Concludiamo oggi il nostro viaggio dietro le quinte di Oceania. L’ultimo appuntamento del nostro reportage dalla visita ai Walt Disney Animation Studios a Burbank qualche mese fa, dove abbiamo incontrato i realizzatori del film, è dedicato alla storia e a come è stata sviluppata.

CREARE LA STORIA

Incontro con Jared Bush (sceneggiatore), Dave Pimentel (responsabile della storia), David Derrick (story artist), Sunmee Joh (story artist).

Tremila anni fa i più grandi navigatori della storia attraversavano il vasto Oceano Pacifico alla scoperta delle tante isole dell’Oceania, ma poi, per un millennio, le loro esplorazioni si sono fermate e nessuno sa il perché. Nell’contro con i membri del team degli autori scopriremo quale risposta abbiano dato a questa domanda e cosa abbia condotto Moana e Maui a attraversare l’oceano in un viaggio pieno di avventure tra mostri enormi ed impossibili sfide.

Secondo gli autori di Moana, una delle cose più esaltanti di lavorare ad un film della Disney è il livello di collaborazione che esiste tra i vari dipartimenti, per scrivere una storia, tutte le persone coinvolte, dai registi agli story editor, allo sceneggiatore, hanno sempre lavorato assieme in maniera organica per riportare un racconto al meglio delle loro possibilità.
Scrivere la sceneggiatura per un film della Disney normalmente richiede dai tre, ai cinque anni, periodo durante il quale si condividono idee, si abbozzano disegni, si parla dei personaggi e del carattere che dovrebbero avere e di come la storia dovrebbe progredire, una storia che – nell’arco di questo tempo – evolve costantemente. Durante la stesura della sceneggiatura e fino alla sua conclusione nella writer room, la stanza in cui lavorano gli autori, si arriva a vedere il film almeno una dozzina di volte per decidere cosa cambiare e cosa tenere della storia. Fare lo screening di un film che ancora esiste solo su carta significa usare la sceneggiatura, tutti i disegni aggiornati fino all’ultima scena, gli “scratch dialogue”, cioè la bozza di tutti i dialoghi tra i personaggi che sono stati scritti fino a quel momento, gli effetti sonori e la musica, per dare così agli autori l’opportunità di poter vedere quasi tutto il film senza che sia stato tecnicamente ancora animato.

Per un film come Oceania, nella writers room sono stati prodotti e usati dagli autori più di 1000 storyboard

Seguendo questo procedimento una sceneggiatura finisce per subire diverse modifiche, a volte di minore entità, a volte molto consistenti, che portano poi al risultato finale. Per un film come Oceania, nella writers room sono stati prodotti e usati dagli autori più di 1000 storyboard, cioè la rappresentazione grafica delle inquadrature del film.

Gli sceneggiatori lavorano inoltre in continua collaborazione, siedono intorno ad un tavolo, usano il materiale grafico che hanno a disposizione fino a quel momento e condividono le loro idee per la storia, fino a quando la migliore tra queste idee non viene scelta tra tutte per diventare parte integrante della storia in un continuo brainstorming, letteralmente una “tempesta di cervelli”, una tecnica creativa di gruppo usata per far emergere appunto le migliori idee. In questo senso gli autori hanno spiegato quanto sia importante non affezionarsi troppo ad un’idea sulla quale si è lavorato anche a lungo, perché è sempre possibile che venga scartata. A prescindere da quanto brillante possa essere, qualsiasi idea può essere scartata per il semplice fatto che non si armonizza con la storia nel suo insieme: in sostanza è fondamentale lavorare in gruppo sapendo rinunciare alle proprie idee in favore di quelle migliori per il film.

Originariamente, per esempio, nella storia Vaiana aveva sei fratelli, ma siccome non avevano una giusta collocazione nella storia, gli autori hanno deciso prima di diminuirne il numero e poi di rinunciarvi completamente. Stesso discorso è valso per la madre di Vaiana, Sina, che è stata eliminata e poi reinserita nella storia solo dopo che gli autori hanno davvero sentito che il personaggio serviva uno scopo preciso, in sostanza, il mantra degli autori nello scrivere una sceneggiatura è: “ogni personaggio deve guadagnarsi il suo posto nella storia.”

Per ogni scena, per ogni passaggio del film, gli autori discutono a lungo pensando ad ogni possibile risvolto, a quale sia il messaggio finale, a cosa stiano davvero cercando di trasmettere in quel particolare momento, in un processo che è emotivamente molto coinvolgente (e stancante) e che a volte porta gli autori letteralmente fino alle lacrime. Jared Bush ha raccontato di quando, nello scrivere una scena molto commovente, si è trovato a piangere come un bambino in pubblico, nel caffè della catena Starbucks in cui era e di come Dave Pimentel, disegnando quella stessa scena da lui scritta, lo abbia subito chiamato dicendogli di averlo ridotto in lacrime. Quando gli autori hanno questo genere di riscontri sanno sempre, ha ammesso Bush, di aver scritto qualcosa di valido.
Si è parlato poi del processo di scrittura di una sceneggiatura per la Disney, che è diverso da quello di altri film, in cui normalmente per 2/3 mesi si scrive tutta la storia per poi presentare il prodotto finito alla produzione. Alla Disney invece gli sceneggiatori lasciano l’ufficio per un paio di giorni per scrivere il più possibile, una decina di pagine o una scena o un intero atto, per poi tornare nella writer room e parlare con gli altri di quanto si è prodotto e per fare in modo che si possa cominciare a disegnare la suddetta scena. Normalmente, quando uno sceneggiatore comincia a scrivere il secondo atto, gli artisti hanno già iniziato a disegnare il primo. Questo processo è fondamentale non solo per far progredire il lavoro il più velocemente possibile, ma anche per decidere quali cambiamenti apportare alla storia, senza far perdere tempo ai disegnatori, facendogli lavorare su qualche scena che poi, eventualmente, si decide di non includere.

