisorio per tutti. Loki per lui è uscito da Rock of Ages (fortunato musical di Broadway diventato flop cinematografico nel 2012) e l’incontro con i Fratelli Asgardiani è: “Shakespeare in estiva” (mai dimenticare che il primo Thor è stato diretto dal cultore di Shakespeare Kenneth Branagh). Thor è anche un “turista” o “Point Break” (un richiamo al personaggio di Patrick Swayze, supponiamo). Lo humour di Tony dà il tono a tutto il film e il suo invito a mangiare shawerma dopo la grande battaglia finale… creerà la celebre scena senza parole alla fine dei titoli di coda in cui lo humour di Stark sembra aver contagiato tutti.

Botte

Un altro merito di Joss Whedon è quello di aver gestito bene la natura frivola di un’operazione del genere. Non solo devi giustificare l’utilizzo di tanti supereroi insieme ma devi soddisfare il desiderio nascosto di milioni di spettatori ovvero vedere chi mena più forte tra Iron Man, Hulk, Thor o Captain America. La Marvel glielo aveva chiesto espressamente: voleva vederli litigare. Whedon crea allora delle sequenze di risse allo stesso tempo credibili e divertenti in cui rispettare ed enfatizzare le peculiarità di ognuno attento, bilanciare capitomboli e cadute al tappeto e soprattutto garantire che questi screzi tra supereroi non risultino gratuiti ma fisiologici e quasi necessari a stabilire le giuste gerarchie all’interno di una famiglia disfunzionale appena nata e già molto litigiosa.

 

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Hulk

Chi ne esce alla grande è la creatura verde senza franchise dentro la Marvel visto che sia il primo Hulk di Ang Lee (con Eric Bana) che il secondo di Louis Leterrier (con Edward Norton) non hanno mai garantito la solidità di un franchise autonomo. Il terzo Hulk Mark Ruffalo doveva essere uno sparring partner e invece ruba la scena ai colleghi durante i combattimenti non solo quando afferra al volo un pilota di caccia che si sta autoespellendo o quando colpisce Thor alla fine di uno scontro vissuto fianco a fianco per un eccesso di adrenalina. La scena delle scene di The Avengers è solo una: Hulk che interrompe la prosopopea di Loki per scaraventarlo più volte per terra come se fosse uno straccio. Sarà l’occasione per sentirlo pronunciare l’unica battuta intellegibile che non sia un urlo o rantolo (“Un Dio gracile”) per commentare la debolezza di un avversario più presuntuoso che pericoloso.

Conclusioni

Sapete come è andata a finire: l’esperimento ha avuto successo. The Avengers (2012) è tuttora il superhero movie che ha incassato di più nella storia del genere occupando al momento il quarto posto della classifica di tutti i tempi dietro Avatar, Titanic e Jurassic World. Molti critici nordamericani rimasero favorevolmente colpiti dall’ironia con cui Whedon aveva affrontato l’operazione senza negare e negarsi quei momenti epici che si sarebbero dovuti legare con le battutine e il senso dell’umorismo di Tony Stark. La cosa funzionò benissimo e preparò il terreno per Avengers: Age of Ultron (2015) nonché il dittico Avengers: Infinity War – Part 1  e Part 2 che nel 2019 caratterizzerà il tono con cui si chiuderà la Fase tre del sempre più complesso Marvel Cinematic Universe.