Mancano ancora cinque mesi all’uscita di The Hateful Eight, e in piena post-produzione Quentin Tarantino concede una lunga e approfondita intervista al New York Magazine.

Numerosi i temi toccati, a partire dalla politica, ma iniziamo da quell che interesserà maggiormente i suoi fan, e cioè il film:

 


 

Mancano cinque mesi, quanto manca a terminare il film?
Abbiamo terminato un po’ più di un’ora di film. Ho appena visto un’ora di film montata insieme.

Sei contento del risultato?
Non mi sto ancora suicidando. È quello che è. Stiamo correndo e cercando di arrivare alla fine. Poi lo analizzi per bene e cerchi di migliorarlo. Ma prima di tutto, bisogna arrivare alla fine. Per ogni film che ho fatto c’era una data da rispettare: per Le Iene dovevamo arrivare al Sundance, per Pulp Fiction c’era Cannes. Ma ce l’abbiamo fatta.

[…] Questo film dirà qualcosa sul nostro decennio?
Non sto cercando di fare un film contemporaneo a livello formale. Racconto solo la mia storia. Quando cerchi di fare quella cosa, diventa troppo artificiosa, quando cerchi di fare un western hippie o un western di controcultura.

The Hateful Eight ha lo sfondo della Guerra Civile americana, come Il Buono, il Brutto e il Cattivo.
Ma quel film non parla del conflitto razziale insito nella Guerra Civile, è solo ciò che sta accadendo. Il mio film parla di una nazione divisa proprio dal conflitto razziale, e ciò che avviene in seguito, sei, sette, otto, dieci anni dopo.

Questo renderà il film attuale. Tutti parlano di questo tema proprio adesso.
Lo so, sono molto eccitato a riguardo.

Eccitato?
Finalmente, il tema della supremazia dei bianchi è diventato attuale, se ne sta parlando e si sta affrontando la cosa. Ed è proprio ciò di cui parla il mio film.

Come può rientrare nel film ciò che sta accadendo a Ferguson e Baltimora?
Era già scritto nella sceneggiatura. Era già nelle scene che avevamo girato. Sembra un tempismo perfetto, ma non era nelle nostre intenzioni che vi fosse del tempismo. È solo successo. Adoro il fatto che le persone stanno parlando del razzismo istituzionale che esiste da sempre nel nostro paese e che è stato ignorato finora. Mi sento di nuovo negli anni sessanta quando la gente doveva esporre al mondo quanto era pessima prima che le cose potessero cambiare. Spero capiti di nuovo.

Dopo questo breve aggiornamento, si inizia a parlare del cinema di Tarantino:

Francamente un pubblico sofisticato non rappresenta un problema. Casomai, un pubblico stupido

Hai parlato spesso del fatto che come regista nei confronti del pubblico ti senti un po’ come un conduttore con la sua orchestra. Con il passare del tempo pensi che il pubblico stia diventando più sofisticato, e si stia abituando al tuo stile? È più difficile adesso?
Francamente un pubblico sofisticato non rappresenta un problema. Casomai, un pubblico stupido. Ma penso che il pubblico stia diventando più sofisticato, per una questione legata al tempo. Negli anni cinquanta il pubblico accettava un livello di artificio che avrebbe fatto ridacchiare il pubblico del 1966. E il pubblico del 1978 avrebbe ridacchiato guardando le cose che il pubblico del 1966 accettava tranquillamente. Il trucco è sempre cercare di anticipare quella curva, in modo che la gente non ridacchi del tuo film almeno per una ventina d’anni. Con Pulp Fiction, il pubblico commentava: “Wow, non ho mai visto un film come questo. Un film può fare cose come questa?” Non penso faccia più questo effetto. Non parlo più in maniera strana sopra ai miei personaggi. Penso che la gente abbia visto Django Unchained e Bastardi Senza Gloria e abbia pensato che fossero strani, ma tutto qui. Si sentivano con i piedi per terra. Nessuno è rimasto sconvolto, nessuno ha pensato “ma che cavolo è?” La gente capisce cosa faccio quando sperimento su un genere cinematografico.

Cosa ne pensa Tarantino del futuro del cinema? L’industria è destinata a morire come sostengono in molti?

Il mio pessimismo non è legato al sistema dei franchise cinematografici. I sequel ci sono da quando sono nato. Si parla di Transformers oggi, ma all’epoca c’erano James Bond e Il Pianeta delle Scimmie, e non vedevamo l’ora che uscisse il nuovo episodio. Tra l’altro tra poco vado a vedere Operazione U.N.C.L.E. di Guy Ritchie. Non so cosa pensino Spielberg e Lucas di film come questo. Ma non sono costretti a dirigerne uno.

Secondo loro i piccoli film vengono lasciati fuori dai multiplex a causa dei blockbuster.

La gente lo dice ogni sei anni. Siamo tutti d’accordo che gli anni settanta – o gli anni trenta, dipende da come vi sentite – sono stata la decade migliore nella storia del cinema, almeno a livello Hollywoodiano. Penso che gli anni novanta si avvicinino. Ma la gente diceva queste stesse cose negli anni novanta, e lo dicevano anche negli anni settanta.

Quindi non hai paura?

Non per le stupide ragioni che hai citato. Se si vedono un mucchio di film in un dato anno, è davvero difficile fare una top ten, perché molti film sono belli. È più facile fare una top 20. Ci sarà forse un capolavoro all’anno, e direi che non ci possiamo aspettare nulla di più, a meno che non sia un anno straordinario.

