Era maggio quando abbiamo avuto l’opportunità di recarci a Vancouver, in Canada, per visitare il set di uno dei film più attesi del 2016 e, per moltissimi fan, uno dei più attesi da anni: Deadpool.

La storia del film è lunga e travagliata: l’iconico e irriverente personaggio Marvel, creato da Fabian Nicieza (testi) e Rob Liefeld (disegni), aveva debuttato sullo schermo nel 2009 in X-Men le Origini: Wolverine, spin-off che non ha convinto molti soprattutto per il trattamento riservato proprio a Deadpool, ma che è servito a legare indissolubilmente il volto di Ryan Reynolds a quello di Wade Wilson.

Va detto che già nel 2004, quando la New Line Cinema deteneva i diritti di Deadpool, David S. Goyer stava sviluppando un film con Ryan Reynolds, ma il progetto andò in fumo. Le cose iniziarono a concretizzarsi anni dopo, quando la Fox acquisì i diritti e decise di introdurre Reynolds in un cammeo nello spin-off dedicato a Wolverine, con l’obiettivo di dedicare poi un film a Deadpool. La pellicola si è dimostrata però difficilissima da realizzare, visto che i fumetti Marvel sono quanto di più scurrile, irriverente e politicamente scorretto ci sia: un vero problema se si pensa che buona parte dei cinecomic viene realizzata cercando in tutti i modi di evitare il rating R (divieto ai minori non accompagnati). Lo spirito con cui Rhett Reese e Paul Wernick hanno lavorato allo script è l’opposto, ovvero fedeltà massima al tono del fumetto (e quindi ai fan), e ci sono voluti anni per convincere la Fox a dare il via libera al film – principalmente, il leak online di un test realizzato dal regista Tim Miller e da Reynolds, che è diventato virale e ha conquistato i fan in tutto il mondo.

La nostra set è durata complessivamente una giornata e mezzo, abbiamo assistito alle riprese ma abbiamo anche avuto l’opportunità di incontrare il cast, il regista, gli sceneggiatori e gli artisti che lavorano dietro le quinte di questa grande produzione, in arrivo nei cinema di tutto il mondo a febbraio 2016 (il 10 in Italia).

 

Deadpool

Vancouver

Vancouver si trova in una zona prevalentemente piovosa del Canada, e quindi siamo stati colpiti nel trovare un tempo meraviglioso: sole, cielo azzurro, temperatura gradevole, cosa davvero inconsueta per il mese di maggio in quelle zone. Una fortuna anche per la produzione, che ha girato molte scene in esterni.

Il nostro gruppo era composto da cinque giornalisti internazionali – la stampa americana ha partecipato a un’altra set visit qualche giorno dopo di noi. Inizialmente dovevamo assistere a una grande scena d’azione, una grande battaglia che include lo scontro tra Deadpool (Reynolds) e Ajax (Ed Skrein) che abbiamo visto anche qui su BadTaste.it in diverse foto e video dal set. Per alcuni problemi organizzativi il calendario di produzione è stato tuttavia cambiato all’ultimo minuto, e così ci siamo ritrovati in un vecchio teatro di posa, allestito all’interno di una ex fonderia di Vancouver (che peraltro successivamente è stata venduta e verrà convertita in un complesso di loft), e abbiamo assistito alle riprese di una scena meno spettacolare.

Mai avevamo respirato un clima così positivo di autentico orgoglio e soddisfazione per essere riusciti a fare qualcosa di inedito nel panorama dei cinecomic

Arrivati in questa location, abbiamo attraversato il set in silenzio e ci siamo pazientemente accomodati in una tenda aspettando di fare le interviste. Come sempre, non avevamo la certezza su chi saremmo riusciti a incontrare, visto che gli incontri con la stampa devono sempre sottostare ai tempi e alle disponibilità della produzione. Le prime persone con cui abbiamo parlato sono proprio gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick, noti soprattutto per aver scritto Benvenuti a Zombieland, uscito nel 2009. Entrambi si sono dimostrati molto positivi e appassionati dei fumetti di Deadpool, e ci hanno confermato che sì, c’è stata una versione PG-13 del film, ma che fortunatamente alla fine la Fox ha concesso loro di portare sullo schermo la versione più fedele possibile all’originale, e quindi vietata ai minori.

Il nostro secondo incontro è stato con Brianna Hildebrand, che interpreta Ellie Phimister, ovvero Testata Mutante Negasonica. Una ragazza timida, molto simpatica e carica di energia di 18 anni, che in realtà ne dimostra 15 come il suo personaggio e che ci ha raggiunti sul set perché non coinvolta nelle riprese quel giorno.

Successivamente abbiamo parlato con il supervisore agli effetti visivi Jonathan Rothbart, lo scenografo Sean Haworth, il regista Tim Miller, il line producer John Kelly (che si occupa di gestire il budget) e gli altri protagonisti Gina Carano (Angel Dust), il britannico e teatralissimo Ed Skrein (Ajax). Purtroppo all’ultimo momento Reynolds non è riuscito a farsi intervistare, anche se lo abbiamo incrociato più volte sul set durante la giornata, in particolare durante il pranzo.