Ogni singola scena di un film di animazione richiede inoltre molto lavoro, ciò che su carta può essere descritto in un breve paragrafo, richiede una lunghissima elaborazione per arrivare al prodotto finale. Dalle mani dello sceneggiatore passa poi in quelle dell’head of story, nella fattispecie Pimentel, che deve tradurre quelle parole in immagini e che per fare ciò ha bisogno di scambiare idee e fare domande sia a chi ha scritto quella particolare scena che ai registi. Una volta disegnate le prime bozze, queste vengono sottoposte agli autori ed ai registi che condividono a loro volta le loro idee e suggeriscono le eventuali modifiche da apportare, in un ciclo continuo che porta poi alla realizzazione finale di una scena che passa in mano agli animatori veri e propri.
Anche nel caso degli sceneggiatori, ovviamente, il rapporto di collaborazione con l’Oceanic Story Trust ha avuto un valore fondamentale, perché essere in continuo contatto con questi esperti, ha permesso loro di scrivere una storia realistica, che fosse coerente con il periodo storico di cui stavano parlando.

Oceania Heihei

Gli autori hanno anche parlato della commercializzazione dei personaggi e del marketing legato ad ogni film della Disney, specificando come, nel loro ruolo, non gli viene chiesto di interagire o confrontarsi con il dipartimento di marketing, ma che creano la storia ed i suoi protagonisti senza domandarsi se un personaggio sia commercializzabile o quale sia più adatto a vendere come action figure e allo stesso tempo, chi si occupa invece di questo aspetto, non interferisce con il loro lavoro, chiedendogli casomai di mantenere nella storia un particolare personaggio.

Per quanto concerne il fatto che il film Oceania non sia incentrato su una storia d’amore, gli sceneggiatori hanno spiegato come produzione dopo produzione, abbiano sempre cercato di far evolvere il racconto ed i personaggi in maniera diversa e che nel caso di Vaiana, fin dai suoi esordi, avevano deciso di raccontare il viaggio di un eroe nel tentativo di salvare il mondo, piuttosto che quello di una storia romantica. Vaiana ha pochissimo tempo per compiere la sua impresa e non ci sarebbe stato modo di inserire una storia d’amore in questo epico racconto, per non parlare del fatto che la protagonista è una sedicenne, che sta ancora cercando di trovare se stessa e che, nonostante il suo carattere forte ed indipendente, resta pur sempre ancora una bambina.

Parlando dei personaggi che amato di più scrivere, Jared Bush ha inoltre dichiarato che le sue scene preferite sono quelle in cui Vaiana e Maui interagiscono: secondo lo sceneggiatore, Vaiana è un personaggio molto divertente da trasporre su carta perché è eroica e coraggiosa, è una ragazzina piena di iniziativa, che non ha paura di affrontare l’ignoto. Proprio per queste sue caratteristiche, gli autori hanno continuato a metterla alla prova, facendole affrontare situazioni sempre più difficili per vedere come le avrebbe superate. Vaiana, pur affrontando un’indicibile serie di peripezie, non è tuttavia un supereroe, e per questa ragione le è stato affiancato Maui, un personaggio dalla fortissima personalità, da cui sarebbe stato facile essere fagocitati se la protagonista di Oceania non avesse dimostrato di avere un carattere altrettanto forte. Per questo motivo i momenti in cui questi due personaggi interagiscono, sono stati tra i più divertenti da scrivere per gli autori e saranno probabilmente i più divertenti da vedere per il pubblico.

Un altro aspetto di cui si è parlato con lo sceneggiatore è stato quello dei cattivi nei film della Disney e di quale sia l’ago della bilancia usato per non creare personaggi troppo spaventosi, che finiscano per terrorizzare i principali spettatori di queste produzioni: i bambini. Come padre di famiglia, Jared Bush ha dichiarato di usare spesso la sua esperienza con i propri figli per misurare questa parte della storia, aggiungendo di essere convinto che ai bambini piaccia essere spaventati, non terrorizzati, “c’è una differenza”, ha aggiunto, e che – soprattutto quando hanno coscienza del fatto che tutto poi finirà bene – si divertono all’idea di vedere i tanto amati protagonisti di un film affrontare momenti spaventosi. Per questa ragione gli antagonisti sono tanto importanti quanto i protagonisti, perché rendono completo un racconto e senza di loro non ci sarebbe una storia da narrare.

Si è parlato infine della differenza tra lo scrivere una storia per bambini ed una per adulti e di come ogni battuta spiritosa in un film Disney sia pensata per far divertire persone di tutte le età. Questo genere di sceneggiature sono create per coinvolgere sia gli adulti che i bambini, non con l’idea di creare diversi strati narrativi, “nessuno,” ha spiegato Jared Bush, “vorrebbe entrare in un cinema e sentire ridere solo gli adulti o solo i bambini ad intermittenza, quando gli uni o gli altri capiscono la battuta che è stata espressamente scritta per loro,” lo scopo finale è sempre quello di creare una storia equilibrata, in grado di catturare l’interesse degli spettatori di tutte le età. Senza eccezioni.