Tarantino ha anche un’idea tutta sua dei cosiddetti film indipendenti da Oscar:

Non so se parleremo di The Town, o I Ragazzi Stanno Bene, o An Education tra 20 o 30 anni

I film che una volta venivano trattati come film indipendenti, come i film del Sundance degli anni novanta, ora finiscono agli Oscar. Roba come I Ragazzi Stanno Bene, o The Fighter. Sono film a medio budget, hanno star molto importanti e budget più importanti del solito. Sono buoni film, ma non penso che abbiano la stessa tenuta di certi film degli anni novanta o settanta. Non so se parleremo di The Town, o I Ragazzi Stanno Bene, o An Education tra 20 o 30 anni. Diario di uno Scandalo. Philomena. Metà di questi film hanno Cate Blanchett come protagonista – sono film artistoidi. Non dico che siano brutti film, ma non penso che dureranno. Ma The Fighter o American Hustle… questi film verranno visti anche tra trent’anni. […] Potrei sbagliarmi, comunque, non sono Nostradamus. […] Parte del successo di The Fighter è l’esplosione del talento di David O. Russell. Penso che attualmente, insieme a me, sia il regista che riesce a dirigere meglio gli attori. E The Fighter ha un casting impeccabile.

Meryl Streep o Julianne Moore saranno mai in un film di Tarantino? Sembra di no:

Non penso di scrivere ruoli che Meryl Streep o Julianne Moore interpreterebbero. Jessica Lange in American Horror Story, lei è più il tipo di attrice adatta a un mio film.

Tarantino non è interessato allo streaming, che invece nell’estate 2015 è stata l’attività più amata dagli americani:

No, non uso lo streaming. La mia TV non è connessa al mio computer. È una cosa generazionale, ma non significa che la cosa non mi deprima. L’idea che qualcuno veda il mio film su un cellulare mi deprime.

Ho appena visto un tizio, in metropolitana, guardare Django Unchained sul cellulare.

Non riesco nemmeno a vedere un film su un computer. Sono vecchia scuola. Leggo i giornali, le riviste. Sulla tv guardo i notiziari, seguo un sacco la CNBC.

Il regista non ha visto molti film quest’anno, perché impegnato con il suo film, ma ecco quali ha apprezzato:

Non ho visto nulla quest’anno. Ho fatto questo film. Ho adorato Kingsman. E ho davvero apprezzato It Follows, aveva la miglior premessa per un film horror da tanto, tanto, tanto tempo.

Ed ecco invece i giovani registi che Tarantino ammira:

Noah Baumbach. I suoi film hanno una qualità da Paul Mazursky. […] Non ho visto tutti i film dei Duplass, ma quelli che ho visto li ho adorati. […]

Cosa pensa Tarantino dei film supereroistici:

Non mi dispiace il trend attuale sui film di supereroi. Avrei preferito non dover aspettare i cinquant’anni per vederlo diventare il genere dominante

Leggo fumetti sin da quando ero un bambino, e ho avuto la mia ossessione per l’Universo Marvel per anni. Quindi non mi dispiace il trend attuale sui film di supereroi. Avrei preferito non dover aspettare i cinquant’anni per vederlo diventare il genere dominante. Negli anni ottanta, quando i film facevano schifo, vedevo una quantità abnorme di film, e la media dei film brutti era la peggiore dagli anni cinquanta. Sarebbe stato bello se i film sui supereroi fossero stati popolari all’epoca. […] Li avrei visti tutti, era la mia epoca. Avevo vent’anni e sarei stato un geek del Comic-Con. Ora ho 50 anni e non riesco a vederli tutti.

Ed ecco quali franchise avrebbe voluto dirigere Tarantino:

Immagino che avrei potuto fare il primo Scream. I Weinstein volevano che lo dirigesse Robert Rodriguez. Penso che non immaginassero nemmeno fossi interessato. A me non interessava nemmeno la direzione che stava dando Wes Craven, pensavo che lui fosse la catena di metallo che impediva al film di decollare verso la luna.

Infine, ecco cosa guarda Tarantino in televisione:

Le ultime due serie che ho visto fino alla fine sono state Justified e How I Met Your Mother. […] Ho provato a vedere la prima puntata di True Detective, prima stagione, e non l’ho capita. L’ho trovata noiosissima. E la seconda stagione mi sembra pessima. Solo il trailer – tutti questi attori belli che cercano di non essere belli e vanno in giro come se portassero il peso del mondo. È così serio, sono così torturati, cercano di sembrare miserabili coi loro baffi e i vestiti sdruciti.

La serie che adoravo della HBO era The Newsroom, di Aaron Sorkin. È stata l’unica serie che ho visto letteralmente tre volte. La vedevo due volte di fila, e di nuovo su per la settimana per risentire i dialoghi.

Penso che la gente sarà stupita di sentire questo. Le recensioni erano negative, Sorkin si è pure scusato per alcuni episodi.

Ma chi diavolo legge le recensioni delle serie tv? I critici recensiscono i pilot, e i pilot fanno sempre schifo. Chi dovrebbe stupirsi del fatto che mi piace il miglior sceneggiatore di dialoghi sulla piazza?

 

Nell’intervista, Tarantino ha confermato che non esclude di realizzare Kill Bill 3, ma per il momento si trincera dietro a un “vedremo”.

Cosa ne pensate? Ditecelo nei commenti o in questo post del Forum Cinema.

Ambientato nel nevoso Wyoming qualche anno dopo la fine della Guerra Civile, il film ruota attorno alle tensioni che si creano in un gruppo di persone rimaste intrappolate in un saloon dopo che una tempesta di neve ha divelto la loro diligenza. Il gruppo include due cacciatori di taglie, un soldato Confederato rinnegato, uno sceriffo, una prigioniera (Leigh), l’autista.

Nel cast del film Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demian Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum.

Il film uscirà a Natale nei cinema americani in pellicola 70mm, l’8 gennaio negli altri formati.