Come sanno tutti i fan del fumetto, il protagonista Wade Wilson un giorno scopre di avere un cancro incurabile. Accetta di partecipare al progetto Arma X, con l’obiettivo di riprodurre il fattore rigenerante di Wolverine – questo processo lo trasformerà in Deadpool. La clinica dove viene trattato è gestita da Ajax, e la scena a cui abbiamo assistito era ambientata proprio in questo luogo, una sorta di lugubre ospedale simile a un istituto psichiatrico. Ci è stato detto che Reynolds doveva rimanere nel personaggio, un uomo che sta per morire e che sta provando l’ultimo disperato tentativo per sopravvivere, e che quindi non era il giorno migliore per parlare con lui.

 

Deadpool

Il costume di Deadpool e gli artwork

Durante la giornata ci hanno anche mostrato il costume di Deadpool, il cui look è da qualche mese di pubblico dominio. Ne sono state fatte 17 copie diverse, e a fine riprese Reynolds ne ha tenuta una: giusto ieri vi abbiamo mostrato per cosa la utilizza! Le differenze tra le varie copie stanno nell’usura e nelle condizioni in cui deve trovarsi il costume nei vari momenti del film: quattro o cinque copie sono di Ryan Reynolds, le altre per le sue controfigure. Costume e maschera sono stati modellati perfettamente sul corpo e il volto dell’attore, e il costume è stato realizzato con spandex e inserti di pelle. Il risultato, ci è stato detto, è caldissimo e il povero Reynolds sul set si sentiva come in una sauna. Ci è stato mostrato anche il costume di Testata Mutante Negasonica, e ci è stato detto che visto che lei come Colossus è collegata al mondo degli X-Men, anche il suo costume ha dei collegamenti diretti con il team di supereroi, infatti è giallo e nero e sulle spalle ha il cerchio con la X degli X-Men.

Abbiamo anche visto parecchi artwork, tutti preliminari (tanto che ci è stato detto più volte che il film non avrebbe avuto l’aspetto mostrato in quelle immagini). Un artwork mostrava l’esterno di una clinica medica a Guadalajara, dove è ambientata una scena in cui Wade cerca di farsi curare il cancro senza ottenere risultati. Un posto decisamente triste, losco e poco raccomandabile, dove non ci faremmo disinfettare nemmeno un taglio su un dito. C’erano poi diversi artwork dell’appartamento di Deadpool, che contiene moltissimi riferimenti al fumetto originale (che i fan sapranno riconoscere) ma anche riferimenti alla cultura pop in generale. Nel film Deadpool infatti menzionerà Ryan Reynolds, e in una scena lo vedremo tenere in mano una copia di People Magazine con una foto dell’attore e la scritta “l’uomo più sexy del mondo”! Diversi artwork erano dedicati alle scene d’azione finali, in uno in particolare Colossus si scontra con Angel Dust, che nel film avrà il potere di farsi esplodere (non è ancora chiaro come si vedrà a livello visivo, sul set non lo sapevano nemmeno gli attori), mentre in un altro vediamo Deadpool comporre la parola Francis con dei cadaveri davanti ad Ajax. Francis è il vero nome di Ajax, e non appena nel film Deadpool lo viene a sapere inizia a prenderlo in giro, suggerendogli di smetterla di farsi chiamare con un nickname “figo” quando il suo nome è “da sfigato”. Altri artwork erano dedicati alla scena che stavano girando durante la nostra set visit, ovvero la creazione di Deadpool.

Le riprese

Nella scena che abbiamo visto, in particolare, Wade viene portato su un lettino dentro a una specie di sala operatoria che visivamente ci ha ricordato alcune immagini viste nel videogioco Batman: Arkham Asylum, con pavimenti bagnati, colori acidi, luci industriali, forti contrasti e squilibrati che urlano in sottofondo. Nella scena c’è anche un riferimento a Lanterna Verde, riferimento che abbiamo visto anche nel trailer: si tratta di uno dei tanti momenti che impostano il tono del film, con elementi tratti dalla cultura pop, battute meta e la rottura della quarta parete che tanto attendono i fan del fumetto originale.

Quello che ci ha colpito sul set è stato l’entusiasmo di tutte le persone coinvolte: noi di BadTaste.it abbiamo partecipato già a diverse set visit, ma mai avevamo respirato un clima così positivo di autentico orgoglio e soddisfazione per essere riusciti a fare qualcosa di inedito nel panorama dei cinecomic.

Ovviamente il risultato lo valuteremo una volta che la pellicola sarà uscita in sala, anche se già dal primo trailer possiamo intuire che il Mercenario Chiaccherone non la manderà a dire a nessuno. Nell’attesa, pubblicheremo nelle prossime settimane tutte le interviste di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. Nell’articolo, invece, trovate due immagini ufficiali del film che ci sono state inviate dalla 20th Century Fox. Cliccateci sopra per vederle in alta risoluzione!

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